La domenica è il giorno perfetto per dedicarsi con più calma alla preparazione dei piatti da mettere in tavola, 🙂.
Che sia un pranzo con la propria famiglia, con gli amici, ecc non può mai mancare un buonissimo primo piatto!
E se si hanno degli ospiti dell’ultimo minuto e non si ha molto tempo per cucinare?
I casi in cui si può gustare il primo piatto che vi propongo in questo post sono tantissimi… e se avanza un po’ di pasta non dimenticate di fare il bis, 😉.
Ieri a pranzo ho cucinato gli Spaghetti Cremosi ai Surimi e Zafferano, e siccome mi piace dare un nome ai piatti che preparo li ho chiamati “Spaghetti Oro di Mare”: oro come il colore dello zafferano e di mare per la presenza dei surimi.
Vediamo insieme come si preparano, 🙂.
Ingredienti:
200g. di spaghetti;
150g. di surimi congelati;
100ml. di panna da cucina vegetale (se preferite potete usare o quella light o quella classica);
1 scalogno intero;
1 bustina di zafferano;
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
sale q.b.;
pepe q.b;
timo fresco q.b.
Procedimento:
Qualche ora prima di preparare la pasta fate scongelare i surimi oppure, prima di preparare il sugo, metteteli sotto un getto debole d’acqua fredda. Attenzione! L’acqua non deve essere né calda né troppo forte perché si rischierebbe di sfaldare il pesce.
Iniziate mettendo a scaldare l’acqua in una pentola abbastanza grande e quando l’acqua giunge a bollore salatela e mettete a cuocere gli spaghetti.
Mentre la pasta cuoce preparate il sugo: tritate finemente uno scalogno intero e mettetelo a soffriggere in una padella in cui avrete già fatto scaldare due cucchiai d’olio.
Una volta che lo scalogno si sarà soffritto aggiungete i surimi (se sono troppo grossi tagliateli a pezzetti più piccoli altrimenti lasciateli come sono) e fateli insaporire per 2-3 minuti.
Mentre i surimi s’insaporiscono sciogliete lo zafferano nella panna, dopodiché aggiungetelo ai surimi e fate cuocere il tutto ancora per 3 minuti.
Regolate il sugo di sale e pepe e mescolate bene: se il sugo vi sembra troppo denso, prima di scolare la pasta, aggiungete un cucchiaio o due d’acqua calda per renderlo più liquido.
Una volta che la pasta sarà al dente scolatela e versatela nella padella del sugo.
Mescolate molto bene, ma facendo attenzione a non rompere il pesce, la pasta al sugo e come tocco finale aggiungete un po’ di timo fresco.
Al cioccolato di questa torta piace giocare a nascondino, 😄.
Le uova di Pasqua di quest’anno sono davvero tante e il cioccolato, puntualmente, ne avanza un po’, 😉.
E quindi… che cosa c’è di più goloso che riciclarne un po’ all’interno di un bel dolce?
Visto che il clima mi permette di usare ancora il forno questa mattina ho preparato una bella torta che ho chiamato “Torta Nascondino”: molto semplice ma golosissima perché al suo interno e sulla superficie è arricchita con tanti pezzetti di cioccolato fondente. Slurp, 😋!
Ingredienti:
3 uova a temperatura ambiente;
300g. di farina per dolci;
50g. di amido di mais (vanno benissimo anche la fecola di patate o la frumina);
150g. di zucchero semolato;
la scorza grattugiata di un limone;
100 ml. di olio di semi a vostra scelta (io ho usato quello di girasole);
120ml. di latte scremato (se preferite potete usare quello intero);
1 bustina di vanillina;
1 bustina di lievito per dolci;
150g. di cioccolato fondente (se non vi piace o non l’avete in casa potete scegliere anche un altro tipo di cioccolato: al latte, nocciola, gianduia, ecc);
un pizzico di sale per montare gli albumi.
3 cucchiai di acqua calda per montare i tuorli.
Procedimento:
Separate gli albumi dai tuorli e montate a neve ferma i primi con un pizzico di sale, poi metteteli in frigo per evitare che si smontino.
In una seconda ciotola montate con 3 cucchiai di acqua calda i tuorli e quando si saranno leggermente schiariti, continuando a montarli, aggiungete anche lo zucchero poco per volta.
Quando il composto sarà diventato giallo paglierino aggiungete la scorza di limone e continuate a montare ancora per qualche secondo.
