Recensione libresca: “Gomorra” Roberto Saviano.

Prima d’andare a dormire la mia recensione sull’ultimo libro che ho letto, 🙂.

Raccontare la verità nuda e cruda, a volte, può essere difficile ma Saviano non ha avuto paura e il suo libro ne è la dimostrazione.

Titolo: Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra.

Autore: Roberto Saviano.

Genere: romanzo realistico, saggio, romanzo d’inchiesta.

Pagine: 405 (formato ebook); 331 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Nell’Aprile 2006 il mondo editoriale italiano è stato sconvolto da un bestseller clamoroso e inaspettato, trasformatosi in poco tempo in un terremoto culturale, sociale e civile: Gomorra. Un libro anomalo in cui Roberto Saviano racconta la camorra come nessuno aveva mai fatto prima, unendo il rigore del ricercatore, il coraggio del giornalista d’inchiesta, la passione dello scrittore e, soprattutto, l’amore doloroso per una città da parte di chi vi è nato e cresciuto. Per scriverlo si è immerso nel “Sistema” e ne ha esplorato i mille volti. Ha così svelato come, tra racket di quartiere e finanza internazionale, un’organizzazione criminale possa tenere in pugno un’intera regione, legando firme del lusso, narcotraffico, smaltimento dei rifiuti e mercato delle armi. Gomorra è un libro potente, appassionato e brutale, un viaggio sconvolgente in un mondo in cui i ragazzini imparano a sparare a dodici anni e sognano di morire ammazzati, in cui i tossici vengono usati come cavie per testare nuove droghe. Pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

Piccolo avviso: questo non è un libro per stomaci deboli. Persino io, che quando leggo non sono facilmente impressionabile, ho dovuto fermarmi varie volte perché quello che si legge in questo romanzo d’inchiesta è davvero sconvolgente e farebbe venire gli incubi anche alla persona meno impressionabile di questo mondo.

Detto questo veniamo alla recensione: nel libro Gomorra, scritto da Roberto Saviano, l’autore racconta in prima persona quello che vuol dire vivere dove la camorra “allunga i suoi tentacoli” e spadroneggia in qualsiasi ambito e qualsiasi ambiente. Non c’è attività, città o paese campano in cui la camorra non abbia messo le mani e faccia sentire la sua costante presenza tra la popolazione. Per chi non lo sapesse la camorra è un’organizzazione criminale italiana a connotazione mafiosa. Dai boss che dominano sui vari territori agli affiliati che ingigantiscono le fila di questa organizzazione, che loro chiamano “Sistema”, è una continua “lotta per il potere” dove il controllo del territorio, il predominio sulle altre famiglie di mafiosi, quasi in una continua sfida a dimostrare di essere”i più forti” e nel corso degli anni il rinnovamento e l’ascesa di nuove famiglie sono quasi, se non sempre all’ordine del giorno. La camorra è un cancro che si diffonde e sparge le sue “metastasi” tra la popolazione che, impaurita e spesso anche complice, finge di non vedere e non sentire quello che accade, assicurandosi così la protezione dei camorristi. Persino i politici locali fanno affari con la camorra e questo ha portato, nel corso degli anni, allo scioglimento di varie giunte comunali perché i politici erano complici dei camorristi. Ma se si pensa che la camorra agisca solo in Italia ci si sbaglia di grosso: questa organizzazione ha trovato il modo di collaborare con gruppi mafiosi di altri paesi e gli affari che trattano sono molteplici: droga e armi tra i più richiesti. Non è facile vivere dove la camorra impera e per questo Saviano ha voluto raccontare, fin nei minimi particolari e senza nascondere nulla, tutto quello che succede e come si vive nella terra dominate dai camorristi. Un romanzo che ha provocato le ire dei boss che vorrebbero vedere questo scrittore morto ma la lotta per la verità e la giustizia è stata più forte delle minacce e con questo libro Saviano ha voluto raccontare tutto, perché la verità è l’arma migliore con cui combattere, perché la giustizia possa un giorno trionfare sulla criminalità e sui criminali.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 ho ammirato molto il coraggio che Saviano ha avuto nel voler raccontare, senza nascondere nulla, la situazione che il popolo campano è costretto a vivere a causa di questo cancro schifoso chiamato camorra; è un libro brutale, potente ma che informa a 360º chi lo legge; Saviano, scrivendo questo libro, insegna che non bisogna mai avere paura di raccontare la verità e che il coraggio può essere più forte della paura.

