Recensione libresca: “Noi bruceremo” Martina Owens.

Questa è la recensione dell’ultimo libro della carrellata di quelli letti durante la pausa dal blog… e presto ne arriveranno altre, 😉.

Un passato difficile da lasciarsi alle spalle… ma con la persona giusta anche le ferite più profonde possono rimarginarsi e guarire.

Titolo: Noi bruceremo.

Autore: Martina Owens.

Genere: romance, young adult, new adult.

Pagine: 458 (formato ebook); 346 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Siamo fiamme ardenti che divampano”.

“Non devi avere paura di me, o delle tue cicatrici. Fanno parte di te, e io voglio tutto di te.”

Trama: Segnata da un passato doloroso, che le ha lasciato cicatrici profonde, Naiomi approda alla Tulane University, a New Orleans, per ricominciare, ma appare subito chiaro che non è una studentessa come le altre: non ama le feste e la vita mondana, preferendo invece trascorrere le serate a guardare un film horror in compagnia della sua migliore amica, Dionne, e del suo inseparabile cugino, Ezra. Se non fosse che Dionne frequenta uno dei ragazzi più popolari del campus, Jay Jensen, membro della Alfa Sigma Tau, la confraternita più scatenata del college. Quando lui tradisce Dionne, Naiomi decide di vendicarsi per difendere l’onore dell’amica. Ed è così che incappa in Björn, il bad boy per eccellenza della Alfa Sigma Tau, famoso per passare da una ragazza all’altra con facilità disarmante e senza mai guardarsi indietro. Dopo un primo incontro burrascoso i due cominciano a gravitarsi attorno, incapaci di stare l’uno lontano dall’altra. E pian piano Naiomi si rende conto che, sotto l’atteggiamento spavaldo e la miriade di tatuaggi, Björn è un mondo tutto da scoprire. Troverà il coraggio di avventurarcisi, pur tra mille difficoltà, oppure scapperà senza lottare per i suoi sentimenti?

Anche se l’ultimo romance mi ha parecchio ma parecchio delusa devo ammettere che questo genere, a volte, riserva anche delle belle sorprese. Abituata come sono a letture più “strong”, più adrenaliniche e totalmente all’opposto rispetto a quella di questa recensione questo romance è riuscito a conquistare anche una come me che legge pochissimi libri di questo genere.

Qua il solito cliché della ragazza ingenua e “crocerossina” e del bad boy per antonomasia viene totalmente scardinato, lasciando spazio a due personaggi molto forti ma allo stesso tempo anche fragili, due protagonisti che accompagnano il lettore a conoscerli sempre più a fondo, a scoprire i loro punti di forza e quelli di debolezza, vedendo crescere pagina dopo pagina una storia d’amore che evolve con un’intensità silenziosa e capace di farsi sentire senza bisogno di eccessi.

I protagonisti di questo romance sono Naiomi e Björn: Naiomi è una ragazza segnata da un passato doloroso e di cui ne porta ancora le cicatrici, sia fisiche che emotive. Il trauma vissuto l’ha resa una ragazza molto chiusa, diffidente, riservata e che preferisce la compagnia di poche persone fidate rispetto alla mondanità che il college propone. Ma allo stesso tempo è anche una persona molto grintosa, indomita e che reagisce “di pancia” alle situazioni che le si presentano. E sarà proprio questo suo lato del carattere a colpire Björn, il bad boy della confraternita Alfa Sigma Tau, seduttore incallito e affascinante. Björn, proprio grazie alla sua fama di seduttore, passa velocemente da una ragazza all’altra e quando una storia finisce non si volta mai indietro. Il primo incontro tra i due assomiglia più ad uno scontro: un impatto brusco, quasi inevitabile, che accende una scintilla difficile da ignorare e che, pagina dopo pagina, si trasforma in un legame capace di scalfire ogni resistenza. Ma qualcuno non vede di buon occhio questo legame e, come un’ombra del passato che torna a farsi viva, cerca in tutti i modi di separare i due ragazzi. Riusciranno Naiomi e Björn ad allontanare questa presenza e a vivere il loro amore? Oppure il passato tornerà a bussare, pronto a rimettere tutto in discussione?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 il ritmo della narrazione scorre in modo fluido e non si perde in lungaggini che avrebbero finito per rendere la lettura lenta e noiosa; non c’è quell’idea di “già visto e già letto” e persino il solito cliché viene stravolto totalmente; il modo in cui la storia d’amore tra i due ragazzi si evolve cresce senza forzature né dinamiche artificiose; i personaggi sono stati creati con la giusta profondità emotiva: ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti che si intrecciano in un equilibrio fragile ma autentico e capace di dare spessore alla loro storia.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Noi bruceremo” di Martina Owens? Se doveste scegliere: un protagonista imperfetto ma vero o uno perfetto ma un po’ distante?

Recensione libresca: “Il grido della mantide” Lynda La Plante.

Il mondo dello spettacolo: un mix di luci e ombre…

Titolo: Il grido della mantide.

Autore: Lynda La Plante.

Genere: thriller.

