Quando si tratta di regali con me si va sempre sul sicuro: libri, libri e ancora libri!
Chi mi conosce sa che regalandomi dei libri non mi farà felice, di più, 😍😍😍😍😍!
A me non interessa che i libri siano appena usciti nuovi nuovi da una libreria perché mi vanno benissimo anche quelli di seconda mano che non vengono più letti e se ne hanno troppi o non si sa che cosa farne, se si tratta di cartacei… l’importante è leggerli, 😊!
La mia espressione quando ho a che fare con i libri o che mi viene detto: “Ti regaliamo dei libri.”, che sia Natale, compleanno, ecc…
E anche questo compleanno non sono mancati i libri come regalo, 👍👍👍👍.
Ho ancora qualche libro in ebook da leggere, uno già in lettura e uno ancora da iniziare, ma finiti questi passerò al cartaceo e poi tornerò nuovamente al libro elettronico.
Libri come regalo? Sì, grazie, 😀!
Ho curiosato un po’ online, leggendo le trame di questi libri e mi sono sembrate tutte interessanti.
La domanda è: da quale inizio?
Questa volta mi trovo davvero in difficoltà perché m’incuriosiscono tutti e non so a quale dei quattro dare la priorità.
Voi avete già letto qualcuno di questi titoli? Come vi sono sembrati? Da quale mi consigliate di partire?
Trama: Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a sé stesso su un’isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti.
Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.
Avevo detto che, almeno per un po’, avrei abbandonato la lettura di genere classico. Ma, dopo un po’ di tempo, mi è sembrato giusto ritornare a leggere anche i classici e sono ripartita da “Il signore delle mosche” di William Golding. Un libro che racconta di quanto può essere forte e, allo stesso tempo, fragile l’alleanza tra le persone (in questo caso dei ragazzi) quando ci si ritrova a dover combattere per sopravvivere e riuscire a tornare a casa. Eh sì, perché se all’inizio le cose sembrano filare lisce, man mano che il tempo passa questa alleanza inizia ad incrinarsi sempre di più, portando anche alla spaccatura del gruppo e andando a creare due fazioni completamente agli antipodi. Da una parte Ralph, il ragazzo con la testa sulle spalle e che sin dall’inizio viene nominato capo dei ragazzi, dall’altra Jack, un altro ragazzo ma che, caratterialmente, è all’opposto di Ralph: prepotente e arrogante, il classico “bulletto del gruppo” che ad un certo punto arriverà ad essere un vero e proprio selvaggio. Due personalità così differenti, un’isola deserta su cui sopravvivere: chi di loro saprà adattarsi meglio a questa situazione?
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 mi è piaciuto quando, per buona parte del romanzo, il gruppo di ragazzi riesce a mantenere vivo lo “spirito di gruppo” e a collaborare tra di loro senza troppe incomprensioni; uno dei personaggi che mi è piaciuto di più è stato Piggy perché, nonostante sia tra i protagonisti secondari, riesce a ritagliarsi quasi un ruolo da co-protagonista. I suoi saggi consigli e le sue parole, anche se poco ascoltati da molti dei ragazzi, riescono a far breccia nelle menti di chi vuole a tutti i costi poter tornare alla civiltà e alla loro vita di sempre.
👎 un personaggio, invece, che non mi è piaciuto è stato proprio il secondo protagonista, o meglio l’antagonista del romanzo, ovvero Jack. Un ragazzo davvero troppo prepotente e arrogante, con quel suo fare da bullo mi è stato antipatico quasi fin dall’inizio. Quando poi diventa un selvaggio è ancora peggio: mi chiedo come, anche nella finzione, il bullo riesca sempre a risultare popolare e ad avere un ascendente sulle persone.
E voi avete già letto “Il signore delle mosche” di William Golding? Vi propongo un gioco: immaginate di dover sopravvivere per, diciamo, un anno su un’isola deserta. Quali sono gli oggetti che portereste con voi?
