Recensione libresca: “L’erede scomparso” Sarah Smith.

Il passato di Richard è avvolto dalla nebbia: riuscirà a ricordare e a far luce sul misterioso omicidio del nonno?

Titolo: L’erede scomparso.

Autore: Sarah Smith.

Genere: giallo? giallo psicologico?

Pagine: 359 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: New England, 1887. Il magnate William Knight viene ucciso e l’unico testimone, il nipotino Richard, sparisce nel nulla prima di poter rivelare ciò che ha visto. Anni dopo, il giovane Alexander von Reisden viene “riconosciuto” come Richard dal medico dei Knight. L’uomo non ricorda niente dell’infanzia e – sperando di far luce sul suo passato – accetta di impersonare il ruolo dell’erede scomparso. Tra torbide storie e segreti inconfessabili, Alexander troverà le risposte che cercava e, insieme, anche l’amore…

Periodo di letture altalenanti da un po’ di tempo a questa parte: se il libro letto in precedenza è stata una buona lettura quello dopo si rivela una lettura fallimentare, e viceversa. Ed anche questa volta, dopo aver letto un romanzo che mi ha coinvolta e che mi è piaciuto molto, quest’ultimo che ho appena finito di leggere è una solenne e totale bocciatura, 👎.

Ma prima delle note (positive?) e negative vi andrò a parlare in generale di questo giallo.

Piccola premessa: quando nel genere vedete che, accanto ad esso, c’è un punto interrogativo vuol dire che sono parecchio perplessa su come il libro in questione sia stato classificato. Dalla copertina si può leggere che è un giallo psicologico ma ho alcuni dubbi sul fatto che possa rientrare in questo genere.

La storia di questo “giallo”/“giallo psicologico” ruota attorno alla scomparsa improvvisa di un bambino di otto anni, Richard, nipote di un uomo facoltoso che è stato a sua volta ucciso. Da bambino Richard ha un carattere molto chiuso, introverso e sempre molto attento ai dettagli e a quello che lo circonda. Questa chiusura di carattere è dovuta anche all’autorità del nonno, William Knight, un uomo abituato a comandare, a prendere decisione anche per gli altri ed a non essere mai contraddetto. Il bambino, nonostante venga cresciuto dal nonno e subisca da lui continue pressioni psicologiche, lo vede sia come una presenza ingombrante che, a suo modo, come una presenza affettuosa. Anni dopo Richard è cresciuto ma porta dentro di sé tutte le fratture dell’infanzia: ha poca memoria del suo passato e di quello che era da bambino, ed i flash e le immagini sfocate della sua infanzia sono un tormento che l’accompagnano nella vita adulta. Ma anche se i ricordi del suo passato sembrano quasi sfuggire alla sua persona Richard, o meglio Alexander von Reisden, è rimasto quello di sempre: l’introversione e la chiusura di carattere sono ancora parte di lui, così come la capacità di raccogliere i minimi dettagli e la capacità d’osservazione, e questo lo rende un uomo molto prudente e diffidente. Quando viene riconosciuto come “l’erede scomparso” dal dottore di famiglia Alexander accetta di tornare nella villa dove è cresciuto ed impersonare “Richard”. Qui inizierà pian piano a ricostruire la sua vera identità e nel frattempo collaborerà alle indagini per capire che cos’è successo in quel particolare momento della sua infanzia. Sarà in grado di dare un nome e un volto all’assassino del nonno? E quali altri misteri si nascondono nella sua famiglia d’origine?

Voto alla fine della lettura del libro: 3.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 il ritmo della narrazione è parecchio irregolare e discontinuo: a momenti di tensione s’alternano lunghi momenti piatti, noiosi e privi di pathos; il modo in cui è stato strutturata la trama risulta spesso complessa, macchinosa e dispersiva; i personaggi, alcuni dei quali secondari, sono poco caratterizzati, fanno delle semplici “comparsate” e poi vengono relegati sullo sfondo della storia; il finale della storia è troppo affrettato, brusco, quasi un modo per chiudere in fretta la storia di questo romanzo.

E voi avete già letto “L’erede scomparso” di Sarah Smith? Capitano anche a voi dei periodi in cui le letture risultano altalenanti oppure avete sempre trovato delle buone letture?

Recensione libresca: “La mossa dell’assassino” Angela Marsons.

Un omicidio inspiegabile, un’indagine nel mondo dei bambini plusdotati… quale collegamento c’è tra le due cose?

Titolo: La mossa dell’assassino.

Autore: Angela Marsons.

Genere: giallo, thriller, thriller d’azione, thriller d’avventura.

Pagine: 420 (formato ebook); 344 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Una tarda sera d’estate la detective Kim Stone arriva a Haden Hill Park sulla scena di un orribile delitto: una donna è stata legata a un’altalena con del filo spinato e ha una X incisa sulla parte posteriore del collo. La vittima si chiamava Belinda Evans ed era una professoressa universitaria di psicologia infantile ormai in pensione. Perquisendone l’abitazione Kim e la sua squadra trovano una valigia pronta e indizi di un complesso rapporto tra Belinda e la sorella Veronica. Quando vengono rinvenuti altri due cadaveri con gli stessi segni distintivi Kim capisce di avere a che fare con un serial killer rituale. Indagando sulle vittime individua un comun denominatore: tutte e tre erano coinvolte in tornei per bambini prodigio e si stavano recando all’evento annuale. L’assassino è uno dei più spietati che Kim abbia mai incontrato, e l’unico modo per scovarlo è indagare su ogni bambino che ha partecipato alle gare nei decenni addietro. Di fronte a centinaia di potenziali piste e a una sorella in lutto che si rifiuta di collaborare, riuscirà Kim a entrare nella mente del killer e a impedire un altro omicidio prima che sia troppo tardi?

