Book tag: un gioco divertente sul mondo dei libri, 📗📖📕!

Sono molto felice che la mia idea del book tag sia piaciuta, 😀.

Per questo ecco qui il post con il book tag creato apposta per l’occasione e che può essere anche una buona idea per condividere nuove letture, 😃.

1. Il primo libro che hai letto completamente da solo/da sola.

Avevo cinque anni e già la biblioteca era un luogo che amavo frequentare. Naturalmente, essendo ancora piccola, la mia scelta ricadeva su libri adatti a quest’età. Un pomeriggio, guardando tra i vari libri, ho preso in prestito il libro “Il re leone” di Walt Disney, e una volta arrivata a casa mi sono totalmente immersa nella sua storia tanto che l’ho finito in poco tempo. Ecco, questo è stato il primo libro che ho letto completamente da sola.

2. Il tuo o i tuoi generi preferiti.

Ho ben quattro generi preferiti, anche se leggo un po’ di tutto. La passione per i libri horror è iniziata in quinta elementare: per salutare il nostro passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria le maestre hanno regalato ad ogni alunno e alunna un diario scolastico e un libro. A me è capitato un libro della serie “Piccoli brividi” di Robert L.Stine. Il titolo del libro era “Un mostro in cucina”: in breve è la storia di due fratelli, Daniel e Katrina, che si trasferiscono in una casa nuova e al loro arrivo il loro cane Killer trova qualcosa di “misterioso” sotto al lavello della cucina… e da lì iniziano ad accadere cose sempre più strane ed inspiegabili. Poi, una volta cresciuta, dall’horror per ragazzi sono passata a leggere vari autori di questo genere, ma il mio preferito in assoluto, se si parla di horror, è il mitico Stephen King! Altri generi che adoro sono: i thriller, i gialli e i polizieschi. Ne ho letti e continuo a leggerne tantissimi, ed anche in questo momento l’ultimo libro che sto leggendo è proprio di uno di questi generi.

3. Il genere che fatichi a leggere ma che ti capita di far rientrare tra le tue letture.

Non è un mistero per nessuno che il genere classico è agli ultimi posti tra i generi che leggo. Questo non vuol dire che lo escluda a priori, ma quando si tratta di questo genere le mie letture sono più rare rispetto a quelle elencate sopra. In certi casi è dovuto anche al fatto che viene utilizzato un linguaggio un po’ “datato” e “antico”, con parole che al giorno d’oggi non s’utilizzano più, e questo finisce per rendere la lettura lenta e anche abbastanza noiosa. Ci sono stati dei casi, però, in cui la lettura classica mi ha piacevolmente stupita, come ad esempio per il romanzo “Dracula” di Bram Stoker.

4. L’ultimo libro che stai leggendo in questo momento.

Da qualche giorno ho iniziato la lettura di “La legge dell’innocenza” di Michael Connelly. Non vi spoilero molto perché è ancora in fase di lettura ma in breve la storia è questa: Mickey Haller, avvocato e fratellastro di Harry Bosch, si ritrova accusato d’omicidio di un suo ex cliente, il cui corpo è stato rinvenuto cadavere nella sua Lincoln. Da qui parte una lotta per dimostrare la propria innocenza e per trovare chi ha voluto incastrarlo di un omicidio che non ha mai commesso. Devo dire che mi sta piacendo molto questa lettura e spero che anche il resto non mi deluda.

5. La tua saga preferita.

Beh, su questo vado a colpo sicuro. Hogwarts, magia, incantesimi, Grifondoro, sono solo alcune parole per dire… Harry Potter! Adoro questa saga perché riesci a catturarmi e a “trasportarmi” in un mondo popolato dalla magia e da tutto quello che le gira attorno. Tra bacchette magiche, partite a Quidditch, luoghi incantati e chi più ne ha più ne metta ogni volta che apro uno di questi libri è iniziare a viaggiare con la fantasia. Magico!

6. Il libro o i libri che rileggeresti sempre.

Ce ne sono tanti di libri che rileggerei ma tra quelli che stanno nella mia “top ten” dei “da rileggere assolutamente” metto anche qui tutti i libri della saga di Harry Potter.

7. Il libro o i libri più belli che hai letto finora.

Uno dei libri più belli che ho letto fino ad ora è sicuramente “Shining” di Stephen King. Alzi la mano chi non conosce la storia della famiglia Torrance e dell’Overlook Hotel. È così famoso questo libro che tutti conosciamo la storia: a Jack, capofamiglia dei Torrance, viene offerta la possibilità di diventare custode invernale dell’Overlook Hotel, un albergo situato tra le montagne del Colorado. Una volta lì iniziano ad accadere fatti strani e molto inquietanti che coinvolgono non solo Jack ma anche, e soprattutto, il figlio Danny che con la sua “luccicanza” si ritrova ad avere a che fare con gli orrori che quell’albergo nasconde tra le sue mura. Un libro davvero “da brividi”!