Trama: Hannibal Lecter è uno psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato. Ed è anche un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Ma è l’unica risorsa che ha a disposizione la giovane agente dell’FBI Clarice Starling per rintracciare Buffalo Bill, l’imprendibile “mostro” che scuoia le sue vittime. Il dottor Lecter decide di aiutarla, ma al prezzo di uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill in tempo per salvare la sua ultima preda unicamente se Clarice accetterà di svelargli ciò che da anni tormenta la sua anima…
Una sfida allucinante tra follia e intelligenza, una strana alleanza tra uno psichiatra geniale caduto nel gorgo della psicopatia omicida e una giovane agente dell’FBI che dà la caccia a un mostro dalle mosse imprevedibili. Dal romanzo un film di grande successo internazionale.
Che cosa succede quando, per cercare di catturare un mostro, si chiede aiuto ad un altro mostro? Beh, sicuramente nulla di buono perché uno psicopatico come Hannibal Lecter non farà nulla per nulla. E questo Clarice lo capirà fin dalla prima volta che s’incontrerà con questo “genio del male”.
Infatti il dottor Hannibal Lecter è molto bravo a sondare la personalità di Clarice e, anche se dietro le sbarre di un manicomio, riesce a psicanalizzarla con grande abilità.
Un thriller che diventa anche di genere psicologico perché non solo c’è la cattura del “cattivo di turno” ma ci s’addentra anche nella mente malata di due mostri, due uomini che hanno in comune l’omicidio, la sete di sangue e il male. Quello stesso male che Clarice dovrà fermare prima che un’ennesima ragazza finisca per diventare la prossima vittima di Buffalo Bill.
Voto alla fine della lettura del libro: 8.
👍 nella sua crudezza poiché le scene raccapriccianti sono scritte nei dettagli (e infatti se siete deboli di stomaco vi consiglio d’evitare una lettura di questo tipo) è un libro che allo stesso tempo intriga perché permette di conoscere meglio che cosa passa nella mente di uno psicopatico; la narrazione è un mix tra psicologia, molta azione e un susseguirsi di colpi di scena che rendono la lettura molto interessante e coinvolgente.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris? Qual è stato l’ultimo thriller psicologico che avete letto?
Dal primo racconto di Se scorre il sangue, IL TELEFONO DEL SIGNOR HARRIGAN, un film Netflix.
Trama: Ci sono diversi modi di dire, quando si parla di notizie, e sono tutti leggendari: “Sbatti il mostro in prima pagina”, “Fa più notizia Uomo morde cane che Cane morde uomo” e naturalmente “Se scorre il sangue, si vende”. Nel racconto di King che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di telespettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n’è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l’investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con Mr Mercedes e con l’Outsider, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato.
Inizia così Se scorre il sangue, sequel indipendente del bestseller The Outsider, protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da Il telefono del signor Harrigan, dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a La vita di Chuck, ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a Ratto – che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore – le storie di questa raccolta sono sorprendenti, fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, sublimemente kinghiane.
Anche questa volta ho voluto cimentarmi con una raccolta di racconti, proprio come qualche lettura fa ho fatto con i racconti di Edgar Allan Poe. Questa volta, però, la raccolta di racconti è di Stephen King, uno dei miei scrittori preferiti, 🤩.
Come si può leggere dalla trama Se scorre il sangue è composto da quattro racconti che spaziano dall’horror al giallo al dark fantasy. Non uno bensì tre tipi di genere letterario che accontentano non solo chi adora i libri di King, e in particolare quelli horror, ma anche una fetta più ampia di lettori.
Da uno di questi racconti, ovvero Il telefono del signor Harrigan, è stato anche tratto un film per Netflix (se qualcuno di voi l’ha visto sarei molto curiosa di sapere le vostre opinioni in merito, 😉).
Tra un misterioso e inquietante collegamento telefonico tra vita terrena e ultraterrena, un messaggio che compare in ogni dove in merito ad un certo Chuck, una caccia ad un essere che muta e si trasforma per rendersi irriconoscibile e uno scrittore che, dopo vari tentativi falliti, riesce a scrivere un romanzo con la R maiuscola, ci si ritrova ad avere a che fare con quattro storie molto molto diverse tra loro.
