Il caldo toglie l’appetito, ma con il “Toast Salame Rosé” si mette qualcosa di veloce e gustoso nello stomaco, 😉.

Il taglio a metà non è perfettamente riuscito ed esteticamente non è granché, ma vi assicuro che questo toast è buonissimo, 😋!

Anche a voi, con il caldo e l’afa estiva, capita di perdere un po’ l’appetito?

A me, a volte, succede: magari decido di preparare qualcosa di buono ma poi il caldo mi fa desistere… e allora vado di cose fresche e veloci.

Oppure, se proprio voglio mangiare qualcosa di caldo, punto su cibi come i toast: si preparano in pochi minuti e non richiedono lunghe preparazioni.

Il toast che vi presento in questa ricetta non è il solito toast prosciutto e formaggio: un classico che, per quanto buono, a lungo andare ha finito con l’annoiarmi e perdere un po’ d’attrattiva.

Così ho voluto dargli il mio tocco personale e, memore dei toast che facevano in un bar dove andavo tantissimi anni fa con i miei genitori, gli ho aggiunto quell’ingrediente in più per renderlo ancora più invitante e gustoso, 😋.

Il nome che ho dato a questo toast è Toast Salame Rosé.

Ingredienti

  • due fette di pan carré;
  • 4 fette di salame Milano (se preferite potete usare anche il salame ungherese o altro salame già affettato);
  • 4 fette di mozzarella fresca che avrete provveduto a tagliare in precedenza, scolate molto bene e asciugate dal liquido di conservazione (in alternativa potete usare la mozzarella in vaschetta già tagliata a fette. Anche qui ne basteranno 4 fette);
  • salsa rosa q.b.

Procedimento:

Spremete della salsa rosa su un lato d’entrambe le fette di pan carré e distribuitela uniformemente.

Aggiungete il salame e la mozzarella già tagliata a fette (oppure, dopo che avrete scolato e asciugato la mozzarella, tagliatela a fette né troppo sottili né troppo spesse).

Chiudete il toast e premete leggermente.

Nella friggitrice ad aria impostate il programma “baked” (se non c’è si può tranquillamente usare il programma Air Fry), la temperatura a 170º e un tempo di cottura di 10-12 minuti.

Mettete un foglio di carta forno per friggitrice ad aria all’interno di essa, metteteci il toast, richiudete e avviate la cottura.

A metà cottura mettete in pausa, girate il toast per farlo tostare uniformemente su entrambi i lati, rimettetelo nella friggitrice ad aria e terminate la cottura per il tempo rimanente.

In base al vostro gusto potrete aumentare o diminuire il tempo di cottura e, di conseguenza, anche di tostatura.

Il toast è pronto per essere mangiato!

Buon appetito!

Consigli aggiuntivi:

  • se usate il pancarrè per i maxi toast aggiungete 1-2 fette in più sia di mozzarella che di salame;
  • a questo toast possono essere aggiunti altri ingredienti come funghetti sott’olio, olive, ecc;
  • se non vi piace la salsa rosa potete sostituirla con la salsa tartara o un’altra salsa a vostra scelta;
  • questo toast, purché venga chiuso in un po’ di pellicola e lasciato riposare per almeno un’ora, può essere gustato anche senza essere cotto.

Facciamoci quattro risate: più fusa io… o “l’intelligenza artificiale”, 🤣?

Non so se ne avete già sentito parlare ma a quanto pare è stata creata una nuova “intelligenza artificiale”.

Si chiama Emma e funziona come una qualsiasi chat… ma dovreste vedere le risposte! Così assurde che a leggerle quasi non ci si crede che siano vere, eppure è così!

Vi mostro qualche screenshot di due chat che ho provato a fare con questa “AI”: ad ogni risposta mi stavo per cappottare dalle risate, 🤣🤣!

Queste due sul calcio, mentre quella sotto è a tema “dinosauri”.

Incredibile! L’Italia è ai Mondiali e i dinosauri sono ancora in vita, 🤣🤣🤣!

