
Titolo: Coma.
Autore: Robin Cook.
Genere: medical thriller.
Pagine: 385 (formato ebook); 268 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it (formato ebook in lingua straniera); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo in lingua italiana e straniera) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: Sono operazioni di routine, come quelle che si compiono mille volte al giorno nei maggiori ospedali americani. In fatto poi di apparecchiature e di tecnologie il Memorial Hospital di Boston è all’avanguardia. E l’equipe che opera nella sala numero 8 è tra le migliori nel suo campo. Ma qualcosa di terribile sta accadendo. Dopo l’operazione alcuni pazienti non riprendono più conoscenza, e dozzine di altri, tutti ricoverati al Memorial per interventi di ordinaria amministrazione, sono precipitati in un irreversibile coma.
Coma è uno dei romanzi più amati di Robin Cook – lo scrittore medico-chirurgo che ha trasposto nella vicenda la precisione del suo background scientifico -, un piccolo classico della narrativa di suspense contemporanea.
La grande passione che ho per la lettura mi porta a spaziare tra vari generi, 🙂.
Questa passione per la lettura mi è stata trasmessa da mia madre, anche lei grande divoratrice di libri, e questo libro che ho appena finito di leggere era uno dei suoi (questa è un’edizione più recente, mentre quella di mia madre era degli anni 70.)
Ricordo che questo libro mi era piaciuto così tanto che quando è andato perso (storia lunga e piuttosto noiosa, quindi non starò qui a tediarvi con il racconto di com’è andato perso, 😉) mi è dispiaciuto tantissimo e ho iniziato a cercarne una nuova copia. Ho cercato ovunque, nei mercatini dei libri dell’usato, nelle postazioni di bookcrossing e scambio libri, su Internet… niente, il libro sembra essere sempre o fuori catalogo o non disponibile. Così poco tempo fa ho provato a cercare su Amazon: lì si trova praticamente di tutto e quindi ho fatto un tentativo. Ed ecco la sorpresa: il libro c’era e, senza perdere un minuto, l’ho acquistato subito… mica potevo farmi scappare un’occasione simile, no, 😉?
Ma veniamo al libro: location del medical thriller “Coma” è un ospedale. Già di per sé una parola che mette un po’ d’ansia solo al sentirla pronunciare… figuriamoci esserci al suo interno! Ed è al Memorial Hospital di Boston che Susan Wheeler, studentessa al terzo anno di medicina, inizia il suo praticantato. Con lei altri studenti che in futuro diventeranno dei medici. Il loro tutor è il dottor Mark Bellows, un interno del Memorial, poco più grande di Susan ma già abbastanza conosciuto ed affermato. Sembra che fin qui non ci sia niente di così terribile, vero? Eppure il Memorial Hospital è stato e continua ad essere la sede di “strani” episodi di non risveglio dopo le operazioni. Alcuni pazienti, tutti operati nella stanza 8, cadono inspiegabilmente in coma e per Susan, fresca tirocinante, tutto ciò ha un che di misterioso e oscuro. Inizia così un’indagine personale fatta di cartelle cliniche, appunti e studi approfonditi sull’argomento: non è possibile che delle persone sane versino in quelle condizioni! Che cosa si nasconde dietro a questi episodi? E perché sembra che tutto ciò inizi dalla sala operatoria numero 8?
Tra adrenalina a mille, suspense e colpi di scena, una corsa contro il tempo per scoprire la verità.
Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.
👍 il mio personaggio preferito tra quelli menzionati nel romanzo è quello di Susan: non le bastano quelle poche “spiegazioni” che riesce a raccogliere dai vari dottori per accettare la verità. Sin dall’inizio comincia una sua indagine personale perché vuole a tutti i costi che la verità, quella pura e cruda, esca fuori; il romanzo mi ha catturata fin dalle prime pagine, trascinandomi nel mondo della medicina e degli ospedali, tra corsie, visite ai pazienti, sale operatorie, ecc.
👎 anche se ad un certo punto della storia ha un ravvedimento ho trovato il personaggio di Mark Bellows, il tutor di Susan e dei suoi compagni di corso, un vero stronzo, bastardo e sciovinista. Pensa solo a fare carriera, è cinico, freddo e senza empatia verso i malati, arrivando quasi a trattarli come dei numeri e non delle persone, anche se purtroppo non sono coscienti. Voi vi fidereste di un dottore così? Io sicuramente no: ok che nella professione medica si tende ad avere un certo “distacco” per non farsi coinvolgere troppo nei vari casi, ma così è ben oltre il limite dell’essere “distaccato”. Avrei preferito un dottore più umano, pur mantenendo il suo ruolo professionale, piuttosto che uno stronzo che è persino maschilista.
E voi avete già letto “Coma” di Robin Cook? Vi affascina o vi mette ansia il mondo della medicina? Personalmente a me mette ansia… ma allo stesso tempo mi affascina.

A mio parere questa copertina degli anni 70 è migliore rispetto a quella dell’edizione del 2001. È molto più d’impatto… e inquietante.
Voi cosa ne dite?