8. Il libro o i libri più brutti che hai letto finora.

Di libri brutti me ne sono capitati ma tra i più brutti, a mio parere, che ho letto ci sono “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas (padre) e “Moby Dick” di Herman Melville. Nel primo continuavo a perdere il filo della narrazione ed è stato anche un bel problema riuscire a trovare, durante la lettura, la concentrazione necessaria per capire i collegamenti tra i vari personaggi. Mentre per quanto riguarda il secondo più che un romanzo classico d’avventura mi è sembrato, come ho scritto nella recensione, d’avere a che fare con un libro di testo di scuola… con la sola differenza che i libri di testo sono più comprensibili di “Moby Dick”.

9. Il tuo autore o i tuoi autori preferiti.

Anche qui ho già messo la risposta sopra ma lo scrivo anche qui: uno dei miei autori preferiti è senza ombra di dubbio Stephen King. Pur essendo famosissimo e conosciuto come “Il Re dell’Orrore” King ha scritto anche romanzi che si discostano da questo genere. Un esempio che potrei citare è: “Il miglio verde”. Questo romanzo, ambientato all’interno del carcere di Cold Mountain, vede tra i protagonisti Paul Edgecombe, capo delle guardie che lavorano nel braccio della morte chiamato anche Blocco E. E il “miglio verde” del titolo si riferisce al tragitto, dipinto per l’appunto di verde, che i condannati a morte percorrono prima di raggiungere “Old Sparky”, la sedia elettrica su cui verrano giustiziati. In questo carcere giunge un giorno un uomo di colore, John Coffey, ritenuto il responsabile della morte di due bambine e per questo condannato alla pena capitale. Ma Coffey, pur essendo un omone grande e grosso, ha un carattere mite e buono: è davvero possibile che sia lui l’assassino? Oppure, a causa del colore della sua pelle, hanno voluto farlo passare per quello che non è? Un libro toccante, intenso e che strapperà anche qualche lacrima.

10. Il libro che vorresti leggere ma che non hai ancora letto.

Per un’amante dell’horror è una grande pecca non aver ancora letto “It” di Stephen King… ed io questa pecca, purtroppo, ce l’ho. Ho visto sia il film per la tv che il remake diviso in due parti ma ancora mi manca da leggere il libro. Nonostante ciò la storia la conosco abbastanza bene: siamo a Derry, città fittizia situata nel Maine. Una cittadina che sembrerebbe tranquilla e pacifica, ma che in realtà nasconde qualcosa di spaventoso. Qui, ogni ventisette anni, un’entità malefica si risveglia e inizia la sua caccia: la paura è l’elemento che la rafforza e la nutre, e per questo rapisce ed uccide i bambini perché la loro paura è molto più nutriente di quella di una persona adulta. Per sconfiggere It, l’entità malefica che tra le varie sembianze che assume c’è anche quella di Pennywise, il clown ballerino, un gruppo di ragazzini soprannominati i “Perdenti” unisce le proprie forze per distruggere It. Il libro, essendo diviso in due parti, vede nella seconda parte lo stesso gruppo dei “Perdenti”, questa volta cresciuti e diventati adulti, ritrovarsi ad avere a che fare ancora una volta con l’entità malefica che già li aveva terrorizzati quando erano dei ragazzini.

Per questo book tag la mia scelta su chi taggare è… tutti e tutte voi!

Sì! Nel mio book tag l’invito a partecipare è esteso a tutti!

Per il book tag ho voluto creare un’immagine che lo contraddistingua: se volete sentitevi liberi d’usarla anche all’interno del vostro book tag, 🙂.

Ricapitolando le domande di questo book tag sono:

1. Il primo libro che hai letto completamente da solo/da sola.

2. Il tuo o i tuoi generi preferiti.

3. Il genere che fatichi a leggere ma che ti capita di far rientrare tra le tue letture.

4. L’ultimo libro che stai leggendo in questo momento.

5. La tua saga preferita.

6. Il libro o i libri che rileggeresti sempre.

7. Il libro o i libri più belli che hai letto finora.

8. Il libro o i libri più brutti che hai letto finora.

9. Il tuo autore o i tuoi autori preferiti.

10. Il libro che vorresti leggere ma che non hai ancora letto.

Buon divertimento!

Recensione libresca: “Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò” Andrea Vitali.

In queste settimane che mi separano dalle vacanze, nonostante un po’ d’impegni giornalieri vari, riesco ad essere presente per un po’ alla sera sul mio blog con le mie consuete recensioni, 😀.

Dopo le vacanze , anche se non mancheranno gli impegni, il mio obiettivo è quello di riuscire ad essere più presente sul e suoi blog in generale, 🙂.

Ma ora veniamo alla recensione di questa sera, e naturalmente sarà una recensione a tema libri.

Eccola qui.