In seguito aggiungete prima l’olio di semi e poi il latte, entrambi versati a filo, e continuate a montare tutti gli ingredienti liquidi per 2-3 minuti.
Prima d’aggiungerli agli ingredienti liquidi mixate tra loro quelli secchi: farina, vanillina, amido di mais e lievito per dolci poi, aiutandovi con un passino in modo che non si formino grumi, aggiungete poco per volta il mix secco e continuate fino al termine degli ingredienti.
Togliete gli albumi montati dal frigo ed incorporateli, facendo un movimento dal basso verso l’alto, all’impasto.
Preriscaldate il forno a 175º in modalità ventilata.
Ungete ed infarinate una tortiera, dopodiché versate metà del composto al suo interno e livellate bene.
Sopra a questa prima metà spezzettate 75g. di cioccolato fondente ed in seguito ricoprite con l’altra metà dell’impasto.
Livellate un pochino anche questa seconda metà ed aggiunge il resto del cioccolato, sempre spezzettandolo e distribuendolo sulla superficie della torta.
Infornate e fate cuocere per 40 minuti.
Prima di sfornarla fate sempre la “prova stecchino” per assicurarvi che sia ben cotta.
Una volta cotta togliete la torta dal forno e lasciatela raffreddare completamente.
Quando sarà fredda toglietela dallo stampo e mettetela su un vassoio.
La torta è pronta per essere portata in tavola e gustata.
Buon appetito e buon riciclo cioccolatoso, 😋!
La tentazione era troppo forte per non assaggiarne almeno una fetta, 😁.
Subito dopo pranzo ho fatto l’unboxing del terzo uovo di Pasqua, 🙂.
Esternamente è carino: naturalmente al cioccolato fondente, il mio gusto preferito, con decorazioni in zucchero.
E adesso vi racconto come sono andate le cose: dopo averlo scartato, con la mia consueta e raffinata modalità d’apertura ad “elefante in un negozio di cristalli” (sì, sono una specie di mini “Attila” quando devo aprire le uova di Pasqua, 🤣🤣🤣), rompo l’uovo e, curiosa, sbircio per vedere quale sarà la sorpresa.
Siete curiosi di sapere quale sorpresa c’era all’interno di questo uovo?
Beh, come direbbero a Roma: “Un par de ciufoli!” (spero, da lombarda, d’averlo scritto giusto, 😉) ovvero niente!
“Com’è possibile?”, ho pensato “Forse ho dato un colpo troppo forte e la sorpresa è schizzata via da qualche parte.”, e così ho iniziato a cercare meglio.
In mezzo ai pezzi d’uovo non c’era, nella base che teneva in piedi l’uovo nemmeno: ho persino guardato più volte sul pavimento perché magari era caduta e non me n’ero accorta… ma non era nemmeno lì.
Non trovandola da nessuna parte ho realizzato che la sorpresa non c’era non perché l’uovo non la prevedeva… ma perché molto probabilmente chi ha confezionato l’uovo, macchina o persona che fosse, aveva dimenticato d’inserirla al suo interno, 😤.
Mi è partito un naturalissimo e spontaneo: “MA CHE SFIGA!”
Non so se l’intero stock che comprendeva anche questo uovo abbia subito la stessa “sorte” ma che io ricordi è la prima volta che mi ritrovo ad aprire un uovo e non trovare la sorpresa.
Naturalmente la delusione è un po’ passata al pensiero che il cioccolato l’avrei usato per preparare qualche dolcetto, 😉.
E niente: a questo unboxing avete visto solo l’uovo e non la sorpresa… me ne restano due e spero che almeno in questi la sorpresa ci sia, 🤞.
Ed ora sbizzarritevi con i commenti… e anche con gli sfottò, 😂!
Da soli o in un panino, il pasto prende una svolta davvero gustosissima, 😋.
I piatti semplici non sono solo facili e veloci da preparare ma sono anche buonissimi, 😋!
Il momento d’andare a tavola non deve essere vissuto di fretta perché è un momento in cui ci si prepara a gustare, prima con gli occhi e poi con la bocca, il cibo che si cucina.
La vita frenetica impone ritmi serrati e anche il momento dei pasti può essere consumato di fretta perché si è già con la testa al dopo pasto: niente di più sbagliato! Almeno nel momento in cui ci si siede a tavola bisogna lasciare da parte, almeno per il tempo del pasto, problemi, impegni e compagnia bella e concentrarsi solo su quello che si sta mangiando.
