“Identità Zero”: un racconto originale, scritto da me, ispirandomi al libro “Coma” di Robin Cook.

Dopo aver letto il libro di Robin Cook ho voluto provare a buttare su carta, o meglio su schermo elettronico dell’iPad, un racconto medical-thriller, 🙂.

È un racconto molto “alla buona”, rudimentale: non ho sicuramente velleità da scrittrice e nemmeno le pretendo, ma ogni tanto mi piace dilettarmi a scrivere qualcosa di totalmente mio, 😀.

Se per quanto riguarda il racconto è tutto frutto della mia mente per la copertina del racconto ho chiesto un piccolo aiutino all’AI: meglio che non vediate gli scarabocchi che faccio quando provo a “disegnare”… un bambino dell’asilo disegna sicuramente mille volte meglio di me, 🤣.

Vi lascio al racconto e… buona lettura!

L’ospedale dovrebbe essere un luogo di cura, e invece…

“Identità Zero”.

Il dottor Luca Ferri non ricordava dell’esistenza di quel luogo. Non ricordava nemmeno d’aver mai messo piede in quell’ala dell’ospedale. Eppure il suo badge apriva una porta che non aveva mai visto prima: un corridoio sterile, illuminato da luci al neon intermittenti, nascosto dietro una parete mobile nel seminterrato dell’Ospedale San Vittore.

S’inoltrò lungo il corridoio ed arrivò ad una stanza che, dall’esterno, aveva un aspetto piuttosto anonimo. Ma ancora non sapeva che dietro quella porta qualcosa di incomprensibile si sarebbe rivelato ai suoi occhi.

Dopo essersi guardato attorno ed accertatosi che nessuno l’avesse visto entrare inserì il badge nella fessura. La porta, dopo un clic, s’aprì dolcemente e senza il minimo rumore.

La scena davanti a lui era agghiacciante.

Dentro, sei letti. Sei pazienti. Tutti in coma. Nessuna cartella clinica visibile. Solo un monitor centrale che mostrava onde cerebrali… e qualcosa che non avrebbe dovuto esserci: un segnale pulsante, identico per tutti.

“Ma che diavolo significa tutto questo?” pensò “Che cosa ci fanno queste persone qui? E perché questa stanza è così nascosta dal resto dell’ospedale?”

Luca era un neurochirurgo, non un teorico della cospirazione. Non riusciva a capacitarsi di quanto visto: che qualcuno stesse tramando qualcosa? Era questo il motivo per cui quelle persone erano separate dal resto dei pazienti?

Aveva sempre creduto nella medicina come atto di cura. Ora si sentiva “complice” di qualcosa di oscuro.

Addentrandosi nella stanza, Luca scoprì che i sei corpi tenuti in vita tramite un unico monitor centrale erano in grado, nonostante la loro condizione, di lanciargli dei messaggi.

“Ti prego, liberaci!”, le linee sullo schermo formarono queste parole.

Luca sbiancò.

Chiedevano aiuto.

Erano lì per essere ascoltati.

“Oh mio Dio! Non ci posso credere! No! Non è possibile” pensò dentro di sé.

Da quel momento ogni sua certezza iniziò a sgretolarsi. Tutto quello che fino a quel momento aveva studiato per diventare dottore perdeva d’importanza.

Perché quei pazienti non erano dei semplici degenti dell’ospedale.

Perché quei pazienti non erano lì per essere curati.

Erano delle cavie! Delle cavie umane! E qualcuno le teneva nascoste per non rivelare la loro presenza.

Quelle persone non erano davvero in coma: un’equipe insospettabile, guidata da qualcuno molto più in alto e molto più potente di un semplice dottore, aveva indotto uno stato di incoscienza simulata. 

Il motivo? Quei sei pazienti erano testimoni di un piano criminale ancora più grande, ancora più terribile.

Senza perdere un istante di più uscì dalla stanza, tornò in reparto e, senza farsi vedere da nessuno, si diresse all’archivio. Lì avrebbe avuto sicuramente qualche risposta in più.

Iniziò a raccogliere e studiare i resoconti delle varie operazioni, e quello che scoprì lo sconvolse fin nel profondo.

Ognuno dei pazienti tenuti nascosti nella stanza segreta, durante l’intervento chirurgico, aveva avuto un breve momento di lucidità. Tutti avevano sentito i medici parlare di un modo per “creare uno stato di finta incoscienza” e di come questo fosse efficace per modificare i pensieri e renderli cavie da laboratorio. Una volta completata la trasformazione venivano risvegliati e usati per studiare la mente umana, in particolare la capacità del cervello di incanalare e salvare ricordi non loro.

Quel segreto non poteva rimanere nascosto ancora a lungo, ma delle domande lo spinsero a ragionare e a pensare prima d’agire: chi era coinvolto in quell’esperimento? Di chi poteva e di chi non poteva fidarsi? 

Iniziò a vagliare varie ipotesi e a scartare chi, secondo lui, poteva essere a sua volta all’oscuro di tutto. 