Voto alla fine della lettura del libro: 6.
👍 il racconto (l’unico) che mi è piaciuto di più è stato Il telefono del signor Harrigan, un racconto che, se all’inizio sembra risultare “lento”, tutto ad un tratto ha una svolta improvvisa e diventa davvero inquietante e persino con qualche brivido.
👎 gli altri tre racconti li ho trovati poco interessanti e mi sapevano “d’insipido”, sicuramente non degni di questo scrittore; per farvi un esempio di La vita di Chuck non c’ho capito nulla. Non sono nemmeno riuscita a capire di quale genere potesse essere questo racconto e devo ammettere che sono arrivata persino ad annoiarmi perché la lettura non era né coinvolgente né interessante.
E voi avete già letto Se scorre il sangue di Stephen King? Se l’avete già letto come vi sono sembrati questi quattro racconti?
“Non sanno che cosa ho fatto. E non sarò io a dire la verità.”
“È tornato quel momento dell’anno. Il momento in cui il ghiacciaio restituisce i corpi. Perciò tengo d’occhio le cronache locali ogni giorno. C’è un corpo in particolare che sto aspettando.”
Trama: Sono passati dieci anni dall’ultima volta che Milla è salita lassù. La passione dello snowboard, le Alpi che incombono mentre il sole scompare tra le vette, il vento gelido sulla pelle secca. Sono solo alcune delle cose che si è lasciata alle spalle, fin da quella vacanza di tanto tempo prima. Cose, ma anche persone: Brent, Heather, Dale, Curtis, un gruppo di amici allora, adesso praticamente degli sconosciuti. Se lei è tornata quassù lo deve solo a Curtis. La voglia di rivederlo è stata più forte di tutto, perciò quando le è arrivato quel messaggio con la firma “C”, un invito a rivedersi tutti insieme, nel rifugio alpino dove si conobbero, Milla non ha saputo resistere. Tutti insieme, a parte Saskia. La bellissima, vincente Saskia. La sua scomparsa, per tutti e cinque, rovinò molto più che una vacanza. Ma adesso che Milla è di nuovo insieme a loro, tra imbarazzi e silenzi, isolata nel rifugio a causa di una tempesta, sulla cima di quello stesso, infido ghiacciaio che aveva giocato spietatamente con le loro vite, è chiaro che quelle persone sono davvero degli sconosciuti. Sconosciuti che custodiscono, però, un segreto fin troppo pericoloso. E una verità che, da quella notte di dieci anni prima, come i corpi dal ghiacciaio, sta finalmente per emergere. Un thriller in cui nessun personaggio è immune dal sospetto. E i brividi non sono affatto per il freddo.
Preparatevi a rabbrividire, e non solo per il freddo che questo romanzo suscita, in quanto la storia è ambientata in alta montagna, perché ci s’addentra in una narrazione fatta di misteri, sospetti, cose mai dette e che, con il passare di un decennio, vengono svelate.
Tutto questo e molto altro è “Brivido”, romanzo d’esordio della scrittrice Allie Reynolds.
Appena iniziata la lettura mi è venuto spontaneo pensare: “Qualcosa del genere l’ho già letto.”, ed infatti, ambientazione a parte, ricorda abbastanza uno dei romanzi più famosi di Agatha Christie”: “Dieci piccoli indiani”. Anche qui i personaggi vengono contattati in modo misterioso e, come nel romanzo della Christie, hanno tutti delle colpe precedenti. E anche qui qualcuno manovra da “dietro le quinte” per metterli uno contro l’altro, portandoli ad un livello di tensione e di sospetto che non fa sconti a nessuno. Cinque persone, cinque personalità diverse, un passato che fa capolino nel presente… che cosa nascondono e perché solo ora è arrivato il momento che tutto venga svelato?
Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.