Questa volta la “comfort zone letteraria” si è rivelata una piacevole sorpresa: un giallo/thriller che mi ha conquistata dalla prima all’ultima pagina, 😀!

È la prima volta che leggo un romanzo scritto da Angela Marsons, autrice di libri gialli diventati dei veri e propri bestseller, e visto quanto mi è piaciuto questo in futuro sicuramente un altro suo libro rientrerà tra le mie letture, 😉.

“La mossa dell’assassino” è uno dei libri che compongono la serie con protagonista Kim Stone, una detective molto brillante, determinata e dedita al suo lavoro: affronta ogni caso come se fosse una battaglia personale e non molla finché la verità non sarà svelata. Allo stesso tempo Kim è in lotta con il suo passato e i demoni che porta nell’animo, ma questo non le impedisce di provare empatia ed essere leale verso chi soffre. E proprio durante una di queste indagini, riguardante un serial killer che uccide le sue vittime in modo rituale e lasciando su di esse una X, quasi come a “marchiarle”, che Kim si ritrova ad entrare nel mondo dei “bambini gifted”: bambini con grandi doti e i cui genitori impongono loro delle pressioni continue perché devono dimostrare sempre d’essere “i migliori”. Per questi bambini c’è una competizione che, fin dalla sua creazione, li mette alla prova in vari campi e li porta a gareggiare tra di loro. Ma che collegamento c’è tra questa competizione e il serial killer? Il colpevole è un ex bambino plusdotato? Oppure la verità va ricercata all’interno del complesso familiare che ha scatenato questa furia omicida?

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 la lettura risulta molto scorrevole e fluida, dovuta anche al fatto che i capitoli sono brevi e che si ricordano molto facilmente tutti i particolari; il tema dei bambini plusdotati, nonostante sia molto forte, risulta originale rispetto ai soliti temi trattati nei libri di genere thriller; non c’è mai un momento di noia e la tensione resta alta dall’inizio alla fine; i personaggi, molto ben costruiti e sviluppati, si evolvono man mano che la storia entra nel vivo.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La mossa dell’assassino” di Angela Marsons? Ci sono dei temi, nelle vostre letture, che avete trovato originali e diversi dal solito?

Recensione libresca: “Troverò la chiave” Alex Ahndoril.

Quali segreti possono nascondere i membri di una famiglia?

Titolo: Troverò la chiave.

Autore: Alex Ahndoril.

Genere: giallo, giallo d’azione, giallo d’avventura.

Pagine: 257 (formato ebook); 285 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com: https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

“Ha risolto ogni mistero. Ma nessuno come questo…”

Trama: L’uomo che si presenta nell’ufficio dell’agenzia investigativa di Julia Stark un lunedì di Agosto è il cliente che tutti vorrebbero. Si chiama PG Mott e a Stoccolma tutti sanno chi è, tutti conoscono la sua famiglia, per una semplice ragione: è ricchissimo. PG ha un problema che solo Julia Stark può risolvere: la sua vita è precipitata all’improvviso, e senza alcuna spiegazione, in un terribile enigma. Sconvolto, PG racconta a Julia che, all’indomani di una cena di famiglia, ha trovato sul proprio cellulare la foto di un uomo legato, gravemente ferito e incappucciato. PG non ricorda di aver scattato quella foto, né sembra riconoscere la persona immortalata. Ma non è la prima volta che PG non ricorda qualcosa: la sua vita è tutt’altro che specchiata, tra vizi, abuso di alcol e di psicofarmaci. Julia capisce subito che il caso è più complesso di quanto può sembrare e chiede aiuto all’unica persona che, nonostante tutto, può aiutarla. Si chiama Sidney Mendelson, è un poliziotto e, soprattutto, è il suo ex marito. E forse, a dispetto del passato tragico che li ha divisi, Julia potrà riavvicinarsi a lui… Ma giunti nella villa di famiglia dei Mott, Julia e Sid presto intuiscono che, sotto la patina di vestiti eleganti, cene da gourmet e vini costosi, scorrono tensioni, invidie e rivalità. E violenze. Una cosa è certa: la verità si nasconde tra i misteri della famiglia. E anche quando il caso sembra per tutti ormai chiuso, l’intuito infallibile di Julia saprà vedere lontano…

Quella di questa recensione è la prima lettura del 2026, una lettura che avrebbe potuto far iniziare bene l’anno nuovo, proprio come ho concluso il 2025… ma non si può volere tutto dalla vita, 😉.

Se l’ultima lettura del 2025 è stata un thriller la prima del 2026 è stata un giallo, altro genere che mi piace molto e che è tra i miei preferiti.