👎 ho trovato disgustoso, addirittura vomitevole e nauseante il modo in cui una parte delle persone si rende complice, con il loro silenzio, alle attività criminali della camorra. Una sorta di “Non vedo, non sento, non parlo” che non è giustificabile perché davanti ai crimini commessi dalla camorra non si può girare lo sguardo da un’altra parte ma bisogna avere il coraggio di denunciare, proprio come Saviano ha fatto con il suo libro.

E voi avete già letto “Gomorra” di Roberto Saviano? Provate, per un attimo, a mettervi nei panni di Roberto Saviano: avreste avuto anche voi il coraggio di fare quello che ha fatto lui, raccontando tutta la verità?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Cuore” Edmondo De Amicis.

Il racconto di un intero anno scolastico nella Torino del post Unità d’Italia.

Titolo: Cuore.

Autore: Edmondo De Amicis.

Genere: classico per bambini e ragazzi.

Pagine: 262 (formato ebook); 256 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Pubblicato a Milano nel 1886, Cuore è uno dei più celebri libri per ragazzi scritto in Italia, ma ha raggiunto una grande fama in tutto il mondo. Il racconto è ambientato a Torino e De Amicis immagina che Enrico, un ragazzino di dieci anni, scriva sul suo diario ciò che accade nella sua classe nell’arco di un intero anno scolastico. Gli allievi vengono descritti con grande cura nelle loro caratteristiche e con una particolare attenzione alla loro provenienza sociale. Al punto di vista del piccolo Enrico si affianca quello più maturo dei genitori e della sorella, che attraverso alcune lettere tentano di impartirgli gli insegnamenti necessari per affrontare la vita e di trasmettergli il rispetto per gli altri, l’amore per la patria e lo spirito di sacrificio. Nonostante le storie di questi piccoli eroi della borghesia post-rinascimentale appaiano molto lontane dalla sensibilità moderna e nonostante il modello pedagogico proposto dal maestro Perboni sia ormai superato, Cuore resta un testo immancabile nella formazione di intere generazioni.

Anche la recensione di oggi riguarda una rilettura fatta più e più volte quando ero una ragazzina, 🙂.

Ed ora, a distanza di anni, rieccomi a rileggere “Cuore” di Edmondo De Amicis.

Una cosa che apprezzo molto nei bei libri è che, anche se si rileggono più e più volte, non annoiano mai, e in qualche modo è come se si leggessero per la prima volta perché si scoprono piccoli particolari o dettagli che magari, nelle letture precedenti, possono essere sfuggiti, 🙂.

E tra i bei libri ci metto anche “Cuore”.

