
Titolo: L’erede scomparso.
Autore: Sarah Smith.
Genere: giallo? giallo psicologico?
Pagine: 359 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: New England, 1887. Il magnate William Knight viene ucciso e l’unico testimone, il nipotino Richard, sparisce nel nulla prima di poter rivelare ciò che ha visto. Anni dopo, il giovane Alexander von Reisden viene “riconosciuto” come Richard dal medico dei Knight. L’uomo non ricorda niente dell’infanzia e – sperando di far luce sul suo passato – accetta di impersonare il ruolo dell’erede scomparso. Tra torbide storie e segreti inconfessabili, Alexander troverà le risposte che cercava e, insieme, anche l’amore…
Periodo di letture altalenanti da un po’ di tempo a questa parte: se il libro letto in precedenza è stata una buona lettura quello dopo si rivela una lettura fallimentare, e viceversa. Ed anche questa volta, dopo aver letto un romanzo che mi ha coinvolta e che mi è piaciuto molto, quest’ultimo che ho appena finito di leggere è una solenne e totale bocciatura, 👎.
Ma prima delle note (positive?) e negative vi andrò a parlare in generale di questo giallo.
Piccola premessa: quando nel genere vedete che, accanto ad esso, c’è un punto interrogativo vuol dire che sono parecchio perplessa su come il libro in questione sia stato classificato. Dalla copertina si può leggere che è un giallo psicologico ma ho alcuni dubbi sul fatto che possa rientrare in questo genere.
La storia di questo “giallo”/“giallo psicologico” ruota attorno alla scomparsa improvvisa di un bambino di otto anni, Richard, nipote di un uomo facoltoso che è stato a sua volta ucciso. Da bambino Richard ha un carattere molto chiuso, introverso e sempre molto attento ai dettagli e a quello che lo circonda. Questa chiusura di carattere è dovuta anche all’autorità del nonno, William Knight, un uomo abituato a comandare, a prendere decisione anche per gli altri ed a non essere mai contraddetto. Il bambino, nonostante venga cresciuto dal nonno e subisca da lui continue pressioni psicologiche, lo vede sia come una presenza ingombrante che, a suo modo, come una presenza affettuosa. Anni dopo Richard è cresciuto ma porta dentro di sé tutte le fratture dell’infanzia: ha poca memoria del suo passato e di quello che era da bambino, ed i flash e le immagini sfocate della sua infanzia sono un tormento che l’accompagnano nella vita adulta. Ma anche se i ricordi del suo passato sembrano quasi sfuggire alla sua persona Richard, o meglio Alexander von Reisden, è rimasto quello di sempre: l’introversione e la chiusura di carattere sono ancora parte di lui, così come la capacità di raccogliere i minimi dettagli e la capacità d’osservazione, e questo lo rende un uomo molto prudente e diffidente. Quando viene riconosciuto come “l’erede scomparso” dal dottore di famiglia Alexander accetta di tornare nella villa dove è cresciuto ed impersonare “Richard”. Qui inizierà pian piano a ricostruire la sua vera identità e nel frattempo collaborerà alle indagini per capire che cos’è successo in quel particolare momento della sua infanzia. Sarà in grado di dare un nome e un volto all’assassino del nonno? E quali altri misteri si nascondono nella sua famiglia d’origine?
Voto alla fine della lettura del libro: 3.
👍 nessuna nota positiva da segnalare.
👎 il ritmo della narrazione è parecchio irregolare e discontinuo: a momenti di tensione s’alternano lunghi momenti piatti, noiosi e privi di pathos; il modo in cui è stato strutturata la trama risulta spesso complessa, macchinosa e dispersiva; i personaggi, alcuni dei quali secondari, sono poco caratterizzati, fanno delle semplici “comparsate” e poi vengono relegati sullo sfondo della storia; il finale della storia è troppo affrettato, brusco, quasi un modo per chiudere in fretta la storia di questo romanzo.
E voi avete già letto “L’erede scomparso” di Sarah Smith? Capitano anche a voi dei periodi in cui le letture risultano altalenanti oppure avete sempre trovato delle buone letture?









