Libri interrotti… e non perché non sono belli, 🤦‍♀️.

Vi è mai capitato di dover interrompere la lettura di un libro che stavate leggendo? Arrivate ad un certo punto e, nel voltare pagina, vi accorgete che manca qualcosa, un dettaglio che non vi permette di proseguire la lettura perché nel libro che state leggendo… mancano delle pagine!

Sì, ultimamente ho acquistato un paio di libri cartacei, uno già in lettura ed uno che devo ancora ricevere, e in quello che ho in lettura mancano non una, non due, bensì… 33 pagine, 😱!

… e più avanti, sfogliandolo, ho notato che, quando si arriva ad una determinata pagina, c’è una doppia stampa che va avanti una seconda volta di 31 pagine già stampate in precedenza.

Eccone la dimostrazione.

Qua mancano le pagine dalla 131 alla 162.
Qua, invece, il libro s’interrompe a pagina 194: dopo questa, da pagina 163 a pagina 194, le pagine del libro sono state stampate una seconda volta.

Non ci posso credere!

Da che ricordi non mi è mai e dico mai capitato di vedere un’edizione così malamente stampata.

Dopo essermi accorta di questo difetto ho provveduto subito a scaricarne una copia elettronica perché il libro è bello e mi sta piacendo.

Vi dico anche titolo e autore del libro: “Non svegliarti” di Liz Lawler.

Ma con il libro cartaceo che faccio? Lo restituisco? Me lo tengo?

Voi che mi consigliate? Vi è mai capitata una cosa simile durante una lettura?

Recensione libresca: “Diario dell’osservatore triste” Keyofeye.

Può una conoscenza in biblioteca evolversi in qualcosa di più oppure resterà solo il rimpianto di qualcosa che poteva essere e non è stato?

Titolo: Diario dell’osservatore triste.

Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com

Genere: narrativa.

Pagine: 194.

Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye

Trama: Kiko è un giovane adulto metodico che si reca in biblioteca due volte a settimana. In questo ambito conosce una ragazza un po’ strana di cui presto si innamora: Hushy. Però non è semplice conquistare il suo cuore… Sia perché lei sembra essere una tipa piuttosto difficile (e tiene verso lui un atteggiamento ambivalente). Sia perché, in fondo, anche per lui non è agevole gettarsi nell’avventura di un nuovo amore che faccia battere il cuore, perché lui, forse, come lei, nasconde un segreto…

Prima della recensione del libro ringrazio Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com per aver avuto la possibilità di un’altra lettura di uno dei suoi libri. Grazie, grazie, grazie, 🙏!

In questo libro Giordano mette molto di sé nel corso della storia e questo si riesce a percepirlo fin dalle prime righe: in questo modo autore e protagonista si fondono e diventano quasi un tutt’uno.

Ma passiamo alla recensione del libro: in questa storia il protagonista si chiama Kiko ed è un ragazzo che si reca in biblioteca e che, in una sorta di diario, racconta le sue giornate passate in questo luogo. Un luogo in cui non solo si respira l’atmosfera della cultura e dello studio ma che diventa anche il luogo in cui si possono fare delle nuove conoscenze. Ed è durante una di queste permanenze in biblioteca che Kiko conosce Hushy, una ragazza che lo colpisce subito per il suo essere “al di fuori degli schemi”. È anche timido e fatica a rivolgerle la parola, per questo passa un po’ di tempo prima che si presenti e le chieda come si chiami. Potrebbe essere l’inizio di un’amicizia e, forse, qualcosa di più? Ehh, non è così semplice! Anche perché Hushy ha una carattere abbastanza particolare: un giorno è allegra mentre quello dopo sembra avercela con il mondo e Kiko non sa come approcciarsi a lei quando è in una “giornata no”. Tra i due non corrono molte parole ma quando succede per Kiko è come se il mondo assumesse una nuova luce e nuovi colori. Ma se da un lato sembra tutto bello anche per Kiko, che a tratti è anche un gran sognatore, ci sono delle “giornate no” e basta un niente perché si senta triste e depresso. Scottato da una precedente relazione non riesce a trovare quel coraggio sufficiente a “voltare pagina” e darsi la possibilità di vivere una nuova storia. E quando Husky smette, da un giorno all’altro, di recarsi in biblioteca, per il ragazzo inizia un piccolo dramma. Perché la ragazza che ha conquistato il suo cuore non si fa più vedere? Ha detto o fatto qualcosa di sbagliato o che l’ha fatta allontanare da lui? Riuscirà a dimenticare questo “amore platonico” oppure continuerà a vivere nei suoi pensieri?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 mi è piaciuta l’idea che Giordano ha avuto di narrare la storia di Kiko come se fosse un diario perché, attraverso i suoi pensieri, è facile provare empatia per il protagonista; nonostante sia già un adulto questa timidezza “adolescenziale” a tratti è molto dolce e strappa un sorriso; sempre per questa timidezza è altrettanto facile immedesimarsi perché ricorda un po’ quando, da adolescenti, c’era una persona che ci faceva battere il cuore ma si era troppo timidi per dichiararsi oppure si mandava un’altra persona a “sondare il terreno”, 😄.

👎 la timidezza, a volte, però ha anche dei lati negativi: se non si rischia, non ci si butta e si rimane “fermi” aspettando che sia l’altra persona a farsi avanti si perde l’occasione per conoscere meglio la persona che ci piace. E in alcune situazioni Kiko si comporta proprio così: si limita a qualche parola con Hushy e si lascia sopraffare dalla timidezza che lo porta fare dei “sogni ad occhi aperti”. Naturalmente non c’è nulla di male a voler sognare un po’ ma poi bisogna tornare alla realtà ed essere concreti.

