Recensione libresca: “Conversazioni con Evelyn Fox Keller, una scienziata anomala” Elisabetta Donini.

Scienziata, epistemologa, femminista… in tre parole: Evelyn Fox Keller.

Titolo: Conversazioni con Evelyn Fox Keller, una scienziata anomala.

Autore: Elisabetta Donini.

Genere: studi sociali e culturali, saggio.

Pagine: 200 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: dopo un’attenta ed accurata ricerca su Internet il formato ebook di questo libro non è presente su nessun sito; https://www.unilibro.it (in questo sito il libro, in questo momento, è presente ed è possibile acquistarlo, anche se la disponibilità è incerta; su Amazon, Ibs, LaFeltrinelli e Libreria Universitaria il libro è tra i titoli presenti sul sito ma non è possibile acquistarlo perché non è disponibile (formato cartaceo) e forse è possibile trovarlo, cercando bene, anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Evelyn Fox Keller è considerata l’esponente di maggior spicco nell’ambito dell’”epistemologia femminista”, anche se si tratta di una etichetta in cui lei non si riconosce appieno. Come in nessuna etichetta. Scienziata, epistemologa, femminista… Donna d’eccezione per certo. Nata a New York nel 1936 e laureata a Harvard, si dedica all’insegnamento in diverse università, dapprima occupandosi di fisica teorica, di biologia molecolare e di bio-matematica, poi man mano spostando l’asse del suo interesse verso lo studio degli aspetti psicologici, storici e filosofici del pensiero scientifico. Ed in particolare sulle connessioni tra genere (maschile/femminile) e scienza. Oggi lavora nell’Università californiana di Berkeley. Ha raggiunto vasta notorietà, ben oltre i confini  accademici, con due libri pubblicati a metà degli anni ‘80: In sintonia con l’organismo e Sul genere e la scienza, libri di straordinario successo di cui escono ben presto edizioni italiane, francesi, spagnole, olandesi, tedesche e perfino giapponesi, che la consacrano come la personalità più interessante nell’ambito di quella “anomalia” epistemologica che parte da un esame critico delle correlazioni fra pensiero razionale e appartenenza di genere. In queste conversazioni la Fox Keller parla dapprima della sua difficile storia personale, dei suoi percorsi culturali conflittuali (con gli uomini di scienza ma anche con il movimento femminista) e poi discute per singoli nodi tematici ciò che è stato per oltre vent’anni al centro delle sue ricerche, delle sue preoccupazioni intellettuali, della sua passione di donna e scienziata.

La lettura dei saggi devo, ahimè, ammettere che latita molto tra i libri che leggo, ma questa volta ho voluta fare un’eccezione e discostarmi un po’ dai soliti generi che sono solita leggere.

Ed in questo saggio, dove viene fatta una lunga intervista a Evelyn Fox Keller, l’epistemologa e scienziata americana racconta tutti i passaggi della sua vita: dagli studi, fatti con tanti sacrifici perché la sua non era una famiglia ricca, al ruolo di accademica e studiosa dell’epistemologia e di quello che le ruota intorno. Nonostante, ancora studentessa, venga vista con un po’ di “sospetto” da una parte del mondo maschile per gli studi intrapresi (in quegli anni lo studio della fisica era appannaggio degli studenti maschi e molto molto raramente era possibile trovare studentesse che decidessero d’intraprendere la strada dello studio della fisica) la Fox Keller va dritta per la sua strada e decide di seguire il suo cuore. Questo la porterà, pian piano a diventare una personalità di spicco nel mondo delle scienze e a scrivere anche dei libri che la faranno conoscere anche al resto del mondo.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 ho trovato questa scienziata una persona tosta, grintosa e che se n’è infischiata del giudizio che potevano avere gli altri sulla scelta degli studi da lei intrapresi, andando avanti con le proprie forze e scegliendo da sé la strada da intraprendere per diventare quello che aveva sempre sognato; ci sono molti passaggi interessanti tra le risposte che la Fox Keller dà all’autrice di questo libro e che portano sicuramente a fare molte riflessioni.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Conversazioni con Evelyn Fox Keller, una scienziata anomala” di Elisabetta Donini? Avete letto qualche saggio ultimamente, e se sì di che cosa trattava?