Tra le persone che ritenne non coinvolte c’era anche la dottoressa Silvia Moretti, anestesista e sua collega da quando, entrambi, avevano iniziato il tirocinio all’interno dell’ospedale. 

I due dottori iniziarono a studiare le varie carte e scoprirono che il farmaco usato, lo ZB-13, non era registrato ufficialmente tra quelli presenti nella lista dei farmaci usati dall’ospedale. 

Quel farmaco era instabile, capace di simulare il coma e cancellare la memoria.

Tra i dati delle carte c’era anche il nome che era stato dato all’esperimento.

Il progetto si chiamava Identità Zero, e dietro c’era una rete che coinvolgeva medici, militari e una società biotech chiamata CerebraTech.

Una volta scoperto tutto decisero che avrebbero fermato, anche a costo della vita, quel folle piano. Così uscirono dall’archivio e si misero a correre per tornare alla stanza segreta.

Ma un ostacolo li stava aspettando: il dottor Ricci, direttore sanitario dell’ospedale, si piantò in mezzo al corridoio e li fermò: “Dove state andando così di fretta? chiese loro “E che cosa ci fate con quelle carte in mano?”

I due, vistisi scoperti, provarono a giustificare la loro presenza dicendo che avevano sentito degli strani rumori e che stavano andando a controllare.

Ma il direttore sanitario era un tipo molto furbo e non se la bevve. “Datemi quelle carte o sarà peggio per voi” disse con voce calma ma autoritaria.

“No!” esclamò Silvia “Non potrà nascondere tutto per sempre! La verità verrà fuori!”

Con un movimento impercettibile della mano il direttore richiamò un paio di guardie: “Prendeteli e portateli dove sapete. Nessuno deve sospettare niente… facciamolo sembrare un incidente, ok?

I due annuirono e trascinarono Luca e Silvia fino ad una sala “visite”.

L’interno era piuttosto singolare e spartano: al posto di un lettino c’era un’unica sedia metallica provvista di cinghie e un monitor acceso. Mentre una delle guardie provvedeva a sistemare e a legare Luca sulla sedia l’altro teneva Silvia ferma sotto la minaccia di una pistola.

“Benvenuti nella stanza della ri-programmazione amici cari.” disse il direttore mentre applicava degli elettrodi alla testa di Luca “Quella che vedete è una sofisticatissima macchina per la modifica del pensiero e la rimozione dei ricordi. Credo che non ci sia bisogno di molte spiegazioni su come funzioni: mi basterà premere questo pulsante e tutti i vostri ricordi verranno modificati. Avremmo potuto seguire tutta la procedura ma sarebbe stato troppo lungo… e poi, ormai, sapete tutto. Quindi direi di passare subito alla fase due dell’esperimento.”

“Non così in fretta Doc!” esclamò una voce sulla porta della sala.

“Ah, De Santis. Il nostro paziente introvabile. Non dirmi che ti è tornata la memoria.”

“Credevi d’avermi messo fuori gioco sporco bastardo? Eppure avresti dovuto accorgerti che il tuo trattamento presentava qualche difetto.”

“Non sarà un problema resettare nuovamente la tua memoria, sai? Mi basterà premere quest’altro pulsante e i tuoi ricordi non esisteranno più.”

Mentre i due parlavano un segnale luminoso iniziò a lampeggiare all’interno della sala.

“Maledizione” esclamò infuriato il direttore sanitario “Questa non ci voleva proprio. Sbarrate la porta e non fate entrare nessuno, ci siamo capiti?”

“Sì, capo!” esclamarono le due guardie, ma s’accorsero troppo tardi che le porte non potevano essere chiuse perché non conoscevano il codice di chiusura.

“Idioti!” esclamò ancora più infuriato il direttore sanitario “Quante volte vi ho detto d’imparare quel maledetto codice! Adesso ci scopriranno e la mia carriera sarà finita!”

Intanto, anche nella stanza in cui giacevano i pazienti, il monitor che li collegava iniziò a lampeggiare. Uno dopo l’altro si risvegliarono. 

Avevano ricordato. 

Avevano capito. 

E volevano giustizia.

Liberatisi dagli elettrodi s’inoltrarono nel corridoio e raggiunsero la sala di ri-programmazione. Le porte, a causa del mancato inserimento del codice, erano aperte. 

Le guardie provarono a bloccarli come potevano ma furono messe fuori combattimento. Il direttore, preso dal panico, cercò di giustificarsi: “L’ho fatto per voi, per il vostro bene. Era per studiare la memoria…”

Ma nessuno gli credette.

Mentre alcuni dei pazienti liberavano Luca altri iniziarono a circondare il direttore e a sospingerlo verso la sedia metallica. 

Dopo averlo legato con le cinghie Luca attivò il terminale. “Vediamo cosa succede quando tocchi la tua memoria.” Il processo di ri-programmazione iniziò. Ricci urlò, ma non per dolore — per terrore. Sul monitor, alla fine, apparve la frase: “Memoria operativa: cancellata.”

