
Titolo: Come un diamante.
Autore: Gabriella Marini.
Genere: romanzo rosa.
Pagine: 406 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: La storia di una donna straordinaria che nella sua lunga vita ha inseguito due passioni: il successo e l’amore di un uomo che non le è mai appartenuto interamente. Tenace e spregiudicata, ha creato dal nulla un impero della cosmetica, dominando il suo destino anche a prezzo di compromessi e rinunce. Ora però deve affrontare l’ultima, esaltante sfida: quella che bisogna vincere a ogni costo per dare un senso a tutta un’esistenza. Ma per giocare la partita fino in fondo bisogna affrontare i fantasmi di ieri e neutralizzare i nemici di oggi…
La pila di libri presi alla postazione di “scambio libri” si sta assottigliando sempre di più: sarei tentata di fare una capatina a questa postazione ma ho sull’iPad un bel po’ di ebook che devono essere ancora letti e quindi darò la precedenza, una volta terminati i cartacei, a questi, 😉.
Il libro che ho appena terminato di leggere è di genere rosa: non è che improvvisamente mi sia venuta la passione per questo genere ma sto cercando di dare loro una possibilità, 😉.
In “Come un diamante” di Gabriella Magrini la prima cosa che colpisce è il ritratto potente e spietato di una donna, Sasha Kòlmar, che ha saputo trasformare la propria vita partendo da zero e costruendo un impero della bellezza dove, però, “non è tutto oro quello che luccica.” Sasha è una donna già in là con gli anni, presidente di un’industria cosmetica che governa con tenacia e determinazione. Per il suo carattere così determinato e grintoso, anche se l’età inizia a farsi sentire, è molto temuta ma allo stesso tempo rispettata. Questa sua “sete di potere e successo”, però, ha avuto anche un risvolto negativo: gli affetti più cari, quelli della sua famiglia, si sono allontanati sempre di più. Il figlio Leonard, già poco affettuoso con la madre fin da bambino, ora le è diventato ancora più estraneo e distante. E questa distanza tra madre e figlio non è solo fisica ma anche emotiva: Leonard rappresenta il più grande insuccesso per Sasha e il loro legame, che nemmeno il tempo ha saputo rinforzare, è diventato così labile che i due si comportano quasi come se fossero degli estranei. Ma Sasha, donna solo all’apparenza dura e forte, custodisce nel suo cuore il ricordo di un’amore che, anche a distanza di anni, non si è mai spento: quello per Basil. Basil è l’unico uomo che ha conosciuto veramente Sasha, non come imprenditrice di successo ma come una donna che, dietro la “maschera”, nasconde dei sentimenti veri e puri, una donna che ha sofferto e che continua a soffrire. Ma forse non tutto è perduto e la felicità potrebbe non essere solo un’utopia. Riuscirà Sasha a fare i conti con il suo passato? E sarà in grado di “gettare la maschera” e mostrarsi per quella che è realmente?
Voto alla fine della lettura: 6.5
👍 il tema trattato in questo romanzo è di grande attualità ancora oggi perché fa riflettere su quanto sia impegnativo, specialmente se si è donna, riuscire a raggiungere traguardi che, in alcuni casi, vengono ostacolati o stroncati sul nascere. È la dimostrazione che la grinta e la propria forza di volontà possono abbattere qualsiasi barriera, anche quelle che sembrano più insuperabili come il pregiudizio o la discriminazione; la narrazione mantiene un buon ritmo, scorrendo in modo equilibrato tra passato e presente; i colpi di scena arrivano al momento giusto e rendono questo romanzo una scoperta continua e capace di spiazzare il lettore da un momento all’altro.
👎 alcuni personaggi secondari sono stati poco approfonditi, facendoli diventare quasi superflui ai fini della narrazione; non mi è piaciuto molto il finale perché ci sono alcune cose che restano “in sospeso” e con molti interrogativi ancora aperti.
E voi avete già letto “Come un diamante” di Gabriella Magrini? Secondo voi il successo vale davvero qualunque sacrificio o c’è un limite che non andrebbe mai superato?