La vita di un piccolo paese nel comasco viene sconvolta dall’arrivo di un toro… guai in vista!

Titolo: Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò.

Autore: Andrea Vitali,

Genere: noir?, giallo?, giallo storico?.

Pagine: 428 pagine (formato ebook); 432 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Alle prime ore del 5 Luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti…

Con Certe fortune torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.

Con la lettura di questo romanzo si “entra” a far parte di una piccola realtà di un piccolo paesino della provincia di Como. Uno di quei paesini dove tutti conoscono tutti, non ci sono segreti e la vita scorre tranquilla e serena… finché un toro non arriva a scombinare le vite dei suoi cittadini e la loro quotidianità. Da qui parte il romanzo di Andrea Vitali, e man mano che la narrazione prosegue s’iniziano a conoscere, come se si fosse a propria volta gente del posto, le varie personalità e i vari personaggi di questo giallo. Non manca nessuno: dalle zitelle che sanno vita, morte e miracoli di ogni compaesano, al solitario che preferisce una vita più ritirata e che dà poca confidenza, passando ai personaggi che compongono l’Arma dei Carabinieri, sempre pronti ad intervenire al momento del bisogno, ecc. E tra tutti questi personaggi uno dei protagonisti è indubbiamente il toro che, dopo essere fuggito dalla stalla, inizia a creare scompiglio tra la popolazione e che, come se stesse giocando a nascondino, cerca di non farsi trovare da chi si è messo sulle sue tracce.

Voto alla fine della lettura del libro: 3.

👍 a fine romanzo c’è un elenco-guida che aiuta a capire meglio chi sono i vari personaggi, e con questo si chiudono le note positive della recensione.

👎 malgrado il romanzo sia classificato come giallo non ho trovato alcuna attinenza a questo genere letterario e non sono riuscita nemmeno a classificarlo in qualche genere ben preciso; la narrazione, dopo un inizio promettente, ha iniziato ad essere davvero lenta e molto noiosa, con un continuo salto tra un personaggio e l’altro e questo ha creato parecchia confusione nel corso della lettura; a mio parere è un romanzo che, per come è stato scritto, non segue un senso logico nella narrazione ma continua a spostarsi da un evento ad un altro e la storia, a lungo andare, perde il suo filo narrativo e più che coinvolgermi nella lettura mi ha fatto desiderare che finisse presto quanto stavo leggendo.

E voi avete già letto “Certe fortune” di Andrea Vitali? Qual è stato l’ultimo libro che avete letto ambientato nella regione, paese, città, ecc in cui siete nati e/o cresciuti?

P.S: in uno dei prossimi post ho in mente di postare un gioco, un book tag per la precisione. Che ne dite? Vi piace come idea?

Nel frattempo vi auguro…

Evviva lo shopping!

Eccomi ritornata, 😀.

Come state? Siete pronti/pronte per le vacanze?

Io non vedo l’ora e siccome quest’anno, rispetto all’anno scorso che non sono potuta andare, andrò in vacanza (sìiii, 🥳🥳🥳🥳🥳!), mi sono portata un pochino avanti e ho iniziato a fare un po’ di shopping in vista d’Agosto.

Qualcosina l’ho già comprata nelle scorse settimane, ma credo che con i saldi appena iniziati qualche altro acquisto finirà sicuramente tra gli outfit da portare in vacanza, 😉.

Ecco qualche foto, fatta proprio qualche minuto fa, ai miei acquisti in fatto d’abbigliamento.

Prezzo totale di questi acquisti?

Solo e dico solo 7 euro… un vero affare!

Il negozio dove ho acquistato questi capi mi avrà sicuramente molto molto presto ancora come cliente, 😀.

I device moderni… gioie ma anche tanti dolori!

Perdonate l’assenza di ieri ma, anche quest’anno, l’iPad ha cominciato a dare dei problemi.

Per farla breve, avevo appena fatto l’accesso a Jetpack che l’iPad ha iniziato velocemente a surriscaldarsi e, per evitare problemi più seri, ho preferito spegnerlo e non usarlo.

Scrivo alla velocità della luce questo post perché sta succedendo di nuovo quello che è successo ieri, ed oggi lo porterò nel negozio dell’ultima volta per capire che cosa provoca il surriscaldamento e se si può fare qualcosa.

Se per un po’ non dovessi più scrivere né essere sul blog è ancora una volta a causa dell’iPad che ha qualche problema.

Nel frattempo, e sperando che non sia da cambiare e che me lo restituiscano in tempi brevi, vi mando un grande saluto.

Questa volta la recensione è di tipo informatico: si va ad analizzare l’app di Jetpack.

In tanti, dopo l’app di WordPress, siamo passati ad installare Jetpack.

E siccome anch’io sono tra questi mi sembra giusto creare una recensione in merito a quest’app, 🙂.

Innanzitutto vediamo come viene presentata l’app.

Jetpack per WordPress.

