La cheesecake ai frutti rossi diventa un fresco e gustoso gelato, 😋!
Da quando il caldo ha cominciato a farsi sentire, e quando è accompagnato dall’umidità si sente ancora di più, la voglia di cibi freschi va per la maggiore.
Tra i cibi freschi ci sono sicuramente i gelati: in poche settimane, includendo quella aperta oggi, sono già tre le confezioni di gelato che ho mangiato, 😁.
Un modo per rinfrescarsi oppure semplice golosità? Beh, nel mio caso… entrambe, 😄!
D’estate i gelati sono tra i cibi freschi che m’attirano di più, sia per una pausa veloce che, quando il caldo toglie un po’ l’appetito, a pranzo o a cena.
Anche questi gelati che sto mangiando sono, oltre ai precedenti, rimasti in freezer perché acquistati alla fine della scorsa estate… ma ora avranno vita breve, 😄!
E i gelati in questione sono i Maxibon The Specials Red Cheesecake.
Il Maxibon The Specials Red Cheesecake è un gelato confezionato che unisce la forma classica del Maxibon a una ricetta ispirata alla cheesecake ai frutti rossi. La parte del gelato è composta da una crema al gusto di cheesecake, la cui consistenza morbida e uniforme richiama anche nel gusto il dolce originale. Metà del gelato è racchiuso tra due biscotti morbidi e leggermente friabili, mentre l’altra è ricoperta da una glassa rosata a effetto “red velvet” ed è stata arricchita da una granella croccante che ricorda nel colore la parte superiore della cheesecake. Nel complesso questo Maxibon combina tre elementi distinti – gelato cremoso, biscotto morbido e copertura croccante – con l’obiettivo di riprodurre in versione “snack gelato” le componenti principali di una cheesecake ai frutti rossi: base, crema e topping.
👍 il gusto del Maxibon è davvero molto simile a quello di una cheesecake ai frutti rossi; la parte del gelato, sul palato, mi ha ricordato il sapore della crema al formaggio che si usa per comporre la cheesecake; il biscotto, al morso, è della giusta consistenza; la parte che richiama la glassa che si mette sopra la cheesecake è molto golosa e dal piacevole sapore fruttato; è un tipo di gelato che si presta a essere gustato in ogni momento della giornata.
👎 anche qui, come per i gelati recensiti in precedenza, la nota negativa riguarda la shrinkflation: nella confezione ci sono quattro Maxibon ma sono così piccoli che la loro grandezza è tale e quale a quella dei Maxibon Mini. A questo punto perché non chiamare anche questi mini visto che di maxi hanno ben poco?
E voi avete già provato i Maxibon The Specials Red Cheesecake? Qual è il gelato che, mangiandolo oggi, vi ricorda la vostra infanzia?
Ma quanto sono golose e sfiziose salse e salsine, 😋!
Usate da sole come condimento oppure per arricchire i piatti rendono subito più buoni anche i cibi più semplici come, ad esempio, un piatto di verdure bollite.
Nel mio frigorifero non manca mai qualche salsa d’accompagnamento: le uso sia come condimento singolo che per dare quel twist in più ad alcuni piatti che preparo.
Le mie preferite? Salsa rosa, maionese, salsa barbecue… ma ce ne sarebbero molte altre, anche più particolari e insolite.
Ultimamente una salsa “must have” che tengo in frigorifero è la Salsa Rosa a marca Develey.
La Salsa Rosa Develey nel formato squeeze è uno di quei prodotti pensati per semplificare la vita in cucina: la tieni in frigo, la prendi quando serve e la usi senza dover armeggiare con cucchiai o vasetti. Il flacone è morbido, facile da schiacciare e il tappo flip‑top si apre e si richiude in un attimo, così la salsa resta protetta dall’aria e non si secca. Lo squeeze è preciso e facile da dosare: esce in modo controllato e non “schizza”, cosa utile quando vuoi aggiungerla direttamente nel piatto.
Questa salsa si presenta con un colore rosa chiaro e un profumo delicato ma invitante. La consistenza è cremosa e pensata per restare compatta senza rilasciare liquidi, anche dopo che è passato del tempo dalla prima apertura.
Il sapore della Salsa Rosa Develey è molto versatile: la base morbida della maionese si unisce alla dolcezza del pomodoro e a una leggera nota acidula, caratteristiche che la rendono adatta a piatti freddi, insalate di mare, panini, verdure, preparazioni a base di pesce e anche ad altri moltissimi piatti.
Nel complesso il formato squeeze è pensato per essere pratico e immediato: si usa con una mano, non sporca e permette di dosare la salsa in modo semplice, sia in cucina che direttamente a tavola.
👍 è una salsa molto versatile in cucina e a tavola perché può essere usata sia come condimento che per arricchire tanti piatti; ha un gusto delicato che non va a coprire e a predominare su altri sapori; il formato squeeze permette un utilizzo pratico e veloce e il tappo mantiene fresca la salsa a lungo.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già provato la Salsa Rosa a marca Develey? Qual è la salsa più classica o più originale che avete in frigorifero in questo momento?