Recensione per la cura dei capelli fragili: “Shampoo Forza e Vitalità, per Capelli Fragili, con Fito-Cheratina ed Estratto di Melograno” Venus.

Capelli più forti e sani, già dopo pochi lavaggi.

Con il cambio di stagione, l’arrivo dei primi freddi (o del caldo, anche se per questo bisognerà aspettare ancora diversi mesi, 😉) e fattori vari i capelli tendono a diventare più fragili e a cadere.

Eh sì: chi più chi meno siamo portati ad avere questa piccola seccatura, ma per fortuna che in commercio ci sono dei buoni prodotti che aiutano a risolvere e a rendere più forti i capelli durante questi periodi.

Anch’io, con il cambio di stagione e l’arrivo del freddo autunnale, ho notato che i miei capelli avevano la tendenza alla fragilità e alla caduta.

Un bel guaio, 😱! Siccome mi piace dedicare molte coccole ai miei capelli, anche perché essendo lunghissimi hanno bisogno di essere curati molto molto bene, sono andata subito alla ricerca di un prodotto che li rendesse meno fragili e più forti.

L’ho trovato!

In questo periodo sto usando lo Shampoo Forza e Vitalità, per Capelli Fragili, con Fito-Cheratina ed Estratto di Melograno a marca Venus.

Ecco come viene presentato il prodotto: Shampoo Forza e Vitalità, per Capelli Fragili, con Fito-Cheratina ed Estratto di Melograno a marca Venus. Lo Shampoo Forza e Vitalità, formulato con il potere della Fito-Cheratina e l’energia dell’Estratto di Melograno, risveglia la forza dei capelli.

Benefici:

  • Forza naturale: la Fito-Cheratina, simile a quella naturalmente presente nei capelli, rinforza la fibra capillare, rendendo i capelli più resistenti.
  • Nutrimento rigenerante: l’Estratto di Melograno, ricco di antiossidanti, offre un nutrimento profondo e una protezione avvolgente senza appesantire i capelli.
  • Vitalità splendente: la Fito-Cheratina e l’Estratto di Melograno donano corpo e vitalità ai capelli, rendendoli più belli e incredibilmente luminosi.

Risultati:

Capelli più forti e vigorosi, pieni di vitalità.

Modo d’uso:

Massaggiare sui capelli bagnati, lasciare agire qualche minuto e risciacquare abbondantemente.

Nutre e rinforza la fibra capillare.

Formula senza siliconi.

Clinicamente testata.

https://www.kelemata.it

👍 già dopo pochi lavaggi ho notato un sensibile cambiamento nei miei capelli: li ho trovati molto più forti, sani e belli, dimenticando presto il loro essere fragili e tendenti alla caduta come succedeva prima dell’utilizzo di questo shampoo; oltre ad essere più forti e sani li ho trovati anche più nutriti e molto più luminosi; mi piace molto questo shampoo perché, rispetto ad altri che ho provato e che ho trovato che mi lasciassero i capelli un po’ “pesanti”, questo me li lascia molto leggeri e fluenti dopo averli asciugati; anche il giorno dopo averli lavati i capelli sono ancora molto puliti e profumati; la profumazione è delicata ma allo stesso tempo persiste bene sui capelli e non scompare il giorno dopo che se li è lavati.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato lo Shampoo Forza e Vitalità, per Capelli Fragili, con Fito-Cheratina ed Estratto di Melograno a marca Venus? Ora che è arrivato l’autunno e il freddo quali sono i prodotti che utilizzate per prevenire e/o trattare le caduta dei vostri capelli?

Recensione libresca: “Il mistero degli Studi Kellerman” Ken Follett.

Quale mistero aleggia dentro questi studi cinematografici?

Titolo: Il mistero degli Studi Kellerman.

Autore: Ken Follett.

Genere: giallo per ragazzi, thriller per ragazzi, avventura per ragazzi.

Pagine: 90 (formato ebook); 112 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Mick Williams, giovane investigatore in erba, è molto interessato alle imprese di una banda di audaci quanto inafferrabili rapinatori di banche. Quello che certo non immagina è che ben presto la sua strada si incrocerà con la loro. Il suo amico Izzy, infatti, gli insegna come entrare di nascosto negli studi cinematografici Kellerman, da tempo in disuso e in attesa di venir demoliti per far posto a un grande albergo. È un luogo che custodisce troppi segreti, e tra i tanti misteri ce n’è uno che riguarda proprio la banda di rapinatori, che sembra capace di far perdere le proprie tracce come per magia. Quando però i due ragazzi se ne rendono conto, è troppo tardi: ormai sono nei guai fino al collo.