Ironia a parte, se vi va di farvi qualche risata vi lascio il link a questa “intelligenza artificiale”.

https://remmake.it

Prima di fondermi ancora di più e avere idee come questa meglio che vada a fare una bella doccia fresca, 😄.

Estate senza dolci? Assolutamente no! “Preparato per Crema da Tavola Gusto Cioccolato Mandorla” Elah.

Una golosa bontà da gustare fresca, 😋.

Come ogni anno, quando arriva l’estate e il caldo, il forno va a farsi un po’ di vacanze e viene messo in pausa fino a Settembre, 😉.

Ma anche se è estate e fa caldo la voglia di dolci non va mica in vacanza, eh no, 😄!

Ci sono tantissimi dolci freschi che non hanno bisogno del forno oppure, se proprio si vuole “cucinare”, si può preparare qualcosa di veloce con i fornelli… e il budino è uno di questi dolci, 😀.

In commercio esistono tantissimi preparati a cui basta aggiungere del latte, far bollire il tutto e in poco tempo il budino è pronto… naturalmente va fatto prima raffreddare, 😉.

E anche questa volta la mia voglia di dolce è stata soddisfatta con il Preparato per Crema da Tavola al gusto Cioccolato Mandorla a marca Elah.

Il Preparato per Crema da Tavola al Gusto Cioccolato Mandorla Elah è una miscela in polvere pensata per ottenere un budino tramite cottura: facile e veloce da preparare, l’unico ingrediente da aggiungere è il latte. La polvere è fine, uniforme e si scioglie facilmente nel latte freddo, formando un composto liscio che si addensa man mano che arriva a bollore. Durante la cottura la consistenza cambia rapidamente: da liquida diventa una crema più corposa e stabile, pronta per essere versata negli stampi. Una volta tolto dal fuoco, il preparato va lasciato raffreddare completamente: in questo modo assumerà la consistenza tipica dei budini e che permette di sformarlo senza perderne la forma. Il risultato, dopo il riposo in frigorifero, è un dessert morbido, lucido e cremoso, pensato per essere servito freddo e mantenere la sua forma fino al momento dell’assaggio.

https://www.elah-dufour.it

👍 è un dolce molto veloce e facile da preparare e non richiede grandi doti culinarie; perfetto da gustare come fine pasto oppure a merenda; in questa stagione risulta molto più gradito rispetto a un dolce da forno; sia il gusto del cioccolato che quello della mandorla sono perfettamente equilibrati e si sentono entrambi in modo ben distinto.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato il Preparato per Crema da Tavola al Gusto Cioccolato Mandorla a marca Elah? Qual è, se vi piace, il vostro gusto di budino preferito?

Recensione libresca: “Cella d’isolamento. Un eroe solitario della Resistenza francese” Christopher Burney.

Quando la solitudine e l’isolamento in una cella diventa lo sprone per combattere e sopravvivere.

Titolo: Cella d’isolamento. Un eroe solitario della Resistenza francese.

Autore: Christopher Burney.

Genere: narrativa storica, biografico, memorie, saggio esistenziale.