Più si odia una persona, più si è vicini ad amarla.
Un piacevole accordo di Louise Fuller. Voto: 6.
Trama: Massimo Sforza ha sempre concluso con successo ogni suo affare. Il suo nuovo rivale, Flora Golding, si rivela però più tosto che mai. E nel tentativo di vincerne la resistenza, Massimo non si accorge di quanto si stia assottigliando l’invalicabile confine tra lavoro e passione.
Nel primo romanzo di questa raccolta i protagonisti sono due personalità allo stesso tempo molto forti e fragili: Massimo Sforza e Flora Golding. Massimo è un ricco imprenditore e magnate nel settore immobiliare: il suo carattere forte, controllato e dominante gli permette d’ottenere sempre quello che vuole, anche se spesso questo suo lato del carattere finisce con l’incutere timore e soggezione tra le persone con cui lavora. Flora, al contrario, è una ragazza solare, spontanea ed emotiva: la gentilezza che la contraddistingue la rendono una persona alla mano e capace di mettere a proprio agio chiunque le stia accanto. Dietro a queste personalità, però, si nascondono per entrambi i dolori di un passato difficile da superare e lasciare andare. Il loro primo incontro assomiglia più a uno scontro: da una parte il carattere controllato di Massimo, dall’altro la sincerità disarmante di Flora portano i due protagonisti a punzecchiarsi e a “sfidarsi”. Ma ben presto quella che sembrava una sfida fatta d’incomprensioni e resistenze reciproche diventa qualcosa di più profondo, più intenso e carico di emozioni che nessuno dei due s’aspettava di provare. Ma cosa succede quando le difese iniziano a cedere? E saranno pronti ad affrontare ciò che questo sentimento porta con sé?
👍 le continue punzecchiature e battute che si scambiano i due protagonisti rendono la storia leggera e divertente perché nessuno dei due vuole avere mai l’ultima parola; il contrasto di caratteri, quello controllato di Massimo e quello più spumeggiante di Flora, crea un equilibrio narrativo che funziona; il tema del passato tormentato dei due ragazzi è gestito con molta delicatezza, permettendo ai due protagonisti di mostrarsi per ciò che sono davvero.
👎 dei personaggi secondari ho trovato insopportabili il carattere e il modo di fare della matrigna di Massimo e del fratello e del padre di Flora. La matrigna di Massimo, dietro la facciata di donna sempre impeccabile, nasconde un lato freddo e calcolatore. Più che una persona è un’ombra che ha segnato profondamente la sua crescita e il suo modo di fidarsi degli altri. Mentre il fratello e il padre di Flora sono due figure veramente troppo protettive, convinti che la ragazza dovrebbe essere sempre al riparo da qualsiasi rischio e che debba seguire sempre i loro consigli. In una parola: soffocanti. Quando durante la lettura entrano in scena personaggi di questo calibro non posso fare a meno di provare un misto d’irritazione, antipatia e anche una certa insofferenza. Roba che se ci fosse la possibilità d’entrare nel libro mi verrebbe voglia di prenderli da parte e dirgliene quattro.
Dolce sfida d’amore di Caitlin Crews. Voto: 5.
Trama: Luca Castelli pensa di sapere già tutto di Kathryn, la vedova del padre. È certo che quella giovane e bellissima donna non sia affatto una santa, così decide di metterla sotto pressione. E mentre Kathryn affronta la sfida, il fuoco che arde tra loro divampa sempre più alto, in un misto di odio e desiderio.
In tutti e tre i romanzi il protagonista maschile è un uomo che ha raggiunto il successo economico difettando, però, più o meno anche in quello emotivo. Una mancanza, quella emotiva, che non nasce dal caso ma da ferite profonde che hanno segnato il loro vissuto fino a quel momento e che rende questi uomini tanto potenti quanto vulnerabili. Ed è così anche per il protagonista maschile di questo secondo romanzo: Luca Castelli è un uomo che ha costruito il proprio successo imprenditoriale sul controllo e sulla disciplina. Insieme al fratello Raffaele è il proprietario di un’azienda vinicola molto famosa in tutto il mondo. Il suo lavoro lo porta a spostarsi spesso da un lato all’altro del pianeta e questi continui impegni gli rendono difficile trovare un equilibrio tra vita privata e professionale. È un uomo che vive di responsabilità, di scelte rapide, di decisioni che pesano. S’accontenta spesso di brevi avventure, la maggior parte delle quali della durata di una notte sola, per poi tornare subito alla sua quotidianità fatta di lavoro e responsabilità. La protagonista femminile si chiama Kathryn ed è la vedova del padre di Luca. Kathryn è una ragazza dal passato abbastanza difficile: la sua vita è stata contaminata da una madre che la vede come una continua delusione e che non ha mai saputo offrirle né sostegno né affetto. Il matrimonio con il padre di Luca sembra portare un po’ di felicità e serenità nella sua vita, ma questa parentesi è di breve durata e si ritrova vedova dopo solo due anni dalle nozze. In seguito tra Kathryn e Luca si crea un rapporto complesso, fatto di tensioni continue, battute al vetriolo e provocazioni. Luca la ritiene una “cacciatrice di dote”, una mantenuta che ha sposato il padre per il suo patrimonio, mentre Kathryn vede Luca come un uomo pieno di pregiudizi e incapace di guardare oltre le apparenze. Sarà una collaborazione forzata, voluta proprio dal padre nel testamento, ad innescare la miccia che porterà i due a scontrarsi ancora più di prima ma allo stesso tempo li farà avvicinare sempre di più. Ma chi sarà dei due quello che cederà per primo? E fin dove li porterà questo sentimento che provano l’uno per l’altra?