La verità fu diffusa. Tra i collaboratori del direttore spiccava un nome insospettabile: Clarissa, la sua segretaria personale, che raccoglieva i dati dei pazienti e li girava al suo superiore. Tutti i colpevoli furono processati e condannati. Ricci, ormai svuotato della sua identità, fu radiato dal sistema sanitario e internato in un ospedale psichiatrico.

I pazienti recuperarono i loro ricordi e tornarono alle loro vite. Marco ritrovò se stesso. Luca divenne il nuovo direttore dell’ospedale. Silvia divenne, a sua volta, una delle dottoresse più affermate. 

Da quel giorno, nessuno avrebbe più subito trattamenti non voluti. E la vita all’Ospedale San Vittore tornò a scorrere tranquilla.

Recensione libresca: “Coma” Robin Cook.

Si sarebbero dovuti svegliare… ma non è mai successo. Quale oscuro mistero nasconde la sala operatoria numero 8?

Titolo: Coma.

Autore: Robin Cook.

Genere: medical thriller.

Pagine: 385 (formato ebook); 268 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it (formato ebook in lingua straniera); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo in lingua italiana e straniera) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Sono operazioni di routine, come quelle che si compiono mille volte al giorno nei maggiori ospedali americani. In fatto poi di apparecchiature e di tecnologie il Memorial Hospital di Boston è all’avanguardia. E l’equipe che opera nella sala numero 8 è tra le migliori nel suo campo. Ma qualcosa di terribile sta accadendo. Dopo l’operazione alcuni pazienti non riprendono più conoscenza, e dozzine di altri, tutti ricoverati al Memorial per interventi di ordinaria amministrazione, sono precipitati in un irreversibile coma.

Coma è uno dei romanzi più amati di Robin Cook – lo scrittore medico-chirurgo che ha trasposto nella vicenda la precisione del suo background scientifico -, un piccolo classico della narrativa di suspense contemporanea.

La grande passione che ho per la lettura mi porta a spaziare tra vari generi, 🙂.

Questa passione per la lettura mi è stata trasmessa da mia madre, anche lei grande divoratrice di libri, e questo libro che ho appena finito di leggere era uno dei suoi (questa è un’edizione più recente, mentre quella di mia madre era degli anni 70.)

Ricordo che questo libro mi era piaciuto così tanto che quando è andato perso (storia lunga e piuttosto noiosa, quindi non starò qui a tediarvi con il racconto di com’è andato perso, 😉) mi è dispiaciuto tantissimo e ho iniziato a cercarne una nuova copia. Ho cercato ovunque, nei mercatini dei libri dell’usato, nelle postazioni di bookcrossing e scambio libri, su Internet… niente, il libro sembra essere sempre o fuori catalogo o non disponibile. Così poco tempo fa ho provato a cercare su Amazon: lì si trova praticamente di tutto e quindi ho fatto un tentativo. Ed ecco la sorpresa: il libro c’era e, senza perdere un minuto, l’ho acquistato subito… mica potevo farmi scappare un’occasione simile, no, 😉?

Ma veniamo al libro: location del medical thriller “Coma” è un ospedale. Già di per sé una parola che mette un po’ d’ansia solo al sentirla pronunciare… figuriamoci esserci al suo interno! Ed è al Memorial Hospital di Boston che Susan Wheeler, studentessa al terzo anno di medicina, inizia il suo praticantato. Con lei altri studenti che in futuro diventeranno dei medici. Il loro tutor è il dottor Mark Bellows, un interno del Memorial, poco più grande di Susan ma già abbastanza conosciuto ed affermato. Sembra che fin qui non ci sia niente di così terribile, vero? Eppure il Memorial Hospital è stato e continua ad essere la sede di “strani” episodi di non risveglio dopo le operazioni. Alcuni pazienti, tutti operati nella stanza 8, cadono inspiegabilmente in coma e per Susan, fresca tirocinante, tutto ciò ha un che di misterioso e oscuro. Inizia così un’indagine personale fatta di cartelle cliniche, appunti e studi approfonditi sull’argomento: non è possibile che delle persone sane versino in quelle condizioni! Che cosa si nasconde dietro a questi episodi? E perché sembra che tutto ciò inizi dalla sala operatoria numero 8?

Tra adrenalina a mille, suspense e colpi di scena, una corsa contro il tempo per scoprire la verità.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.

👍 il mio personaggio preferito tra quelli menzionati nel romanzo è quello di Susan: non le bastano quelle poche “spiegazioni” che riesce a raccogliere dai vari dottori per accettare la verità. Sin dall’inizio comincia una sua indagine personale perché vuole a tutti i costi che la verità, quella pura e cruda, esca fuori; il romanzo mi ha catturata fin dalle prime pagine, trascinandomi nel mondo della medicina e degli ospedali, tra corsie, visite ai pazienti, sale operatorie, ecc.

