Un uomo in continua fuga per non essere trovato… e ucciso.

Titolo: Il Broker.

Autore: John Grisham.

Genere: legal thriller.

Pagine: 345.

Casa editrice: Mondadori.

Trama: Joel Backman, noto come “il Broker”, un tempo socio di un prestigioso studio legale è uno degli uomini più ricchi e potenti di Washington, è in carcere da sei anni per aver tentato di piazzare sul mercato un software messo a punto da tre giovani pachistani, capace di neutralizzare il più sofisticato sistema di spionaggio satellitare. Ma la vendita è sfumata e i ragazzi pachistani sono morti. Ora il presidente degli Stati Uniti, a poche ore dalla scadenza del mandato, ha firmato i documenti per la sua liberazione. Poche ore dopo, Backman si trova a bordo di un aereo militare che lo porterà lontano, verso una città italiana a lui sconosciuta, con una nuova identità. Da una cella schifosa alla libertà in meno di un giorno. Perché così in fretta? Ben presto il Broker si rende conto che non si è trattato di un semplice atto di clemenza: braccato dalla Cia, dai servizi segreti israeliani e sauditi e da uno spietato killer cinese, Backman diventa l’esca di una micidiale caccia all’uomo in cui la domanda non è se riuscirà a sopravvivere, ma chi sarà a raggiungerlo per primo. E a ucciderlo.

Eccomi qui, come promesso, a recensire l’ultimo libro che ho letto. Si tratta di “Il Broker” di John Grisham ed è un legal thriller, genere in cui questo scrittore scrive la maggior parte dei suoi libri. Il protagonista del romanzo, Joel Backman, è un ex socio e avvocato di uno studio legale di Washington che si trova in carcere da sei anni per vari capi d’accusa. Avendone ancora quattordici da scontare Backman rimane incredulo quando scopre che il presidente degli Stati Uniti ha deciso di concedergli la grazia ma a patto che si trasferisca in un altro paese e che non metta più piede sul suolo americano. Ovviamente accetta e da qui, “aiutato” da vari personaggi, viene dapprima trasferito a Treviso dove incontra Luigi: all’apparenza sembrerà che voglia aiutarlo (gli cercherà un insegnante che l’aiuti ad imparare l’italiano, ecc) ma tutto questo è solamente una copertura che nasconde il suo vero ruolo in questa vicenda. Nel suo soggiorno in Italia Backman, per non farsi trovare da chi lo vuole uccidere, deve assumere una nuova identità: Joel Backman diventa Marco Lazzeri e da quel momento quello sarà il nome. Ma nemmeno Treviso è un posto sicuro e Joel/Marco viene trasferito in una nuova città, Padova, dove continuerà il suo soggiorno italiano. Intanto, dall’altra parte dell’oceano, ci sono delle persone che stanno facendo di tutto per scoprire dove Joel/Marco si sta nascondendo e il loro obiettivo è molto chiaro: trovarlo ed ucciderlo. Ci riusciranno? Oppure Joel/Marco, per non farsi trovare, sarà costretto a scappare per il resto della vita?

👍 avete problemi d’insonnia e non riuscite a prendere sonno? Leggete un paio di pagine di questo libro e vedrete subito il risultato. È così noioso che vi addormenterete all’istante. Questa è l’unica nota positiva del libro.

👎 ho trovato la lettura di questo romanzo molto piatta e poco avvincente; il protagonista, a parte continuare a scappare per non essere trovato ed ucciso, sembra quasi un “burattino” nelle mani delle persone che, all’apparenza, lo vogliono aiutare; durante la lettura ho avuto molta difficoltà a capire quali fossero i “buoni” e quali i “cattivi”.

Voto alla fine della lettura del libro: 5.

E voi avete già letto “Il Broker” di John Grisham? Quale o quali libri, malgrado la trama all’apparenza interessante, avete trovato dei veri e propri mattoni?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

7 pensieri su “Recensione libresca: “Il Broker” di John Grisham.

  1. In parte sì (anche se il protagonista è accusato di talmente tanti capi d’imputazione che non si sa quale sia quello che l’ha portato, all’inizio, a finire in prigione. Sembra quasi che sia voluto finire dietro le sbarre perché già dall’inizio c’era qualcuno che voleva fargli la pelle) perché sono tanti quelli che lo vogliono morto ma questa “caccia all’uomo” sembra quasi più il gioco del nascondino che un omicidio, diciamo, su commissione. Il protagonista sospetta di tutti (anche troppo) e questo continuo alternarsi di personaggi che non ho capito molto bene se fossero “buoni” o “cattivi” mi ha mandato letteralmente in confusione. Spero che passi un bel po’ di tempo prima di trovare un altro libro così deludente.

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