Prima di ricominciare con nuove letture ho voluto dare una seconda possibilità ad un breve romanzo di Ken Follett: “Il mistero degli Studi Kellerman”. Devo ammettere che la prima volta che l’ho letto non avevo la benché minima idea che fosse un romanzo per ragazzi e questa cosa l’ho scoperta leggendo la pagina dedicata al romanzo su Wikipedia.

Perché ho voluto dargli una seconda chance? Beh, perché la prima lettura è stata un vero fiasco: noiosa, poco interessante e priva di emozioni e pathos. A malincuore devo confermare questo mio giudizio: pur essendo un romanzo breve, meglio definirlo racconto breve, è di una noia e di un tedio che non sembra nemmeno un libro scritto da Follett.

La storia è semplice: due ragazzi che vanno in esplorazione di alcuni vecchi studi cinematografici, ormai chiusi e prossimi alla demolizione. Quello che non sanno è che gli studi sono anche il covo di una banda di rapinatori di banche, chiamata la Banda Mascherata. Tra un’esplorazione degli studi e l’altra i due decidono d’investigare per sapere che cosa leghi la Banda Mascherata agli Studi Kellerman. Ma a voler ficcare troppo il naso in affari che non li riguardano può rivelarsi molto pericoloso e ben presto ne dovranno subire le conseguenze.

Voto alla fine della lettura del libro: 2.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 la storia è totalmente priva d’intreccio; un racconto breve ma noioso, tedioso e non al livello del miglior Follett; manca totalmente l’emozione e il pathos che un thriller, anche se per ragazzi, come si deve riesce a suscitare nel lettore durante tutto l’arco della narrazione; alcune situazioni sono così elementari che mi chiedo come i due ragazzi non siano riusciti ad arrivarci sin da subito alla soluzione.

E voi avete già letto “Il mistero degli Studi Kellerman” di Ken Follett? Parlando in generale quale libro per ragazzi avete trovato poco interessante e noioso?

Recensione libresca: “Il suggeritore” Donato Carrisi.

Un assassino senza nome e senza volto, una squadra pronta a tutto pur di catturarlo e smascherarlo.

Titolo: Il suggeritore.

Autore: Donato Carrisi.

Genere: thriller, giallo, poliziesco.

Pagine: 526 (formato ebook); 464 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

Trama: Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte facce, che li mette alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo.

Ho appena finito di leggere anzi, di rileggere “Il suggeritore” di Donato Carrisi, e come la prima volta che l’ho letto… WOW! Che romanzo, 🤩! Ricordavo bene la trama ma è stato come se l’avessi letto per la prima volta. Le stesse sensazioni, la stessa tensione, lo stesso pathos provato durante la prima lettura sono stati ben presenti anche questa volta.

Di che cosa parla questo romanzo? Beh, come un buon anzi, come un ottimo thriller che si rispetti c’è un caso da risolvere, un’indagine che coinvolge un’intera squadra di poliziotti (tranne uno: Goran Gavila, il criminologo a capo di questa squadra, è un civile) e un assassino da catturare prima che compia altre efferatezze. L’assassino rapisce, mutila e in seguito uccide le sue vittime, facendo in seguito trovare i cadaveri in luoghi sempre diversi. Un vero sadico che resta, però, per tutto il tempo delle indagini sconosciuto, tranne per il nome che la squadra gli affibbia: Albert. Nessuno sa chi sia, nessuno ne conosce l’identità, quasi un fantasma, un essere senza volto che si muove nel buio e che mette alla prova la squadra, sfidandola quasi in una sorta di macabro “nascondino” dove la posta in palio è la sopravvivenza di una delle vittime. Riuscirà la squadra a scoprire chi è veramente Albert? E i suoi componenti riusciranno a guardare dentro di sé e al buio che alberga in loro?