👎 anche se ad un certo punto della storia ha un ravvedimento ho trovato il personaggio di Mark Bellows, il tutor di Susan e dei suoi compagni di corso,  un vero stronzo, bastardo e sciovinista. Pensa solo a fare carriera, è cinico, freddo e senza empatia verso i malati, arrivando quasi a trattarli come dei numeri e non delle persone, anche se purtroppo non sono coscienti. Voi vi fidereste di un dottore così? Io sicuramente no: ok che nella professione medica si tende ad avere un certo “distacco” per non farsi coinvolgere troppo nei vari casi, ma così è ben oltre il limite dell’essere “distaccato”. Avrei preferito un dottore più umano, pur mantenendo il suo ruolo professionale, piuttosto che uno stronzo che è persino maschilista.

E voi avete già letto “Coma” di Robin Cook? Vi affascina o vi mette ansia il mondo della medicina? Personalmente a me mette ansia… ma allo stesso tempo mi affascina.

Questa è la copertina del libro che ho letto in passato.

A mio parere questa copertina degli anni 70 è migliore rispetto a quella dell’edizione del 2001. È molto più d’impatto… e inquietante.

Voi cosa ne dite?

Piccolo break durante la giornata? Ovvio che sì: “Tavoletta di Cioccolato al Latte con Biscotti Lotus” Milka.

Perché anche un break merita d’essere goloso, 😋.

Il cioccolato è uno di quei piccoli piaceri che tutti amano concedersi: staccare un quadratino dalla tavoletta e, una volta in bocca, sentire il cioccolato che si scioglie sulle papille gustative… mmm, che delizia, 😋!

Sono davvero tantissime le tipologie di cioccolato: dai gusti più classici come fondente o al latte a quelli più innovativi come caramello salato o Dubai chocolate.

Ma il cioccolato diventa ancora più goloso quando a questo vengono aggiunti ingredienti in abbinata: cocco, menta, caramello, caffè… un vero e proprio mondo cioccolatoso, 🤩!

Nonostante il mio cioccolato preferito, come già detto in un post precedente, sia quello fondente ho voluto provare anche questa volta una tavoletta di quello al latte.

E tra le varie in commercio ho scelto di provare una novità: la Tavoletta di Cioccolato al Latte con Biscotti Lotus a marca Milka.

Già la tavoletta di cioccolato provata in precedenza era arricchita da biscotti… ma le somiglianze finiscono qui. Perché? Ve lo dirò nelle note all’interno del post, 😉.

La Tavoletta di Cioccolato al Latte con Biscotti Lotus di Milka è un incontro sorprendente tra due icone del gusto: da un lato, la cremosità vellutata del cioccolato al latte alpino Milka, dall’altro, la croccante intensità speziata dei celebri biscotti Lotus. 

Il risultato è una sinfonia di consistenze e sapori che conquista fin dal primo morso.

La tavoletta si presenta con il classico formato Milka suddivisa in quadretti generosi, ciascuno arricchito da frammenti visibili di biscotto caramellato che ne spezzano la dolcezza con una nota tostata.

Il cioccolato, morbido e avvolgente, si fonde lentamente in bocca mentre i pezzetti di Lotus regalano una piacevole resistenza al morso, sprigionando il loro aroma inconfondibile di cannella e caramello. 

È una combinazione che non cerca l’equilibrio ma l’esplosione: ogni quadretto è un piccolo contrasto armonico dove il comfort del cioccolato incontra la grinta del biscotto. 

Ideale per chi ama le contaminazioni golose questa tavoletta è perfetta sia da gustare lentamente che da condividere… anche se sarà difficile non tenerla tutta per sé, 😉.

Un prodotto che non si limita a essere dolce ma racconta una storia di sapori che si completano e si esaltano a vicenda.

https://www.milka.com

👍 rispetto alla tavoletta di cioccolato provata in precedenza, dove il biscotto e il caramello erano entrambi insapori, in questa tavoletta si sentono bene tutti i gusti e non ce n’è nessuna che predomina o va a coprire gli altri; il biscotto contenuto all’interno della tavoletta è friabile, leggero e ben distribuito; la combo cioccolato al latte + biscotto è super golosa, ideale per concedersi un break di gusto durante la giornata.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato la Tavoletta di Cioccolato al Latte con Biscotti Lotus a marca Milka? Se doveste inventare una nuova tavoletta di cioccolato, cosa ci mettereste dentro?

Per iniziare bene la giornata oppure per una pausa golosa: “Pancake con Farina d’Avena e Cacao” Mulino Bianco.

… e la colazione o la merenda diventano super golose, 😋.

Tra i dolci americani che da molti anni sono diventati famosi anche in Italia ci sono i pancake: delle soffici frittelle cotte in padelle e che, una volta cotte, possono accogliere mille topping diversi. Nutella, marmellata, creme varie, frutti di bosco, ecc ecc: la varietà su come gustare i pancake è praticamente infinita, 😀.

