
Titolo: Bruce Chatwin.
Autore: Nicholas Shakespeare.
Genere: biografia, saggio biografico.
Pagine: 656 (formato ebook in lingua inglese); 830 (formato cartaceo in lingua italiana).
Dove reperirlo: app Apple Books (formato ebook in lingua inglese); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo in lingua inglese e italiana) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: La morte per Aids ha interrotto una carriera in piena ascesa, di colui che Salman Rushdie ha definito l’intelligenza più colta e brillante che avesse mai incontrato. Bruce Chatwin, ultimo nomade in un mondo sempre più ristretto, irruppe sulla scena letteraria nel 1977 con il suo primo successo, In Patagonia, che cambiò radicalmente la concezione di raccontare viaggi. I libri che seguirono, da Il viceré di Ouidah a Utz, confermarono la sua statura di scrittore, capace di reinventarsi continuamente come cantastorie dei generi più svariati. Ma quanti dei lettori che avrebbero desiderato viaggiare con lui attraverso il Sudamerica o l’Africa o l’Australia possono dire di conoscere realmente chi sia Chatwin, con il suo orrore del domicilio, la sua inquieta erranza, la sua disperata volontà di vivere? Nel 1991, Nicholas Shakespeare è stato autorizzato a consultare liberamente carte private, lettere e diari dello scrittore. Attraverso cinque continenti ha raccolto informazioni da chi lo conobbe, gli fu vicino, dalla famiglia agli amici, da chi lo ospitò e da chi lo detestava; infine dai suoi amanti. Cercando Chatwin dietro la sua maschera, Shakespeare ha scritto la biografia definitiva di una delle figure più carismatiche, inquietanti e affascinanti del nostro tempo.
C’è voluto un bel po’ di tempo prima di riuscire a concludere quest’ultima lettura, ma alla fine ce l’ho fatta e sono arrivata a girare l’ultima pagina… e direi persino con grande sollievo perché, nonostante in passato abbia già letto alcune biografie, questa è stata quello che viene definito “un mattone”, non solo per il numero di pagina ma anche per il modo in cui il libro è stato scritto.
La biografia che ho letto narra la vita dello scrittore britannico Bruce Chat: una narrazione in cui l’autore Nicholas Shakespeare mette totalmente a nudo la complessità di Chatwin, scavando senza pietà tra luci e ombre, tra genialità e contraddizioni. Ogni episodio della sua vita è messo sotto la “lente d’ingrandimento”, analizzato in ogni sua parte, senza tralasciare nulla. Quello che emerge è un uomo magnetico e sfuggente, capace di incantare chiunque incontrasse ma anche di manipolare, esagerare, reinventare la realtà quando gli tornava comodo. In questa biografia non si viene a conoscere solo il Chatwin scrittore, ma anche il viaggiatore, il curioso instancabile, l’uomo che sembrava incapace di restare fermo nello stesso posto per più di qualche settimana. Dall’Australia all’Africa, dalla Patagonia al Galles, ogni luogo diventa un tassello per capire meglio chi fosse davvero questo personaggio così sfuggente. Gli ultimi anni di Chatwin sono segnati da una malattia crudele e impietosa, una malattia che negli anni Ottanta lasciava ben poche speranze di sopravvivenza: l’Aids. La scoperta d’essere sieropositivo non abbatte Chatwin ma lo spinge a vivere il tempo che gli resta con una determinazione quasi ostinata, continuando a viaggiare, a scrivere, a cercare storie come se ogni giorno fosse una piccola corsa contro il tempo. Perché è proprio nei momenti più difficili che emerge l’uomo dietro al mito, quello che non può più nascondersi dietro ai viaggi, alle storie, alle invenzioni e che si mostra finalmente per ciò che è: fragile, contraddittorio, ma profondamente umano.
Voto alla fine della lettura del libro: 3.
👍 unica nota positiva è che, pur non avendo mai sentito nominare Bruce Chatwin prima di aprire questo libro, la lettura mi ha permesso di ampliare il mio bagaglio culturale: ora conosco un autore che ha avuto un ruolo importante nella letteratura di viaggio e, chissà, magari in futuro mi ritroverò a leggere qualcuno dei suoi libri per capire meglio la sua voce, al di là della biografia.
👎 più che una biografia mi sembra d’aver letto qualcosa che assomiglia molto di più a un giornale di quelli scandalistici. L’autore si è concentrato molto di più su aspetti privati che potrebbero tranquillamente essere messi “sullo sfondo”, pettegolezzi vari e dettagli superficiali che non aggiungono nulla alla comprensione dell’autore, anzi finiscono per appesantire la lettura. Shakespeare sembra quasi più interessato a mettere in luce le contraddizioni, le fragilità e le scelte di Chatwin, dimenticandosi di concentrare la narrazione sul suo percorso letterario. Il risultato finale è una biografia che, invece d’approfondire l’opera, si perde in un accumulo d’informazioni personali che ricordano più una lunga inchiesta scandalistica che un ritratto equilibrato di uno scrittore.
E voi avete già letto “Bruce Chatwin” di Nicholas Shakespeare? Vi piacciono le biografie che scavano così a fondo nella vita di un autore oppure preferite quelle più leggere e focalizzate sulle opere?









