In una beauty routine completa uno dei prodotti che non può mai mancare è il deodorante: in stick, roll-on o spray aiuta a mantenere la pelle asciutta e profumata a lungo, 🙂.
Tra i tre formati quello che preferisco è lo spray ma mi è capitato di usare il deodorante anche in formato stick e roll-on.
E quando il deodorante precedente è quasi in dirittura d’arrivo subito mi fiondo a cercarne uno nuovo, 😉.
Da poco più di una settimana ho iniziato a testare il Deodorante in Spray Pearl & Beauty a marca Nivea.
Il deodorante Nivea Pearl & Beauty è un prodotto formulato per offrire protezione quotidiana contro odori e sudorazione, combinando un’azione antitraspirante con un’attenzione particolare all’aspetto della pelle. La sua caratteristica principale è la presenza di estratti di perla, ingredienti scelti per contribuire a rendere la pelle delle ascelle più liscia e dall’aspetto uniforme nel tempo. La formula è studiata per garantire fino a 72 ore di protezione, mantenendo una sensazione di freschezza prolungata durante la giornata. La texture si presenta leggera e non appiccicosa, pensata per asciugarsi rapidamente dopo l’applicazione e per ridurre il rischio di lasciare residui visibili sui tessuti. Il profumo è delicato e pulito, tipico della linea Nivea, e rimane discreto senza risultare invadente. Il prodotto è disponibile nei formati spray e roll-on per adattarsi alle preferenze personali d’utilizzo. La formulazione è dermatologicamente testata e priva di alcol etilico, un aspetto utile per chi cerca un deodorante più delicato sulla pelle. Nel complesso si tratta di un deodorante progettato per unire efficacia antitraspirante e cura estetica della pelle, con un’attenzione particolare al comfort e alla tollerabilità cutanea.
👍 l’effetto di protezione della pelle dura davvero a lungo; la profumazione è dolce ma non stucchevole; non macchia i vestiti; una volta spruzzato assorbe velocemente e ci si può subito rivestire nel caso venisse applicato dopo il bagno o la doccia; è molto delicato e leggero sulla pelle; non contiene alcol, componente che in alcuni casi può andare ad irritare la pelle.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già provato il Deodorante Spray Pearl & Beauty a marca Nivea? Qual è il formato di deodorante che preferite?
Ad ogni lavaggio capelli idratati, morbidi e sani, 👍.
Ho sempre molta molta cura dei miei capelli: non solo perché dei capelli curati sono anche visivamente più belli ma anche perché sono davvero lunghissimi e per questo hanno bisogno di molte cure ed attenzioni, 🙂.
In questo periodo sto utilizzando uno shampoo che avevo già provato, anche se di un’altra tipologia: quello che ho in uso è lo Shampoo Idratazione Intensa, per tutti i tipi di capelli, con Acido Ialuronico e Aloe Vera a marca Venus.
Lo Shampoo Idratazione Venus, formulato per adattarsi a tutti i tipi di capelli, è un prodotto detergente che punta a ristabilire il corretto livello di idratazione della fibra capillare grazie alla presenza di Acido Ialuronico e Aloe Vera: due ingredienti noti per le loro proprietà umettanti e lenitive. La texture è leggera e di facile distribuzione ed è studiata per creare una schiuma morbida che facilita la pulizia del cuoio capelluto senza risultare aggressiva. L’Acido Ialuronico contribuisce a trattenere l’acqua all’interno del capello, favorendo una sensazione di morbidezza e una maggiore elasticità della fibra mentre l’Aloe Vera svolge un’azione calmante e rinfrescante, molto utile soprattutto in caso di cute sensibile o soggetta a secchezza. La formulazione è pensata per un utilizzo frequente e mira a lasciare i capelli più disciplinati e facili da pettinare, riducendo l’effetto crespo e migliorando l’aspetto complessivo della chioma. Il prodotto si presenta in un formato pratico e con un profumo delicato che accompagna il lavaggio senza risultare invadente. Nel complesso si tratta di uno shampoo che punta a offrire una detersione equilibrata e un supporto idratante quotidiano. Adatto a chi cerca un trattamento semplice ma efficace per mantenere i capelli puliti, morbidi e visibilmente più idratati.