Pagine: 183 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Lanciato col paracadute in Francia nel 1942 per stabilire contatti con elementi della Resistenza, Burney viene arrestato poco dopo e rinchiuso per diciotto mesi a Fresnes, in cella d’isolamento, da cui uscì soltanto per un paio d’interrogatori. Sarà poi deportato a Buchenwald, “l’affollato, rumoroso, disgustoso opposto” della cella di Fresnes, ma di questo periodo l’autore non ci parlerà. È del suo “esercizio di libertà” nella solitudine che Burney vuole rendere testimonianza: in un procedimento lento, cauto, senza rivelazioni improvvise, ma con un progresso costante verso una sempre maggiore trasparenza, egli riscopre, nella sua cella, il mondo, non più dalla parte del continuo eccesso e della sovrabbondanza della vita, ma da quella più oscura e rara della spoliazione, della prossimità della morte, dell’irriducibile. Nelle varie tappe di questa esplorazione, che mai si allontana, volutamente, da un senso molto lucido e pratico della realtà, Burney s’inoltra nella zona più dubbia, più insidiosa e paradossale dell’esperienza umana, quella in cui riconosciamo a un tempo, nella solitudine assoluta, la tortura del distacco ma anche il bene più prezioso e liberatore. Così, quando a un certo punto del suo viaggio interiore, Burney decide di non rispondere ai messaggi che un ignoto tenta di trasmettere attraverso il muro della prigione, il suo gesto ci coinvolge ormai in una vicenda che non riguarda tanto un caso particolare, quanto la scoperta di un certo livello di esistenza, quel livello in cui non si accettano più i fatti per una qualche giustificazione o ragione, ma semplicemente in quanto sono.

Qua e là, tra le mie letture, capita che spuntino anche delle biografie o dei saggi di vita vissuta: non sono frequenti ma sono sempre una buona lettura che arricchisce il proprio bagaglio culturale, non solo sull’autore che li scrive ma anche sul contesto all’interno del libro. E nel libro “Cella d’isolamento” di Christopher Burney l’autore, un ufficiale inglese paracadutato sul territorio francese, narra del periodo in cui, prigioniero dopo essere stato catturato dai nazisti, passò le sue giornate chiuse nell’isolamento di una cella. Giornate fatte di solitudine, sofferenze e riflessioni che diventano il cuore stesso del racconto: le ore passate tra quelle quattro mura, con il passare dei giorni, sembrano farsi sempre più lunghe e la routine forzata non sembra essere d’aiuto per superare questo duro periodo di prigionia. Ma anche se in isolamento Burney non smette mai di osservare, di analizzare, di tenere la mente in movimento, come se il pensiero fosse l’unico modo per restare vivo e non lasciarsi schiacciare dal silenzio. La cella in cui è rinchiuso non diventa solo un luogo di sofferenza estrema ma anche uno spazio in cui l’autore impara a conoscersi in profondità, a capire fin dove può spingersi per non crollare. La sopravvivenza dipenderà anche e soprattutto da quella forza interiore che riesce a costruirsi giorno dopo giorno, trasformando la mente nel suo unico rifugio possibile. Su come andranno le cose, una volta trasferito a Buchenwald, non è dato sapere ma è chiaro che l’esperienza dell’isolamento lo ha segnato in modo indelebile, lasciandogli addosso una consapevolezza nuova: quella di quanto fragile e allo stesso tempo resistente possa essere l’essere umano quando viene spogliato di tutto.

Voto alla fine della lettura del libro: 6.5.

👍 la testimonianza dell’autore durante la sua prigionia non viene abbellita da fronzoli inutili ma racconta la verità nuda e cruda per quella che è; questa testimonianza ha un valore storico perché, oltre alla dimensione personale, il libro offre uno sguardo reale e documentato sulle condizioni dei prigionieri e sui metodi di annientamento psicologico usati dai nazisti.

👎 unica nota negativa che ho notato è che alcune volte il personaggio si perde in divagazioni fuori contesto soffermandosi su pensieri o dettagli che non riguardano direttamente il momento che sta vivendo nella cella. Questi passaggi, pur comprensibili come tentativi di tenere la mente occupata, spezzano il ritmo della narrazione e finiscono per far perdere un po’ il filo del discorso, introducendo delle parentesi che non sempre si integrano con la narrazione principale.

E voi avete già letto “Cella d’isolamento” di Christopher Burney? Che rapporto avete con i libri che raccontano la prigionia o l’isolamento?

Quando un’accoppiata è vincente: “Midnight, Dolce al Cioccolato con Gocce di Cioccolato e Menta Piperita” Sapori & Piaceri.

Super cioccolatoso e dal gusto rinfrescante, 😋.

Abbinare il gusto del cioccolato a quello della menta spesso si rivela un duo vincente e super gustoso, 😋!