In questo giallo la protagonista della storia è un’investigatrice privata, Julia Stark: una donna con un passato molto difficile, tormentato, tanto che rifiuta qualsiasi contatto fisico e soffre di attacchi di panico. Queste ferite emotive la portano, nonostante empatizzi con le persone, a tenerle a “distanza di sicurezza”, almeno nel senso fisico. L’unica persona di cui riesce a tollerare il contatto fisico è Sidney Mendelson, ex marito di Julia ed ora suo collega nelle indagini del caso. Tra i due c’è un passato complesso ed irrisolto, ma questo non li allontana bensì riescono a collaborare senza farsi inutili guerre e ripicche. E proprio durante il caso, affidato loro da PG Mott, un ricchissimo uomo d’affari, i due investigatori uniranno le forze ed inizieranno ad indagare su un omicidio che fin dall’inizio si rivela molto complicato: indizi frammentari, ricordi confusi ed immagini inquietanti sono il puzzle che compongono questo caso. Chi è la persona fotografata con il cellulare di Mott? E quali segreti nasconde questa famiglia?

Voto alla fine della lettura del libro: 5.

👍 gli unici momenti in cui ho trovato questa lettura piacevole sono quelli di un plot twist verso la fine del giallo e quello in cui viene svelato chi è l’assassino (o assassina?) che ha compiuto l’omicidio.

👎 il ritmo della narrazione è molto poco costante, arrivando ad essere molto spesso banale, noioso e piatto; i personaggi della famiglia Mott mi sono sembrati tutti uguali, senza una vera personalità e costruiti anche abbastanza male da non essere credibili; la sottotrama della storia passata di Julia non viene accennata: non si sa per quale motivo abbia questo rifiuto del contatto fisico e soffra di attacchi di panico e nemmeno che cosa l’ha portata a divorziare da Sidney.

E voi avete già letto “Troverò la chiave” di Alex Ahndoril? Qual è stata, qual è o quale sarà la vostra prima lettura del 2026?

Recensione libresca: “L. A. Killer” Robert Crais.

Due investigatori collaborano con la polizia per risolvere un omicidio… ma non tutto va come previsto.

Titolo: L. A. Killer.

Autore: Robert Crais.

Genere: thriller, thriller poliziesco, thriller d’azione.

Pagine: 444 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Sulle colline di una feroce Los Angeles una giovane donna, figlia di un potente uomo d’affari, viene uccisa con un colpo di pistola alla testa. Era la ragazza di Pike, investigatore privato che, con il suo socio Elvis Cole, viene chiamato dal padre ad affiancare i detective della polizia, suoi colleghi di un tempo. Difficile immaginare due tipi più diversi: Cole è estroverso, sarcastico, pronto alla battuta; Pike è un solitario, un duro di poche parole. Eppure i due sono amici per la pelle, disposti a tutto pur di sostenersi, persino a sfidare la polizia. Insieme si metteranno sulle tracce di un serial killer che continua a colpire seminando indizi fuorvianti.

Ultimamente le mie letture erano un po’ “scarsine”, ma non nel senso che stessi leggendo poco bensì come qualità: noiose, con qualcosa di già visto, ecc.

Ma l’ultima lettura dell’anno mi ha permesso di concludere il 2025 con il sorriso sulle labbra: finalmente una bella lettura, 😀!

Si tratta di un thriller/poliziesco, un genere che amo molto e che, qualche scivolone di tanto in tanto, mi dà sempre delle belle soddisfazioni, 😀.

Il thriller che è diventato la mia ultima lettura del 2025 s’intitola “L. A. Killer” di Robert Crais. Tutto parte dalla misteriosa scomparsa di una ragazza, Karen Garcia, figlia di un uomo d’affari molto famoso ed in passato fidanzata di uno dei due investigatori privati, Joe Pike. Pike, un uomo molto chiuso, poco loquace e solitario, insieme al collega ed amico Elvis Cole, un uomo che è l’esatto opposto di Pike, estroverso, loquace, sempre con la battuta pronta, viene chiamato dal padre della ragazza per far luce su quanto successo: si è allontanata volontariamente oppure dietro c’è qualcosa di molto più serio? I due investigatori iniziano subito ad indagare, ma presto la peggiore delle ipotesi diventa realtà: Karen è vittima di un omicidio ed il caso, sin da subito, si fa molto complicato. La collaborazione tra i due investigatori è la polizia di Los Angeles è fondamentale per risolvere il caso ma non tutti sembrano contenti di questa collaborazione, soprattutto perché uno dei due investigatori, in passato, è stato a sua volta un poliziotto. Tra vecchi rancori, indagini, sospetti veri o presunti, inizia la caccia per catturare l’assassino di Karen. Ma che cosa succede quando nuove prove ed un nuovo omicidio sembrano cambiare “le carte in tavola”? E chi è davvero colpevole e chi innocente?

Voto alla fine della lettura: 8.

👍 il ritmo serrato e il crescendo di tensione rendono questa lettura avvincente e coinvolgente sin dalle prime pagine; i due investigatori privati sono molto ben descritti nel loro lato caratteriale e psicologico; la trama di questo thriller è ben costruita, solida e mantiene la giusta tensione per tutta la narrazione.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “L. A. Killer” di Robert Crais? Qual è il miglior libro che avete letto nel 2025 e di che cosa parla?

Recensione libresca: “Una semplice bugia” Tarryn Fisher.

Un passato oscuro, un passato ingombrante: quali segreti nasconde Rainy?

Titolo: Una semplice bugia.

Autore: Tarryn Fisher.

Genere: thriller, giallo, thriller d’azione, giallo d’azione.