“Ti piace questa persona? Vai e faglielo capire che ti piace! Non restare fermo e parlale! Se quella di prima ti ha fatto soffrire mettici “una pietra sopra e volta pagina”: la vita è una ed una soltanto ed è inutile vivere nel ricordo di un amore passato e non voler andare incontro al futuro!” Sono solo alcune frasi che, se avessi avuto di fronte il protagonista, gli avrei detto per farlo scuotere dalla sua apatia e dal suo restare “chiuso a riccio”.

Quando la vita ti mette davanti un’occasione non è mai positivo farsi troppi “film mentali” ma bisogna coglierla al balzo: male che vada non andrà come si voleva ma almeno non si sarà vissuto con il rimpianto di non averci provato.

E poi come si dice: “Meglio un rimorso che un rimpianto”. La pensate anche voi così?

E voi avete già letto “Diario dell’osservatore triste” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Quando nella vita vi si presenta davanti un’occasione, di qualsiasi genere o ambito sia, la cogliete al volo oppure preferite rinunciare già in partenza?

Recensione libresca: “Ninnini” Keyofeye.

Le simpatiche avventure di un bambino… con un piccolo problemino corporale, 😅.

Titolo: Ninnini.

Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com

Genere: umoristico.

Pagine: 118.

Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye (formato cartaceo).

Trama: Un libro umoristico, per grandi e piccini, in cui si narrano le pigre avventure di un certo Ninnini, il bambino con la stipsi.

Ancora una volta ringrazio Giordano, del blog https://coulelavie.wordpress.com, per aver avuto la possibilità di leggere uno dei suoi libri, 😀.

Se vi piacciono i libri umoristici e che strappano sempre delle belle e sane risate , questo è il libro che fa per voi, 😉.

A me piace questo genere di lettura e devo dire che non avrei mai smesso di leggerlo perché le avventure/disavventure capitate a Ninnini, il bambino protagonista della storia sono davvero spassose.

Ma chi è Ninnini? Ninnini è un bambino come tanti altri bambini della sua età: gli piacciono i fumetti, guardare la tv, ecc. In poche parole fare tutte quelle attività che fanno i bambini. Ma allo stesso tempo è anche abbastanza pigro e preferisce la maggior parte delle volte restare in casa piuttosto che uscire.

Nonostante la sua pigrizia vive delle avventure/disavventure davvero divertenti, come quella volta in cui, andando al parco giochi, s’innamora a prima vista di una bambina di nome Ninnina che sta giocando sull’altalena. Nonostante la timidezza decide di provare a conquistarla… ci riuscirà?

Ma le avventure/disavventure di Ninnini non si  limitano a questo: c’è il momento in cui inizia a prendere lezioni di nuoto per imparare a nuotare, il problema del non riuscire ad andare di corpo, ecc.

Ogni racconto è una risata assicurata e ad ogni avventura s’impara a conoscere sempre meglio il personaggio di Ninnini e le piccole grandi “sfide” che si troverà ad affrontare nella sua vita di bambino.

Voto alla fine della lettura: 7.

👍 una lettura divertente e spassosa che mi ha strappato risate ad ogni racconto e che, per il suo stile di scrittura, può essere letto ad ogni età; nell’episodio in cui Ninnini prende lezioni di nuoto mi sono rivista un po’ (anche se poi alla fine, rispetto a lui, ho imparato a nuotare) perché le prime lezioni di nuoto sono state piuttosto “traumatiche” in quanto mi avevano messo tra quelli che sapevano già nuotare bene mentre io a malapena “galleggiavo”. Per fortuna che poi, capendo che ero una “pivella del nuoto”, sono stata cambiata di gruppo e mi hanno messo tra quelli che dovevano ancora imparare a nuotare… e alla fine, in poche settimane, anch’io ho imparato a nuotare, 😃!

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Ninnini” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Voi, da bambini, che tipi eravate?

Recensione libresca: “Tutto è fatidico. 14 storie nere.” Stephen King.

Un viaggio nell’orrore sta per iniziare…

Titolo: Tutto è fatidico. 14 storie nere.

Autore: Stephen King.

Genere: horror, dark fantasy, new weird.

Pagine: 480 (formato ebook); 535 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Chi fa l’autostop di notte e sale sull’auto sbagliata; chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno è un po’ troppo al sangue; chi scopre il paradiso in un destino sconosciuto… Benvenuti a bordo, si parte per un giro in quattordici tappe nell’ignoto, in quella regione dell’anima i cui neri abitanti popolano le trame di questi racconti. Paura e angoscia, ma anche macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende in cui King si lancia con la raddoppiata forza del lettore avido e dello scrittore ispirato. Perché, come asserisce da vero cultore delle raccolte, se da una parte ben pochi piaceri sono più squisiti dell’accomodarsi in poltrona a godersi tutto d’un fiato una bella storia, dall’altra non si può resistere al richiamo imperativo “di idee interessanti, idee splendidamente concise che chiedono a gran voce di essere espresse in poche pagine”. Assecondando questo moto spontaneo, il Re ha costruito, nel tempo, un repertorio poliedrico e affascinante di brevi narrazioni – best-seller negli Stati Uniti -, in cui il gusto della creazione gratuita si trasfonde in chi legge, conquistandolo come farebbe un raro artigiano con i suoi pezzi unici. Non regalate animali, non comprate niente alle svendite da cortile, ricordate che il diavolo esiste, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto… e sappiate che tutto è fatidico.

Tra i vari libri presi alle postazioni di scambio libri ne ho trovato uno anche del mio scrittore preferito: lui, il Re, il Maestro del Terrore… il mitico Stephen King, 👑!

Questo libro è una raccolta di 14 racconti di vario genere: horror, dark fantasy e new weird. Una raccolta dove l’orrore e il macabro sono il “piatto principale” e dove la paura scorre tra le sue pagine. Tra stanze infestate, incontri misteriosi, follie del genere umano, ecc questa raccolta di racconti è un “viaggio” nella parte oscura delle persone, un percorso nell’ignoto e dove i personaggi affrontano i loro demoni e le loro paure più profonde.