👍 sin dal primo lavaggio i capelli sono molto più idratati e senza quell’aspetto di “paglia secca”; dopo il lavaggio i capelli sono molto morbidi ed elastici: è uno shampoo adatto ad ogni tipologia di capello e di qualsiasi lunghezza essi siano; regala una sensazione di freschezza molto piacevole e duratura; il profumo è gradevole e delicato.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già provato lo Shampoo Idratazione Intensa, per tutti i tipi di capelli, con Acido Ialuronico e Aloe Vera a marca Venus? Quale shampoo state utilizzando in questo momento?
“Ha risolto ogni mistero. Ma nessuno come questo…”
Trama: L’uomo che si presenta nell’ufficio dell’agenzia investigativa di Julia Stark un lunedì di Agosto è il cliente che tutti vorrebbero. Si chiama PG Mott e a Stoccolma tutti sanno chi è, tutti conoscono la sua famiglia, per una semplice ragione: è ricchissimo. PG ha un problema che solo Julia Stark può risolvere: la sua vita è precipitata all’improvviso, e senza alcuna spiegazione, in un terribile enigma. Sconvolto, PG racconta a Julia che, all’indomani di una cena di famiglia, ha trovato sul proprio cellulare la foto di un uomo legato, gravemente ferito e incappucciato. PG non ricorda di aver scattato quella foto, né sembra riconoscere la persona immortalata. Ma non è la prima volta che PG non ricorda qualcosa: la sua vita è tutt’altro che specchiata, tra vizi, abuso di alcol e di psicofarmaci. Julia capisce subito che il caso è più complesso di quanto può sembrare e chiede aiuto all’unica persona che, nonostante tutto, può aiutarla. Si chiama Sidney Mendelson, è un poliziotto e, soprattutto, è il suo ex marito. E forse, a dispetto del passato tragico che li ha divisi, Julia potrà riavvicinarsi a lui… Ma giunti nella villa di famiglia dei Mott, Julia e Sid presto intuiscono che, sotto la patina di vestiti eleganti, cene da gourmet e vini costosi, scorrono tensioni, invidie e rivalità. E violenze. Una cosa è certa: la verità si nasconde tra i misteri della famiglia. E anche quando il caso sembra per tutti ormai chiuso, l’intuito infallibile di Julia saprà vedere lontano…
Quella di questa recensione è la prima lettura del 2026, una lettura che avrebbe potuto far iniziare bene l’anno nuovo, proprio come ho concluso il 2025… ma non si può volere tutto dalla vita, 😉.
Se l’ultima lettura del 2025 è stata un thriller la prima del 2026 è stata un giallo, altro genere che mi piace molto e che è tra i miei preferiti.
In questo giallo la protagonista della storia è un’investigatrice privata, Julia Stark: una donna con un passato molto difficile, tormentato, tanto che rifiuta qualsiasi contatto fisico e soffre di attacchi di panico. Queste ferite emotive la portano, nonostante empatizzi con le persone, a tenerle a “distanza di sicurezza”, almeno nel senso fisico. L’unica persona di cui riesce a tollerare il contatto fisico è Sidney Mendelson, ex marito di Julia ed ora suo collega nelle indagini del caso. Tra i due c’è un passato complesso ed irrisolto, ma questo non li allontana bensì riescono a collaborare senza farsi inutili guerre e ripicche. E proprio durante il caso, affidato loro da PG Mott, un ricchissimo uomo d’affari, i due investigatori uniranno le forze ed inizieranno ad indagare su un omicidio che fin dall’inizio si rivela molto complicato: indizi frammentari, ricordi confusi ed immagini inquietanti sono il puzzle che compongono questo caso. Chi è la persona fotografata con il cellulare di Mott? E quali segreti nasconde questa famiglia?
Voto alla fine della lettura del libro: 5.
👍 gli unici momenti in cui ho trovato questa lettura piacevole sono quelli di un plot twist verso la fine del giallo e quello in cui viene svelato chi è l’assassino (o assassina?) che ha compiuto l’omicidio.