La potenza della pubblicazione in tasca. Jetpack è un creatore di siti web e molto altro.

CREAZIONE.

Crea una casa sul web per le tue idee. Jetpack per iOS è un costruttore di siti web e un creatore di blog basato su WordPress. Usalo per creare il tuo sito web. Scegli l’aspetto giusto da un’ampia selezione di temi WordPress, quindi personalizzalo con foto, colori e caratteri in modo da renderlo unico. I suggerimenti di avvio rapido integrati ti aiutano a configurare gli elementi di base per preparare il tuo sito web al successo. (Non siamo soltanto un creatore di siti web… siamo il tuo partner e la tua squadra di supporto.)

ANALISI E PANORAMICA.

Controlla le statistiche del tuo sito web in tempo reale per monitorare l’attività sul sito. Traccia gli articoli e le pagine che ricevono un traffico maggiore nel tempo esplorando panoramiche quotidiane, settimanali, mensili e annuali. Usa la mappa del traffico per vedere da quali Paesi provengono i tuoi visitatori.

NOTIFICHE.

Ricevi notifiche su commenti. Mi piace e nuovi follower in modo da poter vedere le reazioni delle persone al tuo sito web in tempo reale. Rispondi subito ai nuovi commenti per mantenere il flusso delle conversazioni e dare un riconoscimento ai tuoi lettori.

PUBBLICAZIONE.

Crea annunci di saggi fotografici, aggiornamenti, storie o qualsiasi altra cosa con l’editor. Dai vita ai tuoi articoli e alle tue pagine con foto e video dalla telecamera o dagli album, altrimenti trova l’immagine perfetta nella raccolta in-app di fotografie professionali libere da usare. Salva idee e bozze e riprendile quando ti torna l’ispirazione, altrimenti programma nuovi articoli per il futuro in modo che il sito sia sempre aggiornato e coinvolgente. Aggiungi tag e categorie per aiutare i nuovi lettori a scoprire gli articoli e guarda aumentare il tuo pubblico.

SICUREZZA E STRUMENTI PER LE PRESTAZIONI.

Ripristina il tuo sito da qualsiasi luogo se qualcosa va storto. Scansiona le minacce e risolvile con un tocco. Tieni sotto controllo l’attività del sito per vedere chi ha modificato qualcosa e quando.

READER.

Jetpack è più di un semplice creatore di blog: usalo per connetterti con una comunità di scrittori nel WordPress.com Reader. Scopri migliaia di argomenti filtrando per tag, scopri nuovi autori e organizzazioni e segui chi cattura il tuo interesse. Non perderti gli articoli che ti interessano con la funzionalità Salva per dopo.

CONDIVISIONE.

Imposta la condivisione automatica per informare i tuoi follower sui social media quando pubblichi un nuovo articolo. Pubblica in automatico su Facebook, Twitter e molto altro. Aggiungi i pulsanti di condivisione sui social agli articoli in modo che i visitatori possano condividerli con la propria rete: in questo modo, i tuoi fan diventeranno i tuoi ambasciatori.

La descrizione dell’app è presa dall’Apple Store (ma può essere scaricata tranquillamente anche da altri store) e vista così sembra davvero un’app super… ma sarà davvero così?

Cominciamo dal numero di stelle: 4,5 su 5. Beh, vista così sembrerebbe un’app tra le migliori nello store, ma se si vanno a leggere le recensioni la storia cambia completamente. Innanzitutto le recensioni scritte sono davvero pochissime e già questo dovrebbe “puzzare”. Se, parlo per me personalmente, scarico un’app preferisco sempre scrivere anche solo poche righe per raccontare come mi sono trovata ad usare una determinata app, che sia un programma, un gioco, ecc. Invece qui, su 206 valutazioni, sono state scritte solo undici recensioni.

E chissà come mai nonostante le recensioni, poche e per la maggior parte negative, le stelle di valutazione di Jetpack sono cinque, come potete vedere dallo screenshot.

Strano, eh?

Lo so che “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca”, ma a me tutte queste valutazioni alte sanno di imbroglio. Avete presente quando si comprano i followers o le recensioni? Ecco, questo è quello che intendo: secondo me chi ha creato l’app (non solo questa, ma magari anche altre) si mette automaticamente un voto alto per invogliare le persone a scaricare quest’app.

Naturalmente nemmeno Jetpack è esente da bug e continui problemi. Solo per dirne alcuni: le notifiche. Malgrado abbia fatto una doppia attivazione delle notifiche (sia via mail che su Reader) di nuovi articoli di blog che seguo o commenti, sia su browser che sull’app, spesso queste notifiche non sono presenti e così finisce che magari mi perdo molti articoli interessanti e a cui mi piacerebbe mettere un like o un commento. Altra nota dolente: vi è mai capitato di dover tornare a fare il “following” ad un blog che stavate seguendo perché, senza una ragione precisa e senza che voi abbiate fatto niente per passare dal “following” al “unfollow”, la spunta cambia di sua spontanea volontà? A me sì, più di una volta.