Benvenuti a bordo! Che il viaggio nella paura abbia inizio!

A partire da questa recensione, ogni volta che affronterò la lettura di una raccolta di racconti, ho deciso d’arricchirla aggiungendo anche i titoli dei vari racconti il voto singolo per ognuno di essi, il mio giudizio in poche parole e una breve trama, e solo alla fine il voto della lettura nel suo complesso.

  • Autopsia: 6. Un racconto carino ma niente di eccezionale. Un uomo si ritrova sul tavolo autoptico a sua insaputa, immobile e dato per morto, nonostante sia vivo e possa sentire tutto senza però fare niente. Sembra impossibile riuscire a comunicare con gli altri… o forse no?
  • L’uomo vestito di nero: 8. Lettura piacevole e anche abbastanza inquietante. Il racconto di un uomo adulto che da ragazzino, andando a pesca, si ritrova ad incontrare niente meno che il diavolo che, con delle bugie, riesce a ingannarlo come solo questo personaggio sa fare.
  • Tutto ciò che ami ti sarà portato via: 4. Noioso e piatto. Un uomo afflitto da pensieri suicidi si rifugia nella stanza di un motel e, indeciso se farla finita o meno, ripensa alla sua vita da commesso viaggiatore e a tutte le frasi che ha “collezionato” scrivendole su un taccuino che ha con lui.
  • La morte di Jack Hamilton: 6. Abbastanza carino. Una banda di criminali sfugge alle forze dell’ordine ma nella sparatoria uno di loro resterà ferito gravemente. I due compari faranno di tutto per cercare di alleviare le sofferenze ma il destino sembra aver già deciso che cosa ne sarà di lui.
  • La camera della morte: 8. Intenso e coinvolgente. Un ex giornalista del New York Times viene catturato e portato in una camera dalla quale inizierà un interrogatorio che potrebbe essere il suo “pass per la libertà”… o per la sua condanna a morte.
  • Le piccole sorelle di Eluria: 9. Uno dei migliori di questa raccolta. Il pistolero Roland di Gilead, arrivato in una cittadina abbandonata, viene aggredito da delle “creature verdi” e si risveglia in un ospedale davvero particolare. I dottori sono degli insetti, i pazienti sono legati a dei sostegni e le suore che lo dirigono hanno qualcosa di strano. Ma che cosa?
  • Tutto è fatidico: 5. Mi aspettavo molto di più. Il protagonista del racconto ha un potere davvero insolito e per questo viene assunto da un’organizzazione misteriosa che, in cambio di una vita fatta di agi e comodità, dovrà inviare delle mail a delle persone. Ma che cosa si nasconde dietro a questo lavoro solo all’apparenza “normale”?
  • La teoria degli animali di L.T: 7. Piacevole e scorrevole. Il protagonista è un uomo loquace e a cui piace raccontare ai colleghi la storia di come è fallito il suo matrimonio. Dopo aver regalato alla moglie un cane e lei aver regalato al marito un gatto si ritrovano ad affezionarsi all’animale domestico del partner e ad odiare l’altro. E da qui inizieranno i litigi e le discussioni che li porteranno continuamente a scontrarsi e a difendere la bestiola a cui sono affezionati.
  • Il virus della strada va a nord: 8. Da brivido. Uno scrittore di libri horror, tornando a casa, acquista in un mercatino un quadro rappresentante un uomo con dei denti aguzzi alla guida di una macchina. Il quadro si chiama “Il virus della strada va a nord”. Da quel momento è un susseguirsi di fatti inspiegabili mentre il quadro inizia a “cambiare”. Semplice suggestione? Oppure c’è qualcosa di vero?
  • Pranzo al “Gotham Café”: 7.5. Inaspettato ma notevole. Una coppia è sull’orlo del divorzio e s’incontrano in un ristorante per mettere a punto i dettagli. Lei è accompagnata dal suo avvocato, lui no. Ma quando lui arriva al locale si ritrova a dover lottare per sopravvivere. Uno dei dipendenti inizia a dare segni di squilibrio ed comincia ad inseguirlo per tutto il locale: come mai questa furia omicida? E riuscirà il protagonista ad uscirne vivo?
  • Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese: 6. Benino ma non benissimo. I venticinque anni di matrimonio sono una data importante e meritano d’essere festeggiati come si deve, così la protagonista e suo marito partono per un viaggio. Ma qualcosa di strano, una sensazione inspiegabile s’impossessa della donna che si ritroverà a vivere la stessa scena più e più volte.
  • 1408: 9. Pelle d’oca assicurato. Uno scrittore, di cui ha fatto dello scetticismo il suo punto di forza, ha costruito la sua carriera sullo smascheramento di presunti luoghi infestati. Dopo aver pubblicato tre libri sta raccogliendo materiale per il quarto e decide a tutti i costi di voler alloggiare nella stanza 1408 dell’hotel Dolphin a New York. Si dice che dentro questa stanza succedano cose strane e che molte persone siano morte nei modi più inspiegabili. Nonostante le reticenze del direttore riesce ad entrare nella presunta camera infestata… ma ancora non sa quello che lo aspetta.
  • Riding the Bullet – Passaggio per il nulla: 9. Da leggere assolutamente. Uno studente riceve una chiamata da una vicina di casa: la madre è stata ricoverata in ospedale. Così il ragazzo decide di mollare tutto e d’andare a trovarla. Ma il tragitto per arrivare a destinazione è lungo e il modo più veloce per raggiungerla è fare l’autostop. E durante uno di questi autostop viene caricato da un ragazzo molto misterioso, il cui nome assomiglia fortemente ad uno letto poco tempo prima. Chi è lo sconosciuto che gli ha dato un passaggio e perché intorno a lui aleggia un’aura di mistero?
  • La moneta portafortuna: 5. Né carne né pesce. Una cameriera, pulendo una delle stanze che gli sono assegnate, trova nella busta delle mance un quarto di dollaro. Decide così di tentare la fortuna ed inserirla in una slot machine dell’albergo in cui lavora. La fortuna sembra girare dalla sua parte e da lì, una giocata dopo l’altra, inizia ad accumulare un bel gruzzolo. I sogni, a volte, possono diventare realtà… oppure sono destinati a rimanere solo dei sogni?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 alcuni racconti sono davvero da pelle d’oca perché la paura e il brivido traspaiono da ogni parola e sono arrivata alla fine della lettura di essi con la consapevolezza e la certezza d’aver letto dei racconti degni d’essere catalogati sotto il genere horror; in questa raccolta di racconti oltre al classico horror si trovano altri generi che si vanno ad unire a questo creando delle storie davvero originali e che non si smetterebbe mai di leggere.