👍 mi è piaciuta l’idea d’ambientare il romanzo in altissima montagna, un posto impervio e in cui è difficile destreggiarsi se non si conosce il luogo e i suoi pericoli; ci sono vari colpi di scena, soprattutto verso la fine e che fanno rivalutare alcuni personaggi che, magari poco prima, si ritenevano colpevoli o innocenti; pur non sapendo quasi nulla di snowboard mi sono sentita “partecipe” della competizione che, nelle parti inerenti il passato, si crea tra i vari personaggi.
👎 unica nota negativa è che fin da subito ho trovato davvero antipatica Saskia, la sorella di Curtis. Un personaggio e una personalità che definirei narcisista e che pensa solo a sé stessa: competitiva ben oltre il limite, arriva persino a danneggiare le persone che la circondano. Non si fa scrupoli di niente e di nessuno e gioca con le persone “come fa il gatto con il topo”, arrivando a calpestare i sentimenti di chi le vuole bene e che, anche se non se lo meriterebbe, fa di tutto per difenderla, come suo fratello.
E voi avete già letto “Brivido” di Allie Reynolds? A voi piace lo snowboard o lo praticate?
Trama: Alla Xymos, in Nevada, sta per essere brevettata una nuova tecnologia biomedica: uno sciame di micro-videocamere che è in grado di effettuare diagnosi di estrema precisione dall’interno del corpo umano. Ma qualcosa comincia a non andare per il verso giusto e quello che all’inizio sembra un banale incidente si trasforma nella lotta contro un’entità sfuggita al controllo degli scienziati. Lo sciame si muove in modo autonomo, si riproduce e attacca l’uomo.
Ancora una volta Michael Crichton è riuscito ad anticipare temi di straordinaria attualità, come le sconvolgenti opportunità – e i relativi rischi – offerte da nanotecnologie, microrobotica e sofisticate forme di intelligenza artificiale, che sempre di piu influenzano la vita di tutti noi.
Dalle due precedenti raccolte di racconti, questa volta, sono passata ad un romanzo che avevo già letto in passato: in pratica una rilettura, 😉.
“Preda” di Michael Crichton è un romanzo che racchiude sia il genere thriller che quello fantascientifico, facendolo diventare un fanta-thriller.
In questo romanzo il protagonista, Jack, si trova ad avere a che fare con un nemico davvero insolito e futuristico: uno sciame di micro-videocamere, usate prima come nuova tecnologia a scopo diagnostico, diventato poi un’”entità“ in grado di attaccare e persino uccidere chiunque si trovi sul suo cammino. Questa invenzione futuristica, anche se all’inizio è ancora a livelli molto “base”, pian piano riesce ad evolversi e con il passare delle generazioni a diventare sempre di più uno strumento di morte e distruzione. Ma chi c’è dietro alla creazione di questo sciame? E soprattutto: chi ha progettato tutto ciò ha avuto dall’inizio solo l’idea di creare qualcosa di utile in ambito medico oppure c’è dietro un piano ben più complesso e distruttivo? Questo sarà lo scopo del protagonista: capire come e chi ha portato a far diventare un semplice strumento diagnostico uno strumento capace, autonomamente, di diventare qualcosa di vivo e capace di uccidere.
Voto alla fine della lettura del libro: 8.
👍 un libro avvincente e che tiene con il fiato sospeso perché insieme al protagonista si entra in un mondo futuristico e fatto di alta tecnologia e nuovi strumenti tecnologici; la storia è originale e ben scritta, in quanto il nemico che il protagonista si trova a dover affrontare e sconfiggere non è qualcosa in carne ed ossa bensì una “macchina” progettata per uno scopo che poi diventa qualcosa di autonomo e quasi “umano”.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “Preda” di Michael Crichton? Qual è il vostro pensiero sui nuovi ritrovati della tecnologia moderna di questi tempi?
Questo libro contiene i seguenti racconti: “La lettera rubata”, “Manoscritto trovato in una bottiglia”, “La rovina della casa Usher”, “Hop-Frog”, “Il cuore rivelatore”, “Il barile d’Amontillado”, “Ombra” e “Il pozzo e il pendolo”.