Pagine: 528 (formato ebook in lingua inglese); 465 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Londra, una villa d’epoca nel quartiere più lussuoso della città. Amanda Delany ha il mondo ai suoi piedi. Le sue avventure con gli attori più affascinanti sono su tutti i giornali, i suoi film sono uno strepitoso successo. Mentre saluta l’autista dalla porta di casa, illuminata dai fari della Mercedes, Amanda non sa che quella è l’ultima volta che qualcuno vedrà brillare i suoi capelli biondi. Il mattino dopo il suo corpo viene trovato riverso sul letto. Le mani legate, le gambe spalancate, la ragazza è stata colpita ovunque da coltellate furiose. Solo il bellissimo viso è intatto, gli occhi sbarrati per l’orrore. La prima ad arrivare sulla scena del delitto è Anna Travis. L’ispettrice è in un momento cruciale della sua vita. Dopo essersi liberata dell’ossessione per il suo ex capo ed ex amante James Langton, sta per essere promossa. Questo caso potrebbe decidere la sua carriera. Anna si butta a capofitto nelle indagini e quello che scopre la sconvolge profondamente. Dietro la facciata dell’attrice glamour, disinibita con gli uomini e sfrontata nella vita, Amanda nascondeva una realtà molto più triste e cupa. Un’infanzia infelice, un abisso di incubi e paure. Amanda urlava tutte le notti per il terrore, ma nessuno sapeva ascoltarla. L’ispettrice sta per entrare in un mondo ambiguo, pieno di persone dall’apparenza ingannevole: amiche invidiose, agenti assetate di denaro, amanti respinti, mogli tradite, registi delusi. Tutti pieni di veleno, dietro un sorriso smagliante. Anna dovrà fare molta attenzione, non farsi abbagliare e trovare velocemente la verità, prima di perdersi in questo terribile labirinto di luci e ombre…

Che soddisfazione, dopo una lettura “modello zucchero a profusione”, tornare ad entusiasmarsi e lasciarsi conquistare da una lettura che fin dalle prime pagine cattura l’interesse, l’attenzione e non ti molla più fino alla fine, 🤩!

E quale genere è riuscito ad appassionarmi così tanto da volere che non finisse mai? Ma un thriller, naturalmente! I 🩷 thriller!

Tenendo conto di tutte le letture di questi primi mesi del 2026 “Il grido della mantide” di Lynda La Plante è uno di quelli che più mi ha tenuta incollata alle sue pagine, 😀.

Nel thriller ogni trama fa storia a sé, difficilmente la narrazione si riempie dei soliti cliché… e in più si può giocare al “piccolo detective” e cercare di scoprire, prima di voltare l’ultima pagina, chi sia il colpevole. Questo è un gioco che faccio sempre, sia che si tratti di polizieschi, gialli o thriller: abbastanza spesso mi capita di capirlo prima che venga svelato ma ci sono volte, come questa, che mi sembra d’averlo scovato ed invece arriva un nuovo episodio, un nuovo dettaglio che ribalta la situazione e mi ritrovo a cambiare rotta, a inseguire una nuova pista come farebbe un investigatore vero. È un continuo rincorrersi di ipotesi e smentite, un gioco mentale che ti tiene sveglia e ti fa voltare pagina con quella fame di scoprire cosa ti aspetta dietro l’angolo.

In questo thriller la protagonista è una giovane investigatrice di nome Anna Travis. Anna, pur essendo ancora molto giovane, è già in lizza per una promozione ed è una delle menti più brillanti della sua squadra. Caparbia e testarda, quasi fino a rasentare l’ossessione, si getta anima e corpo nell’indagine, lasciandosi guidare dall’intuito e da una determinazione che non conosce pause. Ogni dettaglio diventa un tassello da incastrare, ogni contraddizione una sfida personale da risolvere. E il caso di Amanda Delany, giovane ma già famosissima attrice di film, uccisa in circostanze tanto misteriose quanto inquietanti, la porta ad addentrarsi in un mondo dalla doppia faccia: all’apparenza un mondo fatto di notorietà, glamour e privilegi, ma che si rivela presto un labirinto di gelosie, manipolazioni e rapporti tossici. Muovendosi in questo ambiente Anna scoprirà che molte persone avevano più di un motivo per eliminare Amanda: gelosia, invidia, ambizioni ferite. A ogni passo Anna scopre un nuovo frammento di verità, un’ombra dietro un sorriso, un dettaglio che incrina la facciata perfetta del mondo dello spettacolo. E più il quadro si compone, più diventa chiaro che Amanda viveva circondata da persone che avevano molto da perdere. Chi, tra tutti i sospettati, nasconde il segreto più pericoloso? E fino a che punto Anna sarà disposta a spingersi per scoprire la verità?

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 mi è piaciuto il personaggio di Anna Travis perché è un personaggio credibile e sfaccettato, capace di unire determinazione e fragilità senza mai risultare artificiosa; il ritmo del romanzo cresce pagina dopo pagina, trascinando il lettore in un’indagine che si complica proprio quando pensi d’aver capito tutto; l’ambiente dello spettacolo viene descritto in modo completo, con le sue luci che abbagliano e le sue ombre che inghiottono tutto ciò che non conviene mostrare, e questo contrasto funziona benissimo.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il grido della mantide” di Lynda La Plante? C’è un thriller ambientato nel mondo dello spettacolo che vi è rimasto impresso?

Recensione libresca: “Drogata di te” Sophia Blakee.

L’amore può diventare come una droga e creare una dipendenza dalla quale non si vuole uscire.

Inizierò questa recensione con un’immagine creata per l’occasione con l’AI… e credo che si capirà sin da subito il perché, 😉.

Titolo: Drogata di te.

Autore: Sophia Blakee.

Genere: romance, young adult, new adult.

Pagine: 425 (formato ebook); 425 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Jocelyn, per tutti Jo, ha sei fratelli maggiori ed è una ragazza introversa e insicura ma anche curiosa; preferisce rifugiarsi nei libri invece che affrontare il mondo reale. Ma a un certo punto della sua vita succede qualcosa e lei sarà costretta a cambiare. Jo conoscerà Ash, che le stravolgerà la vita mostrandole un mondo che lei aveva solo potuto immaginare e osservare da lontano. Tuttavia, insieme alla meraviglia, giungerà a scoprire anche una realtà colma di problemi e, infine, di inaspettate, amare conseguenze. Due modi di vivere completamente opposti, due mondi in collisione che non potranno fare a meno di attrarsi l’uno con l’altro come due calamite, scoprendo che l’unica cosa di cui hanno bisogno è stare insieme. Perché la loro vita ha un unico scopo e forse riusciranno a capirlo prima che sia troppo tardi: diventare ciò che in fondo avevano sempre desiderato essere. Sarà solo un sogno?