👎 purtroppo altri racconti non li ho trovati “King style”: racconti come “La moneta portafortuna” li ho trovati banali, elementari, quasi come se fossero dei racconti che si scrivono durante una verifica d’italiano e bisogna mettere su carta un racconto di fantasia.

E voi avete già letto “Tutto è fatidico” di Stephen King? Che cosa ne pensate del nuovo modo che ho usato per impostare le recensioni che tratteranno di libri con una raccolta di racconti?

P.S: sto facendo una ricerca minuziosa su Internet e finora la ricerca mi ha portato a trovare alcuni film tratti da questi racconti. Potrebbe, eventualmente, interessarvi anche la recensione dei vari film dopo che li ho visti?

Recensione libresca: “Il codice Rebecca” Ken Follett.

Spie, segreti e ombre nel cuore del deserto.

Titolo: Il codice Rebecca.

Autore: Ken Follett.

Genere: thriller, thriller storico, thriller di spionaggio.

Pagine: 364 (formato ebook); 359 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“La lunga caccia alla spia che trasmette i piani militari inglesi a Rommel servendosi di un insolito codice: una pagina del celebre romanzo Rebecca.”

Trama: Nord Africa, estate 1942. Il generale Rommel, la “volpe del deserto”, ha accerchiato le truppe britanniche e sembra a un passo dalla vittoria finale. Ha un’arma segreta: una spia assolutamente fuori dal comune, Alex Wolff, che gli comunica direttamente i piani segreti dell’esercito di Sua Maestà servendosi di un invincibile sistema cifrato, il codice Rebecca. La Germania nazista avrà dunque il sopravvento? Così sembra, a meno che non si riesca a bloccare Wolff e a carpirgli la chiave del codice. L’unico che può farlo è un ufficiale inglese, il maggiore Vandam, nelle cui mani sono le sorti dell’umanità…

Quando Ken Follett scrisse questo libro si ispirò ad una storia realmente accaduta: durante alcune ricerche Follett scoprì la storia di Johannes Eppler, una spia nazista che, come Alex Wolff, era per metà tedesca e per metà araba, anche lui nato in Germania e poi cresciuto in Egitto, anche lui con un padre tedesco e un patrigno egiziano. I due personaggi, quello di fantasia e quello reale, hanno in comune il fatto di comunicare i loro piani tramite un sistema di codici basati sul romanzo Rebecca ed entrambi hanno avuto come “aiutante” una soubrette. Mettendo insieme tutto questi elementi è stato creato il personaggio della spia nazista Alexander “Alex” Wolff.

Ma in questo romanzo la spia non è il protagonista bensì l’antagonista: il protagonista del romanzo si chiama William Vandam (in questo caso Follett non si è ispirato a nessun personaggio esistente e il protagonista è un personaggio di fantasia), è un ufficiale inglese e ha il compito di catturare Wolff prima che questi comunichi a Rommel i piani che aiuterebbero la Germania a conquistare l’Egitto e a rendere questa nazione territorio nazista.

Ma la lotta tra bene e male è molto ardua e piena di ostacoli sul cammino: ogni volta la spia sembra sempre un passo avanti rispetto al maggiore, ogni tentativo di cattura sembra risolversi con un nulla di fatto. C’è in gioco non solo il futuro dell’Egitto ma di tutta l’umanità e il tempo stringe: i nazisti vogliono conquistare a tutti i costi la nazione e non si fermeranno davanti a niente e a nessuno.

Riuscirà il maggiore Vandam a far saltare i loro piani di conquista? Oppure il destino dell’Egitto sarà segnato dal nemico che sta avanzando sempre più velocemente?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 una storia in cui la guerra tra le due opposte fazioni lascia con il fiato sospeso il lettore e in cui si assiste all’eterna lotta tra bene e male con la speranza, sempre, che sia il bene a vincere; rispetto al libro, sempre di Ken Follett, che ho letto in precedenza “Il codice Rebecca” scorre in modo più fluido e la lettura è molto più scorrevole; non mancano l’azione, gli inseguimenti e i momenti di tensione, aspetti che in un thriller come si deve non possono mai mancare.

👎 in questo romanzo ho trovato due personaggi che, per il loro comportamento, mi hanno suscitato una forte antipatia. Il primo, il tenente colonnello Bogge, l’ho trovato un vero e proprio scansafatiche: poco interessato a lavorare preferisce chiacchierare con i suoi sottoposti ed in più si prende i meriti dei successi ottenuti dagli altri. Ma come? Gli altri si danno da fare, mettono a repentaglio la propria vita per il bene di una nazione e tu te ne stai nel tuo ufficio a non fare una beneamata mazza? “Ma alza il culo da quella sedia e vedi d’essere d’aiuto anche tu!”: questa è una frase che mi passava per la mente ogni volta che questo personaggio entrava in scena. L’altro personaggio che ho trovato antipatico è stato Kemel, un giovane poliziotto che in realtà è tutto fuorché un tutore della legge. Si finge collaborativo verso Vandam e la sua missione, salvo poi tradirlo e appoggiare Alex Wolff, la spia nazista, nel suo intento di conquista dell’Egitto da parte della Germania. Questo personaggio è uno sporco doppiogiochista, falso e quando viene scoperto ha addirittura il coraggio di mentire su come sono andati alcuni fatti. Semplicemente disgustoso!