Immaginate d’addentare una fetta di un dolce i cui due gusti si sposano in modo equilibrato tra loro: prima il cioccolato e quel suo sentore di fondente che si scioglie sulle papille gustative, poi la menta che va a rinfrescare la bocca e il palato… assolutamente irresistibile, 😋!

Ed essendo io una persona che quando c’è un bel dolce non dice mai di no, ho voluto provare Midnight, Dolce al Cioccolato con Gocce di Cioccolato e Menta Piperita a marca Sapori & Piaceri.

Midnight è un dolce da dispensa che punta tutto sull’effetto “cioccolatoso” fin dal primo morso. Una volta tolto dalla confezione la caratteristica principale di questo dolce che colpisce subito all’occhio è la compattezza e la forma tipica di un brownie: colore scuro, superficie increspata ma uniforme e quell’aspetto leggermente umido che di solito caratterizza gli impasti ricchi di cacao. All’interno l’impasto del dolce è omogeneo, senza farciture o strati, e le gocce di cioccolato sono ben distribuite all’interno di esso, mentre la menta piperita è presente come aroma, suggerendo una nota fresca che va a contrasto con la base più densa e corposa del cioccolato. Il dolce è pensato per essere consumato a fette, senza bisogno di frigo o preparazioni aggiuntive (ma se lo si vuole rendere ancora più goloso ci sta benissimo, ad esempio,  un po’ di panna montata non zuccherata a fianco), e rientra nella categoria dei prodotti pronti da tenere in dispensa per un consumo pratico e immediato. Nel complesso l’aspetto e la combinazione degli ingredienti lo rendono un dolce al cioccolato “importante”, arricchito da un tocco aromatico che lo distingue dai dolci più classici e diffusi.

https://www.fietta.it

https://www.saporiepiaceri.it

👍 il duo di cioccolato e menta ha un perfetto equilibrio d’entrambi i sapori; il cioccolato è il primo sapore ad arrivare al palato, seguito dalla menta che va a rinfrescare e a rendere questo dolce un momento di golosa bontà; non essendo un dolce da frigo può essere tenuto tranquillamente in dispensa e consumato anche nelle giornate più calde; da solo è già molto buono ma volendo si può arricchire con altri ingredienti: panna montata, fragole fresche, cioccolato fuso, ecc ecc; un altro ottimo abbinamento è quello di servirlo con una pallina di gelato; se si preferisce si può tagliare una fetta a metà e farcirla con della crema come la Nutella; pur essendo un dolce piuttosto “corposo” non risulta eccessivamente pesante.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato Midnight, Dolce al Cioccolato con Gocce di Cioccolato e Menta Piperita? Qual è o quali sono i dolci da dispensa che non mancano mai nella vostra cucina?

Recensione libresca: “Tutti i fiori di Parigi” Sarah Jio.

Due donne di due epoche diverse e lo sfondo di una Parigi tra passato e presente.

Titolo: Tutti i fiori di Parigi.

Autore: Sarah Jio.

Genere: romanzo rosa, romanzo storico, romanzo rosa/storico.

Pagine: 320 (formato ebook); 304 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Una storia d’amore e di perdita di struggente bellezza…”

“Due donne, due destini che si intrecciano, tra il dolore del passato e il riscatto del presente”.