Pagine: 344 (formato ebook); 285 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Lorraine, detta Rainy, vive in una casa sulla cima della boscosa Tiger Mountain. Si è trasferita in quella specie di isolato santuario, fatto di poche abitazioni, per dimenticare il suo tormentato passato e ricominciare tutto da capo. Quando un gruppo di amiche la invita per un weekend a Las Vegas Rainy accetta, seppur con poco entusiasmo. Ma quello che si prospettava come un divertente fine settimana tra ragazze si trasforma in un incubo quando Braithe, una delle donne della comitiva, non rientra in hotel dopo una notte brava. Poco dopo Rainy riceve un messaggio inviato dal telefono di Braithe: qualcuno l’ha rapita. E quel qualcuno l’ha fatto per arrivare a lei. Se vuole salvare la sua amica (e sé stessa) Rainy dovrà tornare a immergersi nel buco nero del suo passato, affrontando quei demoni che sperava di essersi lasciata alle spalle…

Dopo letture lontane dai propri gusti quando si rientra nella propria comfort zone ci s’aspetterebbe di trovare una lettura coinvolgente, che conquista fin dalle prime pagine: una lettura con la L maiuscola per intenderci.

Nonostante sia tornata a leggere un genere che a me piace tantissimo, ovvero il thriller, in questo caso non ho trovato niente di tutto questo. Ma le valutazioni, come sempre, saranno la parte finale della recensione.

Prima sarà meglio concentrarsi sul libro: “Una semplice bugia” di Tarryn Fisher è un romanzo in cui la protagonista, Rainy, è una ragazza dal passato complesso ed oscuro. Un passato che, nonostante siano passati vent’anni, la tiene ancora ancorata ad esso, anche se solo con il pensiero. Nel passato di Rainy si nasconde un segreto che nemmeno il suo fidanzato, Grant, e le sue amiche conoscono: la ragazza, ancora adolescente, e la madre sono diventate parte di una setta che faceva loro il lavaggio del cervello, manovrandole su tutto e decidendo per loro delle loro vite. Il capo di questa setta si chiama Taured, un vecchio compagno di scuola della madre, un uomo che con la sua parlantina ed i suoi modi riesce a farsi rispettare senza dover mai alzare la voce. Ed è proprio in un momento di difficoltà che la madre di Rainy si rivolge a Taured che la convince ad andare ad abitare, insieme alla figlia, al “complesso”, la sede della setta. Ma presto le cose cambiano e Rainy si rende conto che dietro la facciata da brava persona nell’uomo si nasconde un animo malvagio, vendicativo e sadico. Ed anche nel presente questa persona continuerà a tenere d’occhio la ragazza, diventata un’affermata artista. Rainy sa che il passato tornerà a bussare alla sua porta e quando succederà non sarà solo la sua vita ad essere in pericolo ma anche quella della sua amica Braithe. Riuscirà Rainy a sconfiggere i suoi demoni e a tornare ad essere una donna libera? Riuscirà ad affrontare il suo passato guardandolo dritto negli occhi?

Voto alla fine della lettura del libro: 3.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 la narrazione scorre talmente lenta, tra salti nel passato e nel presente, che diventa ripetitiva e noiosa (libri così sono perfetti se si soffre d’insonnia perché, nonostante siano letture poco consigliate prima di dormire, fanno l’effetto di un sonnifero. (È sicuro che l’insonnia sparisce in un attimo, 😄!); la storia per quasi duecento pagine non entra nel “succo della narrazione” ed è un continuo raccontare tutto tranne che quello che dovrebbe essere uno dei punti focali della storia, ovvero Rainy che affronta il suo passato, a partire dal rapimento della sua amica Braithe; anche quello che resta della narrazione non convince perché i colpi di scena sono molto prevedibili e scontati; i personaggi secondari sono poco o per nulla sviluppati, quasi come se fossero delle comparse messe lì per sbaglio.

E voi avete già letto “Una semplice bugia” di Tarryn Fisher? Secondo voi dopo una delusione del o di uno dei vostri generi preferiti è meglio “rimontare in sella” leggendo un altro libro dello stesso genere oppure cambiare e orientarsi verso altre letture?

Recensione libresca: “Amiche per la vita” Patricia Gaffney.

Quattro amiche legate da un’amicizia vera, sincera: questa è la loro storia.

Titolo: Amiche per la vita.

Autore: Patricia Gaffney.

Genere: romanzo rosa, narrativa di genere.

Pagine: 528 (formato ebook); 339 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books (solo in lingua straniera); Google Play Libri (solo in lingua straniera) (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese. 

“Le donne, insieme, diventano speciali. Così speciali da inventare per sé stesse momenti unici.”

Trama: Quattro donne, seducenti e vere. Emma, giornalista e aspirante scrittrice, scettica dal cuore d’oro, non crede nell’amore. Rudy, bellissima, con un passato doloroso alle spalle, si aggrappa a un matrimonio in crisi. Lee, ragazza di buona famiglia e felicemente sposata con Henry, un aitante idraulico, vuole a tutti i costi un figlio. Isabel, donna di grande forza e saggezza, ha un affettuoso interesse per il suo vicino di casa che – così pensa – deve essere gay. È lei il faro del gruppo e irradia intorno a sé energia positiva. Quattro donne unite da un’amicizia forte, una solidarietà che le aiuta a dipanare i grovigli della vita.