Sicuramente le segnalazioni a questo genere di bug e problemi ci sono state e continuano ad esserci, ma è mai possibile che nessuno di chi ha creato quest’app riesca a risolverli una volta per tutte?

Una nota positiva, però, c’è: è che, oltre ad aver potuto creare il mio blog personale, ho l’occasione e la possibilità di seguire blog davvero interessanti e di aver conosciuto e conoscere virtualmente delle persone davvero simpatiche che, come la chiamo io, sono diventati parte della mia WordPress Family, 😊!

E voi che cosa ne pensate di Jetpack? Vi piace come app oppure pensate che avrebbe bisogno di qualche cambiamento e magari qualche miglioria in più? È un’app che “ogni due per tre” vi crea o vi dà qualche bug o problema oppure funziona e non la cambiereste mai con nessun’altra app?

Estate imminente e con essa paura della prova costume? Con il plum-cake “Cuore di Cannella” il dolce è sano, light, ma soprattutto goloso, 😋!

Giornata super piena quella di oggi e solo a fine giornata sono riuscita a ritagliarmi un momento per preparare qualcosa di sano ma goloso da mangiare nei prossimi giorni.

Mettetevi comodi e… buona e golosa lettura, 😀!

Un plum-cake così soffice e buono che non credo avrà lunga vita, 😁.

Manca pochissimo all’estate, e che cosa si fa per arrivare alle vacanze super in forma e pronte/i per il mare, la montagna o qualsiasi altro luogo di villeggiatura?

Ma la prova costume, naturalmente! Dieta ed esercizio fisico diventano quasi una “corsa contro il tempo” per apparire al meglio in vacanza.

Ma se vi dicessi che non bisogna per forza rinunciare al dolce durante la prova costume e concedersi un peccato di gola ogni tanto, 😉?

Beh, sia che siate alle prese con la prova costume sia che siate già in perfetta forma vi propongo un dolce super facile, golosissimo e leggero: il Plum-cake “Cuore di Cannella”.

Ingredienti:

⁃ 250g. di farina per dolci;

⁃ 120g. di zucchero;

⁃ una confezione da 250g. di ricotta light;

⁃ 50ml. di olio di semi;

⁃ 3 uova freschissime;

⁃ 1 bustina di lievi per dolci;

⁃ cannella q.b (io ne ho usata un cucchiaio e mezzo, ma voi potete aumentare o diminuire le dosi a seconda del vostro gusto).

Per decorare:

⁃ zucchero a velo q.b.

Procedimento:

In due ciotole diverse separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma con un pizzico di sale.

Nella seconda ciotola, dopo aver aggiunto tre cucchiai di acqua calda, montate i tuorli con lo zucchero finché non saranno diventati belli gonfi e spumosi.

Sempre montando aggiungete anche l’olio di semi, la ricotta light e infine la cannella.

Quando tutti questi ingredienti saranno ben amalgamati tra di loro aggiungete un po’ per volta e setacciandoli la farina e i lievito.

Mescolate bene il tutto e alla fine aggiungete anche gli albumi montati a neve, poi incorporateli con un movimento dal basso verso l’alto per evitare che si smontino.

Preriscaldate il forno a 175º.

Mentre il forno si riscalda ungete e infarinate un stampo per plum-cake, poi versateci dentro l’impasto e livellatelo bene.

Infornate lo stampo e lasciate cuocere per 35-40 minuti.

Per capire quando il plum-cake è cotto fate la “prova-stecchino”: se uscirà asciutto vuol dire che il dolce è pronto e può essere sfornato. Se così non fosse lasciatelo cuocere ancora per qualche minuto.

Una volta sfornato lasciatelo raffreddare nel suo stampo e solo quando sarà completamente freddo toglietelo dallo stampo e mettetelo su un vassoio o su un piatto.

Decorate, infine, con dello zucchero a velo e servite.

Buon appetito!

Che dite? Anche in questo modo la prova costume risultata sicuramente più sopportabile. Giusto, 😉?

Mi sa che tra poco me ne andrò a nanna: sì, oggi faccio come le galline che vanno a letto presto, 😁.

Per cui auguro a tutti e a tutte voi una…

Recensione cosmetica per l’igiene e la cura della pelle: “Deodorante Spray Talco con Note Talcate di Cotone e Fiori Bianchi” Conad Essentiae.

Stop al sudore e benvenuta freschezza, 😃!

Con i primi caldi e la stagione estiva imminente (anche se viste le pioggia di queste settimane sembrerebbe più autunno che primavera inoltrata, 🙄) s’inizia a sudare di più e questo può diventare fonte di disagio.

Certo, che c’è chi suda di più e chi suda di meno ma in entrambi i casi avere la maglietta “a chiazze” non fa piacere a nessuno e ci si munisce di deodoranti in base alla propria tipologia di pelle e sudorazione.