Le letture, purtroppo, non sono sempre quelle che si vorrebbe che fossero: quando sono belle la fine della storia sembra arrivare sempre troppo presto e si vorrebbe che il libro durasse in eterno… e poi ci sono quelle che sono così noiose, così trite e ritrite che più si vorrebbe che la storia finisse presto e più sembra non finire mai! Indovinate a quale categoria appartiene il libro di questa recensione?

Credo che ormai abbiate capito che io e il romanzo rosa siamo due binari che non s’incontrano molto spesso… e quando succede a volte si rivela una vera e propria delusione, 🤦‍♀️!

Vi anticipo, perché poi vi spiegherò tutto nelle note, che questo romance è così zuccheroso, così sdolcinato, così stucchevole che solo a leggerne una piccolissima parte si rischiano le carie ai denti, il coma diabetico e gli attacchi di vomito tutti in una volta sola, 🤮! Non so come sia riuscita ad arrivare alla fine senza rischiare una di queste tre cose, 😄.

La storia è delle più classiche e conosciute: lei è una ragazza giovane e sognatrice, lui un bad boy cupo e ribelle. Jo, la protagonista, vive in un mondo tutto suo: romantica e con una spiccata inclinazione a “sognare a occhi aperti”. Ultima di sette fratelli è un po’ la “mascotte” della famiglia: i sette fratelli maggiori sono come dei padri per lei perché è rimasta orfana ancora bambina e la madre non si è mai risposata. Anche Ash, il protagonista maschile, è orfano di padre, ma al contrario di Jo ha solo una sorella maggiore, e nonostante sia di poco più grande di lei vive già da solo. È un tipo molto ribelle, chiuso e dal carattere particolarmente mutevole: se un momento prima sorride quello subito dopo si chiude in sé stesso, e viceversa. Due mondi così all’opposto sembrano non avere nessuna possibilità d’incontrarsi eppure, complice un bigliettino lasciato dal ragazzo nel libro che Jo stava leggendo, queste sue personalità così diverse e diametralmente opposte finiscono per conoscersi ed innamorarsi. Jo riesce a rompere quella corazza che Ash si è creato, portando nella sua vita l’amore e l’affetto che il ragazzo non ha mai conosciuto, mentre Ash riesce a far sentire Jo una persona diversa, più sicura di sé e capace d’esprimere le proprie emozioni. Ma le difficoltà non tarderanno a presentarsi: riusciranno i due ragazzi ad affrontarle e superarle? E il loro amore sarà così forte da resistere a tutto, anche quando un evento imprevisto sembrerà metterli alla prova?

Voto alla fine della lettura del libro: 0.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 l’ennesimo romance con gli stessi cliché visti e rivisti: lui tormentato e bisognoso d’avere qualcuno accanto che gli faccia da supporto, lei fragile e che finisce ogni volta per dipendere emotivamente e psicologicamente dal bad boy di turno. In tre parole: e che palle!!!; una storia molto acerba e poco credibile in molti punti: ad esempio, i due si conoscono e dopo pochissimi giorni Jo decide che lui è l’amore della sua vita e scappa con Ash nella città in cui abita il ragazzo. Ma dai! Sembra quasi che la scrittrice, nello stendere la trama, abbia premuto il tasto “avanti veloce” per arrivare subito al dramma; il 98% della storia è un susseguirsi continuo di situazioni uguali una all’altra, ovvero i momenti in cui dicono d’amarsi e ogni due per tre, ovvero più e più volte ad ogni pagina del libro, scatta un bacio. Più o meno va così: “Ti amo”, bacio, “Ti amo anch’io”, bacio, bacio, bacio, bacio, “Ti amo”, bacio, “Ti amo anch’io”, bacio, bacio, bacio, bacio, e via di questo passo. Ma basta! E che rottura di palle! Queste parti erano così ripetitive, sdolcinate e melense che mi hanno provocato quella tipica nausea da overdose di zucchero: prima sorridi, poi ti penti, poi cerchi disperatamente qualcosa di amaro.

E voi avete già letto “Drogata di te” di Sophia Blakee? Qual è la scelta narrativa più improbabile che avete trovato in un libro e che vi ha fatto esclamare ‘Ma dai!’?

Recensione libresca: “Senza paura. Reckless” Elsie Silver.

I sentimenti non si possono controllare… e quando l’attrazione si fa sempre più forte combattere per reprimerli diventa molto molto difficile.

Titolo: Senza paura. Reckless.
Autore: Elsie Silver.
Genere: romance.
Pagine: 381 (formato ebook); 349 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Cowboy affascinante e irresponsabile, Theo Silva è il classico ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Lo sa bene Winter, che ha passato la vita intera a tenere sotto controllo tutto, emozioni incluse, e si sta lasciando alle spalle un matrimonio tossico con un uomo che le impediva di essere sé stessa. Per lei Theo è una tentazione travolgente e la garanzia di farsi spezzare il cuore. Ci prova a tenerlo a distanza, ma Theo è tenace e non si lascia scoraggiare dal suo atteggiamento freddo e scostante. Così Winter getta ogni cautela al vento e decide per una volta di seguire il suo cuore in una notte di passione favolosa, nonché irripetibile. Una notte che dovrà rimanere un segreto. Se non fosse che, si sa, i segreti sono fatti per essere svelati…

In teoria le serie che fanno parte di una storia divisa in più parti andrebbero letti in ordine, in pratica… aspetta e spera, 😄! Eh sì, perché questo libro che ho letto è parte di una serie composta da cinque libri: quello di questa recensione è il numero quattro. Non ho letto i tre precedenti e l’ultimo della serie perché è un libro che ho trovato in una postazione di scambio libri del mio paese. Con le serie è una continua sorpresa perché rarissime volte sono riuscita a leggerli in ordine… il resto o solo qualche capitolo oppure alla rinfusa, 🤣.