E voi avete già letto “Il codice Rebecca” di Ken Follett? State leggendo un romanzo e può capitare di trovare dei personaggi che non sono proprio dei fior fior di santi: qual è il vostro pensiero in merito al comportamento che tengono?

Recensione libresca: “L’uomo di Pietroburgo” Ken Follett.

Arriva dal freddo e ha una missione: riuscirà a portarla a termine?

Titolo: L’uomo di Pietroburgo.

Autore: Ken Follett.

Genere: thriller, thriller storico.

Pagine: 397 (formato ebook); 327 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Londra 1914. Solo un uomo, un uomo senza paura, un uomo venuto da Pietroburgo può portare a termine una missione segreta che minaccia il destino di due nazioni e coinvolge la vita e i sentimenti di una donna fuori dal comune.”

Trama: Londra, 1914. L’impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l’Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell’ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden non solo lo ospiterà ma rappresenterà l’Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l’anarchico russo, l’uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s’intrecciano ineluttabilmente e, mentre l’Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l’ultima tragedia familiare che sconvolgerà l’esistenza di lord Walden.

Le alleanze tra nazioni alla vigilia dello scoppio di una guerra sono giuste o sbagliate? Quali giochi politici e di potere si nascondono dietro a delle trattative? E chi è il “buono” e chi il “cattivo” in tempo di guerra?

È su queste basi che si svolge “L’uomo di Pietroburgo” di Ken Follett, un mix tra thriller e storia che racconta le vicende di una nazione, l’Inghilterra, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. I trattati tra questa nazione e la Russia sono già iniziati ma per renderli effettivi viene mandato in Inghilterra il nipote dello zar: sarà lui ad essere l’ago della bilancia che porterà le due nazioni ad allearsi in vista dell’imminente conflitto. E se da una parte c’è la nobiltà, con i suoi sfarzi, i balli a corte, la vita agiata, dall’altra c’è la vita difficile del popolo. E del popolo fa parte anche Feliks Ksessinsky, un anarchico russo arrivato dalla Russia per vendicare i soprusi che il suo popolo sta subendo a causa del giovane Orlov. La sua missione? Trovarlo ed ucciderlo, vendicare un popolo che è stato a lungo sottomesso ai poteri forti e trovare giustizia. Ma una persona che ha fatto parte del suo passato rispunta nel presente di Feliks: è Lydia, ora lady Walden, la moglie di lord Walden. La donna, anch’essa russa d’origine, ha avuto in passato una storia d’amore con l’anarchico russo, un amore che sembra non essere mai stato dimenticato. Ma lady Walden nasconde un segreto, un segreto che non ha mai rivelato a nessuno, nemmeno a suo marito: che cosa succederà tra i due ex amanti una volta che si saranno ritrovati? E quel segreto, troppo a lungo nascosto, verrà finalmente rivelato?

Voto alla fine della lettura del libro: 5.5.

👍 nonostante all’inizio l’abbia ritenuta un po’ troppo ingenua per la sua età ho rivalutato il personaggio di Charlotte e l’ho trovata una ragazza davvero tosta e che trova il coraggio di ribellarsi davanti alle imposizioni dei genitori che la vorrebbero perfetta in ogni ambito della vita. Sa tenergli testa e li sfida costantemente, ha il suo bel carattere e le idee molto chiare su quello che vuole essere; nonostante sia un thriller storico le parti in cui gli eventi veri sono narrati, come la vigilia del conflitto mondiale, vengono descritti in modo molto accurato e possono essere anche un piccolo “ripasso” della storia del passato.

👎 mi aspettavo questo thriller molto più avvincente e con più suspence ma così non è stato: ad essere totalmente sincera l’ha trovato abbastanza noioso e in alcune parti molto prevedibile; nel complesso è una storia che non “parte”, nel senso che manca quel qualcosa in più che renda la narrazione più interessante e ricca di tensione; un personaggio che proprio non sono riuscita a sopportare è quello di Lydia, la madre di Charlotte: fa tanto la donna perfetta, di classe e ligia al dovere ma in realtà è solo falsa ed ipocrita: accusa la figlia d’essere troppo ribelle quando anche lei, in giovane età, si comportava allo stesso modo, se non peggio. Questo suo indossare una maschera di perfezione  e il suo essere una moralista l’ho trovato un atteggiamento molto falso e bugiardo.

E voi avete già letto “L’uomo di Pietroburgo” di Ken Follett? In quale contesto storico era ambientato, che fosse thriller o meno, uno dei libri che avete letto negli ultimi tempi?

Recensione libresca: “Nelle spirali del tempo, lei piange” Keyofeye.

Un ragazzo costretto a vivere lo stesso giorno all’infinito: solo un sogno o un’evidente realtà?

Titolo: Nelle spirali del tempo, lei piange.

Autore: Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com

Genere: narrativa.

Pagine: 280.

Dove reperirlo: https://www.lulu.com/spotlight/keyofeye (formato cartaceo).

