
Titolo: Gente di Dublino.
Autore: James Joyce.
Genere: classico, raccolta di racconti.
Pagine: 272 (formato ebook); 249 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall’alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L’immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune?
L’ultima lettura appena conclusa è stata di genere classico: una raccolta di racconti dello scrittore James Joyce in cui vengono narrate varie vicende vissute da persone della città di Dublino. Lungo l’arco della narrazione vengono percorsi i passaggi più importanti della vita di una persona: si va dall’infanzia alla giovinezza, dall’età adulta alla maturità. I personaggi di questi racconti sono gente comune, insoddisfatta della
propria vita e con il desiderio di vederla cambiare in meglio. Persone quasi arrendevoli che, piuttosto di darsi da fare per dare una svolta alla propria vita, preferiscono rimanere fermi a guardarla scorrere e macerandosi nelle loro frustrazioni. E così le loro vite scorrono piatte e senza un briciolo di vitalità, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, in un continuo immobilismo che non li fa retrocedere ma nemmeno avanzare.
Voto alla fine della lettura del libro: 6.
👍 un libro le cui storie semplici ma che non si dimenticano portano a vari spunti di riflessione.
👎 in alcune parti ho trovato un po’ fastidioso questo “immobilismo” dei personaggi. Anche quando ci sarebbe l’occasione per dare una svolta alla propria vita preferiscono rimanersene immobili a guardarla scorrere, senza fare nulla, senza mai agire. Perché, mi chiedo? Che senso ha non fare nulla per migliorarla? Verrebbe quasi da urlare: “Alzate le chiappe e datevi da fare!”
E voi avete già letto “Gente di Dublino” di James Joyce? C’è qualcosa nella vostra vita che vorreste cambiare oppure siete soddisfatti di come sta andando e non cambiereste nulla?