Pian piano sto leggendo tutti i libri che ho preso ad uno “scambio libri” del mio paese: sono abbastanza e di vario genere… senza contare quelli che ho scaricato all’interno del mio iPad che aspettano, anch’essi di venire letti, 😄!

E le letture proseguono con un altro libro di genere rosa, ma questa volta niente cliché né stereotipi, come nel precedente, bensì il racconto di un’amicizia che unisce quattro donne, tutte diverse tra loro, quattro amiche, quattro “anime gemelle”.

Rudy, Emma, Lee ed Isabel: questi sono i nomi delle protagoniste di questo romanzo, ed ognuna di loro ha un carattere diverso dalle altre. Rudy è fragile ma anche forte allo stesso tempo, segnata da un passato doloroso e sposata con un uomo che la controlla e le rende la vita impossibile. Troppo innamorata per non accorgersi che l’amore del marito è in realtà ben altro cerca di salvare il loro matrimonio dalla crisi. Emma è una persona ironica e riflessiva, ma anche insicura e scettica: questa insicurezza e questo scetticismo sono dovuti ad una storia d’amore passata finita male, e da quel momento vede questo sentimento come qualcosa da cui tenersi ben lontana. Lee ha un carattere determinato e concreto: non si lascia scoraggiare facilmente e si prefissa degli obiettivi che vuole portare a termine ad ogni costo, come il voler diventare madre. Isabel è la componente più anziana di questo gruppo di amiche ed è considerata anche un po’ la leader. È saggia e dà sempre dei buoni consigli ma è anche curiosa e aperta al presente.

Rudy, Emma, Lee e Isabel sono le componenti degli “Angeli Custodi”, un gruppo creato da loro e in cui le quattro amiche trovano un rifugio fatto d’amicizia, sostegno e comprensione reciproca. Ogni volta che una di loro si trova in difficoltà o ha bisogno di consigli trova nelle altre un supporto fatto di presenze protettive e solidali, una parola amica e una spalla su cui piangere nei momenti brutti e gioire in quelli belli.

Un’amicizia tra quattro amiche forte e inseparabile, anche se il destino sembra aver dei piani ben diversi…

Voto alla fine della lettura del libro: 5.

👍 l’amicizia che lega queste quattro donne mi è piaciuta molto perché ci sono sempre una per l’altra, si confidano, s’aiutano quando qualcuna è in un momento difficile e gioisce nei momenti belli della vita.

👎 per buona parte del libro la narrazione mi è sembrata un po’ piatta e che non riuscisse ad ingranare: durante questa parte mi sono trovata più e più volte a perdere il filo della narrazione. I capitoli, inoltre, sono raccontati volta per volta da uno dei componenti del gruppo, senza che si vada a creare un legame tra il precedente e quello successivo e questo mi ha reso la lettura altrettanto difficoltosa perché dovevo, ad ogni capitolo, fare mente locale per capire chi fosse chi delle quattro amiche.

E voi avete già letto “Amiche per la vita” di Patricia Gaffney? Quale significato ha per voi il termine amicizia?

Recensione libresca: “Passione, scandali e segreti” Caroline Linden.

Quando le malelingue possono rovinare una reputazione accettare di sposare il proprio “nemico” può essere la strada giusta per uscire dall’infamia?

Titolo: Passione, scandali e segreti.

Autore: Caroline Linden.

Genere: romanzo rosa, romanzo storico, romanzo rosa/storico.

Pagine: 320 (formato ebook); 315 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.Ebay.it (libri solo in lingua straniera) (formato cartaceo) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Benedict Lennox, Visconte Atherton, è affascinante, ricco e ambito da molte dame dell’alta società. Da molte, ma non da Penelope Weston, che non può dimenticare come lui abbia abbandonato un amico in difficoltà né perdonargli di avere chiesto la mano di sua sorella Abigail, ignorando lei. Intraprendente e bellissima, ma tollerata con sufficienza dal ton a causa delle origini borghesi, Penelope considera Benedict un rampollo viziato ed egoista. Tuttavia, quando si ritrova in una situazione compromettente, è proprio lui a correre in suo aiuto offrendosi di sposarla. Costretta ad accettare, lei scoprirà presto che il marito è un uomo dal cuore nobile e generoso, oltre che un amante appassionato. Ma anche che nasconde un doloroso segreto…

Premessa: il genere rosa non è tra i generi che preferisco né che leggo spesso.

Forse perché mi “sembrano” tutti o quasi simili tra di loro questo genere letterario sta in fondo alla mia classifica personale.

Non che nella mia “vita di lettrice” non abbia mai letto questo genere ma tendo a preferire generi con più azione e più brivido, 😉.

Però, ogni tanto, non fa mai male ad uscire dalla propria “comfort zone” e inoltrarsi in letture anche molto lontane dalle solite, e il libro che vado a recensire in questo post è un libro di genere rosa.