Dall’incipit del libro:
Mi trovavo a Parigi nel 18… Dopo una serata scura e tempestosa d’autunno, stavo godendo, in compagnia del mio amico Dupin, la duplice voluttà della meditazione e d’una buona pipa di schiuma, nella sua piccola biblioteca o gabinetto di studio, nel sobborgo Saint-Germain, in via Dunot, n.33 terzo piano. Era più d’un’ora che stavamo là, conservando un profondo silenzio. Chi ci avesse visto ci avrebbe creduti profondamente unicamente occupati delle larghe volute di fumo che impregnavano l’atmosfera della camera. In quanto a me, stavo discutendo fra me e me certi punti su cui avevamo conversato sul principio della serata – riguardo all’affare della via Morgue. Stavo dunque occupato in questa specie di discussione interna, per così dire, quando, d’un tratto, fu aperta la porta, ed entrò il signor G…, il prefetto di polizia di Parigi, una nostra vecchia conoscenza. Lo salutammo assai cordialmente: perché costui, come aveva un lato spregevole, aveva anche il suo rovescio simpatico, e noi non l’avevamo più visto da qualche anno. Siccome stavamo immersi nelle tenebre, Dupin s’alzo per accendere un lume: ma, quando sentì dire a G… ch’era venuto per consultarci, o piuttosto per domandare l’opinione del mio amico sopra un affare che l’aveva messo in un mar d’imbarazzi, non ne fece niente e si rimise a sedere.
Ed ecco qua la seconda raccolta di racconti, dopo “Racconti straordinari”, che ho letto la scorsa settimana. Anche questo libro è stato scritto dal famosissimo autore Edgar Allan Poe e, malgrado lo scrittore sia lo stesso, rispetto al primo questa raccolta di racconti mi ha coinvolta di più nella lettura. (Merito anche di uno dei racconti che preferisco di questo autore, ovvero “Il cuore rivelatore”, 😉).
Si spazia dall’horror al noir, dal poliziesco all’avventura: insomma, c’è davvero un bel potpourri di generi. Se siete amanti di uno o più di questi generi “Nuovi racconti straordinari” è un libro che merita d’essere letto.
Ed essendo racconti brevi si leggono davvero in pochissimo tempo: non riuscendo a leggere un po’ durante il giorno per i vari impegni di questo periodo alla sera non vedevo l’ora di prendere in mano il mio iPad e avventurarmi tra le pagine di questo libro, 😀.
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 in questa raccolta di racconti ho trovato la lettura molto più scorrevole e piacevole rispetto a “Racconti straordinari”; sono stata molto contenta di trovare, tra i vari racconti, anche “Il cuore rivelatore”, uno dei miei racconti preferiti; un libro che accontenta un’ampia fetta di lettori perché contiene più generi.
👎 l’unica nota negativa è che ho trovato anche in questo libro alcuni termini poco comprensibili perché scritti con il linguaggio dell’epoca ma, rispetto al primo, ne ho trovati molti molti di meno.
E voi avete già letto “Racconti straordinari” di Edgar Allan Poe? Anche voi avete uno o più racconti preferiti di questo o altri scrittori?
Un saluto a tutti e a tutte voi, ed eccomi qui tornata sul blog, 😀! Come state? Spero tutto bene.
Prima di partire con la recensione di uno dei due libri che ho letto questa settimana voglio far sapere che, grazie alla cura che sto facendo, mi sento un pochino meglio e sono più attiva, ✌️.
Per il momento, dato le giornate piene, riuscirò ad essere presente per un po’ di tempo solo alla sera e, sempre e solo per il momento, sul mio blog. Ma più avanti conto di tornare a leggere e commentare anche i vari blog che seguo.
Sempre prima di lasciarvi alla recensione, una domanda: ma solo io ho notato quanto sia diventato lento WordPress a caricare tramite browser? (Come sapete uso l’app di JetPack per caricare i post, mentre per tutto il resto uso il browser: ho notato che i blog che seguo, sul reader tramite browser mi compaiono tutti mentre sull’app ce ne sono solo alcuni. Mah, ormai WordPress è sempre più un mistero, 🤔). Con il mio rientro di oggi non ho fatto nemmeno in tempo ad incominciare ad utilizzare WordPress che già ha iniziato a dare dei problemi… andiamo bene, 🤦♀️.