Anche un pasto veloce può essere consumato con calma, ed in questo modo anche il corpo ringrazia perché si eviterà il “buco allo stomaco” che può subentrare anche solo un’ora dopo aver finito di pranzare o di cenare.
Per un pranzo od una cena veloci ma che allo stesso tempo possono essere consumati con calma ci sono gli hamburger, 😋.
In commercio si possono trovare anche quelli già pronti: pochi minuti in padella, magari accompagnati da una bella insalata fresca, e… buon appetito!
Per il pranzo di oggi ho voluto provare gli Hamburger con Prosciutto Cotto e Mozzarella a marca Iper.
È stato davvero semplice e molto veloce prepararli ed anche molto gustoso mangiarli, 😋.
Un’esplosione di gusto: gli hamburger di prosciutto cotto e mozzarella Iper.
Oggi a pranzo ho assaporato una preparazione che fonde semplicità e gusto in modo straordinario: gli hamburger di prosciutto cotto e mozzarella a marchio Iper. Una ricetta che si distingue dagli hamburger classici grazie all’utilizzo esclusivo del prosciutto cotto, arricchito dalla presenza della mozzarella, sapientemente distribuita all’interno dell’impasto in piccoli pezzettini.
Il prosciutto cotto, protagonista assoluto di questi hamburger, regala al palato una consistenza morbida e un sapore delicatamente sapido, con quelle sfumature leggermente dolci che lo rendono irresistibile. A differenza delle varianti tradizionali questa preparazione offre una texture più soffice, perfettamente bilanciata per risultare piacevole ad ogni morso.
A completare il profilo gustativo c’è la mozzarella, incorporata in piccoli pezzi direttamente nell’impasto. Una scelta che permette a questo formaggio di sciogliersi leggermente in cottura, regalando un contrasto tra il gusto del prosciutto e quello della mozzarella.
La preparazione di questi hamburger è semplice ma richiede attenzione: una cottura delicata è essenziale per preservare la tenerezza del prosciutto cotto e favorire il perfetto scioglimento della mozzarella senza alterarne le caratteristiche. Una doratura uniforme garantisce un aspetto invitante, mentre la consistenza rimane vellutata e appetitosa.
Un modo goloso per servire questi hamburger è servirli all’interno di un panino morbido, magari leggermente tostato per esaltare il contrasto tra interno e crosta: questi hamburger diventano una vera coccola gastronomica. Ottimi da gustare anche da soli per apprezzarne al meglio il sapore, oppure arricchiti con verdure fresche, salse delicate o spezie leggere per un tocco personalizzato.
Gli hamburger di prosciutto cotto e mozzarella Iper rappresentano un’alternativa raffinata alle varianti più tradizionali, perfetti per chi desidera un pasto saporito ma equilibrato, con ingredienti che si fondono armoniosamente per un’esperienza gustativa fuori dal comune.
Una scelta golosa e originale da provare almeno una volta, perché la semplicità – quando ben studiata – sa davvero conquistare il palato.
👍 gustati da soli si sente molto bene il sapore del prosciutto cotto: leggero, delicato ma allo stesso tempo molto molto gustoso e saporito (credo proprio che la prossima volta che li comprerò li userò per farcire un panino e magari metterci anche qualche salsina golosa, 😉); sono davvero velocissimi da preparare: bastano cinque minuti in padella, avendo cura di rigirarli di tanto in tanto per far sì che si formi anche una gustosa crosticina, ed in pochi minuti il pranzo o la cena sono pronti; non serve aggiungere grassi come olio o burro nella padella perché cuociono da soli in una padella antiaderente.
👎 unica piccola nota negativa è che pur essendo degli hamburger con al loro interno la mozzarella ne ho sentita davvero pochissima la presenza. Al taglio i pezzettini, micro pezzettini, di mozzarella s’intravedono ma una volta che si mastica il sapore della mozzarella è davvero lievissimo e prevale quello del prosciutto. Ecco, se ci fosse stata un pochino più di mozzarella l’hamburger, già buono di suo, sarebbe stato ancora più buono.
E voi avete già provato gli Hamburger con Prosciutto Cotto e Mozzarella a marca Iper? Quali sono i vostri hamburger (sia di carne, di pesce ma anche di verdure) preferiti e con che cosa vi piace mangiarli?