Ambientato nei primi anni del XIX secolo è la storia di un uomo e una donna che, sia per lignaggio sociale che per carattere, non potrebbero essere più diversi e lontani fra loro… eppure anche tra caratteri diversi può nascere l’amore. Lui, Benedict Atherton, è un visconte di nobile famiglia, ricco e conosciuto; lei, Penelope Weston, è una ragazza borghese arricchita. Caratterialmente, poi, sono agli antipodi: lui è riservato, all’apparenza arrogante ed egoista, lei vivace, curiosa e avventurosa. All’inizio Penelope non lo sopporta perché quando tenta d’approcciarsi a lui trova quasi un “muro” a separarli ma pian piano, grazie anche a un evento che potrebbe metterla in cattiva luce agli occhi della società, scopre che il visconte non è quello che sembra all’apparenza. Questo suo modo d’essere è dovuto anche al modo in cui è stato cresciuto dal conte di Stratford, suo padre, che fin da bambino gli ha imposto una rigida disciplina fatta di punizioni continue, parole fredde, distacco e nessun gesto d’affetto. Ma Penelope, forte e dolce allo stesso tempo, riuscirà ad abbattere questo “muro” e a portare nel cuore di Benedict l’amore che fino a quel momento non ha mai ricevuto.

Voto alla fine della lettura del libro: 6.

👍 mi è piaciuto molto il personaggio di Penelope perché, pur essendo una ragazza molto giovane, è molto matura per la sua età. Non ha “peli sulla lingua”, dice quello che pensa senza farsi mille problemi, è avventurosa, coraggiosa e leale verso le persone che le sono care; durante la lettura ho rivalutato il personaggio di Benedict, che all’inizio ho trovato arrogante ed egoista. In realtà è un uomo buono e generoso e grazie a Penelope scopre finalmente che anche nella sua vita c’è spazio per l’amore.

👎 a tratti questo romanzo mi è sembrato qualcosa di già letto, mi spiego: c’è il lui bello e all’apparenza impossibile e lei che, in un determinato punto della storia, ha bisogno d’essere tratta in salvo e arriva lui sul suo “cavallo bianco” e la salva. Ecco, mi sembra che questo cliché nei romanzi rosa sia qualcosa di “trito e ritrito” e, forse anche per questo, mi porta a leggere poco questo genere.

E voi avete già letto “Passione, scandali e segreti” di Caroline Linden? Quali sono i cliché che, secondo voi, vengono ripetuti nei romanzi, di qualsiasi genere, e che vi portano a leggere poco un determinato genere?

Recensione libresca: “Protagonisti della storia. Giuseppe Garibaldi” Alfonso Scirocco.

La vita e le gesta dell’Eroe dei Due Mondi.

Titolo: Protagonisti della storia. Giuseppe Garibaldi.

Autore: Alfonso Scirocco.

Genere: saggio storico, saggio biografico.

Pagine: 377 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Giuseppe Garibaldi: eroe senza ideologie perfetta incarnazione del mito romantico, spirito fiero e incorruttibile. Una leggenda le sue imprese, un romanzo di avventure la sua vita.

Trama: “È un uomo, niente altro. Ma un uomo in tutta l’accezione sublime del termine. Uomo della libertà, uomo dell’umanità”, scrive di lui Victor Hugo. Sempre in condizioni di inferiorità, dal 1848 al 1867, combatte sette campagne in Italia contro austriaci, napoletani e francesi, che nel 1870 soccorrerà nella guerra contro la Prussia. È astuto, creativo: in Brasile trasporta le navi via terra; nel 1860 beffa i borbonici fingendo di ritirarsi e piombando su Palermo. Governi e parlamenti si occupano di lui; cronisti, disegnatori e fotografi lo seguono sui campi di battaglia. La sua fama è tale che nel 1861 il presidente Lincoln gli offre il comando di un corpo d’armata nordista. Due anni dopo, su invito del primo ministro Lord Palmerston, giunge a Londra, acclamato da mezzo milione di persone. L’uomo del Rio Grande, di Montevideo, della spedizione dei Mille ispira la penna di scrittori come Dumas e Carducci. Alla sua morte, la “Deutsche Zeitung” invoca un nuovo Omero, “per cantare degnamente l’Odissea di questa vita”. “Questa vita” è quella di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei Due Mondi.

A scuola uno dei personaggi più famosi e più importanti che si studiano è Giuseppe Garibaldi: l’eroe dei Due Mondi che, grazie al suo spirito e alla sua tenacia, contribuì in modo decisivo alla Proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, guidando la spedizione dei Mille e favorendo l’unificazione del Sud con il resto della penisola. Ma dietro a questo personaggio ci sono molte più cose da sapere, cose che magari non vengono spiegate a scuola, ed è per questo che leggere un saggio storico/saggio biografico permette di ampliare le proprie conoscenze su questo personaggio storico.

Ad esempio: sapevate che era un uomo che amava la vita semplice e spartana e che, anche in età avanzata e colpito dall’artrite, fosse solito dormire all’aperto? O che dopo le guerre, svestiti i panni del condottiero, fosse solito coltivare la terra ed allevare animali?

Queste curiosità e non solo sono raccontate in questo saggio storico e biografico che narra le vicende dell’eroe dei Due Mondi, dalla nascita fino alla morte. In mezzo vengono raccontate le varie imprese compiute prima in Brasile e successivamente tutte le altre, arrivando fino alla proclamazione del Regno d’Italia.

Voto fino alla lettura del libro: 8.

👍 oltre a quello che già sapevo dalle lezioni durante le ore di storia a scuola ho scoperto tante cose che, non essendomi state spiegate perché magari non nel programma, hanno reso più completa ed interessante la storia di Garibaldi; una lettura molto istruttiva perché, anche in età adulta, è sempre bello imparare o rinfrescare la memoria su quello che si studia durante gli anni della scuola.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto Protagonisti della storia. Giuseppe Garibaldi” di Alfonso Scirocco? Qual è stato l’ultimo saggio storico e/o biografico che avete letto?