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 un thriller davvero ricco di colpi di scena, molti anche inaspettati, che lasciano il lettore sempre con il fiato sospeso ad ogni pagina letta; mi è piaciuta molto l’idea di far sembrare alcune parti della narrazione come se si stessero svolgendo nel presente tranne poi, a sorpresa, scoprire che in realtà sono cose successe nel passato; i personaggi sono tutti molto ben delineati e le loro identità non mostrano solo la parte forte ma anche quella debole e più vulnerabile.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il suggeritore” di Donato Carrisi? Quali sono le caratteristiche principali che deve avere un thriller e che ve lo fa ritenere degno di questo nome?

Recensione per la cura della persona durante il bagno: “Bagno Crema Aromatico Ayurveda con Olio di Amla e Patchouli” Tesori d’Oriente.

Un graditissimo regalo: cofanetto composto da Bagno Crema, Profumo e Crema Mani Aromatico, 🤩.

L’anno scorso, per Natale, mi è stato regalato da una mia vicina di casa un cofanetto composto da bagno crema, profumo e crema mani della Tesori d’Oriente.

Un regalo davvero molto gradito perché avevo già provato alcuni prodotti di questa marca ma quelli della linea Ayurveda ancora no.

Nonostante siano passati tanti mesi da questo regalo avevo già in uso altri prodotti di questo tipo e ora che li ho finiti ho deciso di passare a provare i prodotti di questa linea, 🙂.

Per cominciare ecco come viene descritta la Linea Ayurveda: Una fragranza eterea e avvolgente dai benefici effetti rilassanti e riequilibranti. Un accordo legnoso e ambrato, illuminato da accenti di Arancio Dolce e Limone ed impreziosito da un’infusione di Patchouli e Legno di Cedro per donare una duratura sensazione di benessere e armonia.

Il primo prodotto che ho messo in test e che sto usando da un paio di settimane è il Bagno Crema Aromatico Ayurveda con Olio di Amla e Patchouli a marca per l’appunto Tesori d’Oriente.

Ecco come viene presentato il prodotto: Bagno Crema Aromatico Ayurveda con Olio di Amla e Patchouli a marca Tesori d’Oriente. Un rituale ispirato ai principi dell’Ayurveda, per ritrovare la propria armonia interiore. Questo Bagno Crema Aromatico contiene 5 preziosi ingredienti della tradizione ayurvedica: Olio di Amla, Olio di Neem, Olio Sesamo, Aloe Vera e Calendula, selezionati per le loro virtù idratanti e rigeneranti sulla pelle. Una fragranza eterea e avvolgente, arricchita con Oli Essenziali di Arancio, Limone e Patchouli per donare equilibrio e benessere a corpo e mente.

  • No parabeni;
  • No coloranti;
  • No oli minerali;
  • No siliconi.

https://www.tesoridoriente.net

Non appena metterò in test anche il profumo e la crema mani ci sarà, naturalmente, anche qui una recensione, 😉.

Intanto vediamo le note positive e negative del bagno crema.

👍 è abbastanza denso quindi ne basta poco per avere una schiuma soffice e profumata con cui lavarsi; il formato da 500ml. è contenuto in un flacone tipo quelli dei deodoranti e credo proprio che, una volta finito il bagno crema e dopo averlo risciacquato per bene, lo riciclerò utilizzandolo nuovamente per metterci altri bagnoschiuma nel caso mi capitasse di comprare i boccettoni grandi; è delicato sulla pelle, non la irrita né crea fastidiosi pruriti e per chi ha la pelle secca o molto secca è davvero un ottimo punto a favore; la profumazione, oltre ad essere davvero buonissima ed intensa, ha un effetto rilassante su corpo e mente; non contiene parabeni, coloranti, oli minerali e siliconi.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato il Bagno Crema Aromatico Ayurveda con Olio di Amla e Patchouli a marca Tesori d’Oriente? Qual é stato l’ultimo cofanetto di prodotti per la cura della persona che avete ricevuto e che cosa conteneva?

Un bagno crema dall’effetto rilassante e rigenerante, 😌.

Recensione per il momento del bucato: “Ammorbidente alla Lavanda e Iris, Rilassante Armonia” Felce Azzurra.

Capi morbidi e profumati a lungo.

Una delle faccende domestiche che, almeno una-due volte alla settimana, bisogna fare è il bucato.