Trama: Parigi, oggi. Dopo un brutto incidente, Caroline Williams si risveglia in ospedale senza alcun ricordo del suo passato, a eccezione di alcune immagini confuse di un uomo e di una bambina. Con l’aiuto di Victor, lo chef di un ristorante del quartiere, Caroline cerca faticosamente di ricomporre i tasselli della sua vita. E se la strada giusta per ricostruire il proprio passato si trovasse nella soluzione di un caso misterioso risalente a molti decenni prima? Parigi, 1943. Nella città occupata dai nazisti, Céline è rimasta vedova. Insieme a sua figlia Cosette sta cercando di costruirsi una nuova vita, lavorando nel negozio di fiori del padre. Ma quando un ufficiale tedesco viene a sapere delle loro origini ebraiche, Céline è costretta a intraprendere un gioco pericoloso per proteggere le persone che ama. E non appena le sue paure più grandi si avverano, deve rischiare il tutto per tutto per salvare almeno la vita della sua piccola. Parigi, oggi. In un angolo nascosto di un armadio, Caroline trova alcune lettere scritte, tanti anni prima, da una giovane donna di nome Céline al suo innamorato. Da quella corrispondenza appassionata, Caroline intuisce che il suo appartamento potrebbe nascondere un passato oscuro. Lei e Céline potrebbero avere in comune molto più di quanto possa immaginare…

Normalmente ai romanzi d’amore non darei voti altissimi, ma questo un bellissimo voto lo merita, eccome se lo merita!

Anche in generale i miei voti non sono mai molto alti, ma quando un romanzo mi prende, mi coinvolge e mi appassiona è giusto “dare a Cesare quel che è di Cesare”, 😀.

E così è stato per “Tutti i fiori di Parigi” di Sarah Jio. Ammetto che prima di leggere questo romanzo non sapevo nemmeno chi fosse quest’autrice, ma una cosa posso dirla a fine lettura: anche se non siete, come me, amanti del genere rosa date una possibilità a questo libro. L’autrice fonde il genere rosa a quello storico e va a creare una storia che fin dalle prime righe riesce a conquistare il lettore.

Questo romanzo alterna la Parigi del 1943, periodo in cui questa città subì l’occupazione nazista, e il presente. Le due protagoniste sono Céline, giovane vedova con una figlia di otto anni che lavora nel negozio del padre, e Caroline, una ragazza che dopo un incidente ha perso la memoria e non ricorda più nulla del suo passato né chi sia. Le vite delle due donne sono lontane nel tempo ma molto vicine per quello che entrambe si portano dentro: Céline affronta il periodo della guerra con determinazione, coraggio e fa di tutto per rendere la vita della figlia il più normale possibile. Caroline deve imparare, dopo l’incidente, a ricostruire sé stessa, pezzo dopo pezzo e un giorno dopo l’altro. Ad un certo punto, seppur in epoche diverse, le loro vite s’intrecciano grazie alla scoperta da parte di Caroline di alcune lettere nascoste nel suo appartamento. Queste lettere sono state scritte da Céline a Luc, il suo innamorato, che durante la guerra si trovava sotto le armi. Ed è ricostruendo la storia d’amore e dolore di Céline attraverso quelle lettere che Caroline inizia, senza volerlo, a ricostruire anche la propria. Dopo la scoperta di queste lettere riuscirà Caroline a recuperare la memoria e a ricordare il suo passato? E Céline, dal passato, troverà finalmente qualcuno capace di dare voce alla sua storia?

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 l’intreccio tra il passato e il presente e la struttura tra le due linee temporali scorre  fluidamente e senza creare confusione, mantenendo alto l’interesse della storia e il suo ritmo; Caroline e Céline sono due personalità molto forti e che anche nelle difficoltà trovano il coraggio d’andare avanti, senza arrendersi e senza crogiolarsi nel dolore; la Parigi storica è descritta con molta cura: si percepiscono le ombre dell’occupazione, le paure quotidiane che le persone hanno dovuto vivere all’epoca, ma anche quei piccoli gesti di resistenza e umanità che rendono viva la città e la trasformano, a sua volta,  in uno dei personaggi della storia; nonostante siano toccati dei temi forti la narrazione non scivola mai nel melodramma e mantiene un tono delicato, sincero e rispettoso.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Tutti i fiori di Parigi” di Sarah Jio? Quanto vi coinvolgono le storie in cui passato e presente finiscono per parlarsi senza davvero incontrarsi?

Una ricetta di pasta facile e veloce da preparare, anche quando inizia a fare caldo: “Pasta al forno… ma senza forno!”