Recensione libresca: “Non svegliarti” Liz Lawler.

… e se l’aggressione vissuta da Alex non fosse tutto frutto della sua immaginazione?

Titolo: Non svegliarti.

Autore: Liz Lawler.

Genere: medical thriller.

Pagine: 370 (formato ebook); 320 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it, https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede.”

Trama: Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C’è solo un problema… La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell’esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all’idea di essere diventata pazza… ma poi incontra un’altra vittima.

Dopo che la precedente copia mi era arrivata incompleta ho potuto, finalmente, completare la lettura di questo romanzo di cui mi è stata spedita una nuova copia. Questa volta, fortunatamente, completa in ogni sua parte, 🙂.

Anche questa volta ho affrontato la lettura di un medical thriller, un sottogenere del thriller a tema medico. Queste letture sono ambientate in ospedali e cliniche, ed hanno come protagonisti medici, infermiere ed altri operatori sanitari. La sanità si intreccia con il mistero e i personaggi principali sono spesso chiamati a indagare sulle cause di eventi inspiegabili che si verificano nei luoghi in cui lavorano o in situazioni in cui si trovano coinvolti, cercando di scoprire cosa si cela dietro anomalie cliniche, morti sospette o inquietanti complotti che minacciano la vita dei pazienti e la loro stessa sicurezza.

In questo medical thriller la protagonista si chiama Alex Taylor, è una dottoressa scrupolosa e attenta che per un inspiegabile motivo si ritrova accusata di varie morti che sembrano avere un legame con la sua persona. Un misterioso quanto sfuggente assassino l’ha presa di mira sin dall’inizio e vuole portare a termine a tutti i costi il suo “piano di vendetta”. Un piano che andrà a erodere pian piano la sicurezza di Alex che, vedendosi trattata come una bugiarda, una pazza, una malata mentale, inizia a dubitare a sua volta della sua stessa sanità mentale. Ma nuovi episodi, all’inizio etichettati come “casualità”, “incidenti”, fanno capire ad Alex che non è pazza e che qualcosa di davvero terribile sta accadendo. E quando questi fatti arrivano alla polizia viene messo a capo delle indagini Greg Turner, un ispettore di polizia, separato e padre di un bambino. A collaborare nelle indagini ci sarà anche Laura Best, agente con alte ambizioni di fare carriera e di prendere il posto dell’ispettore Turner nella polizia. Mentre Turner va sempre molto cauto nei confronti delle indagini, cerca indizi e studia le prove, l’agente Best è come un bulldozer che schiaccia tutto quello che trova sul suo cammino, arrivando ad accusare Alex ancora prima che ci sia la certezza o meno della sua colpevolezza. In questo ambiente così ostile Alex ce la dovrà mettere tutta per dimostrare la sua innocenza e per riavere indietro la sua dignità di dottoressa, una dignità che sembra essere messa in dubbio anche dalle persone a lei più vicine e care.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5

👍 sino alla fine non si sa chi possa essere il colpevole perché ci sono varie situazioni che ribaltano completamente il pensiero che si è fatto fino ad un attimo prima; nel complesso è una storia abbastanza originale e piacevole da leggere; la suspense è una di quelle componenti che non mancano mai e che rendono queste letture avvincenti e coinvolgenti.

👎 nonostante la storia non manchi di suspense e attrattiva in alcuni punti la narrazione si fa un pochino lenta, quasi come se ci fosse un “freno a mano” tirato ed abbia bisogno di una spinta per proseguire con più scioltezza; durante la lettura mi sono trovata a provare una forte antipatia per due personaggi, ed ora vi spiego perché. Il primo è Patrick, il fidanzato di Alex: all’inizio il suo essere premuroso nei confronti della sua ragazza che gli racconta d’aver subito un’aggressione me l’aveva reso tenero e sensibile ma quando inizia a dubitare, come altri, che Alex si sia inventata tutto ed inizia a farla sentire anche lui come una malata mentale l’ho trovato di una cattiveria assoluta. Se davvero ami una persona le stai a fianco, cerchi di capire perché si sta comportando in un determinato modo e che cosa la spinge a fare certe affermazioni. Invece no, lui “segue l’onda” e s’aggrega alla massa che considera Alex una pazza. In breve, questo personaggio è un debole senza spina dorsale. Un altro personaggio che non ho potuto fare a meno di trovare antipatico (e questo è un eufemismo) è Laura Best, l’agente incaricata assieme all’ispettore Turner d’indagare sui vari casi che vedono coinvolta Alex. Sin dall’inizio, e senza alcun motivo, prende in antipatia la dottoressa, la dichiara colpevole a prescindere e continua ad accusarla senza avere una minima prova di colpevolezza. È così accanita e così convinta d’essere nel giusto ed avere ragione che non prende nemmeno per un attimo in considerazione che Alex potrebbe essere innocente. Inoltre è anche un personaggio invidioso, rancoroso e quando scopre che Alex, nonostante la giovane età e nonostante siano quasi coetanee, ha fatto carriera molto velocemente ed ha un curriculum di tutto rispetto (quello di Laura, al contrario, è privo di attestati e titoli) diventa ancora più cattiva nei confronti della dottoressa. Una parola sola per descrivere questo personaggio? Una Stronza, ma con la esse maiuscola.