Da lì non si scappa: se si vuole indossare dei vestiti puliti e profumati e avere la biancheria di casa sempre a disposizione la lavatrice è una faccenda domestica che tutti facciamo.

Devo ammettere che a me piace fare il bucato e non la trovo affatto una faccenda noiosa: con i prodotti giusti anche fare la lavatrice è un gioco da ragazzi, 😉.

Uno dei prodotti che non può mai mancare quando faccio la lavatrice è sicuramente l’ammorbidente: avere i capi, oltre che profumati, anche morbidi e più facili da stirare in seguito è sicuramente un bel vantaggio, 🙂.

In questo periodo sto usando l’Ammorbidente alla Lavanda e Iris, Rilassante Armonia a marca Felce Azzurra e i risultati sono davvero ottimi, 👍!

Ecco come viene presentato il prodotto: Ammorbidente alla Lavanda e Iris, Rilassante Armonia a marca Felce Azzurra.

Profumo: Un cuore di Lavanda e di Iris con le calde note del Patchouli e del Legno d’Ambra si fondono in un’avvolgente fragranza che regala una soffice sensazione di pulito e morbidezza.

Testa, le prime note percepite: Foglie di Menta, Eucalipto e Artemisia.

Cuore, il carattere dell’essenza: Lavanda, Violetta e Iris.

Fondo, la scia del profumo: Patchouli, Vaniglia e Legno d’Ambra.

Formula: Lasciati avvolgere dalla morbidezza e dalle note potenti e diffusive dell’essenza Lavanda e Iris. Con la sua nuova formula più concentrata* l’ammorbidente Felce Azzurra dona al tuo bucato ancora più profumo e più lavaggi.

*in ogni goccia, rispetto a Felce Azzurra ammorbidente con dosaggio consigliato di 66ml.

https://www.felceazzurra.it

👍 un “mai più senza” d’aggiungere al momento di fare la lavatrice; la profumazione, dopo che i panni sono asciutti, è davvero molto intensa e persistente; i capi, una volta lavati, risultano più morbidi e anche più facili da stirare; con la sua formula concentrata ne basta davvero un tappo per profumare il bucato.

👎 una piccola nota negativa che ho notato annusando questo ammorbidente è che il profumo di lavanda copre abbastanza quello dell’iris, lasciando di quest’ultimo solamente un vago sentore di profumo. Avrei preferito che le due profumazioni fossero più equilibrate in modo da non coprirsi l’una con l’altra.

E voi avete già provato l’Ammorbidente alla Lavanda e Iris, Rilassante Armonia a marca Felce Azzurra? Quale ammorbidente, se rientra tra i prodotti che usate per il vostro bucato, state utilizzando in questo periodo al momento di fare la lavatrice?

Recensione libresca: “L’enigma della camera 622” Joël Dicker.

Innanzitutto, buonasera! Come state? Come avete passato le vacanze? Di mio posso dire che queste vacanze sono state solo le prime due settimane vera vacanza, mentre per il resto è meglio stenderci un velo pietoso sopra.

Spero che le vostre siano state migliori e che vi siate divertiti e ve le siate godute fino in fondo, 🙂.

Dunque, che post ci sarà questa sera? Sì, direi che la recensione di un libro è l’argomento giusto per questo post, 🙂.

Tra le mura di una stanza si nasconde un’enigma: riusciranno i due protagonisti a risolverlo?

Titolo: L’enigma della camera 622.

Autore: Joël Dicker.

Genere: giallo deduttivo, giallo psicologico.

Pagine: 659 (formato ebook); 648 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

“Quando si vuole veramente credere a qualcosa, si vede solo quello che si vuole vedere.”

Trama: Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella camera 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero. L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nell’hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella camera 622 del Palace de Verbier.

Devo ammettere che, a fine lettura, questo libro mi ha lasciata un po’ perplessa. Parte come un qualsiasi romanzo di genere giallo dove ci sono un protagonista, un delitto da risolvere e, nel mezzo, vari personaggi che potrebbero o meno essere i vari sospettati del delitto. Fin qui tutto bene, ma proseguendo nella lettura, e forse anche a causa di continui salti temporali (e qui ce ne sono davvero un’infinità), la storia prende una piega poco comprensibile. Il protagonista viene quasi messo in secondo piano e si dà ampio spazio alla narrazione dei fatti successi nel passato ed infarcendo la storia, quasi si volesse tirarla per le lunghe, di dettagli che tendono a ripetersi durante tutto l’arco del romanzo.