Ma non indugio oltre e vado con la recensione: questo libro lo definirei “gli opposti si attraggono”. Perché? Molto semplice: i protagonisti della storia hanno due caratteri molto diversi e molto distanti tra loro. Winter Hamilton, medico al Chestnut Springs General Hospital, è una ragazza dal carattere chiuso e impenetrabile, molto controllata e sicura di sé. Questa chiusura di carattere è dovuta soprattutto al suo passato: la madre, una donna avara di sentimenti e dal carattere autoritario, l’ha cresciuta a suo modello e somiglianza, e questo l’ha fatta allontanare dalla figura materna. Il presente di Winter non è molto roseo: il marito Rob, dietro alla facciata di bravo medico, si dimostra come una figura tossica, manipolatrice e profondamente narcisista. Come se non bastasse ha tradito Winter con Summer, la sorella della protagonista, e questo finisce con il mandare in crisi il loro matrimonio. Winter, giustamente, decide che è arrivato il momento di riprendere in mano la propria vita e lo lascia. Si trasferisce a Chenust Spring e qui incontra Theo Silva, bull rider professionista, un ragazzo che solo all’apparenza è un bad boy ma che in realtà nasconde un grande cuore d’oro. Theo è orfano di padre e il lavoro che ha scelto di intraprendere è un modo per onorarne la memoria: anche il padre, quando era vivo, era a sua volta un bull rider, uno dei migliori e più conosciuti. Spavaldo, spericolato ma allo stesso tempo tenero e protettivo, Theo capisce subito che Winter è la donna giusta per lui, la donna con cui creare una famiglia e vivere felici. Peccato che Winter, almeno all’inizio, non sia dello stesso parere, e nonostante l’attrazione fisica che prova per il bel cowboy cerca di tenerlo a distanza in ogni modo possibile. Ma se una notte di passione portasse a ben altro, potrebbe essere l’inizio di qualcosa che non avrebbe mai osato immaginare? E come reagirà Theo quando Winter gli darà la notizia?

Voto alla fine della lettura: 6.5.

👍 I due protagonisti sono stati costruiti senza usare il solito cliché dei romance, ovvero il lui bello, dannato e stronzo e la lei ingenua e con l’istinto della crocerossina che vuole riportare sulla retta via il protagonista maschile; il ritmo della narrazione è abbastanza scorrevole e fluido e c’è un buon equilibrio tra romanticismo e tensione emotiva, ma senza mai scadere nel melodramma.

👎 nonostante sia un buon romance ho trovato che alcuni dialoghi fossero un po’ troppo “costruiti” e “romanzati”. Mi spiego: alcuni scambi di battute mi sono sembrati troppo “perfetti” per essere naturali e spontanei, quasi a voler forzare un dialogo dove non ce ne sarebbe stato bisogno.

E voi avete già letto “Senza paura. Reckless” di Elsie Silver? Credete che una persona possa davvero aiutarci a guarire dalle ferite del passato o la guarigione deve venire solo da noi stessi?

Recensione libresca: “Più forte del male. La mia sfida contro ogni limite” Fabrizio Macchi.

Una sfida contro un brutto male, una lotta per sopravvivere, una decisione drastica che cambierà per sempre la vita.

Titolo: Più forte del male. La mia sfida contro ogni limite.
Autore: Fabrizio Macchi.
Genere: saggio, biografia.
Pagine: 191 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Nel 1982, Fabrizio è un bambino come tanti, che vive la sua infanzia a Varese, tutto preso dai giochi, dagli amici e dalle corse all’aria aperta. Finché, a tredici anni, un ginocchio comincia a fare male. Non è una botta, come i medici pensano all’inizio, ma un tumore osseo, che porta Fabrizio a un calvario ospedaliero estenuante, segnato da 17 operazioni chirurgiche e 20 cicli di chemioterapia. Sofferenza e dolori indicibili. E inutili. Perché alla fine il tumore è sempre lì. Finché Fabrizio, a sedici anni, sceglie di farsi amputare la gamba, per smettere di soffrire e tornare libero. La nuova vita al principio non è facile. L’handicap, i pregiudizi, le difficoltà. Sembrano tutti ostacoli insormontabili. Finché Fabrizio prende un’eroica decisione: per avere il meglio, occorre puntare al meglio. Non accontentarsi di una vita normale, ma vivere una vita straordinaria. A distanza di vent’anni, Fabrizio ha realizzato il suo sogno: diventare un campione nello sport con medaglie e trionfi in varie discipline. Oggi, sposato con Patrizia, l’atleta racconta da vincitore la sua storia. Una testimonianza toccante, all’insegna del coraggio e del non arrendersi mai.