Tra i dolci americani che mi piacciono, oltre ai waffle e ai brownies, ci sono anche i pancake: il mio topping preferito su tutti è la Nutella… e non avete idea di quanta gliene metta sopra: più che pancake con la Nutella sembra Nutella con i pancake, 😂.

Avevo proprio voglia di uno sfizio dolce e quindi nel carrello sono finiti i Pancake con Farina d’Avena e Cacao a marca Mulino Bianco.

I Pancake con Farina d’Avena e Cacao di Mulino Bianco rappresentano un’interessante evoluzione della classica colazione all’italiana con un tocco internazionale e salutista. Questi dolcetti soffici e rotondi si presentano in una confezione pratica e richiudibile, pensata per preservarne la freschezza e facilitarne il consumo anche fuori casa. Al primo sguardo colpiscono per il loro colore bruno intenso dovuto alla presenza del cacao nell’impasto che li distingue visivamente dai tradizionali pancake dorati.

La consistenza è morbida e leggermente spugnosa, ideale per assorbire creme, yogurt o frutta fresca ma gradevole anche al naturale. La farina d’avena, scelta come base principale, conferisce un gusto rustico e delicato con note leggermente tostate che si sposano armoniosamente con l’aroma del cacao. Il risultato è un equilibrio tra dolcezza e sapore, senza eccessi zuccherini, adatto anche a chi cerca un’alternativa più bilanciata ai prodotti da forno convenzionali.

Dal punto di vista nutrizionale, questi pancake si inseriscono in una proposta più attenta alle esigenze moderne: la farina d’avena è nota per il suo contenuto di fibre e il potere saziante mentre l’assenza di olio di palma e l’uso di ingredienti selezionati riflettono l’impegno del brand verso una maggiore qualità. Non sono eccessivamente calorici e possono essere integrati facilmente in una colazione equilibrata o in uno spuntino pomeridiano.

In definitiva: i Pancake con Farina d’Avena e Cacao di Mulino Bianco sono una scelta interessante per chi desidera variare la propria routine alimentare con un prodotto che unisce gusto, praticità e attenzione agli ingredienti. Perfetti da scaldare leggermente per esaltarne la fragranza, si prestano a molteplici abbinamenti e conquistano per la loro versatilità.

https://www.mulinobianco.it

👍 possono essere mangiati così al naturale oppure aggiungendo qualche topping come Nutella, frutti di bosco, marmellata, ecc; riscaldati per un minuto sprigionano tutto il loro sapore di cacao; buonissimi da mangiare sia a colazione che durante la merenda; non sono dolcissimi, quindi perfetti per essere gustati anche da chi ama poco le merendine eccessivamente dolci.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già provato i Pancake con Farina d’Avena e Cacao a marca Mulino Bianco? Al di fuori dei tipici dolci italiani c’è qualche dolce internazionale che vi piace mangiare, e se sì quale?

I piedi secchi saranno solo un ricordo: “Scrub Idratante Profumato alla Ciliegia, con Estratto di Ciliegia, Avocado e Burro di Karité” Cosmi Premium.

Per una pelle morbida, liscia e idratata, 🙂.

Anche i piedi, in ogni stagione, hanno bisogno di trattamenti e cure per mantenerli sani e morbidi, 🙂.

Oltre a lavarli durante il bagno o la doccia è molto utile effettuare anche uno scrub che elimina le cellule della pelle morta e l’ammorbidisce.

Ed in questo periodo ho in uso lo Scrub Idratante Profumato alla Ciliegia, con Estratto di Ciliegia, Avocado e Burro di Karité a marca Cosmi Premium.

Personalmente preferisco usarlo sulla pelle umida per un effetto più “soft”, ma se si vuole un effetto più “strong” è altrettanto efficace anche sulla pelle asciutta.

Lo Scrub Idratante Profumato alla Ciliegia di Cosmi Premium è un trattamento esfoliante pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa e una cura profonda della pelle dei piedi. 

La sua formula combina ingredienti naturali dalle proprietà complementari: l’estratto di ciliegia, ricco di antiossidanti e vitamine, dona freschezza e vitalità mentre il suo profumo fruttato avvolge la pelle in una piacevole fragranza; l’olio di avocado, noto per la sua azione emolliente e rigenerante, penetra in profondità per idratare e ammorbidire anche le zone più secche, come quella dei talloni; il burro di karité, infine, crea una barriera protettiva che trattiene l’idratazione e favorisce la riparazione cutanea. 

La texture dello scrub è cremosa e granulosa, ideale per un massaggio efficace che rimuove delicatamente le cellule morte e stimola il rinnovamento cellulare senza irritare. 

Si applica sulla pelle umida, concentrandosi su talloni e zone ispessite, con movimenti circolari per qualche minuto prima di risciacquare. 

Il risultato è una pelle visibilmente più liscia, luminosa e profumata con un effetto idratante immediato e una sensazione di benessere che dura nel tempo.

https://cosmimilano.com

👍 sin dal primo utilizzo i piedi risultano molto più morbidi e privi di pelle morta; usandolo sulla pelle asciutta l’effetto esfoliante è più delicato ma ugualmente efficace; la pelle, anche nelle zone più secche e difficili da trattare, assume un nuovo aspetto; non crea irritazioni né arrossamenti; si risciacqua facilmente sotto l’acqua tiepida.