Io, personalmente, non sudo moltissimo… infatti certe volte mi chiedo se sia dotata o meno di ghiandole sudoripare, 😁. Scherzi a parte, quando fa molto molto caldo anch’io inizio a sudare e mi serve un deodorante che m’aiuti a regolarizzare la sudorazione e mi faccia sentire fresca e asciutta a lungo.

Pur non essendo ancora così caldo in questo periodo ho trovato un buonissimo deodorante che, quando la stagione calda sarà davvero iniziata, rientrerà sicuramente tra quelli da riacquistare, 😉.

Non è un deodorante di qualche marca famosa anzi, questa volta ho voluto optare per un deodorante con la marca di un supermercato e il prodotto che ho in utilizzo in questo momento è il Deodorante Spray Talco con Note Talcate di Cotone e Fiori Bianchi a marca Conad Essentiae.

Mi ci sto trovando davvero bene perché riesce a regolarizzare la sudorazione e allo stesso tempo mantiene la pelle fresca e asciutta, 👍.

Ecco come viene presentato il prodotto: Deodorante Spray Talco con Note Talcate di Cotone e Fiori Bianchi a marca Conad Essentiae. Conad Essentiae si prende cura di te grazie alla natura essenziale dei suoi ingredienti. Ogni ricetta combina gli estratti naturali delle piante in una formulazione unica e ideale per il tuo corpo. Il Deodorante Talco Conad Essentiae, con le sue caratteristiche note talcate di Cotone e Fiori Bianchi, regola efficacemente la traspirazione e offre la massima efficacia e protezione per 48h nel totale rispetto della tua pelle.

Istruzioni per l’uso: agitare bene prima dell’uso. Non applicare su cute lesa o irritata. In caso di insorgenza di irritazioni sospendere l’uso. Non usare prodotto in eccesso. Lasciare asciugare. Utilizzare con brevi spruzzi ad una distanza di 10-15 cm.

Regola la sudorazione.

Senza alcool.

Formula dermatologicamente testata.

👍 ha un buonissimo potere di regolazione della sudorazione; non contiene alcool; la sua efficacia anti traspirante è a lunga durata; la pelle resta fresca e asciutta a lungo; ha un profumo delicato ma persistente; rispetta la pelle e il suo pH naturale senza creare irritazioni o arrossamenti.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato il Deodorante Spray Talco con Note Talcate di Cotone e Fiori Bianchi a marca Conad Essentiae? Quali deodoranti siete soliti usare con l’arrivo dell’estate e del caldo?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “La peste scarlatta” Jack London.

Dopo un’epidemia mondiale è davvero possibile creare un nuovo e, forse, migliore mondo? Oppure si è destinati a vivere nelle barbarie?

Titolo: La peste scarlatta.

Autore: Jack London.

Genere: romanzo breve post apocalittico, fantascienza.

Pagine: 85 (formato ebook); 94 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.libreriadelsanto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

Trama: Nell’anno 2013, in un mondo dominato dal Consiglio dei Magnati dell’Industria, scoppia un’epidemia che in breve tempo cancella l’intera razza umana. Sessant’anni dopo, nello scenario post-apocalittico di una California ripiombata nell’età della pietra, un vecchio, uno dei pochissimi superstiti (e a lungo persuaso di essere l’unico), di fronte a un pugno di ragazzi selvaggi – i nipoti degli altri scampati – riuniti intorno a un fuoco dopo la caccia quotidiana, racconta come la civiltà sia andata in fumo allorché l’umanità, con il pretesto del morbo inarrestabile, si è affrettata a riportarsi con perversa frenesia a stadi inimmaginabili di crudeltà e barbarie. “La peste scarlatta” è uno dei grandi testi visionari di Jack London, che qui ancora una volta anticipa temi che, un secolo dopo, diventeranno ossessivi.

Ultimo libro elettronico, ma solo per il momento, prima di passare alla lettura dei quattro libri cartacei che mi hanno regalato per il compleanno, 🙂.

E il tema di questo libro, negli ultimi anni, è diventato davvero di grande attualità: la diffusione in tutto il mondo di una malattia che uccide in modo rapido e letale. Vi ricordate i primi tempi del Coronavirus quando, dall’oggi al domani, il mondo si è trovato impreparato ad affrontare questa malattia? Ebbene, in questo romanzo sembra quasi di ripercorrere le stesse tappe di qualche anno fa, quando il Covid ha iniziato a diffondersi, partendo da Wuhan, in tutto il mondo e facendo tante vittime.

Una differenza, però, c’è: la peste scarlatta del romanzo si diffonde da persona a persona in modo ancora più rapido e uccide le persone nel giro di pochissimo tempo, un’ora o poco più al massimo. Cosa che non è successa con il Covid, e direi per fortuna, altrimenti ci saremmo ritrovati ad avere uno spopolamento così rapido che la terra sarebbe sicuramente ripiombata, come succede nel romanzo, all’età della pietra.