Trama: 1628. Renzo e Lucia, fidanzati e futuri sposi, vivono nei pressi di Como al tempo della dominazione spagnola. Don Abbondio, prete del paese incaricato di sposare i ragazzi, viene minacciato dai bravi di Don Rodrigo, che vuole Lucia per sé, affinché il matrimonio non venga celebrato. Dopo diversi tentennamenti da parte del curato, Renzo scopre la verità e tenta un matrimonio a sorpresa che fallisce per la scaltrezza di Don Abbondio. I due futuri sposi scappano e Lucia si rifugia nel convento delle monache a Monza dove conosce Gertrude. Don Rodrigo intanto chiede aiuto al potente Innominato che, grazie alla complicità della suora, fa rapire Lucia per portarla nel suo castello. Il sanguinario signore, però, sta maturando una crisi di coscienza e, supplicato dalle preghiere di Lucia, libera la ragazza che va a Milano dove è scoppiata la peste. Renzo, intanto, dopo essere scappato proprio da Milano dove si era rifugiato, trova ospitalità dal cugino per un po’ di tempo e scopre di essere stato contagiato durante i tumulti per il pane. Tornato al paese, viene a sapere che Lucia si trova nel lazzaretto milanese e la raggiunge. Gli innamorati, dopo due anni di fuga, possono finalmente riabbracciarsi. Renzo guarisce mentre Don Rodrigo, anch’egli contagiato, muore. Senza più nessun intoppo, finalmente Don Abbondio può celebrare il tanto sospirato matrimonio.
In questi giorni ho voluto dare una possibilità ad uno dei classici più famosi della letteratura italiana: “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Era già un po’ di tempo che il titolo spuntava nella mia wish list alla voce della sottocategoria “classici da leggere” che avrei voluto mettere in lettura… e probabilmente avrei fatto meglio a lasciarcelo! E da qui si capisce subito che non è stata una bella lettura…, 😴🥱😴🥱.
Il libro è così famoso che non ha bisogno di grandi presentazioni: due ragazzi che, da promessi sposi, si ritrovano a dover rivivere mille difficoltà ed a separarsi prima del lieto fine è cosa nota a tutti. Ma dietro a questa trama se ne dipanano tante altre: la storia di Gertrude, meglio conosciuta come “la Monaca di Monza”, l’ossessione di Don Rodrigo per Lucia, la peste che scoppia a Milano, ecc vanno ad arricchire una storia che si svolge nel manzoniano “Quel ramo del lago di Como”.
Se non avete mai letto questo libro e volete dargli una possibilità, come ho fatto io, armatevi di tanta ma tanta pazienza, perché non è un libro di facile lettura.
Voto alla fine della lettura del libro: 1.
👍 nessuna nota positiva da segnalare.
👎 il linguaggio e lo stile, molto antiquato, hanno reso questa lettura molto ma molto difficile e ostica; il romanzo si perde molto in descrizioni e passaggi superflui e questo è un altro lato negativo che rende “I promessi sposi” un libro di non facile lettura; il ritmo della narrazione, a lungo andare, diventa molto noiosa e soporifera; vi sembrerà strano sentire una cosa del genere ma questa lettura, oltre a procurarmi una gran noia, durante certe sessioni di lettura è riuscita a procurarmi anche un gran mal di testa: sì, alla fine del numero di pagine che stabilisco di leggere ogni giorno, arrivavo a chiudere il libro con la testa che mi pulsava per il male che avevo. Non avrei mai pensato che una lettura sarebbe arrivata a procurarmi il mal di testa ma a quanto pare “I promessi sposi” ci sono riusciti in pieno; un personaggio che non mi è piaciuto affatto è stato Don Abbondio. Vile, servile, lamentoso e “chi più ne ha più ne metta” è un personaggio “senza spina dorsale”, come si direbbe adesso: non ha il coraggio di ribellarsi ai bravi né a Don Rodrigo che impone che il matrimonio tra Renzo e Lucia non venga celebrato. Non è bastato nemmeno il suo “ravvedimento dell’ultimo minuto” nell’ultima parte del romanzo a rendermelo simpatico: un personaggio che preferisce “inchinarsi al volere altrui” piuttosto che ragionare con la propria testa sin dall’inizio difficilmente può raccogliere le simpatie nel lettore.
E voi avete già letto “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni? Tra le vostre letture quale personaggio non è riuscito a riscattarsi ai vostri occhi, anche se alla fine cambia il suo modo di fare e di essere?
Ah, quasi dimenticavo: credo che questo libro meriti un saluto come si deve perché di sicuro non rientrerà tra i libri che leggerò nuovamente.