👎 unica nota negativa è il profumo. Nonostante l’odore della ciliegia mi piaccia, e molto, il profumo di questo scrub mi ricorda tantissimo l’odore di uno sciroppo che prendo quando sono ammalata e ho la tosse. Ogni volta che utilizzo questo scrub mi “tappo” il naso e respiro con la bocca perché anche solo un accenno di questo profumo mi risulta fastidioso.

E voi avete già provato lo Scrub Idratante Profumato alla Ciliegia, con Estratto di Ciliegia, Avocado e Burro di Karité a marca Cosmi Premium? Usate qualche prodotto in particolare per mantenere la pelle dei vostri piedi morbida e idratata?

Con il cambio di stagione i capelli hanno bisogno di qualche cura in più: “Trattamento Intensivo 1 Minute Wow! Capelli Fragili con Forza Anti-Rottura all’Olio di Argan e di Mandorle” Sunsilk.

Da fragili a forti e sani in poche applicazioni, 😀.

Con l’arrivo dell’autunno la stagione cambia e questo può influire anche sui capelli: diventano più fragili e tendenti alla caduta.

Questo è un processo normale perché anche i capelli hanno un loro ciclo vitale, 🙂.

Ma per evitare che la caduta dei capelli sia “eccessiva” o per prevenirla e bloccarla sul nascere ci sono degli ottimi trattamenti che, applicati dopo ogni lavaggio, aiutano a rendere i capelli più forti, sani e belli, 😀.

Durante il cambio di stagione, e non solo, alla mia haircare routine aggiungo anche questo determinato tipo di prodotti.

Un prodotto che, anche se ho da poco in uso, mi sta piacendo molto è il Trattamento Intensivo 1 Minute Wow! Capelli Fragili con Forza Anti Rottura all’Olio di Argan & di Mandorle a marca Sunsilk.

Sunsilk è una marca che ha sempre ottimi prodotti, molto validi ed anche a buon prezzo: ora vi parlerò meglio di questo trattamento che sto usando, 🙂.

Sunsilk Trattamento Intensivo 1 Minute Wow! Capelli Fragili con Forza Anti Rottura all’Olio di Argan & di Mandorle è una vera coccola express per chi desidera capelli forti, morbidi e visibilmente sani senza perdere tempo. Pensato per chi ha capelli fragili e soggetti alla rottura questo trattamento si distingue per la sua formula ultra-rapida e altamente nutriente, capace di trasformare la chioma in soli 60 secondi.

La sua composizione è un tributo alla naturalità: contiene il 98% di ingredienti di origine naturale, tra cui spiccano due protagonisti d’eccellenza della cosmetica vegetale: l’Olio di Argan e l’Olio di Mandorle Biologico. Il primo, noto come “oro liquido”, è ricco di vitamina E e acidi grassi essenziali, ideali per rinforzare la fibra capillare e donare lucentezza. Il secondo, dolce e leggero, apporta idratazione profonda e morbidezza senza appesantire.

La formula è priva di siliconi, coloranti e oli minerali rendendola adatta anche ai capelli più delicati e a chi predilige una haircare routine più pulita e consapevole. Nonostante la sua componente intensa il trattamento non appesantisce e può essere utilizzato ad ogni lavaggio. Basta applicarlo dopo lo shampoo, evitando le radici, massaggiare delicatamente, lasciare agire per un solo minuto e risciacquare: il risultato è immediato, con capelli più facili da pettinare, visibilmente rinforzati e setosi al tatto.

Il packaging da 180 ml è pratico e colorato, perfetto per aggiungere un tocco di energia alla propria haicare routine quotidiana. Ideale per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare a un trattamento efficace e sensoriale, Sunsilk 1 Minute Wow! è una soluzione smart per chi cerca nutrimento, idratazione e forza anti-rottura in un solo gesto.

https://www.sunsilk.it

👍 facile da applicare, si stende senza difficoltà in modo uniforme sulle lunghezze dei capelli e si risciacqua altrettanto facilmente; i capelli, già dopo poche applicazioni, risultano più forti, sani e riparati; una volta risciacquati e asciugati i capelli sono molto morbidi e per nulla appesantiti; non ha bisogno di lunghi tempi d’applicazione perché basta ne basta solo un minuto; quando si pettinano non ci sono tracce dei fastidiosi nodi che possono comparire dopo il lavaggio; il prodotto è quasi totalmente composto da ingredienti di origine naturale che non vanno a rovinare i capelli ma li nutrono con dolcezza.

👎 unica, e volendo anche irrilevante nota negativa, è che questo trattamento ha un profumo che svanisce subito dopo il risciacquo. Quando si tratta di prodotti per capelli, e non solo, mi piace che la profumazione perduri per un po’ di tempo o sui capelli o sulla pelle, ma in questo caso è come aver applicato un trattamento privo di profumazione.