E come succede nella realtà il tutto viene tenuto nascosto, le bocche restano sigillate e chi sa non parla. Intanto la peste scarlatta inizia a diffondersi e le vittime di questo morbo diventano, giorno dopo giorno, sempre più numerose.

Solo in pochi riusciranno a sopravvivere e uno di questi è proprio il protagonista del romanzo, James Howard Smith, che sessant’anni dopo l’epidemia racconta i fatti così come sono avvenuti e come tutto quello che è successo dovrebbe essere d’insegnamento per la nuova generazione appena formatasi.

In conclusione vorrei fare una riflessione: per fortuna che quel periodo si può dire concluso, ma come ne siamo usciti? Migliori? Peggiori? Che cosa ha lasciato dentro di noi quel periodo? Forse davanti a sfide come quella che ha portato la pandemia c’è da fare una riflessione: siamo abituati a dare tutto per scontato, ci sentiamo invincibili e senza paura, ma quando ci si ritrova in situazioni come quella appena passata si resta impotenti e spiazzati. Che cosa fare, allora, in momenti così? Io dico che non bisogna mai arrendersi, non lasciare che il momento difficile ci butti giù ma reagire, alzare la testa e trovare dentro di noi la forza di andare avanti, di combattere e aiutarsi l’un l’altro. Perché è proprio in momenti come questo che si vede il vero carattere di una persona e affrontare le difficoltà insieme ci rende più forti e uniti.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 questa lettura mi ha dato modo di riflettere molto, soprattutto mettendola a confronto con quanto successo negli ultimi anni; un romanzo breve ma che, a fine lettura, lascia dentro mille emozioni.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La peste scarlatta” di Jack London? Immaginate di essere tra i pochi sopravvissuti ad un’epidemia come quella del romanzo: cosa fareste? Come iniziereste questa nuova vita?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

P.S: non centra niente con la recensione del libro ma, a meno di altre giornate super impegnate, da questo momento dovrei riuscire ad essere più presente, oltre che sul mio blog, anche sui vari blog che seguo, 😀.

Recensione libresca: “La signora delle camelie” Alexandre Dumas. Più una piccola aggiunta a fine post, 🙂.

La storia di un amore che va contro tutto e tutti, ambientato nella Parigi dell’800.

Titolo: La signora delle camelie.

Autore: Alexandre Dumas (figlio).

Genere: classico.

Pagine: 201 (formato ebook); 288 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.libreriadelsanto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.libreriadelsanto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Occhi neri, capelli d’ebano e pelle di pesca. Lei è Marguerite Gautier, la fanciulla più affascinante e chiacchierata di Parigi. Le donne la invidiano, gli uomini la desiderano, tutti ne parlano. Ma Marguerite è un lusso per pochi e sa come tenere al guinzaglio i suoi spasimanti, siano abbienti signori o irrequieti rampolli di buona famiglia. Eppure per il timido e gentile Armand Duval, appena giunto in città, lei è solo la più bella ragazza mai vista, l’unica capace di far battere il suo cuore e di umiliarlo nello stesso tempo. Deciso a conoscerla nonostante tutto, Armand scoprirà che dietro la vita sfrenata di Marguerite si celano malattia e solitudine, e lotterà per conquistarne non il fragile corpo, bensì ciò che nessuno prima di allora ha mai avuto: il cuore. Un intramontabile classico della letteratura, la storia di una passione destinata ad ardere eterna, più forte di qualsiasi cosa, anche della morte.

E anche questa volta l’ultimo libro letto è di genere classico: “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas (figlio).

Beh, con tutto il rispetto per Alexandre Dumas padre, a me è piaciuto molto di più il modo di scrivere e narrare di Alexandre Dumas figlio. E sapete perché? Perché con “La signora delle camelie” la lettura è risultata davvero piacevole e per nulla noiosa, al contrario di quanto mi era successo con “Il conte di Montecristo”.

Ma veniamo al libro: in questo romanzo si narra l’amore tra due giovani, Marguerite Gautier, giovane cortigiana dalla vita molto frenetica e senza pensieri, e Armand Duval, un ragazzo che, arrivato a Parigi, si innamora a prima vista della ragazza. Il classico colpo di fulmine, 😉.

Anche se il romanzo è narrato il prima persona da un narratore i protagonisti sono Marguerite e Armand. E se all’inizio il tenero sentimento dell’amore sembra sbocciato solo nel cuore del ragazzo anche Marguerite si troverà coinvolta e trascinata nel vortice di questo sentimento.

Ma se si pensa che tutto sia “rose e fiori” ci si sbaglia di grosso: Armand, nonostante l’amore che prova per Marguerite, è profondamente geloso della ragazza, e come un altro uomo le si avvicina il “tarlo della gelosia” s’insinua nel suo cuore e lo porta a farsi dei veri e propri “film mentali”.