Non è facile scrivere la recensione di questo libro perché, se nelle prime pagine sembrava promettere bene ed essere un romanzo che rientrava tra i miei gusti letterari, ho avuto parecchie difficoltà a rimanere concentrata e a capire il senso di quello che veniva narrato. Il protagonista, o meglio il narratore della storia, si chiama come lo scrittore, Joël, e decide di scoprire che cosa si nasconda dietro il mistero di un omicidio avvenuto nella camera 622 del Palace de Verbier, un albergo sulle Alpi svizzere. In questa “missione” è accompagnato da Scarlett, una ragazza che alloggia anche lei nello stesso albergo e che aiuta il protagonista durante le sue indagini. Le vicende del passato vanno ad influenzare quelle del presente, un mistero che sembra voler restare racchiuso tra le mura del Palace de Verbier… Riusciranno Joël e Scarlett a chiudere finalmente il cerchio e a far luce sul misterioso delitto della camera 622?

Voto alla fine della lettura del libro: 2.

👍 nessuna nota positiva da segnale.

👎 decisamente troppi salti tra passato e presente hanno finito per rendermi ancora più incomprensibile il romanzo di quanto già non fosse; al protagonista/narratore viene dato pochissimo spazio all’interno della storia e sembra, quasi più che uno dei personaggi principali, una comparsa messa all’interno del romanzo tanto per “fare numero”; narrazione davvero molto piatta e, a mio avviso, priva di colpi di scena importanti e che mi facessero esclamare “Wow! Questa non me l’aspettavo proprio!”; un romanzo che non mi sa “né di carne né di pesce”, noioso e per nulla avvincente.

E voi avete già letto “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker? Quale degli altri romanzi di questo scrittore consigliereste o sconsigliereste di leggere?

Il blog chiude per ferie! Buone vacanze, ci rivediamo a Settembre!

Auguro a tutti e a tutte voi…

e…

Inoltre, visto che il 13 Agosto è la Giornata Internazionale dei mancini, faccio tantissimi auguri a tutte le persone che sono mancine.

Io sono una di queste, e se anche voi siete mancini o mancine su la mano sinistra!

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P.S: domani sera sarò ancora presente sul blog ma ho anticipato questo post perché sarà una giornata pienissima e poi dal 1 Agosto… vacanze, 😀!

Ci rivediamo intorno alla metà di Settembre!

Recensione libresca: “Gli eletti” Jeffery Deaver.

Entrare in una setta può essere facile… ma sarà altrettanto facile uscirne, soprattutto vivi?

Titolo: Gli eletti.

Autore: Jeffery Deaver.

Genere: thriller, suspence.

Pagine: 482 (formato ebook); 496 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it (in questo momento il sito Mondadori Store è in manutenzione ma credo che, una volta tornato operativo, si potrà trovare tranquillamente il libro di questo post); https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https//www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it (anche qui vale la stessa cosa per il formato ebook); https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Non troppo veloce. Perché veloce vuol dire rumore. Veloce vuol dire errore. Veloce vuol dire la bocca nera di una pistola che ti aspetta dall’altra parte.”

“Colter Shaw è in missione contro la Fondazione Osiride.”

“La bussola che guida Colter è lo stile di vita che si è scelto: non fermarsi mai, dare la caccia a criminali e persone scomparse, scalare pareri di roccia, sentire il vento sulla faccia. Spingersi al limite.”

Trama: Persone da ritrovare, vite da salvare. Su questo è incentrata la carriera – o meglio, l’intera esistenza – del cacciatore di ricompense Colter Shaw. Per chi lo ingaggia rappresenta un’ottima alternativa alla polizia, ma ti devi fidare dell’uomo, uno allergico alle burocrazie e capace di sovvertire le regole del buon senso. Come accade in una giornata estiva di giugno. C’è stata una vittima, un ragazzo che Colter doveva riportare a casa e che aveva inseguito fino alla zona selvaggia nel nord dello Stato di Washington. Qui, al riparo tra le valli delle Montagne Rocciose, ha sede la Fondazione Osiride, che promette felicità a chi ha sofferto. Farsi accettare al suo interno riesce facile a Colter perché, in fondo, è vero: anche lui ha un segreto che non lo fa dormire, un ricordo che brucia. Ma ben presto scopre che, una volta entrati nella schiera degli eletti di Osiride, è quasi impossibile uscirne. O almeno, uscirne vivi.