E voi avete già provato il Trattamento Intensivo 1 Minute Wow! Capelli Fragili con Forza Anti-Rottura all’Olio di Argan & di Mandorle a marca Sunsilk? Con il cambio di stagione quali prodotti state usando per rinforzare i vostri capelli?

Libri interrotti… e non perché non sono belli, 🤦‍♀️.

Vi è mai capitato di dover interrompere la lettura di un libro che stavate leggendo? Arrivate ad un certo punto e, nel voltare pagina, vi accorgete che manca qualcosa, un dettaglio che non vi permette di proseguire la lettura perché nel libro che state leggendo… mancano delle pagine!

Sì, ultimamente ho acquistato un paio di libri cartacei, uno già in lettura ed uno che devo ancora ricevere, e in quello che ho in lettura mancano non una, non due, bensì… 33 pagine, 😱!

… e più avanti, sfogliandolo, ho notato che, quando si arriva ad una determinata pagina, c’è una doppia stampa che va avanti una seconda volta di 31 pagine già stampate in precedenza.

Eccone la dimostrazione.

Qua mancano le pagine dalla 131 alla 162.
Qua, invece, il libro s’interrompe a pagina 194: dopo questa, da pagina 163 a pagina 194, le pagine del libro sono state stampate una seconda volta.

Non ci posso credere!

Da che ricordi non mi è mai e dico mai capitato di vedere un’edizione così malamente stampata.

Dopo essermi accorta di questo difetto ho provveduto subito a scaricarne una copia elettronica perché il libro è bello e mi sta piacendo.

Vi dico anche titolo e autore del libro: “Non svegliarti” di Liz Lawler.

Ma con il libro cartaceo che faccio? Lo restituisco? Me lo tengo?

Voi che mi consigliate? Vi è mai capitata una cosa simile durante una lettura?

Una sinfonia di golosità: è la Ciambella Note di Melograno, 😋!

Autunno: cadono le foglie, il tempo si rinfresca, la natura assume della bellissime tonalità dorate… e si torna a cucinare usando il forno, 😀!

Dopo una lunga estate è sempre bello tornare a cucinare (e a gustare, 😉) una bella torta morbida e profumata, naturalmente fatta con le proprie mani, 🙂.

Nel pomeriggio di ieri, anche se non ci sono ancora quelli buoni, ho preparato una torta al sapore di melograno.

Ed essendo che i frutti è un pochino difficile trovarli ho optato per del nettare di melograno: altrettanto buono e che ha saputo dare un gusto fruttato alla mia torta, 😋.

Questa torta, proprio perché è al gusto di melograno, l’ho voluta chiamare Ciambella Note di Melograno, 😉.

Ingredienti:

  • 300g. di farina per dolci;
  • 3 uova a temperatura ambiente;
  • 140g. di zucchero;
  • 140ml. di nettare di melograno (se non lo trovate va benissimo anche il succo di melograno già pronto);
  • 120ml. di olio di semi di girasole (oppure di un altro tipo di olio, purché sia di semi);
  • una bustina di lievito per dolci;
  • la buccia grattugiata di un’arancia;
  • 1-2 cucchiaini di colorante rosso(ma questo è facoltativo e si può anche non mettere);
  • un pizzico di sale per montare gli albumi;
  • 3 cucchiaini di acqua calda per montare i tuorli.

Per decorare:

  • glassa all’acqua.

Procedimento:

Separate gli albumi dai tuorli e montate, aggiungendo un pizzico di sale, i primi a neve ferma, poi metteteli in frigo per un attimo in modo che non si smontino con il caldo.

In una seconda ciotola montate i tuorli con i tre cucchiaini d’acqua calda: questo metodo serve per far sì che si montino più velocemente.

Montateli finché avranno assunto un colore abbastanza chiaro ed in seguito aggiungete, sempre montandoli, poco per volta lo zucchero. Il risultato dovrà essere un composto gonfio e spumoso.

Senza fermare le fruste elettriche aggiungete anche la scorza grattugiata dell’arancia e, a filo e poco per volta, anche l’olio di semi (di girasole o un altro a vostra scelta).

A questo punto unite anche il nettare (o il succo di melograno) al composto e mescolate bene il tutto.

In seguito aggiungete la farina e il lievito, poco per volta e setacciandoli prima con il passino, e poi mescolateli fino ad incorporarli bene agli ingredienti liquidi.

Come ultimo step incorporate, con un movimento dal basso verso l’alto per non smontarli, anche gli albumi montati a neve ferma.

Questo passaggio non è obbligatorio ma se volete rendere colorata la vostra torta potete aggiungere 1-2 cucchiaini di colorante rosso (io ho usato quello in polvere ma vanno bene anche un cucchiaino di quello in pasta oppure alcune gocce di quello liquido).