Un grande amore, però, non può essere tale se non c’è anche un lato drammatico: sì, perché Marguerite, nonostante la sua vivacità, è molto malata e quello per Armand potrebbe essere il suo primo ed unico vero amore.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.

👍 un lato che mi è piaciuto molto in Marguerite è che, nonostante sia una ragazza molto molto malata e prossima alla fine, riesce a vivere la sua vita con allegria e spensieratezza, senza lasciarsi andare a vittimismi e guardando ad un futuro, che anche se per lei non ci sarà, roseo e pieno d’ottimismo; nonostante non sia una grande fan del genere classico ho trovato questa lettura molto bella e coinvolgente perché è stato come essere “risucchiati” nelle atmosfere della Parigi ottocentesca in ogni sua più piccola sfumatura.

👎 il personaggio di Prudence, amica di Marguerite, l’ho trovato a dir poco rivoltante. Se all’inizio sembra davvero tenere a Marguerite alla fine si rivela per quella che realmente è: un’avida materialista che finché Marguerite le garantisce dei soldi fa l’amica devota, ma quando i soldi iniziano a scarseggiare le volta le spalle e non le sta vicina nel momento più doloroso: quello della sua fine; in certi casi ho trovato Armand un po’ troppo appiccicoso e geloso, oserei dire quasi soffocante: va bene essere innamorati ma così è esagerato! Se si ama qualcuno il modo più rapido per perderlo è soffocarlo con la propria gelosia e questo lato del ragazzo esce molto spesso durante tutto l’arco della narrazione.

E voi avete già letto “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas (figlio)? Quali altri libri, sia di Dumas padre che Dumas figlio consigliereste o sconsigliereste di leggere?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Questa domenica facciamo un tuffo al mare, o meglio ci tuffiamo nella pasta “In fondo al mar”: sedani con gamberetti e surimi.

Un piatto di pasta che ha tutto il sapore delle vacanze al mare.

“In fondo al mar! In fondo al mar! Se la sardina fa una moina c’è da impazzir…”

Che cosa centrano le parole della canzone del cartone animato “La sirenetta” con il post di oggi?

Beh, semplicemente perché il primo piatto di questa domenica l’ho proprio chiamato “In fondo al mar”: un delizioso piatto di pasta con gamberetti e surimi, 😋.

Ingredienti:

⁃ 300g. di sedani (oppure un altro formato di pasta a vostra scelta);

⁃ 200g. di gamberetti congelati;

⁃ 1 confezione di surimi a bastoncino;

⁃ mezza cipolla rossa;

⁃ mezzo bicchiere di vino bianco;

⁃ 3-4 cucchiai di salsa di pomodoro;

⁃ olio extravergine d’oliva q.b;

⁃ sale q.b;

⁃ pepe q.b;

⁃ prezzemolo tritato q.b.

Procedimento:

Fate scongelare i gamberetti a temperatura ambiente oppure, se avete fretta, potete scongelarli sotto l’acqua. Attenzione! L’acqua deve essere fredda o, al massimo, appena appena tiepida così da non far cuocere i gamberetti, dopodiché asciugateli bene per togliere l’acqua in eccesso.

In una padella fate scaldare dell’olio extravergine d’oliva e, mentre questo di scalda, tritate in modo fine la mezza cipolla rossa.

Quando l’olio sarà caldo mettete la cipolla e fatela soffriggere finché non avrà assunto un colore dorato e si sarà ammorbidita.

A questo punto mettete nella padella anche i gamberetti e fateli cuocere per qualche minuto, dopodiché aggiungete anche i surimi che avrete precedentemente tagliato a pezzetti.

Regolate di sale e pepe, poi aggiungete il vino e, alzando la fiamma, fatelo sfumare bene.

Quando il vino sarà evaporato abbassate un po’ la fiamma e aggiungete la salsa di pomodoro.

Fate cuocere il sugo per dieci minuti e, se necessario e se vedete che il sugo diventa troppo asciutto, aggiungete un paio di cucchiai di acqua calda.

Qualche minuto prima di spegnere il sugo aggiungete anche un po’ di prezzemolo tritato e mescolate.

Lasciate il sugo in caldo e mettete a cuocere la pasta finché non sarà al dente, poi scolatela bene dall’acqua di cottura.

Riaccendete la fiamma e trasferite la pasta nella padella con il sugo, poi mescolate bene il tutto.

La pasta “In fondo al mar” è pronta per essere servita a tavola.

Buon appetito!

Consigli aggiuntivi:

⁃ se non vi piacciono i surimi potete sostituirli con della polpa di granchio;

⁃ se il sugo vi sembra poco salato si può aggiungere ancora un pizzico di sale mentre sta cuocendo (questo consiglio vale un po’ per tutti i sughi, 😉);

⁃ al posto dei gamberetti surgelati si possono usare quelli freschi.