Un romanzo che è scritto sotto forma di diario da Enrico Bottini, il protagonista principale del romanzo di De Amicis. Il periodo storico è quello successivo all’Unità d’Italia avvenuta nel 1861, mentre il racconto si svolge vent’anni dopo, nell’anno scolastico 1881-1882. Lungo il racconto, tra una pagina di diario e l’altra, ci sono degli spazi in cui sono inserite le lettere che il papà, la mamma e la sorella di Enrico scrivono al ragazzino. Lettere nelle quali lo spronano ad essere un bravo studente, un piccolo ometto orgoglioso della sua patria e un giovane rispettoso delle altre persone. Inoltre, ad ogni mese dell’anno scolastico, è inserito il “racconto del mese”, una breve storia che parla di giovani coraggiosi impegnati a onorare la propria patria con gesta eroiche e valorose. Nella classe di Enrico non si trovano solo i figli della borghesia post-unitaria ma anche studenti di umili origini ma non per questo meno importanti, perché non è importante che si sia ricchi o poveri: in una classe non esistono distinzioni ma solo l’amicizia e l’affetto verso gli altri compagni.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 tra i vari personaggi del romanzo mi è piaciuto molto Garrone, un ragazzo dall’animo buono e dal cuore generoso che protegge i compagni più deboli dai prepotenti come Franti; la maggior parte dei ragazzi ha delle virtù personali tra le quali la bontà d’animo, il coraggio, la pazienza, ecc; un libro perfetto per le nuove generazioni: questo libro può aiutare a far comprendere agli “uomini e alle donne del domani” quali sono i veri valori della vita.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Cuore” di Edmondo De Amicis? Ripensando ai tempi della scuola a quale dei vari personaggi assomigliavate di più caratterialmente?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Piccole donne” Louisa May Alcott.

Quattro ragazze, quattro giovani fanciulle unite da un profondo legame d’affetto e sorellanza.

Titolo: Piccole donne.

Autore: Louisa May Alcott.

Genere: classico, drammatico, familiare, di formazione, sentimentale.

Pagine: 332 (formato ebook); 384 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Un anno, tanto dura la storia racchiusa tra la prima e l’ultima pagina di Piccole donne. È Natale quando ci si immerge nel mondo dai confini minimi fisici, eppure sconfinato, delle sorelle March. Ed è sempre Natale, quello successivo, quando lo si lascia. In mezzo, la vita di quattro adolescenti decise a tirare fuori il meglio da quei difetti che le rendono umanissime: c’è Meg, che non può fare a meno di sognarsi circondata dai lussi di cui la povertà la priva; c’è Josephine, detta Jo, una passione smisurata per le storie e un’insofferenza soffocante per i limiti che le impone l’esser nata donna; Beth, quieta e silenziosa, più appagata dal fare da spettatrice alla vita delle sorelle che dall’essere protagonista della propria; e infine Amy, vanitosa ed egoista, troppo concentrata a rimirarsi in ogni superficie riflettente per curarsi di ciò che accade a chi le sta intorno. Meg, Jo, Beth ed Amy sono quattro “piccole donne” dai caratteri diversi eppure complementari, unite da quel legame unico e speciale che si alimenta di risate sotto le coperte e risvegli condivisi, di litigi furiosi e scuse accigliate, di abiti prestati e prime volte vissute nei racconti l’una dell’altra: la sorellanza. Ed è proprio la potenza di questo legame che rende grande una storia piccola come le sue protagoniste, una storia in cui il percorso di una diventa quello di tutte.

Non stanca dei classici letti finora anche la mia ultima lettura fa parte di questo genere,😀.

Credevo che, leggendone uno di seguito all’altro, alla fine mi sarei annoiata di questo genere e avrei rimandato a data da destinarsi ulteriore letture ma… non è così, 😄!

Devo ammettere che qualche gradino in più della classifica dei generi che leggo i classici se lo sono ampiamente guadagnato… anche se, altrettanto candidamente, ammetto che non prenderanno mai il posto dei generi che leggo di più e che preferisco in assoluto, 😉.

Naturalmente tutti conoscono “Piccole donne”: le quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth ed Amy sono le protagoniste di uno se non il più famoso romanzo della scrittrice statunitense Louisa May Alcott. Quattro ragazze non più bambine, ma non ancora adulte, che hanno tra loro un legame così stretto che si potrebbe quasi dire che “vivono in simbiosi”. Le due più grandi, Meg e Jo, fanno quasi da vice mamma alle due più piccole, Beth ed Amy, prendendole sotto la loro ala protettrice. Le quattro ragazze hanno tutte dei caratteri totalmente diversi l’una dall’altra e, seppur si vogliano molto molto bene, non mancano i litigi e le discussioni. Ma, come dopo ogni litigio, arriva sempre il momento di fare pace e le quattro sorelle tornano ad essere ancora più unite di prima. Tra mille avventure, belle e meno belle, in Piccole donne si racconta un intero anno di queste fanciulle, un anno che le vedrà crescere, maturare e imparare che la vita può donare gioie e dolori, felicità ed infelicità, ma che se si resta unite anche le difficoltà possono essere superate e la loro sorellanza ne uscirà ancora più forte e solida.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 in questo libro ci si può facilmente riconoscere in una o più delle protagoniste e magari anche imparare ad appianare quei piccoli difetti come fanno loro nell’arco della storia; le quattro ragazze hanno un bellissimo, nonostante ogni tanto ci scappi qualche piccolo litigio o discussione, rapporto di sorellanza fatto di complicità e affetto.