E voi avete già letto “Non svegliarti” di Liz Lawler? Quanto vi coinvolge una storia in cui la protagonista è sola contro tutti?

Recensione libresca: “Coma” Robin Cook.

Si sarebbero dovuti svegliare… ma non è mai successo. Quale oscuro mistero nasconde la sala operatoria numero 8?

Titolo: Coma.

Autore: Robin Cook.

Genere: medical thriller.

Pagine: 385 (formato ebook); 268 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it (formato ebook in lingua straniera); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo in lingua italiana e straniera) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Sono operazioni di routine, come quelle che si compiono mille volte al giorno nei maggiori ospedali americani. In fatto poi di apparecchiature e di tecnologie il Memorial Hospital di Boston è all’avanguardia. E l’equipe che opera nella sala numero 8 è tra le migliori nel suo campo. Ma qualcosa di terribile sta accadendo. Dopo l’operazione alcuni pazienti non riprendono più conoscenza, e dozzine di altri, tutti ricoverati al Memorial per interventi di ordinaria amministrazione, sono precipitati in un irreversibile coma.

Coma è uno dei romanzi più amati di Robin Cook – lo scrittore medico-chirurgo che ha trasposto nella vicenda la precisione del suo background scientifico -, un piccolo classico della narrativa di suspense contemporanea.

La grande passione che ho per la lettura mi porta a spaziare tra vari generi, 🙂.

Questa passione per la lettura mi è stata trasmessa da mia madre, anche lei grande divoratrice di libri, e questo libro che ho appena finito di leggere era uno dei suoi (questa è un’edizione più recente, mentre quella di mia madre era degli anni 70.)

Ricordo che questo libro mi era piaciuto così tanto che quando è andato perso (storia lunga e piuttosto noiosa, quindi non starò qui a tediarvi con il racconto di com’è andato perso, 😉) mi è dispiaciuto tantissimo e ho iniziato a cercarne una nuova copia. Ho cercato ovunque, nei mercatini dei libri dell’usato, nelle postazioni di bookcrossing e scambio libri, su Internet… niente, il libro sembra essere sempre o fuori catalogo o non disponibile. Così poco tempo fa ho provato a cercare su Amazon: lì si trova praticamente di tutto e quindi ho fatto un tentativo. Ed ecco la sorpresa: il libro c’era e, senza perdere un minuto, l’ho acquistato subito… mica potevo farmi scappare un’occasione simile, no, 😉?

Ma veniamo al libro: location del medical thriller “Coma” è un ospedale. Già di per sé una parola che mette un po’ d’ansia solo al sentirla pronunciare… figuriamoci esserci al suo interno! Ed è al Memorial Hospital di Boston che Susan Wheeler, studentessa al terzo anno di medicina, inizia il suo praticantato. Con lei altri studenti che in futuro diventeranno dei medici. Il loro tutor è il dottor Mark Bellows, un interno del Memorial, poco più grande di Susan ma già abbastanza conosciuto ed affermato. Sembra che fin qui non ci sia niente di così terribile, vero? Eppure il Memorial Hospital è stato e continua ad essere la sede di “strani” episodi di non risveglio dopo le operazioni. Alcuni pazienti, tutti operati nella stanza 8, cadono inspiegabilmente in coma e per Susan, fresca tirocinante, tutto ciò ha un che di misterioso e oscuro. Inizia così un’indagine personale fatta di cartelle cliniche, appunti e studi approfonditi sull’argomento: non è possibile che delle persone sane versino in quelle condizioni! Che cosa si nasconde dietro a questi episodi? E perché sembra che tutto ciò inizi dalla sala operatoria numero 8?

Tra adrenalina a mille, suspense e colpi di scena, una corsa contro il tempo per scoprire la verità.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.

👍 il mio personaggio preferito tra quelli menzionati nel romanzo è quello di Susan: non le bastano quelle poche “spiegazioni” che riesce a raccogliere dai vari dottori per accettare la verità. Sin dall’inizio comincia una sua indagine personale perché vuole a tutti i costi che la verità, quella pura e cruda, esca fuori; il romanzo mi ha catturata fin dalle prime pagine, trascinandomi nel mondo della medicina e degli ospedali, tra corsie, visite ai pazienti, sale operatorie, ecc.

👎 anche se ad un certo punto della storia ha un ravvedimento ho trovato il personaggio di Mark Bellows, il tutor di Susan e dei suoi compagni di corso,  un vero stronzo, bastardo e sciovinista. Pensa solo a fare carriera, è cinico, freddo e senza empatia verso i malati, arrivando quasi a trattarli come dei numeri e non delle persone, anche se purtroppo non sono coscienti. Voi vi fidereste di un dottore così? Io sicuramente no: ok che nella professione medica si tende ad avere un certo “distacco” per non farsi coinvolgere troppo nei vari casi, ma così è ben oltre il limite dell’essere “distaccato”. Avrei preferito un dottore più umano, pur mantenendo il suo ruolo professionale, piuttosto che uno stronzo che è persino maschilista.

E voi avete già letto “Coma” di Robin Cook? Vi affascina o vi mette ansia il mondo della medicina? Personalmente a me mette ansia… ma allo stesso tempo mi affascina.

Questa è la copertina del libro che ho letto in passato.

A mio parere questa copertina degli anni 70 è migliore rispetto a quella dell’edizione del 2001. È molto più d’impatto… e inquietante.

Voi cosa ne dite?