👍 l’idea di partenza del romanzo è buona e la narrazione nel complesso è scorrevole e con del potenziale; un tipo di lettura adatta se si vuole qualcosa di leggero, che permetta di staccare la mente dopo una lunga giornata e regalare qualche momento d’evasione.
👎 il passato d’entrambi i protagonisti avrebbe potuto essere sviluppato meglio e in modo più approfondito; come nel precedente romanzo anche qui ho trovato due personaggi abbastanza insopportabili. Per primo la madre di Kathryn: è una donna priva di qualsivoglia amore materno, fredda e che vede la figlia come un fallimento, qualcosa di cui vergognarsi ma che diventa utile quando scopre che si sposerà con un uomo molto più grande e soprattutto più ricco di lei. Nemmeno le sanguisughe sono così avide quando succhiano il sangue: in poche parole è una madre che è meglio perdere che trovare. Il secondo personaggio che ho trovato insopportabile è proprio Luca, il protagonista maschile. I suoi pregiudizi sono da voltastomaco e il suo modo di fare è così offensivo e accusatorio che meriterebbe di prendersi due “pizze” ben assestate in faccia (e lo dico da persona pacifica e che odia la violenza). Ogni volta che apre bocca sembra sempre più interessato a confermare le sue idee sbagliate che a capire davvero chi ha davanti, non fa il minimo sforzo per ascoltare quello che hanno da dire gli altri e questo lo rende un personaggio irritante e odioso.
Sfida al milionario di Michelle Conder. Voto: 6.5.
Trama: Il cinico e smaliziato Dare James è furibondo. Una donna ha messo le grinfie su suo nonno, così decide di tornare nella grande proprietà di famiglia per rimettere le cose a posto. Peccato che, una volta lì, si ritrovi lui stesso attratto da colei che intendeva smascherare con ogni mezzo.
Terzo e ultimo romanzo della raccolta che, in termini moderni, si può definire una “enemy to love”. L’odio, il risentimento e l’astio che i protagonisti maschili provano per le protagoniste si trasforma pian piano in amore. In questo terzo romanzo i protagonisti sono un uomo ricco e potente, Dare James, e una giovane dottoressa, Carly Evans. Dare è un imprenditore di successo che ha costruito la sua fortuna e il suo talento partendo da zero, senza appoggi né privilegi. La sua scalata è il risultato di una disciplina ferrea, una visione lucida e una determinazione che non gli ha mai permesso di fermarsi davanti a nulla. Cresciuto con un padre bugiardo, e in cui riponeva il suo affetto, Dare ha imparato presto a non fidarsi di nessuno e a contare solo su se stesso. L’unico punto fermo della sua vita è sempre stata la madre: una presenza costante e leale che continua a sostenerlo anche da adulto e della quale è molto affezionato. Carly è una giovane dottoressa cresciuta in una famiglia unita, circondata dall’affetto dei genitori e della sorella Liv. Carly e la sorella erano unite da un fortissimo legame affettivo ma una fulminante ed inaspettata forma di leucemia ha strappato Liv all’affetto di Carly e dei suoi genitori. Nonostante sia passato un anno dalla scomparsa Carly continua a darsi la colpa per la morte della sorella. Per alleviare questo senso di colpa accetta di prendersi cura di un vecchio barone, Benson Granger, che ha bisogno d’assistenza in attesa d’essere operato per l’asportazione di un tumore. Ed è proprio nella casa del barone che Carly e Dare s’incontreranno per la prima volta: un incontro del tutto inatteso e destinato a svolgersi nella casa dell’uomo che, all’insaputa di Dare, è il nonno che non ha mai avuto modo di conoscere. L’attrazione tra i due è immediata, anche se entrambi cercando di non darlo a vedere. Una passione bruciante che però non può essere nascosta a lungo e che, nonostante i frequenti battibecchi dovuti a giudizi un po’ troppo affrettati, finirà con l’avvicinarli sempre di più. Riuscirà Carly a superare quel senso di colpa e ritrovare un po’ di serenità, anche grazie all’affascinante Dare? E Dare sarà in grado d’aprire il suo cuore all’amore che, fino a quel momento, ha visto come qualcosa da cui tenersi alla larga?