Trama: Guillermo è un ragazzo diciassettenne innamorato di una sua compagna di classe, Hildita, che però al momento lo odia perché lui ha esagerato con le battute pesanti, per cui ha deciso di non parlargli più fin quando almeno non avrà smaltito l’arrabbiatura e Guillermo non si sarà dimostrato davvero pentito delle sue azioni. Una mattina Guillermo si sveglia e fin da subito prova degli strani deja-vu. Ben presto si accorge che il giorno si ripete esattamente come quello prima. E lui sembra il solo in grado di accorgersene e uscire da quel registro prestabilito. Sembra che tutti gli stiano facendo un grosso scherzo. Il problema però è che ciò gli succede anche il giorno successivo, e quello dopo, e quello dopo ancora…

Prima di tutto voglio ringraziare Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com per avermi inviato una copia in formato pdf del suo libro: grazie Giordano, è stata una lettura molto bella e che mi ha catturata fin dalla prima pagina, 👍.

Ed ora passiamo alla recensione: che cosa fareste se vi doveste ritrovare a vivere, giorno dopo giorno, un determinato giorno della vostra vita? Avreste paura? Oppure cerchereste in ogni modo d’approfittare di questa “opportunità” e provereste a vedere che cosa succede? E se dopo un po’ la cosa iniziasse a farsi pesante: vi abbattereste, arrivando ad odiare tutto e tutti, inclusi voi stessi, oppure vi rimbocchereste le maniche e cerchereste di trovare una soluzione per uscire da questo loop infinito?

Ed è proprio quello che succede a Guillermo, un adolescente di diciassette anni che, svegliandosi una mattina si trova a rivivere lo stesso giorno all’infinito. All’inizio pensa che possa trattarsi di uno scherzo organizzato dai suoi più cari amici ma, con il passare del tempo, s’accorge che non è affatto così: il “flusso”, come lo chiama lui, sembra averlo imprigionato in una sorta di altra dimensione e che non abbia nessuna intenzione di lasciarlo andare. E con il passare dei giorni, o meglio dello stesso giorno per questo ragazzo, la situazione inizia a farsi insostenibile e anche il suo modo d’essere prende una svolta drastica: da ragazzo gentile e con la testa sulle spalle Guillermo si trasforma e diventa una specie di “piccolo teppista”, arrivando a fare e a dire cose che da bravo ragazzo non avrebbe mai detto o fatto. In tutto questo ci si mette anche la tipica cotta adolescenziale: il ragazzo, infatti, è innamorato di Hildita, sua compagna di classe e amica. Ma lei sembra ignorarlo, offesa da certi atteggiamenti avuti nei suoi confronti e per questo si è allontanata un po’ da lui. Tutto cambia, però, quando anche la ragazza inizia a vivere le stesse cose che Guillermo sta vivendo, anche se all’inizio non le sembra possibile e prende le parole del ragazzo come uno scherzo, una burla. I due si trovano, così, da “nemici” ad alleati: come fare per fermare questo succedersi di giorni sempre uguali? E si tratterà davvero di qualcosa d’inspiegabile oppure dietro c’è una ragione molto più logica?

Voto alla fine della lettura: 8.

👍 il Guillermo bravo ragazzo che, nonostante sappia che la sua compagna di classe  è arrabbiata con lui, cerca di sistemare il rapporto tra loro due mi è piaciuto molto: non solo vuole recuperare quel rapporto d’amicizia che si era interrotto in modo brusco ma, essendone anche innamorato, cerca di conquistarla pian piano ed anche un po’ con la timidezza adolescenziale tipica della prima cotta; i personaggi sono ben delineati nel loro carattere: Guillermo, il ragazzo timido ed innamorato, Hildita, la ragazza studiosa e dalla lacrima facile perché molto sensibile, Pablo, il migliore amico di Guillermo, un ragazzo molto legato al protagonista e con cui condivide la passione per i videogiochi, ecc; ho trovato la narrazione molto scorrevole e questo ha reso la lettura altrettanta scorrevole, con una storia originale, ben scritta e dove, ad ogni capitolo terminato, mi chiedevo ogni volta e con curiosità: “Ed ora che cosa succederà?”.

👎 l’unica nota negativa che segnalo di questo libro è il cambiamento in negativo che Guillermo, il protagonista, ha avuto ad un certo punto della storia: non mi è piaciuto perché ha iniziato a comportarsi in un modo davvero molto brutto, facendo e dicendo anche cose molto brutte e comportandosi un po’ come un bambino viziato, capriccioso e che non accetta che le cose non vadano come vuole lui.

E voi avete già letto “Nelle spirali del tempo, lei piange” di Coulelavie, alias Keyofeye, alias Giordano del blog https://coulelavie.wordpress.com? Che cosa fareste se, svegliandovi una mattina, vi capitasse da quel momento in avanti di rivivere lo stesso giorno all’infinito?

Piccolo acquisto + una piacevole scoperta, 🤩!

Avendo il pomeriggio libero e con una giornata così bella il primo pensiero è stato: vado a fare un po’ di shopping!

E così sono andata nel famoso negozio che ormai avete imparato a conoscere bene e ho fatto shopping, 😊.

È solo un acquisto ma posso ritenermi soddisfatta perché il costo è stato davvero basso: 1 euro.

Vi mostro quello che ho acquistato, 🙂.

Un paio di shorts che saranno molto utili in questa lunga e calda estate, 😀.

Poi sono andata a comprare la guida tv che compro ogni settimana, e qui ho avuto una piacevole sorpresa: nel bar/edicola gestito da dei ragazzi cinesi, e dove sono solita comprare la guida tv, ho scoperto che c’è un angolo dove è possibile lasciare e prendere libri, 🤩!

Ammetto che non me n’ero mai accorta fino ad oggi, e sì che ogni settimana ci passo, ma mentre aspettavo di pagare mi è cascato l’occhio verso il fondo della sala e ho visto dei libri posizionati su una mensola.

Mi sono avvicinata e ho visto che era effettivamente un posto dove è possibile fare lo scambio dei libri.

Per esserne sicura al 100% ho chiesto ad uno dei ragazzi e mi ha detto che sì, sono libri che si possono prendere gratuitamente.