👎 l’unica nota negativa che ho trovato in questo romanzo riguarda un personaggio secondario, ed è la zia March: troppo acida, troppo “devi fare come dico io altrimenti ti scordi l’eredità”. Roba che, se fosse esistita, sarebbe stato da dirgli: “Ma chissenefrega della tua eredità! Tieniti pure i tuoi soldi! Io faccio quello che piace a me e non quello che vuoi tu!”

E voi avete già letto “Piccole donne” di Louisa May Alcott? In quale delle quattro sorelle vi riconoscete di più?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Cristo si è fermato a Eboli” Carlo Levi.

La vita di Carlo Levi, confinato in un paesino della Lucania, ai tempi del fascismo.

Titolo: Cristo si è fermato a Eboli.

Autore: Carlo Levi.

Genere: classico, romanzo autobiografico, storia contemporanea.

Pagine: 244 (formato ebook); 280 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: La peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è il testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, è l’ambasciatore d’un altro mondo all’interno del nostro mondo. Possiamo definire questo mondo il mondo che vive fuori della nostra storia di fronte al mondo che vive nella storia. Naturalmente questa è una definizione esterna, è, diciamo, la situazione di partenza dell’opera di Carlo Levi: il protagonista di Cristo si è fermato a Eboli è un uomo impegnato nella storia che viene a trovarsi nel cuore di un Sud stregonesco, magico, e vede che quelle che erano per lui le ragioni in gioco qui non valgono più, sono in gioco altre ragioni, altre opposizioni nello stesso tempo più complesse e più elementari. (Italo Calvino)

Devo dire che sto recuperando un sacco di classici che, prima d’oggi, non avevo mai letto: tutte delle bellissime letture, interessanti e che mi stanno permettendo d’ampliare il mio bagaglio del genere classico, 😉.

Anche il libro che recensirò in questa post è un’altro classico, con un mix di romanzo autobiografico e storia contemporanea: “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi.

In questo romanzo autobiografico, come dice la parola stessa, viene narrata la vita, o meglio un pezzo di vita (e più precisamente la parentesi in cui Levi viene confinato, in quanto non gradito dal regime che vigeva all’epoca ed essendone lui stesso uno strenuo oppositore, dapprima nel paese lucano di Grassano e successivamente nel piccolo centro di Aliano. Piccola curiosità: nel romanzo il paesino viene ribattezzato Gagliano.) dello scrittore e pittore Carlo Levi. Qui Levi passerà alcuni anni, fino alla liberazione del suo confino, ed oltre a dipingere eserciterà anche la professione medica, essendo lui laureato in medicina. La vita nel piccolo paesino di Aliano è una vita fatta di povertà, miseria e Levi, attraverso le parole di questo romanzo, ne denuncia le privazioni e gli stenti in cui sono costretti a vivere i contadini e gli abitanti di questo paese. Un libro crudo ma vero che racconta la vita contadina ai tempi precedenti la Seconda Guerra Mondiale.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 un grande personaggio e persona: Levi ha saputo dire no alle imposizioni dettate dal fascismo e piuttosto che mettersi dalla parte del potente ha preferito farsi confinare per passare alcuni anni della sua vita dedicandosi alla pittura e alla cura degli ammalati. Che dire di questa persona se non… semplicemente grande!; Levi, con il suo buon cuore e la sua umiltà, riesce ad integrarsi nella comunità del paesino di Aliano; anche questo libro, come quello letto in precedenza, porta chi lo legge a vari spunti di riflessione sul modo di vivere delle persone dell’epoca e su quello che era la vita contadina negli anni 30’.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi? C’è stato qualche libro che, con la sua narrazione, è stato come “un pugno nello stomaco” per le vicende narrate?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Marcovaldo” Italo Calvino.