Ok, ok, avete ragione: sono qui per parlarvi del primo libro della settimana… eccolo, 😀!
Una raccolta di racconti per gli amanti del brivido.
Trama: Il maestro del grottesco, della fantascienza e del poliziesco è stato tra gli autori più prolifici della sua generazione: non soltanto romanzi, non soltanto poesie ma anche e soprattutto racconti. Alcuni di questi, tra i più oscuri e irreali, sono raccolti in questo volume. Tutta l’allucinata fantasia di un autore capace, come pochi altri nella storia, di farvi provare un brivido pagina dopo pagina è qui riunita. Tra i vari racconti, spicca senz’altro: “Il ritratto ovale”: un meraviglioso affresco gotico che narra la vicenda di un uomo che, insieme al proprio valletto, si ritrova per motivi ignoti nella torre di un castello abbandonato e qui viene colpito intensamente da un ritratto ovale che raffigura una giovane donna e dal quale proviene una indescrivibile vitalità. Un’altra prova magistrale di una delle penne più ispirate della letteratura americana ottocentesca.
Ma davvero questo è lo stesso autore della bellissima raccolta di racconti “I racconti del terrore”? Ma davvero quello che ho letto è una raccolta di altri racconti del famosissimo e precursore autore, di storie del brivido e del poliziesco, Edgar Allan Poe?
La risposta più ovvia è sì, è sempre Edgar Allan Poe, ma per quanto riguarda i racconti di questa raccolta… beh, hanno lasciato, a mio parere personale, mooolto a desiderare. Quando si legge una raccolta di racconti di questo scrittore ci s’aspetterebbe di provare il classico “brivido”, quel senso d’inquietudine ma allo stesso tempo quel senso di curiosità sempre più crescente che porta il lettore a scoprire come proseguirà la storia e quali altri misteri ci saranno lungo il “cammino”.
Così non è stato, e devo dire che ho scaricato questo ebook avendo delle grandi aspettative perché di questo autore avevo già letto “I racconti del terrore”. Lì sì che il classico “brivido” c’è stato e i racconti mi erano piaciuti molto tutti, in particolare modo “Il cuore rivelatore”. Ma con questo ebook, come si suol dire, è meglio “stenderci un velo pietoso”.
P.S.: oltre a questo ho scaricato, sempre di Edgar Allan Poe, anche il libro “Nuovi racconti straordinari”… speriamo sia meglio del primo. Tengo le dita incrociate, 🤞.
Voto alla fine della lettura del libro: 4.
👍 l’unico “brivido” piccolo piccolo l’ho avuto leggendo “Il ritratto ovale”: mi è piaciuta abbastanza l’idea di dare al ritratto affisso nella camera del protagonista un che di misterioso e vagamente “inquietante”.
👎 tutto il resto dei racconti li ho trovati di una noia pazzesca: la lettura procedeva a fatica e avevo il cervello come “disconnesso” per la difficoltà a capire tanti ma tanti termini scritti nel modo dell’epoca. Più e più volte mi sono dovuta fermare per cercare di capire che cosa volesse dire un determinato termine, magari rileggendolo all’interno della frase in cui era contenuto, e v’assicuro che mi sono spesso domandata: “Ma all’epoca, quando venivano scritti questi libri, le persone parlavano allo stesso modo, con questi termini così incomprensibili?”
E voi avete già letto “Racconti straordinari” di Edgar Allan Poe? Vi è mai capitato d’avere grandi aspettative per un libro scritto da un autore di cui avevate già letto qualcosa e che poi si è rivelato un autentico flop?