La pasta è buona sempre… anche in estate, 😋!

Anche se fa caldo e l’estate è ormai imminente non rinuncio a un bel piatto di pasta al forno, 😉.

Ma accendere il forno con questo caldo diventa una cosa davvero proibitiva… come fare per ovviare a questo “problema”, 🤔?

Beh, c’è la friggitrice ad aria, naturalmente, 😀!

Grazie a questo mini elettrodomestico è possibile fare la pasta al forno… senza accendere il forno, 😄!

E oggi, per pranzo, ho preparato una porzione di pasta al forno.

Non ho fatto niente di troppo elaborato, anche perché mettermi a cucinare come si deve con questo caldo non m’attira affatto.

Pronti per la ricetta della “Pasta al Forno… ma senza forno”?

Ingredienti:

  • 150g. di mini penne o altra pasta di piccolo formato;
  • 1 confezione di mozzarelline ciliegino;
  • concentrato di pomodoro q.b;
  • 1 cucchiaino di zucchero per togliere l’acidità del pomodoro (facoltativo).

Procedimento:

Mettete a bollire una pentola d’acqua.

In attesa che l’acqua bolla scolate le mozzarelline dall’acqua di conservazione, asciugatele un pochino e tagliatele in quattro parti.

Quando l’acqua bolle salatela e fate cuocere la pasta finché non risulterà al dente.

Mettete in un pentolino il concentrato di pomodoro con un goccio d’acqua di cottura della pasta e fatelo scaldare. Se risulta troppo acido aggiungete un cucchiaino di zucchero.

Scolate la pasta, rimettetela nella padella in cui l’avete fatta cuocere e aggiungeteci il sugo ben caldo.

Mescolate bene il tutto in modo che il sugo s’amalgami alla pasta.

In una vaschetta piccola mettete metà della pasta, poi uno strato di mozzarella, l’altra metà della pasta e infine il resto della mozzarella.

Posizionate la vaschetta nella friggitrice ad aria, impostate il programma “baked” oppure, se non è tra i programmi preimpostati, la cottura Air Fry: 160º per 10-12 minuti.

Quando la mozzarella avrà assunto un colorito dorato e si sarà formata una crosticina croccante è pronto: mettete in tavola e… buon appetito!

L’importanza di proteggere i capelli dal calore: “Crema Termo-Attiva Senza Risciacquo Hydra Recharge Heat & Glow” Pantene.

Capelli protetti dal calore, morbidi e idratati.

Da molti anni partecipo a varie campagne tester dedicate al mondo del beauty, ma non solo.

Tra i vari siti a cui sono iscritta ce n’è uno che ha delle campagne tester molto interessanti, anche per quanto riguarda il mondo del beauty.

Ultimamente ho scelto d’iscrivermi ad una campagna tester beauty di un prodotto per capelli: la Crema Termo-Attiva Senza Risciacquo Hydra Recharge Heat & Glow a marca Pantene.

Dedicando molte cure ai miei capelli, soprattutto perché averli lunghissimi richiede una haircare routine costante, attenta e quotidiana, questa campagna tester permetteva di testare un prodotto che avrebbe ulteriormente arricchito il trattamento da dedicare ai capelli.

Dopo una breve attesa ho ricevuto una mail in cui mi veniva comunicato che ero tra le candidate a testare questa crema. Evviva, 😀!

Una volta ricevuto il pacco a casa ho subito messo in test la crema ed ora, a distanza di qualche settimana, vi farò sapere le mie opinioni in merito.

Ma prima delle mie opinioni personali… la descrizione del prodotto, 😀!

