
Titolo: Il codice Rebecca.
Autore: Ken Follett.
Genere: thriller, thriller storico, thriller di spionaggio.
Pagine: 364 (formato ebook); 359 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
“La lunga caccia alla spia che trasmette i piani militari inglesi a Rommel servendosi di un insolito codice: una pagina del celebre romanzo Rebecca.”
Trama: Nord Africa, estate 1942. Il generale Rommel, la “volpe del deserto”, ha accerchiato le truppe britanniche e sembra a un passo dalla vittoria finale. Ha un’arma segreta: una spia assolutamente fuori dal comune, Alex Wolff, che gli comunica direttamente i piani segreti dell’esercito di Sua Maestà servendosi di un invincibile sistema cifrato, il codice Rebecca. La Germania nazista avrà dunque il sopravvento? Così sembra, a meno che non si riesca a bloccare Wolff e a carpirgli la chiave del codice. L’unico che può farlo è un ufficiale inglese, il maggiore Vandam, nelle cui mani sono le sorti dell’umanità…
Quando Ken Follett scrisse questo libro si ispirò ad una storia realmente accaduta: durante alcune ricerche Follett scoprì la storia di Johannes Eppler, una spia nazista che, come Alex Wolff, era per metà tedesca e per metà araba, anche lui nato in Germania e poi cresciuto in Egitto, anche lui con un padre tedesco e un patrigno egiziano. I due personaggi, quello di fantasia e quello reale, hanno in comune il fatto di comunicare i loro piani tramite un sistema di codici basati sul romanzo Rebecca ed entrambi hanno avuto come “aiutante” una soubrette. Mettendo insieme tutto questi elementi è stato creato il personaggio della spia nazista Alexander “Alex” Wolff.
Ma in questo romanzo la spia non è il protagonista bensì l’antagonista: il protagonista del romanzo si chiama William Vandam (in questo caso Follett non si è ispirato a nessun personaggio esistente e il protagonista è un personaggio di fantasia), è un ufficiale inglese e ha il compito di catturare Wolff prima che questi comunichi a Rommel i piani che aiuterebbero la Germania a conquistare l’Egitto e a rendere questa nazione territorio nazista.
Ma la lotta tra bene e male è molto ardua e piena di ostacoli sul cammino: ogni volta la spia sembra sempre un passo avanti rispetto al maggiore, ogni tentativo di cattura sembra risolversi con un nulla di fatto. C’è in gioco non solo il futuro dell’Egitto ma di tutta l’umanità e il tempo stringe: i nazisti vogliono conquistare a tutti i costi la nazione e non si fermeranno davanti a niente e a nessuno.
Riuscirà il maggiore Vandam a far saltare i loro piani di conquista? Oppure il destino dell’Egitto sarà segnato dal nemico che sta avanzando sempre più velocemente?
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 una storia in cui la guerra tra le due opposte fazioni lascia con il fiato sospeso il lettore e in cui si assiste all’eterna lotta tra bene e male con la speranza, sempre, che sia il bene a vincere; rispetto al libro, sempre di Ken Follett, che ho letto in precedenza “Il codice Rebecca” scorre in modo più fluido e la lettura è molto più scorrevole; non mancano l’azione, gli inseguimenti e i momenti di tensione, aspetti che in un thriller come si deve non possono mai mancare.
👎 in questo romanzo ho trovato due personaggi che, per il loro comportamento, mi hanno suscitato una forte antipatia. Il primo, il tenente colonnello Bogge, l’ho trovato un vero e proprio scansafatiche: poco interessato a lavorare preferisce chiacchierare con i suoi sottoposti ed in più si prende i meriti dei successi ottenuti dagli altri. Ma come? Gli altri si danno da fare, mettono a repentaglio la propria vita per il bene di una nazione e tu te ne stai nel tuo ufficio a non fare una beneamata mazza? “Ma alza il culo da quella sedia e vedi d’essere d’aiuto anche tu!”: questa è una frase che mi passava per la mente ogni volta che questo personaggio entrava in scena. L’altro personaggio che ho trovato antipatico è stato Kemel, un giovane poliziotto che in realtà è tutto fuorché un tutore della legge. Si finge collaborativo verso Vandam e la sua missione, salvo poi tradirlo e appoggiare Alex Wolff, la spia nazista, nel suo intento di conquista dell’Egitto da parte della Germania. Questo personaggio è uno sporco doppiogiochista, falso e quando viene scoperto ha addirittura il coraggio di mentire su come sono andati alcuni fatti. Semplicemente disgustoso!
E voi avete già letto “Il codice Rebecca” di Ken Follett? State leggendo un romanzo e può capitare di trovare dei personaggi che non sono proprio dei fior fior di santi: qual è il vostro pensiero in merito al comportamento che tengono?