“La Passione. Dai Vangeli al film di Mel Gibson” di Andrea Tornielli è un’opera che esamina il celebre film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, uscito nel 2004. L’autore, giornalista e scrittore esperto di temi religiosi, offre un’analisi approfondita del film, confrontandolo con i racconti evangelici della Passione di Cristo.
Il libro si apre con una panoramica del contesto storico e culturale in cui sono stati scritti i Vangeli, fornendo una base per comprendere meglio le vicende narrate. Tornielli esamina poi le scene chiave del film di Gibson, confrontandole puntualmente con i testi dei quattro Vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). L’autore discute le similitudini e le differenze tra le interpretazioni cinematografiche e i racconti evangelici, offrendo spunti di riflessione e approfondimenti teologici.
Uno degli aspetti principali trattati nel libro è la rappresentazione della sofferenza di Cristo nel film. Tornielli analizza come Mel Gibson abbia scelto di enfatizzare la brutalità e la violenza della Passione, suscitando reazioni contrastanti da parte del pubblico e della critica. L’autore esplora anche le polemiche che il film ha provocato, compresa l’accusa di antisemitismo, e discute le risposte delle diverse comunità religiose e culturali.
Il libro non si limita a confrontare il film con i Vangeli, ma offre anche una riflessione più ampia sul significato della Passione di Cristo nella tradizione cristiana e sul suo impatto nella cultura contemporanea. Tornielli invita il lettore a riflettere su come la rappresentazione della sofferenza e del sacrificio di Cristo possa influenzare la fede e la spiritualità personale.
In sintesi, “La Passione. Dai Vangeli al film di Mel Gibson” è un’opera che combina l’analisi cinematografica con la riflessione teologica, offrendo un contributo prezioso alla comprensione della Passione di Cristo e delle sue rappresentazioni artistiche.
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 all’interno del libro l’autore fa un approfondimento teologico e una riflessione profonda sulla Passione vissuta da Cristo mettendone in luce gli aspetti teologici e spirituali; un’altra cosa che ho apprezzato di questa lettura è il confronto tra le scene del film diretto da Mel Gibson con i vari racconti del Vangelo. In questo modo si è andata a creare un’analisi esaustiva che permette di comprendere meglio sia il testo sacro che l’opera cinematografica; questa lettura invita il lettore a riflettere sul significato della Passione di Cristo nella propria vita e nella cultura contemporanea.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “La Passione. Dai Vangeli al film di Mel Gibson” di Andrea Tornielli? Avete già visto il film diretto da Mel Gibson, e se sì che cosa ne pensate?
Ora capisco come mai, per fare una torta un pochino più da “pasticceria”, ci voglia molta pazienza e il giusto tempo perché venga buona… anche per fare questa torta ho avuto bisogno dell’intera giornata di ieri!
Ma non è stato assolutamente un fastidio anzi, perché quando si prepara un dolce non bisogna avere fretta ed essere precisi al millimetro… altrimenti si finisce per fare un pasticcio, 😁.
La torta che ho preparato ieri è la versione mangereccia di un altro cocktail famoso: il Rossini.
Per fare la torta ho seguito la ricetta della volta scorsa, ma con delle piccole modifiche e l’ho ricoperta e decorata con la pasta di zucchero.
– Al posto del succo di pesca, nella base e nella crema, ho usato le fragole frullate.
– Per fare la crema ho sostituito la ricotta con il mascarpone.
E per far sì che la pasta di zucchero s’attaccasse alla torta ho fatto una purea frullando 300g. di fragole con 120g. di zucchero e qualche goccia di limone. Una volta ottenuta questa purea ho aggiunto, a freddo, anche 30g di fecola di patate, dopodiché ho fatto cuocere questa purea a fuoco basso per circa una decina di minuti finché non ha assunto una consistenza densa e adatta per essere stesa, una volta fredda, su tutta la superficie della torta come “collante” per la pasta di zucchero.
E questo è il risultato una volta finito di preparare la torta.
E anche quest’anno sta per arrivare il giorno del mio compleanno, 😀.
Sì, domani spegnerò 38 candeline: vecchia, eh, 😁?
Per cui, come ogni anno, offro a tutti e a tutte voi virtualmente una bella fetta di torta, pasticcini, biscottini, bevande a volontà. Per chi ama il salato ci sono anche patatine, pizzette, salatini vari, ecc. Servitevi pure!
Il cioccolato del primo uovo è quasi esaurito e così oggi, dopo pranzo, ho fatto l’unboxing di un secondo uovo, 😀.