Trama: Potrebbe essere una scoperta che rivoluziona la storia dell’umanità: la Nasa ha localizzato, sepolto sotto i ghiacci del polo, un meteorite contenente fossili di insetti: la prova definitiva dell’esistenza di vita extraterrestre. Ma il team di esperti inviato in segreto sul luogo, tra cui il professor Michael Tolland e la giovane Rachel Sexton, si rende conto che si tratta di una truffa colossale. La questione è estremamente delicata, perché da essa dipendono le sorti della politica aerospaziale americana e perché sono molti coloro che hanno interesse a gettare nel discredito la Nasa, a partire dal candidato alle prossime presidenziali. Michael e Rachel sono intenzionati a condurre fino in fondo le indagini. Ma c’è qualcuno disposto a tutto per impedire che sul mistero sia fatta luce.
Finalmente, dopo la noia della lettura precedente, una lettura che rientra tra quelle che mi piacciono, una lettura o meglio una rilettura (questo libro l’avevo preso in prestito anni fa in biblioteca e mi era piaciuto, così ho voluto rileggerlo ma questa volta in formato ebook, 😉) davvero avvincente, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Questo mix di generi, tra il thriller, il thriller politico e la fantascienza, fanno di “La verità del ghiaccio” uno dei più bei romanzi scritti da Dan Brown.
Tutto inizia quando, sepolto sotto i ghiacci del Polo, viene ritrovato un meteorite caduto tantissimi anni addietro sulla Terra e che dimostrerebbe la presenza di vita extraterrestre al suo interno. La scoperta si rivela subito sensazionale e per studiare meglio l’oggetto in questione vengono mandati degli scienziati sul luogo della scoperta. Ma, dopo vari studi ed analisi, si scoprirà che il meteorite è solamente una truffa colossale, un inganno montato ad arte per risollevare la reputazione di qualcuno d’insospettabile. Mentre il team di scienziati lavora su questa scoperta a Washington è in corsa una lotta tra i due candidati alla presidenza alla Casa Bianca: il presidente in carica Zach Herney e il rivale Sedgewick Sexton, quest’ultimo padre di Rachel. Il mandato del presidente in carica è in scadenza e non è stato un mandato “tutto rose e fiori”. I problemi sono stati molti, soprattutto riguardanti diverse débâcle della Nasa, e il consenso sembra in caduta libera. Come se non bastasse il padre di Rachel ci mette del suo per screditare in ogni modo l’avversario e far sì che il prossimo presidente ad andare alla Casa Bianca sia lui. Tra giochi di potere, una verità da svelare a qualunque costo e pericoli sempre dietro l’angolo, i due protagonisti non si fermeranno finché non verrà svelato tutto il marcio che c’è dietro alla storia di questa truffa organizzata ad arte da uno dei più grandi simboli americani.
Voto alla fine della lettura del libro: 8.
👍 un mix di suspence, adrenalina ed azione che non mollano il lettore fino alla fine del romanzo; i colpi di scena non mancano di certo e quando si pensa di capire chi sono le persone coinvolte dietro a questa truffa arriva quel dettaglio che scombina le idee e le ipotesi avute fino a quel momento e ribalta “le carte in tavola”.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “La verità del ghiaccio” di Dan Brown? Qual è stato l’ultimo libro letto che vi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine?
Trama: I Bennet sono una famiglia rispettabile, ma non agiata, che vive nell’Hertfordshire, composta dai genitori e da cinque sorelle: Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia. La signora Bennet è una donna frivola e dal comportamento spesso imbarazzante, il cui unico scopo nella vita è quello di trovare un buon marito alle proprie figlie. Quando il ricco Charles Bingley si trasferisce vicino alla tenuta dei Bennet con le due sorelle e l’amico Darcy, si verificano cambiamenti importanti. Jane infatti si innamora, ricambiata, di Bingley, mentre tra Darcy ed Elizabeth si crea subito una forte antipatia. Nei giorni successivi Jane si reca a trovare Miss Bingley, ma a causa di un temporale si ammala ed è costretta a restare a casa dell’amica. Elizabeth raggiunge la sorella per assisterla ed è proprio in questa occasione che Darcy approfondisce la sua conoscenza della ragazza e se ne innamora. L’arroganza ed il pregiudizio di Darcy tuttavia lo portano a convincere Bingley che Jane non è innamorata di lui, allontanandolo così da Netherfield. Jane ne soffre moltissimo ed Elizabeth si convince ancora di più della bassezza morale di Darcy, causa dell’infelicità della sorella. In seguito, durante un viaggio di piacere a Londra, Elizabeth incontra di nuovo Darcy; i due in quell’occasione hanno modo di chiarirsi ed i loro sentimenti sembrano finalmente superare i pregiudizi e l’orgoglio di classe.