Quando si è giovani si ha tutta la vita davanti, si è pieni di sogni ed idee ancora da realizzare, si guarda al futuro con ottimismo e non si vede l’ora di crescere e diventare grandi. Ma che cosa succede quando, sulla strada verso la crescita e l’indipendenza, ci si mette di mezzo la malattia, un male il cui nome si ha quasi paura a pronunciare: “cancro”? Lasciarsi andare alla disperazione e vedere tutto nero oppure decidere sin dal primo momento di combattere, lottare e non darla vinta a quell’ospite indesiderato che è entrato nella propria vita? Ed è questa seconda strada che Fabrizio Macchi, atleta paralimpico e vincitore di molte competizioni sportive, decide d’intraprendere all’età di tredici anni. A quell’età si entra nell’adolescenza: un’età fatta di nuove scoperte, ribellioni e con la voglia di crescere e diventare grandi. Ma se per molti ragazzi questa è l’età in cui iniziano i primi passi verso l’età adulta per Fabrizio significa affrontare una prova difficile, una prova che già è tosta d’affrontare per un adulto, figuriamoci per un ragazzo! Ma Fabrizio è una persona ancora più tosta, ancora più decisa a vincere questa battaglia e per tre anni il suo obiettivo sarà uno solo: sconfiggere l’osteosarcoma che l’ha colpito al ginocchio sinistro. In questa battaglia, oltre ai medici che lo curano, ha al suo fianco i suoi genitori: non è facile per loro vedere il figlio passare metà dell’adolescenza tra operazioni, chemioterapia, cure, ma spesso è proprio Fabrizio a fare coraggio ai propri genitori dimostrando una maturità di gran lunga maggiore rispetto all’età che ha e un carattere forte e combattivo. E sarà proprio Fabrizio, dopo tre anni di cure in cui il tumore continua ad essere presente, a prendere una decisione che da quel momento cambierà la sua vita ma che allo stesso tempo lo farà diventare il campione che è adesso. Questo saggio è una storia di coraggio e resilienza, un inno alla vita e al non mollare mai, nemmeno quando la vita ci mette davanti ad eventi inaspettati e prove che, trovando quella forza che c’è in ognuno di noi, possono essere affrontate e superate.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 la narrazione, fatta in prima persona da Fabrizio Macchi, mette in luce la resilienza e la forza che l’atleta ha avuto durante la sua battaglia contro il cancro che l’ha colpito e contro cui ha combattuto dall’età di tredici anni fino ai sedici anni, età in cui ha deciso in piena coscienza di farsi amputare la gamba affetta dal cancro; la sua storia è un invito e uno sprone a non mollare mai, a combattere davanti a qualsiasi sfida o prova la vita ci mette davanti; questo saggio non è solo la storia di una battaglia contro il cancro ma anche una storia di rinascita che va oltre i limiti fisici; è facile entrare in empatia con questo atleta, soprattutto se si ha a propria volta un passato, magari non con lo stesso problema fisico, ma simile a questo perché fatto d’ospedali, cure e voglia di combattere e guarire.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Più forte del male. La mia sfida contro ogni limite” di Fabrizio Macchi? Vi è mai capitato di trasformare un momento difficile in un punto di svolta?

Recensione libresca: “Mister Money” Vi Keeland, Penelope Ward.

Con questa recensione inizia una piccola carrellata delle letture intraprese durante la pausa dal blog, 🙂.

Per amore si fa di tutto… anche far credere d’essere quello che non si è.

Titolo: Mister Money.
Autore: Vi Keeland, Penelope Ward.
Genere: romance.
Pagine: 291 (formato ebook); 285 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https:// http://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https:// http://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https:// http://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.


Trama: Ho conosciuto Bianca dentro un ascensore. Stavo fantasticando sui suoi meravigliosi capelli neri, quando… Uno scossone, e ci siamo ritrovati intrappolati insieme, sospesi nel vuoto in una scatola di metallo. Bianca non aveva idea che fossi Dex Truitt, proprio la persona che era lì per intervistare e che, a breve, l’avrebbe accolta nel suo ufficio all’ultimo piano. E così, quando mi ha detto di detestare “quell’uomo pieno di soldi” per la sua reputazione di spaccone snob, ho colto la palla al balzo. Non è stato corretto da parte mia, è vero. Ma ormai è fatta. Per lei sono Jay, un comune fattorino. Devono essere stati i miei vestiti a trarla in inganno. Quando l’ascensore ha ricominciato a muoversi, ho annullato l’intervista. E da quel momento ho assunto l’identità di qualcuno che non sono, pur di continuare a frequentarla. Non mi aspettavo che l’intesa tra noi si rivelasse esplosiva. Non mi aspettavo di innamorarmi. Non ho idea di che cosa potrebbe succedere quando scoprirà la verità.


Nuova uscita dalla mia comfort zone, e questa volta la mia lettura è ricaduta su un romanzo di genere romance: un genere molto lontano dalle mie solite letture ma che ogni tanto mi capita di leggere, 🙂 .


Di solito si pensa che i romance siano letture sempre troppo sdolcinate ma in questo caso, oltre alla parte romantica, c’è anche una parte divertente e piena di humour, 😄 .


Il romance che ho appena finito di leggere è una sorta di “enemy to love”, ovvero “dall’odio all’amore”, anche se molto molto meno rispetto ad altri romance dello stesso tipo.


I due protagonisti sono Bianca George, una ragazza che lavora come giornalista freelance. Caratterialmente è una ragazza vivace e spontanea e che odia le bugie, sia piccole che grandi. Preferisce sempre la verità, anche quella cruda e che può far male o soffrire. È anche molto diretta e senza “peli sulla lingua”, e se deve dire una cosa la dice senza farsi problemi. Dexter “Dex” Truitt, il protagonista maschile, invece è un ricchissimo uomo d’affari e di successo. Viene visto da Bianca, ancora prima di conoscerlo, come una persona arrogante ma la realtà è molto diversa: Dex è un ragazzo sì affascinante e determinato ma ha anche un lato insicuro e vulnerabile. Il suo timore è che le persone lo vedano più come un “portafogli ambulante” piuttosto che come una persona alla mano e con un lato dolce e romantico. Quando un improvviso blocco all’ascensore li porta a conoscersi Bianca non sa che si sta trovando davanti la persona che ha soprannominato “Sacco di Soldi” e Dex, per nascondere la propria identità, inizia a fingere quello che non è. Ma si sa le bugie hanno le gambe corte e la verità non tarda a venire fuori. Come la prenderà Bianca quando scoprirà la vera identità di Dex? E che cosa succederà tra i due protagonisti quando questa porterà a svelare altre verità?