👍 rispetto agli altri romanzi (escludendo, però, il padre di Dare), i genitori dei due protagonisti sono delle brave persone, affettuose senza essere soffocanti e legate ai propri figli da un’amore genitoriale forte e sincero; il personaggio del barone mi ha fatto molta tenerezza perché è un vecchietto che, nonostante il suo alto lignaggio, è una persona alla mano, col cuore buono e puro; anche il personaggio di Dare mi è piaciuto: nonostante sia cresciuto con un padre bugiardo è un ragazzo sincero e che non sa raccontare bugie; questa storia “enemy to love” non scade nel teatrale ma lascia spazio a momenti fatti di piccoli gesti, attenzioni inaspettate e quella tenerezza che arriva proprio quando i due smettono di difendersi.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
Voto alla fine della lettura: 5.5.
Nel complesso è una raccolta di romanzi rosa carina, leggera, adatta ad una lettura senza impegno: quel genere di lettura che permette di passare un paio d’ore di relax a fine giornata oppure durante le vacanze. Qualche difetto, come l’aver trovato alcuni personaggi poco simpatici oppure il modo in cui avrebbero potuto essere maggiormente sviluppati alcuni di essi, c’è ma non così grandi e facilmente trascurabili.
E voi avete già letto la raccolta di romanzi rosa “L’invisibile confine tra odio e amore” di L. Fuller, C. Crews, M. Conder? Qual è stata l’ultima raccolta di romanzi che avete letto?
E dopo una lunga giornata, oggi terminata straordinariamente in anticipo, eccomi qui a pubblicare una recensione che ingolosirà gli amanti del gelato, 😉.
Non mi resta molta carica nell’iPad (più avanti vorrei creare un post in merito e chiedervi qualche consiglio) ma voglio lo stesso pubblicarla prima di mettere il device in ricarica.
Con il caldo un bel gelato è sempre una golosa soluzione, 😋.
Manca un mese esatto all’inizio dell’estate, e dopo una prima metà di Maggio in cui il tempo è stato piuttosto ballerino ora i primi caldi iniziano a farsi sentire.
A me l’estate richiama subito una gustosa parola: gelati! Cono, coppetta, stecco, vaschetta… una dolcissima bontà che rinfresca e rende goloso ogni momento della giornata, 😋!
Per inaugurare alla grande la stagione dei gelati ho puntato su un gelato che è stato una delle novità dello scorso anno: il Magnum Utopia Double Cherry – Chocolate, Cherry, Berries & Cream Flavour.
I Magnum Utopia Double Cherry sono uno di quei gelati che, appena scartati, fanno già scena da soli: hanno la classica forma del gelato Magnum ma la copertura non è il solito cioccolato uniforme. In questi gelati c’è un doppio strato che mescola cioccolato e pezzetti di zucchero al gusto di frutti rossi. Quando vengono morsi producono il classico “crack” della copertura spessa e subito sotto si può vedere la parte della salsa ai frutti rossi e ciliegia, più fluida rispetto al gelato e pensata per creare un piacevole contrasto. Il cuore è un gelato chiaro e cremoso, al gusto berries & cream, con una consistenza liscia e densa. Questo mix di gusti e consistenze riesce a regalare una sensazione fresca e che lo rende diverso dai Magnum più classici. Non pesa, non stufa e anzi, lascia quella voglia di un altro morso che è sempre un buon segno.
👍 la copertura di cioccolata è molto croccante e arricchita da pezzetti di zucchero al gusto di frutti rossi; la salsa ai frutti rossi e ciliegia non è né troppo densa né troppo liquida e se ne può trovare una buona quantità; il gelato al doppio gusto berries e cream completa in modo piacevole il tutto e andando a creare un gelato fruttato, perfetto per chi ama questi sapori rinfrescanti ma anche golosi; con l’arrivo del caldo questo gelato diventa una gustosa pausa che appaga senza risultare pesante, grazie al mix equilibrato tra croccantezza, frutta e cremosità.
👎 unica nota negativa è che, a causa della shrinkflation, questi gelati (e non solo) sono diventati talmente piccoli che per saziarsi un po’ bisogna mangiarne almeno due. Non so come siano i Magnum mini ma ho come il sospetto che più o meno questi ci s’avvicinino molto in grandezza.
E voi avete già provato i Magnum Utopia Double Cherry – Chocolate, Cherry, Berries & Cream Flavour? Avete già iniziato a mangiare qualche gelato e se sì, quale?
È vero, le bibite gassate fanno male… ma ogni tanto si può anche trasgredire e concedersene una lattina o un bicchiere, 😉.
Quando ero più giovane vivevo per la Coca Cola, non ne potevo fare a meno e, l’ammetto, ne bevevo sempre in grandi quantità… finché non mi è venuta a nausea e ho smesso di berla.