Eccomi qui, anche questa sera con una delle mie recensioni, 😀!

Oggi non sono stata presente sul blog perché mi sono dedicata un po’ alla cucina: infatti ho preparato delle lasagne da tenere di scorta per quando voglio mangiare qualcosa di buono, 😋.

Gli strascichi ancora non mi permettono di fare sforzi pesanti così ho colto l’occasione, con il fatto che mi servivano alcune cose, di fare un po’ di spesa online e nel pomeriggio mi sono dedicata alla preparazione delle lasagne, 😋.

Ma questo non è un post mangereccio, come si nota dal titolo, 😁: qui si parla di libri! Ed ecco a voi la recensione della mia ultima lettura, 😀.

Venti novelle, quattro stagioni, un protagonista buffo e sognatore: Marcovaldo.

Titolo: Marcovaldo: ovvero Le stagioni in città.

Autore: Italo Calvino.

Genere: classico, classico per ragazzi.

Pagine: 192 (formato ebook), 141 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

L’amore per la natura di Marcovaldo è quello che può nascere solo in un uomo di città: per questo non possiamo sapere nulla d’una sua provenienza extracittadina: questo estraneo alla città è il cittadino per eccellenza. (Dalla presentazione di Calvino all’edizione del 1966).

Venti novelle che seguono una classica struttura narrativa: quelle delle storielle e vignette dei giornalini per l’infanzia.

Trama: “In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favole moderne, dove Italo Calvino va segnando, come in un suo block-notes segreto, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d’una nuvola carica di pioggia o l’arrivo mattutino d’uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come un colorato calendario l’alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro. Partite come divagazioni comico – poetiche sul tema – “neorealistico per eccellenza” – della più elementare lotta per la vita, le venti favole di Marcovaldo arrivano alla rappresentazione della più complicata realtà d’oggi, alla satira del “miracolo economico” e della “civiltà del consumo”; ma restano sempre fedeli a una classica struttura narrativa: quella delle storielle a vignette dei giornalini per l’infanzia. Marcovaldo non è altro che un Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all’incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari. (Italo Calvino).

Tantissimi anni fa, all’epoca delle scuole medie, ricordo che sul testo d’antologia d’italiano c’era proprio una delle novelle con protagonista Marcovaldo: “Marcovaldo al supermarket”. La leggevo in continuazione e mi piaceva tantissimo e mi sarebbe piaciuto leggerne altre. Purtroppo quella era l’unica novella presente sul libro e così ora, a distanza di anni, ho voluto leggere l’intera raccolta di novelle, 🙂.