Ecco quali sono stati quelli che ho scelto, 😀.

Il mio piccolo bottino libresco, 😊.

Di questi quattro ce n’è uno che non riuscivo mai a trovare durante le mie ricerche di nuove letture: si tratta di “Free” di E.L. James.

O non era disponibile oppure era esaurito e via dicendo.

Avendo l’intera saga, tranne quest’ultimo, mi ero rassegnata e l’avevo scaricato in formato ebook.

L’ho letto ed è ancora nella mia libreria elettronica: ma ora che ho il formato cartaceo lo eliminerò per fare spazio ad altre letture, 😉.

Ed essendo proprio quello che mi mancava non ho esitato un attimo ed è venuto a casa con me, 😄.

Non lo recensirò, almeno per il momento, perché per fare una recensione completa dovrei rileggere da capo l’intera saga e ho già molti libri che aspettano di essere letti, 🙂.

Mentre il libro di Stephen King e i due di Ken Follett saranno letti e recensiti, 😉.

C’erano anche altri libri insieme a questi quattro e la tentazione di prenderne altri è stata molto molto forte ma mi sono trattenuta e ho evitato di lasciare la mensola completamente vuota, 😄.

Ora che ho scoperto questa nuova postazione di scambio libri tornerò sicuramente a vedere quali altri titoli trovo e ne porterò alcuni dei miei, 🙂.

Un pomeriggio davvero proficuo e con una bella sorpresa che mi ha resa super felice, 😊.

Recensione libresca: “Notte senza fine” Richard Laymon.

Due ragazzi in fuga, un assassino sulle loro tracce, una lotta per la sopravvivenza.

Titolo: Notte senza fine.

Autore: Richard Laymon.

Genere: horror.

Pagine: 480 (formato ebook in lingua inglese); 367 (formato cartaceo in lingua italiana e inglese).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook in lingua inglese); https://www.amazon.it (la versione cartacea in italiano è molto costosa mentre quella in inglese è più economica); https://www.Ebay.it (anche qui la versione in italiano è abbastanza costosa mentre la versione in inglese è più economica) (formato cartaceo in lingua italiana e inglese) e forse anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

Trama: Jody Fargo ha sedici anni ma è più tosta di quanto sembri: deve esserlo. Sta dormendo a casa di un’amica quando gli assassini irrompono. Massacrano la famiglia ma Jody riesce a scappare, salvando il dodicenne Andy lungo la strada… Simon Quirt non sembra il tipo di persona che stuprerebbe e ucciderebbe nel cuore della notte. Ma, insieme ai suoi amici, è proprio quello che fa. Ora Simon è solo. Il suo compito è rintracciare gli unici testimoni oculari del massacro ed eliminarli. Simon non vede l’ora di mettere le mani su Jody…

Storyline: Jody Fargo is sweet sixteen but tougher than she looks – she has to be. She’s sleeping over at a friend’s when the killers break in. They slaughter the family but Jody escapes, rescuing twelve-year-old Andy on the way… Simon Quirt doesn’t seem the kind of fellow who would rape and murder in the dead of night. But, together with his friends, that’s just what he does. Now Simon is alone. His task is to track down the only eyewitnesses to the massacre and dispose of them. Simon just can’t wait to get his hands on Jody…

Ho appena terminato la lettura di “Notte senza fine” di Richard Laymon, uno scrittore che ha incentrato le sue storie sul genere horror.

Ma che cosa succede quando, un genere che ami, finisce per rivelarsi un mezzo flop? Beh, un po’ di delusione c’è perché di questo autore ho letto e ho nella mia biblioteca personale due titoli: “La carne” e “La bara”. Due libri che mi hanno dato il vero senso del brivido, inquietanti: insomma, due libri degni d’essere definiti degli horror.

Mentre con “Notte senza fine” non ho avvertito nemmeno un piccolo brivido, in una parte del libro solo tanta tanta noia. È molto più splatter perché le scene sanguinose e di violenza abbondano ma ciò non è bastato per poterlo ritenere un horror degno di questo nome.

Ecco, una cosa che mi è successa mentre leggevo è stata il provare un senso di nausea fisico: un fatto davvero inconsueto perché sono abituata a letture di questo genere. Probabilmente ho ricreato anche in modo troppo vivido la storia nella mia mente (quando leggo creo in contemporanea una “storia ad immagini” nella mia mente, dò una fisionomia ai personaggi, immagino i luoghi in cui si svolge la storia, ecc) e questo ha scaturito in me la nausea… ma non ho vomitato eh, 😁.

È una storia fatta di omicidi, di fughe per la sopravvivenza ma anche di unità e complicità come quella tra Jody ed Andy, i due protagonisti principali della storia. La ragazza ha assistito all’omicidio dell’intera famiglia del ragazzino e con lui, unico sopravvissuto al massacro, sono costretti a fuggire per evitare che gli assassini li trovino e li uccidano. Ci riusciranno? E fino a quando dovranno nascondersi? C’è un assassino in particolare sulle loro tracce e sembra proprio non volersi arrendere…

Voto alla fine della lettura del libro: 6 (un sei molto stiracchiato: se non fosse stato per l’inizio del romanzo e per la fine il libro avrebbe avuto un voto più basso).

👍la storia parte molto bene: la suspence e il pathos sono ben presenti e le scene d’inseguimento per scappare dagli assassini sono molto ben scritte e coinvolgenti: il finale è un’altra parte del romanzo che mi è piaciuta: si ritorna a sentire il pathos e la suspence d’inizio storia: un dettaglio che mi è piaciuto di questo romanzo è la decisione dell’autore di raccontare la storia sia dalla parte dei protagonisti (usando la terza persona singolare) che dalla parte dell’assassino (usando la prima persona singolare): in questo modo si può conoscere il pensiero da ambo le parti.