Unica eccezione in cui me ne concedo poco meno di mezzo bicchiere è quando non riesco a digerire e con una spruzzata di limone al suo interno la bevo per poter digerire. Non sempre funziona, e in quel caso entra in gioco la camomilla anch’essa con il limone, ma quando funziona il senso di pesantezza e di nausea che m’accompagna quando non riesco a digerire svanisce in breve tempo e mi sento più leggera, 🙂.
L’altro giorno ho ordinato la pizza ma non mi andava di bere la Coca Cola, così ho optato per la Pepsi Twist al Limone.
La Pepsi Twist al Limone è la classica cola Pepsi con l’aggiunta dell’aroma al limone che le dà un tocco più fresco rispetto alla versione normale. Il colore è quello tipico della cola classica e con le bollicine sottili che salgono subito in superficie appena la si versa nel bicchiere. Il profumo unisce la dolcezza della Pepsi ad una leggera nota agrumata e facile da riconoscere. Il gusto base è quello della Pepsi tradizionale, mentre il limone aggiunge un twist più vivace che rende il sorso un po’ più “frizzante” e meno piatto. È una bibita pensata per essere bevuta fredda, magari con l’aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio, e si abbina facilmente a snack, panini o piatti veloci ma può essere usata anche come base per creare altre bevande. In generale si distingue dalla Pepsi classica per la presenza dell’aroma di limone che cambia leggermente il profilo della bevanda senza stravolgerlo.
👍 è una buona bibita per accompagnare qualsiasi piatto: io, per cambiare, l’ho bevuta mentre mangiavo una bella pizza; il gusto del limone rende questa bibita ancora più rinfrescante, soprattutto se bevuta fresca.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi siete “team Coca Cola” o “team Pepsi”? Quali bevande accompagnano solitamente i vostri pasti?
Il salame piccante incontra la provola affumicata per un duo dal tocco spicy!
Quale sarebbe, senza pensarci troppo, il nome di un cibo che è facile e veloce da mangiare? Un cibo che, per essere consumato, non necessita di piatti o posate? Un cibo che, all’occorrenza, può diventare sia uno snack che un pranzo veloce, un cibo da servire ad una festa, ad un picnic, ecc?
A me vengono subito in mente… i tramezzini!
Due soffici fette di pane che racchiudono una farcitura super golosa: tonno e maionese, gamberetti e salsa rosa, prosciutto e formaggio… ce n’è per tutti i gusti, e che bontà, 😋!
Ero già da tempo alla ricerca di un tipo di tramezzini che volevo provare, ma ovunque andassi non li trovavo mai… fino al momento dell’ultima spesa settimanale, 😀!
Sto parlando dei Tramezzini Duetto – Sapori Regionali – alla Calabrese con Salame Piccante e Provola Affumicata a marca Alba Tramezzini.
I Tramezzini Duetto – Sapori Regionali – alla Calabrese con Salame Piccante e Provola Affumicata di Alba Tramezzini sono una proposta pronta al consumo e pensata per chi cerca uno spuntino veloce ma un po’ più “carico” del solito. La confezione contiene due tramezzini preparati con il classico pane bianco, morbido e senza crosta che mantiene una consistenza uniforme e non si sfalda quando lo si mangia. La farcitura è composta da salame piccante d’ispirazione calabrese e da provola affumicata, entrambi a fette sottili, che rendono questo tramezzino ricco ma semplice e con un mix che si sente bene già dal primo morso. A completare il tutto c’è una salsa leggera che fa da legante, mantenendo il ripieno umido e senza appesantire il tutto. È pensato per essere consumato così com’è, senza bisogno di riscaldarlo e rientra nella categoria degli snack pronti che puntano a richiamare sapori regionali più intensi e affumicati.
👍 il pane è molto morbido e non si sbriciola quando viene morso; la farcitura di salame piccante e provola affumicata è gustosa e sapida il gusto; da amante dei cibi piccanti ho trovato questo salame della giusta piccantezza, né troppo né troppo poco; questi tramezzini sono un pasto veloce e gustoso quando il tempo è poco o per una pausa sfiziosa di metà mattina o pomeriggio.
👎 sorvolando sul fatto che, come per la maggior parte dei tramezzini industriali, la salsa che li farcisce sia davvero minima, quella usata per farcire questi tramezzini l’ho trovata priva di gusto e insipida. Che ci sia o meno non fa alcuna differenza perché alla vista è abbastanza visibile ma al gusto… non pervenuta.
E voi avete già provato i Tramezzini Duetto – Sapori Regionali – alla Calabrese con Salame Piccante e Provola Affumicata a marca Alba Tramezzini? Immaginate di creare il tramezzino dei vostri sogni: quali ingredienti mettereste al suo interno?