Voto alla fine della lettura: 7.

👍 ho trovato questa romanzo leggero e divertente, con dialoghi e battute vivaci e che mi hanno suscitato più di una risata; le situazioni che si creano tra i due personaggi sono divertenti e non scadono nel banale; mi è piaciuto che le autrici non abbiano dato il solito stereotipo del protagonista “ricco e arrogante” ma, al contrario, l’hanno reso una persona dolce, umana e con delle insicurezze; la lettura è stata fluida e scorrevole, senza momenti di noia.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.


E voi avete già letto “Mister Money” di Vi Keeland e Penelope Ward? Il vostro pensiero in merito alle bugie: in casi eccezionali è meglio raccontarne anche una piccola oppure la verità, sempre e comunque?

Recensione libresca: “L’erede scomparso” Sarah Smith.

Il passato di Richard è avvolto dalla nebbia: riuscirà a ricordare e a far luce sul misterioso omicidio del nonno?

Titolo: L’erede scomparso.

Autore: Sarah Smith.

Genere: giallo? giallo psicologico?

Pagine: 359 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: New England, 1887. Il magnate William Knight viene ucciso e l’unico testimone, il nipotino Richard, sparisce nel nulla prima di poter rivelare ciò che ha visto. Anni dopo, il giovane Alexander von Reisden viene “riconosciuto” come Richard dal medico dei Knight. L’uomo non ricorda niente dell’infanzia e – sperando di far luce sul suo passato – accetta di impersonare il ruolo dell’erede scomparso. Tra torbide storie e segreti inconfessabili, Alexander troverà le risposte che cercava e, insieme, anche l’amore…

Periodo di letture altalenanti da un po’ di tempo a questa parte: se il libro letto in precedenza è stata una buona lettura quello dopo si rivela una lettura fallimentare, e viceversa. Ed anche questa volta, dopo aver letto un romanzo che mi ha coinvolta e che mi è piaciuto molto, quest’ultimo che ho appena finito di leggere è una solenne e totale bocciatura, 👎.

Ma prima delle note (positive?) e negative vi andrò a parlare in generale di questo giallo.

Piccola premessa: quando nel genere vedete che, accanto ad esso, c’è un punto interrogativo vuol dire che sono parecchio perplessa su come il libro in questione sia stato classificato. Dalla copertina si può leggere che è un giallo psicologico ma ho alcuni dubbi sul fatto che possa rientrare in questo genere.

La storia di questo “giallo”/“giallo psicologico” ruota attorno alla scomparsa improvvisa di un bambino di otto anni, Richard, nipote di un uomo facoltoso che è stato a sua volta ucciso. Da bambino Richard ha un carattere molto chiuso, introverso e sempre molto attento ai dettagli e a quello che lo circonda. Questa chiusura di carattere è dovuta anche all’autorità del nonno, William Knight, un uomo abituato a comandare, a prendere decisione anche per gli altri ed a non essere mai contraddetto. Il bambino, nonostante venga cresciuto dal nonno e subisca da lui continue pressioni psicologiche, lo vede sia come una presenza ingombrante che, a suo modo, come una presenza affettuosa. Anni dopo Richard è cresciuto ma porta dentro di sé tutte le fratture dell’infanzia: ha poca memoria del suo passato e di quello che era da bambino, ed i flash e le immagini sfocate della sua infanzia sono un tormento che l’accompagnano nella vita adulta. Ma anche se i ricordi del suo passato sembrano quasi sfuggire alla sua persona Richard, o meglio Alexander von Reisden, è rimasto quello di sempre: l’introversione e la chiusura di carattere sono ancora parte di lui, così come la capacità di raccogliere i minimi dettagli e la capacità d’osservazione, e questo lo rende un uomo molto prudente e diffidente. Quando viene riconosciuto come “l’erede scomparso” dal dottore di famiglia Alexander accetta di tornare nella villa dove è cresciuto ed impersonare “Richard”. Qui inizierà pian piano a ricostruire la sua vera identità e nel frattempo collaborerà alle indagini per capire che cos’è successo in quel particolare momento della sua infanzia. Sarà in grado di dare un nome e un volto all’assassino del nonno? E quali altri misteri si nascondono nella sua famiglia d’origine?

Voto alla fine della lettura del libro: 3.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 il ritmo della narrazione è parecchio irregolare e discontinuo: a momenti di tensione s’alternano lunghi momenti piatti, noiosi e privi di pathos; il modo in cui è stato strutturata la trama risulta spesso complessa, macchinosa e dispersiva; i personaggi, alcuni dei quali secondari, sono poco caratterizzati, fanno delle semplici “comparsate” e poi vengono relegati sullo sfondo della storia; il finale della storia è troppo affrettato, brusco, quasi un modo per chiudere in fretta la storia di questo romanzo.

E voi avete già letto “L’erede scomparso” di Sarah Smith? Capitano anche a voi dei periodi in cui le letture risultano altalenanti oppure avete sempre trovato delle buone letture?

Recensione libresca: “La mossa dell’assassino” Angela Marsons.