La Crema Termo‑Attiva Senza Risciacquo Hydra Recharge Heat & Glow di Pantene è un trattamento leave‑in pensato per accompagnare la piega con strumenti a caldo, offrendo al capello un supporto sia protettivo sia cosmetico. La formula, studiata per agire in sinergia con il calore, crea un film leggero che avvolge le lunghezze e contribuisce a ridurre gli effetti dello styling termico, mantenendo la fibra più disciplinata durante l’asciugatura o lo styling con la piastra. La texture è cremosa ma non pesante, si distribuisce facilmente e si assorbe senza lasciare residui visibili. Il prodotto è pensato per essere applicato sui capelli umidi, prima dell’uso del phon o della piastra, così da sfruttare l’attivazione termica e ottenere una maggiore definizione. La crema contiene ingredienti idratanti e condizionanti che aiutano a migliorare la scorrevolezza del capello, facilitando la pettinabilità e contribuendo a un aspetto più ordinato e luminoso. L’effetto finale punta a dare un finish levigato, con una lucentezza naturale e una sensazione di morbidezza al tatto. Il formato con l’erogatore “pump” permette un dosaggio controllato ed è utile per evitare eccessi di prodotto. È un trattamento pensato per l’uso quotidiano o occasionale, adatto a chi utilizza strumenti a caldo e desidera un supporto protettivo senza necessità di risciacquo.

https://www.pantene.it

https://it.pg.com

👍 questa crema si stende con molta facilità su tutta la lunghezza dei capelli, naturalmente dopo averli pettinati, non crea nodi e non ha bisogno d’essere risciacquata; una volta asciutti i capelli sono molto più disciplinati e facili da pettinare; protegge in modo efficace dal calore del phon e della piastra; al tatto i capelli risultano molto morbidi; il profumo, oltre ad essere molto gradevole, persiste a lungo sui capelli.

👎 unica nota negativa riguarda “l’effetto glow”: non ho notato, anche a distanza di tempo dalla prima applicazione e con l’uso costante, una grande differenza di lucentezza tra il prima e il dopo. Sicuramente ogni capigliatura fa storia a sé, ma sui miei capelli il prima e il dopo sono rimasti più o meno uguali.

E voi avete già provato la Crema Termo-Attiva Senza Risciacquo Hydra Recharge Heat & Glow a marca Pantene? Quali prodotti utilizzate nella vostra haircare routine per proteggere i capelli dal calore del phon e della piastra?

Assumere le vitamine con gusto: “Succo ACE Zero Zuccheri Aggiunti” Yoga.

Il succo per fare il pieno di Vitamine A, C, E.

E dopo la recensione del succo all’arancia è arrivato il momento della seconda recensione a tema “succhi di frutta”, quello al gusto ace.

Non so se sia capitato anche a voi di pensare: “Ma ace sta per arancia, carota e… e la “e” per cosa sta?”

Devo dire che per parecchio tempo, ogni volta che mi capitava di leggere “ace”, la mia domanda era sempre questa… salvo poi scoprire che “ace” non è un acronimo, bensì sono le vitamine contenute in questo succo di frutta: vitamina A, vitamina C e Vitamina E, 😄.

Trovo che i succhi di frutta, soprattutto quando fa caldo, siano molto dissetanti e che, rispetto a tante bibite gassate e zuccherate, facciano molto meno male, quindi… via libera ai succhi di frutta, 😋!

In questa recensione vi parlerò del Succo ACE Zero Zuccheri Aggiunti a marca Yoga.

Il Succo ACE Zero Zuccheri Aggiunti a marca Yoga è una bevanda analcolica ottenuta dall’unione di arancia, carota e limone, proposta in versione senza zuccheri aggiunti. Ha una consistenza fluida e un colore arancio intenso, privo di residui di polpa. La sua base aromatica è dominata dagli agrumi, mentre la carota contribuisce con una nota più neutra e vegetale. Il gusto risulta equilibrato tra freschezza e morbidezza e con una dolcezza limitata ai soli zuccheri aggiunti, naturalmente presenti nella frutta. L’etichetta evidenzia la presenza delle vitamine A, C ed E, vitamine importanti per il buon mantenimento della propria salute fisica. Questo succo di frutta si presta a un consumo immediato, sia come bevanda rinfrescante sia come base per preparazioni leggere e gustose.