Trama: Hayden Islington ha lasciato il lavoro di investigatore in seguito a un incidente che gli è quasi costato la vita e da allora si è dedicato alle corse a cavallo su ghiaccio. L’esistenza nomade che le gare richiedono gli permette di avere numerose relazioni senza impegno e la sua fama di seduttore è pari a quella di corridore. Così, quando Miss Jenna Priess, la donna più deliziosa sulla quale abbia mai posato gli occhi, lo cerca non per le sue popolari doti ma per le sue abilità investigative, ne è stupito e intrigato. L’incarico però si mostrerà presto più pericoloso di quanto Hayden avesse imaginato… soprattutto per il suo cuore. Per la prima volta, infatti, sarà tentato di abbandonare fama e gare per rimanere per sempre accanto a un’unica, straordinaria donna.
L’inizio del 2026 è stato un’alternanza di buone e pessime letture ma proseguendo, e soprattutto in questo periodo, devo dire che mi sto rifacendo delle delusioni passate. Incredibilmente tra queste buone letture figurano anche romanzi rosa: un’autentica scoperta, 😀!
Le recensioni continuano con un altro libro di genere rosa: “Un campione per Miss Jenna” di Bronwyn Scott.
Questo romanzo rosa/storico si svolge nel diciannovesimo secolo e ha per protagonisti due giovani: Hayden Islington e Jenna Priess. Hayden è un ex investigatore dal passato molto tormentato e che, dopo un episodio che gli è costato quasi la vita, cambia lavoro e diventa un corridore di cavalli su ghiaccio. Oltre ad avere un grande talento in questo sport è anche un uomo molto affascinante e un grande seduttore. Questo suo lato del carattere fa breccia nel cuore di tante donne ma nessuna è mai riuscita a scalfire davvero le sue difese, né a spingerlo a mostrare ciò che nasconde dietro il suo fascino. Hayden, infatti, ha sempre mantenuto una distanza di sicurezza da chiunque tentasse di avvicinarsi troppo: preferisce relazioni leggere, incontri fugaci e un’esistenza in continuo movimento, da nomade, come se fermarsi significasse affrontare ciò che teme di più. Tutto l’opposto è, invece, Jenna Priess: una giovane donna, figlia del proprietario di una fabbrica e che, a causa della malattia del padre, ha preso il suo posto alla guida di essa. Jenna ha un carattere molto deciso, pratico ed è anche molto indipendente: abituata a cavarsela da sola, riesce a tenere testa a chiunque, anche a chi cerca di sminuirla nel suo ruolo di capo della fabbrica. E sarà proprio un mistero che gira all’interno del luogo di lavoro a farli incontrare: Jenna assume Hayden come investigatore e gli chiede di scoprire cosa ci sia dietro alla sparizione di alcuni operai. Questa collaborazione, che all’inizio li vedrà scontrarsi più e più volte, diventerà con il passare del tempo qualcosa di più forte, più saldo, fino a sfociare in una storia d’amore. Il loro rapporto cresce sempre di più ma allo stesso tempo cresce anche il numero delle sparizioni… e questo potrebbe mettere in pericolo non solo la fabbrica ma anche il loro amore. Chi si nasconde dietro a queste misteriose sparizioni? E riusciranno Hayden e Jenna a scoprire la verità prima che sia troppo tardi?
Voto alla fine della lettura del libro: 6.5.
👍 il contesto storico in cui è ambientato il romanzo è accurato e le dinamiche sociali e lavorative rispecchiano bene quelle dell’epoca; il ritmo narrativo della storia scorre senza che si creino tempi morti o ci siano parti noiose; i protagonisti sono complementari tra loro e, nonostante le differenze di carattere, riescono a creare delle dinamiche interessanti ai fini della narrazione; c’è un buon equilibrio tra i momenti romantici e quelli dove il mistero che avvolge le sparizioni prende il sopravvento.
👎 ho trovato troppo affrettato il rivelare già a metà romanzo il mistero delle sparizioni e chi c’è dietro, e questo ha tolto un po’ di fascino al resto della storia. Aver svelato già tutto toglie alla narrazione quella tensione, quel pathos e quella suspense che avrebbero continuato ad esserci se il mistero fosse stato protratto più a lungo.
E voi avete già letto “Un campione per Miss Jenna” di Bronwyn Scott? Secondo voi funziona questo mix tra romance e mistero oppure preferite generi più “puri”?
Un classico della cucina italiana pronto in pochi minuti.
Arriva un momento, durante l’arco della giornata, in cui si ha voglia di qualcosa di sfizioso e veloce: un trancio di pizza, un pezzo di focaccia, un toast con prosciutto e formaggio, ecc ecc.
Qualcosa che riempia quel “buco allo stomaco” e che sazi abbastanza d’arrivare al pasto successivo senza che il senso di fame torni dopo poco tempo.
I prodotti di rosticceria rientrano tra quegli sfizi golosi e veloci che soddisfano il palato ma allo stesso tempo sono anche sazianti, 🙂.
Il top sarebbe comprarli fatti sul momento e gustarli ancora caldi, ma se manca il tempo una veloce alternativa sono quelli surgelati: pochi minuti in padella, nel forno oppure in friggitrice ad aria e la sfiziosità da rosticceria è pronta!