Ho scelto d’aprire quello uguale al primo, quello che mi è stato regalato dagli zii e di lasciare per ultimi quelli decorati.
Secondo unboxing, 😀.
Siccome le due uova sono gemelle avevo un po’ di “timore” di trovare una sorpresa uguale a quella precedente ma… sorpresa sorpresa! Non è stato così!
A mio parere la seconda sorpresa è ancora più carina di quella precedente (non che la prima fosse brutta, anzi…), e devo dire che, fino ad ora, le sorprese non mi hanno affatto delusa, ☺️.
La faccio breve e vi mostro che cos’ho trovato nel secondo uovo.
Una collanina con un charm a forma di cuore e l’allacciatura regolabile, 👍.
Se anche il resto delle sorprese saranno come queste prime due potrò dire che l’unboxing 2025 sarà stato uno dei migliori, 🙂.
Lo stesso gusto del cocktail, ma in formato torta, 😉.
Lo sapevate che i cocktail possono essere trasformati in delle buonissime torte?
Ebbene sì, se volete gustare un cocktail sotto forma di dolce vi basterà seguire la mia ricetta e…, voilà! Il gioco è fatto, 😀!
Sono praticamente astemia e il poco alcol che ingerisco quando capita di festeggiare mi va subito alla testa, così ho voluto provare a ricreare un cocktail in forma di torta.
Non nego che trovare uno degli ingredienti (in questo caso si trattava dell’aroma liquido al gusto champagne) per questa torta è stata un’impresa impossibile e, pur avendolo cercato sia nei supermercati del mio paese che in un negozio che vende tutto per le feste (non solo palloncini, strumenti per il cake design, bomboniere, ecc ma anche preparati per torte, pasta di zucchero, caramelle, ecc ecc), non sono riuscita a trovarlo così l’ho sostituito con del prosecco.
Ma vediamo quali sono gli ingredienti e i passaggi per preparare la “Torta Bellini”, 🙂.
Ingredienti:
per la base della torta:
250g. di farina per dolci;
120g. di zucchero bianco;
100ml. di olio di semi di girasole (oppure un altro olio di semi a vostra scelta);
3 uova a temperatura ambiente;
1 bustina di lievito per dolci;
80 ml. di succo di pesca (in questo periodo le pesche non si trovano, così le ho sostituite con del succo di pesca già pronto).
un pizzico di sale per montare gli albumi.
per la crema:
una confezione da 250g. di ricotta;
100ml. di succo di pesca (anche qui ho usato il succo di pesca già pronto);
se riuscite a trovarla una fialetta di aroma champagne, altrimenti un paio di cucchiai di prosecco;
zucchero a velo q.b.
per la decorazione:
zucchero a velo q.b.
Procedimento:
In due ciotole separate gli albumi dai tuorli e montate i primi con un pizzico di sale, poi metteteli in frigorifero per evitare che si smontino.
Nell’altra ciotola sbattete i tuorli finché avranno assunto un colore giallo paglierino e saranno spumosi. Mentre li sbattete aggiungete poco per volta lo zucchero.
Di seguito, sempre sbattendo con lo sbattitore elettrico, aggiungete a filo anche l’olio e fatelo incorporare al composto di uova e zucchero. Quando l’olio sarà stato incorporato aggiungete anche il succo di pesca e mescolate bene.
A questo punto aggiungete poco per volta anche la farina ed il lievito ed infine gli albumi facendo un movimento dal basso verso l’alto per non smontare l’impasto.
Preriscaldate il forno a 170º in modalità ventilata e mentre aspettate che si riscaldi imburrate ed infarinate una tortiera a cerniera, dopodiché versate l’impasto al suo interno e livellatelo bene.
Quando il forno sarà caldo infornate e fate cuocere per 40 minuti.
Prima di togliere la torta dal forno fate la “prova stecchino”: se uscirà pulito la torta può essere sfornata e lasciata raffreddare completamente nella tortiera.
Mentre la torta si raffredda preparate la crema: in una ciotola lavorate a crema la ricotta con lo zucchero a velo, dopodiché aggiungete l’aroma champagne (o il prosecco) e il succo di pesca.
Quando la torta sarà fredda toglietela dalla tortiera, tagliatela a metà per il senso orizzontale e farcite la metà inferiore con la crema che avrete preparato.
Coprite la metà di torta farcita con la metà non farcita e spolverate la parte superiore con dello zucchero a velo.
La Torta Bellini è pronta per essere tagliata e gustata, 😀!