https://www.succhiyoga.it

👍 è particolarmente rinfrescante se bevuto fresco, ma è molto gustoso anche bevuto a temperatura ambiente; la dolcezza data semplicemente dagli zuccheri della frutta rendono questo succo equilibrato e più sano rispetto ad altri succhi in commercio; il gusto è molto gradevole e i sapori si combinano bene tra loro; è molto pratico e può essere portato con sé anche fuori casa per essere bevuto in ogni momento della giornata.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato il Succo ACE Zero Zuccheri Aggiunti a marca Yoga? Quando siete fuori casa avete qualche bevanda che portate sempre con voi, e se sì, quale?

Quando la novità è anche in offerta… si va d’acquisto, 😄! “Fisarmoniche al Cioccolato con Crema al Cioccolato” Mulino Bianco.

L’ultima novità in casa Mulino Bianco.

Mi piace molto curiosare tra le varie novità che sono in vendita al supermercato: che si tratti di cibo, prodotti beauty o altro mi soffermo sempre a dargli un’occhiata… se poi il prodotto m’interessa, ma solo se è in offerta, ne compro uno per provarlo, 🙂.

In questo periodo, sullo scaffale dedicato alle merendine, c’è in vendita un nuovo prodotto della Mulino Bianco: le Fisarmoniche al Cioccolato con Crema al Cioccolato.

L’occhio mi è subito caduto su queste merendine, ed essendo anche in offerta ne ho comprate una confezione, 🙂.

Le Fisarmoniche al Cioccolato Mulino Bianco sono brioche caratterizzate da una forma rettangolare leggermente bombata e da una superficie decorata con un motivo bicolore, ottenuto tramite incisioni superficiali che richiamano l’idea della “fisarmonica”. L’impasto esterno ha un aspetto uniforme, color miele, con una doratura omogenea e una texture liscia che lascia intuire una struttura compatta. All’interno è presente una crema al cioccolato che costituisce il 25,7% della farcitura: si presenta come uno strato uniforme, scuro e lucido, con una consistenza densa e pensata per rimanere ben distribuita durante il taglio o il morso. L’aroma di queste brioche richiama quello delle classiche merendine da colazione con un impasto al cacao. Nel complesso si tratta di una merendina da forno pensata per un consumo pratico, con un equilibrio semplice tra impasto compatto e ripieno al cioccolato.

https://www.mulinobianco.it

👍 unica nota positiva è che questa brioche non ha, cosa che in molte merendine si percepisce, quel retrogusto di alcool tipico dei dolci industriali.

👎 per quanto riguarda le note negative mi posso sbizzarrire perché queste brioche sono un concentrato di esse: l’impasto delle fisarmoniche è tutto il contrario di quello che sarebbe se fosse soffice. È un impasto talmente duro e pesante che nemmeno intingendolo in una bevanda si riuscirebbe ad ammorbidirlo un po’. Per di più, oltre ad essere un vero e proprio “mattone sullo stomaco” è totalmente insapore: non si sente per nulla la dolcezza e il gusto è totalmente anonimo; e le note negative non finiscono qua: anche la crema al cioccolato è insapore, senza nemmeno un sentore di dolcezza né di cioccolato. Ultimo ma non ultimo la grandezza delle brioche: come molti prodotti anche qui la singola merendina è talmente piccola che una mangiarne solo una su finisce solo con l’essere ancora più affamati di prima. E vista la “grandezza” attuale mi è venuto spontaneo ribattezzarle “le brioche della Barbie”. In poche parole: una merendina della Mulino Bianco totalmente bocciata.

E voi avete già provato le Fisarmoniche al Cioccolato con Crema al Cioccolato a marca Mulino Bianco? Vi è mai capitato di provare una novità e di bocciarla totalmente, e se sì, quale?

Qua sotto vi metto la foto delle “brioche della Barbie”: ma quanto le hanno ridotte?! Mi mancano le brioche di una volta!!!