Uno dei miei preferiti sono i supplì di riso: come resistere a questa croccante crocchetta di riso dal ripieno filante e ricca di sugo? Solo a sentirli nominare mi viene una fame pazzesca e l’acquolina in bocca, 😋.
E quando non riesco a comprarli appena fatti oppure non li trovo perché finiti mi oriento su quelli surgelati: questa volta ho voluto provare i Supplì di Riso con Ragù e Mozzarella a marca Garbo.
I Supplì di Riso con Ragù e Mozzarella a marca Garbo sono un prodotto pronto pensato per offrire una versione pratica e veloce di uno dei classici della rosticceria italiana. Si presentano come crocchette di forma regolare, con una panatura dorata e uniforme che mantiene la consistenza anche dopo la cottura in forno o in friggitrice ad aria. Il riso utilizzato ha una grana compatta e tende a rimanere ben legato, senza sfaldarsi, mentre il ripieno è composto da un ragù di carne dal colore rosso intenso e da un cuore di mozzarella che, una volta scaldato, si fonde creando un delizioso effetto filante. La confezione in busta è pensata per un consumo rapido, sia come antipasto sia come snack salato. La preparazione non richiede passaggi aggiuntivi oltre al riscaldamento e il prodotto mantiene una struttura compatta, gustosa e croccante. Nel complesso si tratta di un supplì confezionato che mira a riprodurre la versione classica romana, di facile conservazione e adatta a un consumo domestico senza preparazioni elaborate.
👍 la panatura, una volta che i supplì sono cotti, risulta molto croccante e non si disfa durante la cottura; il ripieno di mozzarella è filante e molto gustoso; al gusto questi supplì sono molto buoni e saporiti; non necessitano di ulteriori condimenti (a meno di non volerli intingere in qualche salsina golosa); possono essere gustati sia come sfiziosità da aperitivo che come una delle portate a pranzo o a cena; possono essere cotti in vari modi: in forno, in friggitrice ad aria oppure in padella.
👎 unica ma purtroppo molto evidente nota negativa è che aprendoli a metà questi supplì, a parte un micro pezzettino trovato solamente in uno di essi, non hanno la benché minima traccia di ragù. Nell’unico supplì in cui il “ragù” era presente si presentava come una briciola minuscola di carne, decisamente troppo poco per considerarli, come c’è scritto sulla confezione, dei supplì con ragù… io direi piuttosto dei normalissimi supplì con pomodoro e mozzarella.
E voi avete già provato i Supplì di Riso con Ragù e Mozzarella a marca Garbo? Qual è o quali sono i prodotti da rosticceria che preferite e che mangiate più spesso?
Trama: La storia di una donna straordinaria che nella sua lunga vita ha inseguito due passioni: il successo e l’amore di un uomo che non le è mai appartenuto interamente. Tenace e spregiudicata, ha creato dal nulla un impero della cosmetica, dominando il suo destino anche a prezzo di compromessi e rinunce. Ora però deve affrontare l’ultima, esaltante sfida: quella che bisogna vincere a ogni costo per dare un senso a tutta un’esistenza. Ma per giocare la partita fino in fondo bisogna affrontare i fantasmi di ieri e neutralizzare i nemici di oggi…
La pila di libri presi alla postazione di “scambio libri” si sta assottigliando sempre di più: sarei tentata di fare una capatina a questa postazione ma ho sull’iPad un bel po’ di ebook che devono essere ancora letti e quindi darò la precedenza, una volta terminati i cartacei, a questi, 😉.
Il libro che ho appena terminato di leggere è di genere rosa: non è che improvvisamente mi sia venuta la passione per questo genere ma sto cercando di dare loro una possibilità, 😉.
In “Come un diamante” di Gabriella Magrini la prima cosa che colpisce è il ritratto potente e spietato di una donna, Sasha Kòlmar, che ha saputo trasformare la propria vita partendo da zero e costruendo un impero della bellezza dove, però, “non è tutto oro quello che luccica.” Sasha è una donna già in là con gli anni, presidente di un’industria cosmetica che governa con tenacia e determinazione. Per il suo carattere così determinato e grintoso, anche se l’età inizia a farsi sentire, è molto temuta ma allo stesso tempo rispettata. Questa sua “sete di potere e successo”, però, ha avuto anche un risvolto negativo: gli affetti più cari, quelli della sua famiglia, si sono allontanati sempre di più. Il figlio Leonard, già poco affettuoso con la madre fin da bambino, ora le è diventato ancora più estraneo e distante. E questa distanza tra madre e figlio non è solo fisica ma anche emotiva: Leonard rappresenta il più grande insuccesso per Sasha e il loro legame, che nemmeno il tempo ha saputo rinforzare, è diventato così labile che i due si comportano quasi come se fossero degli estranei. Ma Sasha, donna solo all’apparenza dura e forte, custodisce nel suo cuore il ricordo di un’amore che, anche a distanza di anni, non si è mai spento: quello per Basil. Basil è l’unico uomo che ha conosciuto veramente Sasha, non come imprenditrice di successo ma come una donna che, dietro la “maschera”, nasconde dei sentimenti veri e puri, una donna che ha sofferto e che continua a soffrire. Ma forse non tutto è perduto e la felicità potrebbe non essere solo un’utopia. Riuscirà Sasha a fare i conti con il suo passato? E sarà in grado di “gettare la maschera” e mostrarsi per quella che è realmente?