👎 il ritmo della narrazione è molto poco costante, arrivando ad essere molto spesso banale, noioso e piatto; i personaggi della famiglia Mott mi sono sembrati tutti uguali, senza una vera personalità e costruiti anche abbastanza male da non essere credibili; la sottotrama della storia passata di Julia non viene accennata: non si sa per quale motivo abbia questo rifiuto del contatto fisico e soffra di attacchi di panico e nemmeno che cosa l’ha portata a divorziare da Sidney.
E voi avete già letto “Troverò la chiave” di Alex Ahndoril? Qual è stata, qual è o quale sarà la vostra prima lettura del 2026?
Trama: Sulle colline di una feroce Los Angeles una giovane donna, figlia di un potente uomo d’affari, viene uccisa con un colpo di pistola alla testa. Era la ragazza di Pike, investigatore privato che, con il suo socio Elvis Cole, viene chiamato dal padre ad affiancare i detective della polizia, suoi colleghi di un tempo. Difficile immaginare due tipi più diversi: Cole è estroverso, sarcastico, pronto alla battuta; Pike è un solitario, un duro di poche parole. Eppure i due sono amici per la pelle, disposti a tutto pur di sostenersi, persino a sfidare la polizia. Insieme si metteranno sulle tracce di un serial killer che continua a colpire seminando indizi fuorvianti.
Ultimamente le mie letture erano un po’ “scarsine”, ma non nel senso che stessi leggendo poco bensì come qualità: noiose, con qualcosa di già visto, ecc.
Ma l’ultima lettura dell’anno mi ha permesso di concludere il 2025 con il sorriso sulle labbra: finalmente una bella lettura, 😀!
Si tratta di un thriller/poliziesco, un genere che amo molto e che, qualche scivolone di tanto in tanto, mi dà sempre delle belle soddisfazioni, 😀.
Il thriller che è diventato la mia ultima lettura del 2025 s’intitola “L. A. Killer” di Robert Crais. Tutto parte dalla misteriosa scomparsa di una ragazza, Karen Garcia, figlia di un uomo d’affari molto famoso ed in passato fidanzata di uno dei due investigatori privati, Joe Pike. Pike, un uomo molto chiuso, poco loquace e solitario, insieme al collega ed amico Elvis Cole, un uomo che è l’esatto opposto di Pike, estroverso, loquace, sempre con la battuta pronta, viene chiamato dal padre della ragazza per far luce su quanto successo: si è allontanata volontariamente oppure dietro c’è qualcosa di molto più serio? I due investigatori iniziano subito ad indagare, ma presto la peggiore delle ipotesi diventa realtà: Karen è vittima di un omicidio ed il caso, sin da subito, si fa molto complicato. La collaborazione tra i due investigatori è la polizia di Los Angeles è fondamentale per risolvere il caso ma non tutti sembrano contenti di questa collaborazione, soprattutto perché uno dei due investigatori, in passato, è stato a sua volta un poliziotto. Tra vecchi rancori, indagini, sospetti veri o presunti, inizia la caccia per catturare l’assassino di Karen. Ma che cosa succede quando nuove prove ed un nuovo omicidio sembrano cambiare “le carte in tavola”? E chi è davvero colpevole e chi innocente?
Voto alla fine della lettura: 8.
👍 il ritmo serrato e il crescendo di tensione rendono questa lettura avvincente e coinvolgente sin dalle prime pagine; i due investigatori privati sono molto ben descritti nel loro lato caratteriale e psicologico; la trama di questo thriller è ben costruita, solida e mantiene la giusta tensione per tutta la narrazione.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “L. A. Killer” di Robert Crais? Qual è il miglior libro che avete letto nel 2025 e di che cosa parla?