Quello che, a prima vista, può sembrare un classico thriller dove il protagonista va a caccia del colpevole per consegnarlo alla giustizia è un viaggio, seppur romanzato e di finzione, all’interno di quello che è una setta di fanatici esaltati e pronti a tutto per “convertire” i propri seguaci a un pensiero folle e molto molto pericoloso.

Ma partiamo dall’inizio: che cos’è una setta? Da vocabolario ecco la definizione di setta: raggruppamento di persone unite da un credo ideologico, religioso o politico, professato in modo radicale e intransigente e talvolta in contrapposizione esplicita alla comunità e all’ideologia dominante.

In poche parole c’è un “capo carismatico” che, convinto di riuscire a inculcare nelle menti della gente il suo pensiero unico e “universale” verso persone che sarebbero disposte a credere e a bersi ogni sua parola pur di sentirsi parte di un gruppo ed essere “aiutati” in un momento difficile o di difficoltà. Ma spesso, dietro a questi personaggi, si nascondo persone prive di scrupoli, narcisiste ed egocentriche, affamate di denaro e popolarità, a cui piace sentirsi elogiati e osannati come se fossero degli dei.

Ed è questo che il protagonista della storia deve smascherare: un “santone” che si fa chiamare “Maestro Eli” e che, grazie alla persuasione e alla sua convinzione che tutto il mondo remi contro di lui, riesce ad attrarre a sé un gruppo di persone che non stanno passando un bel momento e che farebbero di tutto per trovare un po’ di pace e tranquillità.

Ma quello che all’inizio sembra un gruppo di auto-aiuto, come tanti, in realtà si rivela qualcosa di terribile e ingannatore: i seguaci non sono persone da aiutare bensì della “carne da macello” da eliminare quando il “lavaggio del cervello” e la volontà delle persone viene annientata e annullata completamente.

Un piano suicida che Colter Shaw dovrà fermare a tutti i costi prima che altri facciano la stessa fine di chi, per capire come funzionasse la “Fondazione Osiride”, ha ficcato un po’ troppo a fondo il naso in affari che dovevano restare segreti.

Voto alla fine della lettura: 7.5.

👍 ho trovato molto coraggioso il protagonista perché, pur sapendo fin dall’inizio che la “Fondazione Osiride” nascondeva qualcosa di poco chiaro e limpido, decide d’infiltrarsi e farsi passare per una persona in cerca d’aiuto in mezzo a questo nugolo di pazzi esaltati e fanatici; all’interno del romanzo vengono citati nomi di sette esistenti o davvero esistite e che possono essere fonte di ricerca per approfondire l’argomento e diventano un momento di riflessione per capire quanto si debba stare lontani da questa gente che promette aiuto ma che, in realtà, ha ben altri scopi.

👎 il “santone”, antagonista della storia, l’ho trovato un personaggio che definire schifoso è usare un eufemismo: oltre ad imbrogliare la gente con finti discorsi d’incoraggiamento che in realtà puntano a voler fare il lavaggio del cervello alle persone che l’ascoltano e spingendole fino all’estremo è anche di un egocentrismo e di un narcisismo che si possono definire senza alcun dubbio patologici. Nei suoi discorsi si auto elogia in una maniera delirante: si crede un dio in terra ma in realtà è solamente un pagliaccio, imbroglione e totalmente fuori di testa.

E voi avete già letto: “Gli eletti” di Jeffery Deaver? Qual è il vostro pensiero sulle sette e su tutto quello che gli gira intorno? Conoscete, attraverso documentari o articoli, o avete sentito parlare di qualche setta famosa?