Voto alla fine della lettura: 6.5
👍 il tema trattato in questo romanzo è di grande attualità ancora oggi perché fa riflettere su quanto sia impegnativo, specialmente se si è donna, riuscire a raggiungere traguardi che, in alcuni casi, vengono ostacolati o stroncati sul nascere. È la dimostrazione che la grinta e la propria forza di volontà possono abbattere qualsiasi barriera, anche quelle che sembrano più insuperabili come il pregiudizio o la discriminazione; la narrazione mantiene un buon ritmo, scorrendo in modo equilibrato tra passato e presente; i colpi di scena arrivano al momento giusto e rendono questo romanzo una scoperta continua e capace di spiazzare il lettore da un momento all’altro.
👎 alcuni personaggi secondari sono stati poco approfonditi, facendoli diventare quasi superflui ai fini della narrazione; non mi è piaciuto molto il finale perché ci sono alcune cose che restano “in sospeso” e con molti interrogativi ancora aperti.
E voi avete già letto “Come un diamante” di Gabriella Magrini? Secondo voi il successo vale davvero qualunque sacrificio o c’è un limite che non andrebbe mai superato?
Il mondo del beauty è così vasto e ricco di prodotti che non c’è che l’imbarazzo della scelta quando si tratta di provarli, che sia uno shampoo, un balsamo, un deodorante, ecc ecc, 🙂.
Uno dei prodotti beauty che ho in uso in questo momento è il deodorante: nella mia beauty routine non potrei mai fare a meno del deodorante perché, pur essendo una persona che suda davvero pochissimo, mi piace dopo essermi lavata dare un tocco profumato alla pelle, 🙂.
E in questo momento sto utilizzando il Deodorante Protect & Care a marca Nivea.
Il Nivea Protect & Care è un deodorante spray creato per offrire una protezione costante durante la giornata e con un’attenzione specifica al comfort cutaneo. La composizione combina agenti antitraspiranti, che aiutano a contenere la sudorazione, a sostanze ammorbidenti pensate per preservare e mantenere la morbidezza della pelle dopo l’applicazione. L’assenza di alcool è uno degli elementi distintivi del prodotto: riduce il rischio di pizzicori o secchezza e lo rende adatto anche a chi preferisce soluzioni più delicate nella routine quotidiana.
Il formato da 150ml è caratterizzato da un’erogazione fine che crea una nuvola leggera e uniforme. La formula si asciuga rapidamente e non lascia tracce visibili sui tessuti o sulla pelle. La profumazione ha una nota pulita e morbida, riconoscibile ma discreta, pensata per accompagnare senza sovrastare eventuali altri prodotti profumati utilizzati durante la giornata.
Il deodorante Nivea Protect & Care è progettato per offrire una protezione fino a 72 ore, andandosi a collocare tra i prodotti pensati per garantire un comfort di lunga durata. L’obiettivo è mantenere una sensazione di freschezza anche in situazioni di attività fisica, spostamenti o temperature più alte, riducendo la necessità di applicazioni ripetute. La consistenza leggera contribuisce a una sensazione immediata di pulizia e senza lasciare la pelle umida o appiccicosa.
Il packaging segue lo stile semplice ed essenziale del marchio: un flacone in alluminio con grafica blu e linee semplici, pensato per essere pratico da maneggiare e resistente agli urti. Il tappo e il sistema di spruzzo sono progettati per un utilizzo rapido, sia a casa che fuori, rendendo il prodotto adatto a chi cerca facilità d’applicazione e pelle asciutta a lungo.
Nel complesso il Nivea Protect & Care si presenta come un deodorante orientato alla praticità quotidiana: punta su una protezione affidabile, una formula delicata e una profumazione pulita, risultando adatto a chi desidera un prodotto semplice, lineare e non aggressivo da integrare nella routine personale.
👍 dopo averlo applicato s’asciuga rapidamente e permette di rivestirsi subito; sin dal primo momento ha un alto effetto di protezione della pelle, rendendola morbida, idratata e protetta a lungo; non irrita né crea arrossamenti, per questo può essere utilizzato anche da chi ha la pelle delicata e che tende ad irritarsi facilmente; la profumazione è molto gradevole e delicata, senza risultare troppo invasiva né stucchevole; può essere usato in ogni momento della giornata e in ogni situazione; un altro vantaggio riguardo alla sua rapidità d’asciugatura è che non lascia tracce umide né sulla pelle né sui vestiti.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già provato il Deodorante Protect & Care a marca Nivea? Con i primi caldi quale deodorante usate per mantenere la pelle fresca e asciutta?