Come ben sapete le mie recensioni sono sempre al 100% oneste e sincere, ed anche questa non farà eccezione. Spero, quindi, vogliate perdonarmi la piccola parolaccia che inserirò nelle note negative, 🙂.
Ed ora la recensione: ancora un classico tra le mie ultime letture, questa volta della scrittrice Jane Austen. In questo romanzo l’orgoglio e il pregiudizio, come dice il titolo, sono una componente che spicca in ampia misura. L’orgoglio contraddistingue il carattere di Darcy, cresciuto come un principino tra ricchezza e lusso. Un personaggio che sin dall’inizio assume un atteggiamento snob e guarda tutti dall’alto in basso. Ed è qui che entra in gioco il pregiudizio di Elizabeth verso Darcy: il primo incontro non è proprio dei migliori, anzi nasce subito una forte antipatia tra i due protagonisti. Diciamo che anche Darcy ci mette del suo per risultare antipatico agli occhi della ragazza che lo vede come un uomo arrogante ed altezzoso. Ma l’orgoglio e il pregiudizio che sembrano separarli all’inizio li faranno pian piano avvicinare e alla fine sarà l’amore a trionfare.
Voto alla fine della lettura del libro: 4.
👍 un personaggio che mi è piaciuto per il suo carattere è Elizabeth: una ragazza che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dalla madre, e che non ha paura di andare contro il volere delle altre persone, decidendo da sé che cosa è meglio o no per lei; alla fine ho rivalutato Darcy: non mi è più sembrato quello che si è mostrato all’inizio del romanzo perché l’amore che ha per Elizabeth è stato in grado di cambiare il suo brutto carattere e a renderlo una persona umana.
👎 la lettura, per il 99% del romanzo, è risultata noiosa e pesante, tanto che mi è stato molto difficile riuscire a concentrarmi su quello che stavo leggendo; in questo romanzo ho trovato quattro personaggi che non ho potuto sopportare per il loro modo di fare. Darcy è il primo: anche se nelle note positive ho scritto che l’ho rivalutato all’inizio del romanzo l’ho trovato un personaggio con la “puzza sotto il naso”. Altezzoso, arrogante, veramente antipatico. Un altro personaggio che non mi è piaciuto è stato Mr. Collins: quando Elizabeth gli dice che non è innamorata di lui e che non ci potrà mai essere la possibilità che tra i due venga contratto il matrimonio diventa insistente e continua a credere in qualcosa che non ci sarà mai… tanto che dentro di me l’ho soprannominato “Lo stalker”. Ed infine Mrs Bennet, la madre di Elizabeth, e Lady Catherine De Bourgh. Volete sapere la mia sincera opinione su questi ultimi due personaggi? Sono due SPACCA MARONI DI PRIMA CATEGORIA (ve l’avevo detto che ci sarebbe stata una parolaccia nelle note negative, 😁): entrambe vogliono imporre le loro decisioni agli altri e non tengono conto del pensiero altrui. In più Mrs. Bennet è anche una donna che non fa altro che lamentarsi “per i suoi poveri nervi” quando vede che non si fa quello che dice lei. Una donna che ci prende gusto a “fare la vittima” a suo piacimento, oltre ad essere anche troppo frivola, invadente e pettegola.
E voi avete già letto “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen? Anche a voi è capitato, nelle vostre letture, di trovare dei personaggi così insopportabili da definirli come ho definito io i personaggi di Mrs. Bennet e Lady Catherine De Bourgh?