
Titolo: Diario dell’osservatore triste.
Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com
Genere: narrativa.
Pagine: 194.
Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye
Trama: Kiko è un giovane adulto metodico che si reca in biblioteca due volte a settimana. In questo ambito conosce una ragazza un po’ strana di cui presto si innamora: Hushy. Però non è semplice conquistare il suo cuore… Sia perché lei sembra essere una tipa piuttosto difficile (e tiene verso lui un atteggiamento ambivalente). Sia perché, in fondo, anche per lui non è agevole gettarsi nell’avventura di un nuovo amore che faccia battere il cuore, perché lui, forse, come lei, nasconde un segreto…
Prima della recensione del libro ringrazio Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com per aver avuto la possibilità di un’altra lettura di uno dei suoi libri. Grazie, grazie, grazie, 🙏!
In questo libro Giordano mette molto di sé nel corso della storia e questo si riesce a percepirlo fin dalle prime righe: in questo modo autore e protagonista si fondono e diventano quasi un tutt’uno.
Ma passiamo alla recensione del libro: in questa storia il protagonista si chiama Kiko ed è un ragazzo che si reca in biblioteca e che, in una sorta di diario, racconta le sue giornate passate in questo luogo. Un luogo in cui non solo si respira l’atmosfera della cultura e dello studio ma che diventa anche il luogo in cui si possono fare delle nuove conoscenze. Ed è durante una di queste permanenze in biblioteca che Kiko conosce Hushy, una ragazza che lo colpisce subito per il suo essere “al di fuori degli schemi”. È anche timido e fatica a rivolgerle la parola, per questo passa un po’ di tempo prima che si presenti e le chieda come si chiami. Potrebbe essere l’inizio di un’amicizia e, forse, qualcosa di più? Ehh, non è così semplice! Anche perché Hushy ha una carattere abbastanza particolare: un giorno è allegra mentre quello dopo sembra avercela con il mondo e Kiko non sa come approcciarsi a lei quando è in una “giornata no”. Tra i due non corrono molte parole ma quando succede per Kiko è come se il mondo assumesse una nuova luce e nuovi colori. Ma se da un lato sembra tutto bello anche per Kiko, che a tratti è anche un gran sognatore, ci sono delle “giornate no” e basta un niente perché si senta triste e depresso. Scottato da una precedente relazione non riesce a trovare quel coraggio sufficiente a “voltare pagina” e darsi la possibilità di vivere una nuova storia. E quando Husky smette, da un giorno all’altro, di recarsi in biblioteca, per il ragazzo inizia un piccolo dramma. Perché la ragazza che ha conquistato il suo cuore non si fa più vedere? Ha detto o fatto qualcosa di sbagliato o che l’ha fatta allontanare da lui? Riuscirà a dimenticare questo “amore platonico” oppure continuerà a vivere nei suoi pensieri?
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 mi è piaciuta l’idea che Giordano ha avuto di narrare la storia di Kiko come se fosse un diario perché, attraverso i suoi pensieri, è facile provare empatia per il protagonista; nonostante sia già un adulto questa timidezza “adolescenziale” a tratti è molto dolce e strappa un sorriso; sempre per questa timidezza è altrettanto facile immedesimarsi perché ricorda un po’ quando, da adolescenti, c’era una persona che ci faceva battere il cuore ma si era troppo timidi per dichiararsi oppure si mandava un’altra persona a “sondare il terreno”, 😄.
👎 la timidezza, a volte, però ha anche dei lati negativi: se non si rischia, non ci si butta e si rimane “fermi” aspettando che sia l’altra persona a farsi avanti si perde l’occasione per conoscere meglio la persona che ci piace. E in alcune situazioni Kiko si comporta proprio così: si limita a qualche parola con Hushy e si lascia sopraffare dalla timidezza che lo porta fare dei “sogni ad occhi aperti”. Naturalmente non c’è nulla di male a voler sognare un po’ ma poi bisogna tornare alla realtà ed essere concreti.
“Ti piace questa persona? Vai e faglielo capire che ti piace! Non restare fermo e parlale! Se quella di prima ti ha fatto soffrire mettici “una pietra sopra e volta pagina”: la vita è una ed una soltanto ed è inutile vivere nel ricordo di un amore passato e non voler andare incontro al futuro!” Sono solo alcune frasi che, se avessi avuto di fronte il protagonista, gli avrei detto per farlo scuotere dalla sua apatia e dal suo restare “chiuso a riccio”.
Quando la vita ti mette davanti un’occasione non è mai positivo farsi troppi “film mentali” ma bisogna coglierla al balzo: male che vada non andrà come si voleva ma almeno non si sarà vissuto con il rimpianto di non averci provato.
E poi come si dice: “Meglio un rimorso che un rimpianto”. La pensate anche voi così?
E voi avete già letto “Diario dell’osservatore triste” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Quando nella vita vi si presenta davanti un’occasione, di qualsiasi genere o ambito sia, la cogliete al volo oppure preferite rinunciare già in partenza?