Le venti novelle, dove il protagonista è sempre Marcovaldo, sono brevi ma molto molto carine ed ognuna è ambientata in una delle quattro stagioni dell’anno. Ed ogni stagione si ripete per cinque volte nell’arco della narrazione. Marcovaldo è un uomo semplice, che lavora come operaio in una ditta, la Sbav. Ha un animo umile e quasi fanciullesco: è un sognatore alla continua ricerca della Natura che va a ricercare in ogni angolo ed in ogni cosa, anche in una semplice foglia che il vento ha deposto sull’asfalto. La sua famiglia è povera e le bocche da sfamare sono tante, così Marcovaldo cerca sempre qualche idea per rendere più “agiata” la vita della propria famiglia. Le avventure vissute sia da lui che dalle persone che lo circondano sono davvero buffissime, anche se per lo più finiscono per essere infruttuose e lasciano Marcovaldo con un “pugno di mosche in mano”.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 venti novelle che, dietro alla loro narrazione, lanciano dei messaggi chiari e forti: il mondo, come sta andando oggi, è un mondo alla deriva. Consumismo, inquinamento ambientale, atmosferico, ecc sono una spia d’allarme per il futuro. Dobbiamo imparare a rispettare la Natura e non maltrattarla come invece si sta facendo al giorno d’oggi. Insegna inoltre che questo consumismo imperante, il non saper più intessere rapporti umani portano l’uomo moderno ad essere una persona chiusa, poca aperta verso i rapporti umani e questa è davvero una cosa triste. Ogni tanto ricordiamoci di sollevare gli occhi dallo schermo dello smartphone e torniamo a guardarci negli occhi: torneremo a scoprire quant’è bello potersi parlare senza bisogno di device e altre diavolerie elettroniche; il protagonista è davvero buffissimo quando cerca di portare a termine, anche a costo di rimanere deluso, le piccole e grandi avventure che gli capitano.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Marcovaldo” di Italo Calvino? Che cosa fareste, voi, per rendere questo mondo un luogo migliore dove vivere?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Hide” Kiersten White.

Prima di concludere questa lunga giornata e andare a nanna ho giusto il tempo per pubblicare la recensione dell’ultimo libro che ho letto negli ultimi due giorni, 😀.

Giocare a nascondino, a volte, si rivela ben altro che un semplice gioco per bambini…

Titolo: Hide.

Autore: Kiersten White.

Genere: horror per ragazzi, young adult, fantasy, dark romance.

Pagine: 283 (formato ebook), 216 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Unica regola: non farsi trovare.

Trama: La sfida: trascorrere un’intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere – per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita -, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l’eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze…

Ognuno di noi, da bambino o bambina, ha giocato a quel bellissimo gioco chiamato “nascondino”: una persona contava, le altre si nascondevano e, una volta finito di contare, iniziava la “caccia”. Tra tentativi di stanare le persone nascoste e tentativi nel non farsi stanare si passavano interi pomeriggi di divertimento. (Piccolo salto indietro nel tempo: con il gruppo di bambini dei vari condomini e altri che arrivavano dalle case vicine si era inventato il gioco del “nascondino al buio con le biciclette”. Le regole erano le stesse ma si giocava quando non c’era più tanta luce e, ovviamente, in sella alle biciclette. Sia il cercatore che chi si nascondeva poteva muoversi usando solo la bicicletta e per fare “tana” o correre a liberarsi si poteva usare solo la bici, pena l’eliminazione dal gioco. Non di rado capitava di scontrarsi con le bici ma una bella spazzolata ai pantaloni e… via!, si tornava di nuovo a giocare, 😀!)

Ora, immaginate che questo divertente gioco da bambini si trasformi in una lotta per la sopravvivenza… lo vedreste ancora come un semplice ed innocente gioco? È quello che scopriranno Mack e altri tredici concorrenti, convinti di partecipare ad un gioco, sotto forma di reality show, e il cui premio finale di 50.000$ fa gola a tutti. Ma dietro quello che sembra un gioco innocente si rivela essere un piano diabolico e sadico di chi ha invitato il gruppo a parteciparvi. Location del gioco: un immenso luna park abbandonato dove, al suo interno, si nasconde qualcosa di molto pericoloso e costantemente a caccia. Che il gioco abbia inizio: unica regola… non farsi trovare.

Voto alla fine della lettura del libro: 5.

👍 mi è piaciuta l’idea dell’autrice di trasformare questo famosissimo gioco in qualcosa dai toni più oscuri ed horror… e qui si chiudono le mie note positive.

👎 questa lettura, malgrado faccia parte di uno dei miei generi preferiti, non è riuscita a catturarmi e a coinvolgermi in quello che stavo leggendo: una lettura davvero molto piatta e, per vari tratti, anche noiosa; all’interno del romanzo sono stati copiati, anche male, alcuni dettagli e similitudini che, a mio parere, sono stati presi dai seguenti film: “Hunger Games”, “Quella casa nel bosco”, “It”, “Nightmare” e “Harry Potter”.