A proposito di sette vi propongo la visione di un documentario che racconta la storia di una di quelle che vengono citate all’interno del libro: il Tempio del Popolo del reverendo Jim Jones, un altro pazzo, fanatico ed esaltato che, dopo essere riuscito ad ingannare molte persone e a farle entrare nella sua setta è riuscito a compiere uno dei massacri più grandi che la storia americana abbia mai visto: il triste e famoso “Massacro di Jonestown.” Ne hanno fatto un documentario qualche anno fa all’interno di un programma di divulgazione scientifica, se non sbaglio “Voyager”, e devo dire che la cosa mi ha shockata parecchio. Ma come si può, mi sono chiesta, credere ad uno che si eleva ad auto denominarsi “guaritore”, “guida” e altre parole simili quando, in realtà, è solamente uno con un ego spropositato e che ama farsi elogiare da quelli che credono a tutte le panzane che racconta?

Oltre al gusto anche l’occhio vuole la sua parte: ecco la Cheesecake Zebrata/Marmorizzata alle More e Lamponi.

Premessa: la ricetta del dolce che posterò in questo articolo non è stata inventata da me ma l’ho presa dal sito Giallo Zafferano.

Di mio ho apportato alcune modifiche: vi linko sia la ricetta originale che, sempre nello stesso post, vi scrivo anche la mia ricetta con le modifiche, 🙂.

Innanzitutto… di che dolce si tratta? Beh, il caldo estivo continua imperterrito e anche qui ho optato per un dolce fresco, ma anche goloso e facile da preparare: la Cheesecake Zebrata/Marmorizzata alle More e Lamponi.

Questo è il link alla ricetta originale: https://ricette.giallozafferano.it/Cheesecake-zebrata.html

E questa, invece, è la mia ricetta con le modifiche.

Ingredienti:

⁃ 200 g. di biscotti secchi;

⁃ 100 g. di burro;

⁃ 1 confezione di more fresche;

⁃ 1 confezione di lamponi freschi;

⁃ 250 g. di mascarpone;

⁃ 250 g. di yogurt greco bianco;

⁃ 120 g. di zucchero semolato;

⁃ 6 fogli di gelatina;

⁃ acqua fredda q.b. per sciogliere la gelatina.

Per decorare:

⁃ more q.b;

⁃ lamponi q.b;

⁃ zucchero a velo q.b.

Procedimento:

In due ciotoline separate fate sciogliere i fogli di gelatina (in ogni ciotolina mettete tre fogli).

Mentre la gelatina s’ammorbidisce preparate la base della cheesecake: in un tritatutto sbriciolate molto finemente i biscotti e metteteli in una ciotola.

In un pentolino fate sciogliere il burro poi, una volta che si sarà sciolto, aggiungetelo ai biscotti e amalgamate il tutto finché il composto non avrà assunto una consistenza sabbiosa.

Foderate una tortiera con cerniera apribile con della carta da forno e versateci il composto di biscotti e burro, poi compattatelo bene e mettete la tortiera in freezer per 20 minuti.

È arrivato il momento di preparare la crema: in una ciotola mescolate tra di loro il mascarpone, lo yogurt greco bianco e lo zucchero finché non si sarà formata una crema liscia e omogenea.

Lavate e frullate, separatamente, le more e i lamponi. Non è necessario zuccherarli perché la crema li renderà dolci quando verranno aggiunti ad essa.

Dividete la crema a metà e mettete nella prima metà le more frullate e nella seconda metà i lamponi frullati. Mescolate bene finché le due creme non avranno preso un bel colore violetto e rosato.

In due pentolini mettete a sciogliere la gelatina, aiutandovi con qualche cucchiaio dell’acqua in cui l’avrete lasciata ammorbidire.

Mettete la gelatina sciolta nelle due creme e mescolate.

Tirate fuori dal freezer la tortiera e, aiutandovi con due cucchiai, iniziate a mettere una cucchiaiata di crema violetto al centro, poi sopra ad essa una cucchiaiata di crema rosata e continuate così fino ad esaurimento delle due creme. Non ci sarà bisogno di stenderle perché, man mano che aggiungete le cucchiaiate di crema queste andranno ad allargarsi e copriranno l’intera base e riempiranno la tortiera.

Prima di metterla in frigorifero a rassodare, aiutandovi con uno stecchino, create un effetto marmorizzato sulla parte alta della cheesecake.

Mettete la cheesecake a compattarsi in frigorifero per almeno 4-5 ore.

Una volta che la cheesecake si è compattata bene toglietela dal frigorifero, toglietela dalla tortiera e decoratela con le more e i lamponi interi. Spolverate, infine, dello zucchero a velo sopra la frutta e servite.

Buon appetito!