👎se si esclude l’inizio e la fine tutto il resto della storia è stata, come vi dicevo sopra, un mezzo flop: parti noiose e che non danno ritmo alla narrazione: quando è l’assassino a parlare si dilunga in monologhi sconclusionati e pallosi, pieni di dettagli inutili e superflui. Vi faccio un esempio: ad un certo punto, nel ricordare l’aspetto di una delle vittime, questi la paragona ad un maiale e dice d’aver voglia di mangiare maiale in agrodolce e subito dopo dice d’aver mangiato questo cibo. Dettagli come “ho mangiato questo con questo e questo” oppure “mi sono messo questo di questo colore e quest’altro di questo colore” e simili mi fanno dire:

Ma c’è davvero bisogno d’aggiungere e di spiegare per filo e per segno, ai fini della narrazione, i dettagli che potrebbero essere tranquillamente omessi perché insignificanti? Mah, secondo me sono parti della narrazione che potrebbero essere benissimo ridotte ai minimi termini oppure nemmeno aggiunte. Solo in minima, ma proprio in minima parte e soprattutto se sono scritti con un filo ed un senso logico, posso accettare anche i dettagli meno “importanti”, ma se questi iniziano ad abbondare e sono scritti in maniera confusionaria non esito a dare, anche per questo, una valutazione negativa al libro.

E voi avete già letto “Notte senza fine” di Richard Laymon? Vi è mai capitato di leggere un libro che parte bene ma che poi diventa noioso e si riprende solo nella parte finale?

P.S: per fortuna che questo libro non l’ho comprato ma mi è stato solo prestato, altrimenti non so per quanto tempo sarei andata avanti a darmi della pirla per un acquisto sbagliato, 😁.

Recensione libresca: “La paziente scomparsa” Liz Lawler.

Una scomparsa misteriosa, una testimone che ha visto troppo: quale sarà il destino dell’infermiera Emily Jacobs?

Titolo: La paziente scomparsa.

Autore: Liz Lawler.

Genere: thriller, giallo, medical thriller.

Pagine: 321 (formato ebook); 319 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it (il titolo c’è, ma in questo momento non è possibile acquistarlo perché non disponibile); https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Emily Jacobs è appena stata ricoverata nell’ospedale dove lavora come infermiera per una piccola operazione. Quando si sveglia nel cuore della notte, ancora confusa dall’anestesia, fatica a capire bene cosa stia succedendo. Per un momento le sembra quasi che un medico stia cercando freneticamente di rianimare la paziente nel letto a fianco. Al risveglio chiede spiegazioni, ma la risposta è che il letto accanto al suo è sempre stato vuoto. Una volta tornata al lavoro, Emily è decisa a non dare più peso alla cosa, ma il ritrovamento di un braccialetto, riporta a galla tutte le sue inquietudini. Potrebbe essere della donna scomparsa? Più ci pensa e più si convince che i suoi colleghi nascondano un terribile segreto. Potrebbe sbagliarsi, è vero. Forse per colpa di un trauma del suo passato che rischia di influenzarla. E se invece avesse ragione? Chi altro sarebbe in pericolo?

Devo dire che le ultime letture, quella precedente e quest’ultima, mi hanno dato delle grandi soddisfazioni, 😀.

Se in quello precedente la trama era ambientata in mezzo alla natura in questo romanzo ci si sposta in città. La trama di “La paziente scomparsa” è ambientato all’interno di una clinica privata, un posto dove le persone si recano per andare a farsi curare e guarire… se non fosse che qualcosa non va come previsto. Una paziente “scompare” in circostanze misteriose ed il mistero aleggia tra le corsie della clinica. Emily, la protagonista, si ritrova suo malgrado testimone di questa sparizione. E si sa, quando una persona è testimone di qualche fatto poco chiaro c’è sempre chi cerca di metterla a tacere, arrivando anche a farla passare per una “malata di mente”, cosa che succede alla giovane infermiera. Ma Emily sa di non essere pazza, sa quello che ha visto, sa che qualcosa di terribile è successo alla ragazza che condivideva con lei la sua stanza. Perché, allora, nessuno le crede? Che cosa nascondono i medici della clinica? Che cosa non vogliono che esca allo scoperto? Decide, così, d’iniziare un’indagine per conto suo e quello che scopre, unito al dolore di un’altra scomparsa in famiglia, quella della sorella minore Zoe, la metterà di fronte ad una rivelazione scioccante  e che, in qualche modo, riguarda anche la sua compagna di stanza in clinica e la sorella Zoe. Riuscirà Emily a convincere chi la circonda che non è pazza? E riuscirà a portare alla luce la verità su quello che è veramente successo durante quella notte?

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 ho amato questa lettura, dall’inizio alla fine, perché è ricca di misteri da risolvere e, cosa che di solito succede solo alla fine dei libri, è ricca di plot twist lungo tutto l’arco della narrazione. Vi faccio solo un esempio: ad un certo punto del libro ero super convinta d’aver capito chi fossero i colpevoli ma… plot twist!, uno dei “sospettati” è uscito di scena e ho dovuto fare delle nuove ipotesi; una lettura piena d’adrenalina, avvincente, coinvolgente e dove niente è quello che sembra: se amate il genere vi straconsiglio questa lettura; Emily, la protagonista, è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più perché, nonostante il dolore della scomparsa della sorella, è forte e combattiva: non si arrende quando la internano dichiarandola “mentalmente pazza” ma continua a combattere e a lottare per far sì che la verità esca fuori, anche a costo di risultare invadente e poco gradita ai colleghi.

👎 anche qui, purtroppo, devo segnalare la presenza di vari errori d’ortografia e di grammatica: è l’unica nota negativa che mi sento di dare a questo libro.

E voi avete già letto “La paziente scomparsa” di Liz Lawler? Vi piacciono le letture che hanno, al loro interno, un alto tasso d’adrenalina?