Preriscaldate il forno in modalità ventilata a 170º.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella oppure, se non ce l’avete, prendete una tortiera a cerniera, rivestite un bicchiere di vetro abbastanza robusto con della carta da forno bagnata e strizzata, posizionatelo al centro e versate tutt’intorno l’impasto.

Livellatelo un pochino ed infornate la torta per 40 minuti circa nella parte centrale del forno. Se la torta, una volta lievitata, dovesse colorarsi troppo ed iniziare a creparsi rivestitela con un pezzo di carta alluminio e continuate la cottura fino al termine dei 40 minuti.

Per assicurarvi che la torta sia cotta fate la “prova stecchino”: se uscirà asciutto la torta è cotta e potrà essere sfornata.

Mentre aspettate che la torta si raffreddi completamente preparate una glassa all’acqua mescolando ad una busta di zucchero a velo poca acqua fredda.

La glassa dovrà assumere un aspetto non troppo liquido ma allo stesso tempo fluido.

Quando la torta si sarà raffreddata toglietela dallo stampo e fate colare la glassa sopra di essa.

Prima di gustare la vostra torta aspettate che la glassa s’asciughi completamente.

Tagliatela a fette e servite.

Buon appetito!

Per gli amanti del cioccolato e per chi non sa resistere a questa prelibatezza: “Cioccolato Biscotto e Caramello: Cioccolato al Latte con Granella di Biscotto e Caramello” Novi.

Un quadratino di cioccolato e subito la giornata si riempie di dolcezza, 😋.

Nella mia dispensa non manca mai una bella tavoletta di cioccolato: sono una vera golosona quando si tratta di cioccolato e un modo dei modi migliori per gustarlo è staccarne uno-due quadratini e farlo sciogliere lentamente in bocca… buonissimo, 😋!

Il mio cioccolato preferito è quello fondente, passione che mi ha trasmesso la nonna materna perché anche lei era golosissima di questa tipologia di cioccolato, 🙂.

Ma non disdegno altri gusti, come quello al latte, nocciola, gianduia, ecc: l’unico che non mi piace è quello bianco. Decisamente troppo troppo dolce per i miei gusti e per questo lo lascio volentieri ad altri, 😅.

E quando passo davanti allo scaffale delle tavolette di cioccolato, durante la spesa, mi soffermo sempre a guardare se ci sono nuovi gusti da provare, 😉.

Uno degli ultimi test, in fatto di tavolette di cioccolato, è stata il Cioccolato Biscotto e Caramello: Cioccolato al Latte con Granella di Biscotto e Caramello a marca Novi, una novità golosissima di questa marca, 😋.

Una tavoletta che non si limita al classico cioccolato al latte: questo prodotto Novi da 100 grammi combina tre elementi distinti in un’unica struttura compatta. La base è costituita da cioccolato al latte con un contenuto minimo di cacao del 30%, suddivisa in 15 quadretti regolari. La superficie si presenta liscia e lucida, con una colorazione uniforme e una rottura netta, segno di una corretta lavorazione.

All’interno della massa sono incorporati frammenti di biscotto al cacao e fiocchi di caramello solido. Il biscotto è presente in forma di granella con dimensioni ridotte e distribuzione omogenea. Il caramello, non liquido, si presenta sotto forma di pezzetti compatti, visibili sia a occhio nudo che al taglio con una tonalità ambrata.

Il profumo che si sprigiona all’apertura è dolce e con note di latte  e caramello. La consistenza complessiva è pensata per offrire una combinazione tra cremosità e croccantezza, senza separazione tra gli ingredienti.

La tavoletta è destinata al consumo diretto ma può essere utilizzata anche come ingrediente in preparazioni dolciarie. Il packaging è semplice e funzionale, con indicazioni chiare sulla composizione e sull’origine del prodotto che rientra nella linea di cioccolati arricchiti del marchio Novi.

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👍 un piccolo momento di dolcezza da concedersi quando si ha voglia di qualcosa di buono, goloso e che appaghi il palato; tutti e tre gli ingredienti, cioccolato al latte, biscotto e caramello, almeno nella consistenza si sentono bene sotto i denti e creano un mix di croccantezza e scioglievolezza davvero piacevole; ha il giusto grado di dolcezza ma allo stesso tempo non risulta stucchevole.

👎 se si va a guardare alcuni degli ingredienti le note negative non mancano affatto: prima di tutto il biscotto. Pur essendo croccante e ben presente all’interno della tavoletta il gusto, invece, è totalmente anonimo, insipido. E che dire del caramello? Anche qui ben presente per struttura ma il gusto… dov’è? Che fine ha fatto la dolcezza del caramello? Per gusto, che ci siano o meno questi due ingredienti, potrebbe passare tranquillamente per una normalissima tavoletta di cioccolato al latte.

E voi avete già provato il Cioccolato Biscotto e Caramello: Cioccolato al Latte con Granella di Biscotto e Caramello a marca Novi? Se vi piacciono le tavolette di cioccolato, qual è la vostra preferita tra quelle in commercio?