Un omicidio inspiegabile, un’indagine nel mondo dei bambini plusdotati… quale collegamento c’è tra le due cose?

Titolo: La mossa dell’assassino.

Autore: Angela Marsons.

Genere: giallo, thriller, thriller d’azione, thriller d’avventura.

Pagine: 420 (formato ebook); 344 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Una tarda sera d’estate la detective Kim Stone arriva a Haden Hill Park sulla scena di un orribile delitto: una donna è stata legata a un’altalena con del filo spinato e ha una X incisa sulla parte posteriore del collo. La vittima si chiamava Belinda Evans ed era una professoressa universitaria di psicologia infantile ormai in pensione. Perquisendone l’abitazione Kim e la sua squadra trovano una valigia pronta e indizi di un complesso rapporto tra Belinda e la sorella Veronica. Quando vengono rinvenuti altri due cadaveri con gli stessi segni distintivi Kim capisce di avere a che fare con un serial killer rituale. Indagando sulle vittime individua un comun denominatore: tutte e tre erano coinvolte in tornei per bambini prodigio e si stavano recando all’evento annuale. L’assassino è uno dei più spietati che Kim abbia mai incontrato, e l’unico modo per scovarlo è indagare su ogni bambino che ha partecipato alle gare nei decenni addietro. Di fronte a centinaia di potenziali piste e a una sorella in lutto che si rifiuta di collaborare, riuscirà Kim a entrare nella mente del killer e a impedire un altro omicidio prima che sia troppo tardi?

Questa volta la “comfort zone letteraria” si è rivelata una piacevole sorpresa: un giallo/thriller che mi ha conquistata dalla prima all’ultima pagina, 😀!

È la prima volta che leggo un romanzo scritto da Angela Marsons, autrice di libri gialli diventati dei veri e propri bestseller, e visto quanto mi è piaciuto questo in futuro sicuramente un altro suo libro rientrerà tra le mie letture, 😉.

“La mossa dell’assassino” è uno dei libri che compongono la serie con protagonista Kim Stone, una detective molto brillante, determinata e dedita al suo lavoro: affronta ogni caso come se fosse una battaglia personale e non molla finché la verità non sarà svelata. Allo stesso tempo Kim è in lotta con il suo passato e i demoni che porta nell’animo, ma questo non le impedisce di provare empatia ed essere leale verso chi soffre. E proprio durante una di queste indagini, riguardante un serial killer che uccide le sue vittime in modo rituale e lasciando su di esse una X, quasi come a “marchiarle”, che Kim si ritrova ad entrare nel mondo dei “bambini gifted”: bambini con grandi doti e i cui genitori impongono loro delle pressioni continue perché devono dimostrare sempre d’essere “i migliori”. Per questi bambini c’è una competizione che, fin dalla sua creazione, li mette alla prova in vari campi e li porta a gareggiare tra di loro. Ma che collegamento c’è tra questa competizione e il serial killer? Il colpevole è un ex bambino plusdotato? Oppure la verità va ricercata all’interno del complesso familiare che ha scatenato questa furia omicida?

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 la lettura risulta molto scorrevole e fluida, dovuta anche al fatto che i capitoli sono brevi e che si ricordano molto facilmente tutti i particolari; il tema dei bambini plusdotati, nonostante sia molto forte, risulta originale rispetto ai soliti temi trattati nei libri di genere thriller; non c’è mai un momento di noia e la tensione resta alta dall’inizio alla fine; i personaggi, molto ben costruiti e sviluppati, si evolvono man mano che la storia entra nel vivo.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La mossa dell’assassino” di Angela Marsons? Ci sono dei temi, nelle vostre letture, che avete trovato originali e diversi dal solito?

Recensione libresca: “Troverò la chiave” Alex Ahndoril.

Quali segreti possono nascondere i membri di una famiglia?

Titolo: Troverò la chiave.

Autore: Alex Ahndoril.

Genere: giallo, giallo d’azione, giallo d’avventura.

Pagine: 257 (formato ebook); 285 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com: https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

“Ha risolto ogni mistero. Ma nessuno come questo…”

Trama: L’uomo che si presenta nell’ufficio dell’agenzia investigativa di Julia Stark un lunedì di Agosto è il cliente che tutti vorrebbero. Si chiama PG Mott e a Stoccolma tutti sanno chi è, tutti conoscono la sua famiglia, per una semplice ragione: è ricchissimo. PG ha un problema che solo Julia Stark può risolvere: la sua vita è precipitata all’improvviso, e senza alcuna spiegazione, in un terribile enigma. Sconvolto, PG racconta a Julia che, all’indomani di una cena di famiglia, ha trovato sul proprio cellulare la foto di un uomo legato, gravemente ferito e incappucciato. PG non ricorda di aver scattato quella foto, né sembra riconoscere la persona immortalata. Ma non è la prima volta che PG non ricorda qualcosa: la sua vita è tutt’altro che specchiata, tra vizi, abuso di alcol e di psicofarmaci. Julia capisce subito che il caso è più complesso di quanto può sembrare e chiede aiuto all’unica persona che, nonostante tutto, può aiutarla. Si chiama Sidney Mendelson, è un poliziotto e, soprattutto, è il suo ex marito. E forse, a dispetto del passato tragico che li ha divisi, Julia potrà riavvicinarsi a lui… Ma giunti nella villa di famiglia dei Mott, Julia e Sid presto intuiscono che, sotto la patina di vestiti eleganti, cene da gourmet e vini costosi, scorrono tensioni, invidie e rivalità. E violenze. Una cosa è certa: la verità si nasconde tra i misteri della famiglia. E anche quando il caso sembra per tutti ormai chiuso, l’intuito infallibile di Julia saprà vedere lontano…

Quella di questa recensione è la prima lettura del 2026, una lettura che avrebbe potuto far iniziare bene l’anno nuovo, proprio come ho concluso il 2025… ma non si può volere tutto dalla vita, 😉.