Trama: Lorraine, detta Rainy, vive in una casa sulla cima della boscosa Tiger Mountain. Si è trasferita in quella specie di isolato santuario, fatto di poche abitazioni, per dimenticare il suo tormentato passato e ricominciare tutto da capo. Quando un gruppo di amiche la invita per un weekend a Las Vegas Rainy accetta, seppur con poco entusiasmo. Ma quello che si prospettava come un divertente fine settimana tra ragazze si trasforma in un incubo quando Braithe, una delle donne della comitiva, non rientra in hotel dopo una notte brava. Poco dopo Rainy riceve un messaggio inviato dal telefono di Braithe: qualcuno l’ha rapita. E quel qualcuno l’ha fatto per arrivare a lei. Se vuole salvare la sua amica (e sé stessa) Rainy dovrà tornare a immergersi nel buco nero del suo passato, affrontando quei demoni che sperava di essersi lasciata alle spalle…
Dopo letture lontane dai propri gusti quando si rientra nella propria comfort zone ci s’aspetterebbe di trovare una lettura coinvolgente, che conquista fin dalle prime pagine: una lettura con la L maiuscola per intenderci.
Nonostante sia tornata a leggere un genere che a me piace tantissimo, ovvero il thriller, in questo caso non ho trovato niente di tutto questo. Ma le valutazioni, come sempre, saranno la parte finale della recensione.
Prima sarà meglio concentrarsi sul libro: “Una semplice bugia” di Tarryn Fisher è un romanzo in cui la protagonista, Rainy, è una ragazza dal passato complesso ed oscuro. Un passato che, nonostante siano passati vent’anni, la tiene ancora ancorata ad esso, anche se solo con il pensiero. Nel passato di Rainy si nasconde un segreto che nemmeno il suo fidanzato, Grant, e le sue amiche conoscono: la ragazza, ancora adolescente, e la madre sono diventate parte di una setta che faceva loro il lavaggio del cervello, manovrandole su tutto e decidendo per loro delle loro vite. Il capo di questa setta si chiama Taured, un vecchio compagno di scuola della madre, un uomo che con la sua parlantina ed i suoi modi riesce a farsi rispettare senza dover mai alzare la voce. Ed è proprio in un momento di difficoltà che la madre di Rainy si rivolge a Taured che la convince ad andare ad abitare, insieme alla figlia, al “complesso”, la sede della setta. Ma presto le cose cambiano e Rainy si rende conto che dietro la facciata da brava persona nell’uomo si nasconde un animo malvagio, vendicativo e sadico. Ed anche nel presente questa persona continuerà a tenere d’occhio la ragazza, diventata un’affermata artista. Rainy sa che il passato tornerà a bussare alla sua porta e quando succederà non sarà solo la sua vita ad essere in pericolo ma anche quella della sua amica Braithe. Riuscirà Rainy a sconfiggere i suoi demoni e a tornare ad essere una donna libera? Riuscirà ad affrontare il suo passato guardandolo dritto negli occhi?
Voto alla fine della lettura del libro: 3.
👍 nessuna nota positiva da segnalare.
👎 la narrazione scorre talmente lenta, tra salti nel passato e nel presente, che diventa ripetitiva e noiosa (libri così sono perfetti se si soffre d’insonnia perché, nonostante siano letture poco consigliate prima di dormire, fanno l’effetto di un sonnifero. (È sicuro che l’insonnia sparisce in un attimo, 😄!); la storia per quasi duecento pagine non entra nel “succo della narrazione” ed è un continuo raccontare tutto tranne che quello che dovrebbe essere uno dei punti focali della storia, ovvero Rainy che affronta il suo passato, a partire dal rapimento della sua amica Braithe; anche quello che resta della narrazione non convince perché i colpi di scena sono molto prevedibili e scontati; i personaggi secondari sono poco o per nulla sviluppati, quasi come se fossero delle comparse messe lì per sbaglio.
E voi avete già letto “Una semplice bugia” di Tarryn Fisher? Secondo voi dopo una delusione del o di uno dei vostri generi preferiti è meglio “rimontare in sella” leggendo un altro libro dello stesso genere oppure cambiare e orientarsi verso altre letture?
Ormai il Natale s’avvicina sempre di più… e che cosa c’è di meglio che guardarsi un bel film a tema, magari sgranocchiando qualche biscottino e bevendo una bella tazza di cioccolata calda, 😉?