Se l’ultima lettura del 2025 è stata un thriller la prima del 2026 è stata un giallo, altro genere che mi piace molto e che è tra i miei preferiti.

In questo giallo la protagonista della storia è un’investigatrice privata, Julia Stark: una donna con un passato molto difficile, tormentato, tanto che rifiuta qualsiasi contatto fisico e soffre di attacchi di panico. Queste ferite emotive la portano, nonostante empatizzi con le persone, a tenerle a “distanza di sicurezza”, almeno nel senso fisico. L’unica persona di cui riesce a tollerare il contatto fisico è Sidney Mendelson, ex marito di Julia ed ora suo collega nelle indagini del caso. Tra i due c’è un passato complesso ed irrisolto, ma questo non li allontana bensì riescono a collaborare senza farsi inutili guerre e ripicche. E proprio durante il caso, affidato loro da PG Mott, un ricchissimo uomo d’affari, i due investigatori uniranno le forze ed inizieranno ad indagare su un omicidio che fin dall’inizio si rivela molto complicato: indizi frammentari, ricordi confusi ed immagini inquietanti sono il puzzle che compongono questo caso. Chi è la persona fotografata con il cellulare di Mott? E quali segreti nasconde questa famiglia?

Voto alla fine della lettura del libro: 5.

👍 gli unici momenti in cui ho trovato questa lettura piacevole sono quelli di un plot twist verso la fine del giallo e quello in cui viene svelato chi è l’assassino (o assassina?) che ha compiuto l’omicidio.

👎 il ritmo della narrazione è molto poco costante, arrivando ad essere molto spesso banale, noioso e piatto; i personaggi della famiglia Mott mi sono sembrati tutti uguali, senza una vera personalità e costruiti anche abbastanza male da non essere credibili; la sottotrama della storia passata di Julia non viene accennata: non si sa per quale motivo abbia questo rifiuto del contatto fisico e soffra di attacchi di panico e nemmeno che cosa l’ha portata a divorziare da Sidney.

E voi avete già letto “Troverò la chiave” di Alex Ahndoril? Qual è stata, qual è o quale sarà la vostra prima lettura del 2026?

Recensione libresca: “L. A. Killer” Robert Crais.

Due investigatori collaborano con la polizia per risolvere un omicidio… ma non tutto va come previsto.

Titolo: L. A. Killer.

Autore: Robert Crais.

Genere: thriller, thriller poliziesco, thriller d’azione.

Pagine: 444 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Sulle colline di una feroce Los Angeles una giovane donna, figlia di un potente uomo d’affari, viene uccisa con un colpo di pistola alla testa. Era la ragazza di Pike, investigatore privato che, con il suo socio Elvis Cole, viene chiamato dal padre ad affiancare i detective della polizia, suoi colleghi di un tempo. Difficile immaginare due tipi più diversi: Cole è estroverso, sarcastico, pronto alla battuta; Pike è un solitario, un duro di poche parole. Eppure i due sono amici per la pelle, disposti a tutto pur di sostenersi, persino a sfidare la polizia. Insieme si metteranno sulle tracce di un serial killer che continua a colpire seminando indizi fuorvianti.

Ultimamente le mie letture erano un po’ “scarsine”, ma non nel senso che stessi leggendo poco bensì come qualità: noiose, con qualcosa di già visto, ecc.

Ma l’ultima lettura dell’anno mi ha permesso di concludere il 2025 con il sorriso sulle labbra: finalmente una bella lettura, 😀!

Si tratta di un thriller/poliziesco, un genere che amo molto e che, qualche scivolone di tanto in tanto, mi dà sempre delle belle soddisfazioni, 😀.

Il thriller che è diventato la mia ultima lettura del 2025 s’intitola “L. A. Killer” di Robert Crais. Tutto parte dalla misteriosa scomparsa di una ragazza, Karen Garcia, figlia di un uomo d’affari molto famoso ed in passato fidanzata di uno dei due investigatori privati, Joe Pike. Pike, un uomo molto chiuso, poco loquace e solitario, insieme al collega ed amico Elvis Cole, un uomo che è l’esatto opposto di Pike, estroverso, loquace, sempre con la battuta pronta, viene chiamato dal padre della ragazza per far luce su quanto successo: si è allontanata volontariamente oppure dietro c’è qualcosa di molto più serio? I due investigatori iniziano subito ad indagare, ma presto la peggiore delle ipotesi diventa realtà: Karen è vittima di un omicidio ed il caso, sin da subito, si fa molto complicato. La collaborazione tra i due investigatori è la polizia di Los Angeles è fondamentale per risolvere il caso ma non tutti sembrano contenti di questa collaborazione, soprattutto perché uno dei due investigatori, in passato, è stato a sua volta un poliziotto. Tra vecchi rancori, indagini, sospetti veri o presunti, inizia la caccia per catturare l’assassino di Karen. Ma che cosa succede quando nuove prove ed un nuovo omicidio sembrano cambiare “le carte in tavola”? E chi è davvero colpevole e chi innocente?

Voto alla fine della lettura: 8.

👍 il ritmo serrato e il crescendo di tensione rendono questa lettura avvincente e coinvolgente sin dalle prime pagine; i due investigatori privati sono molto ben descritti nel loro lato caratteriale e psicologico; la trama di questo thriller è ben costruita, solida e mantiene la giusta tensione per tutta la narrazione.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “L. A. Killer” di Robert Crais? Qual è il miglior libro che avete letto nel 2025 e di che cosa parla?