Se vi va lascio a voi il modo di scoprire, nel caso abbiate già letto questo horror, quali di queste similitudini sono tratte dall’elenco dei film scritti nelle note negative.

E voi avete già letto “Hide” di Kiersten White? Quale altro gioco dell’infanzia vedreste bene rivisitato in chiave horror, ma anche fantasy, fantascientifico, ecc?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Buona notte a tutti e a tutte e a domani, 🤗!

Recensione libresca: “Facciamo finta che mi ami” Elena Armas.

Rieccomi con le mie recensioni, 😀!

Quella di questa sera avrei dovuto pubblicarla qualche mese fa ma poi ci si è messo di mezzo il Covid e non ho più potuto pubblicarla.

Ora che sono tornata tornano anche le mie recensioni, 😉… e con quale recensione potrei ripartire se non con una inerente un mondo che amo tantissimo, ovvero quello dei libri, 😍?

Buona lettura, 😀!

Dal fingersi fidanzati all’innamorarsi per davvero il passo è breve.

Titolo: Facciamo finta che mi ami.

Autore: Elena Armas.

Genere: romantico, romanzo rosa, rom-com (commedia romantica).

Pagine: 555 (formato ebook), 480 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.newtoncompton.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: La regola non era che mentire è concesso solo se può aiutare a tirarti fuori dai guai? Per molti sì, ma non per l’imbranatissima Catalina Martín. Lei è riuscita a infilarsi in un pasticcio di proporzioni incalcolabili, e invece di uscirne sembra sprofondare sempre più giù. Per darsi la zappa sui piedi le è bastato sapere che il suo ex fidanzato, Daniel, il bastardo per cui è scappata a New York dalla minuscola città spagnola dove è cresciuta, farà da testimone di nozze all’imminente matrimonio di sua sorella… accompagnato dalla stupenda nuova fidanzata. Al telefono Catalina è riuscita soltanto a dire che anche lei si presenterà con il suo bellissimo e innamoratissimo fidanzato americano. Peccato che lui… non esista! E adesso dove lo rimedia uno con cui fare colpo su parenti e amici e non vedersi umiliata davanti a tutta la sua famiglia? Le bugie sono come le ciliegie, una tira l’altra: così Catalina ha chiesto ad Aaron Blackford di fingersi il suo fidanzato in cambio di un viaggio in Spagna di tre giorni. Ma Aaron Blackford non è il collega-avversario che in ufficio la mette sempre in difficoltà e che lei detesta amabilmente? Proprio lui! Catalina, Catalina… possibile che tu non capisca che se un uomo sexy, bello e affascinante come Aaron decide di farti un piacere non è per guadagnarsi un posto in paradiso?

Per la nuova lettura ho scelto un genere che è abbastanza lontano da me, in quanto non leggo molti libri di questo genere, ma questa volta ho variato un po’ dalle mie solite letture e ho scelto un libro di genere romantico.

I due protagonisti non potrebbero essere più diversi una dall’altro: il tipico esempio degli opposti che si attraggono. Catalina, detta Lina, è una ragazza spagnola esuberante, casinista e molto molto pasticciona. Aaron, al contrario, è un ragazzo americano chiuso e misterioso… lo stereotipo del “bello e tenebroso”, 😉. Due caratteri così diversi sembrano destinati a scorrere su due binari paralleli che non s’incontreranno mai… eppure, complice il matrimonio della sorella di Catalina e qualche bugia di troppo, tra i due nascerà, nonostante all’inizio fosse tutta una messinscena che Catalina ha messo in piedi per non sfigurare davanti alla sua famiglia, agli amici e all’ex fidanzato Daniel, un sentimento destinato a durare.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 una lettura piacevole e leggera, divertente e simpatica; una lettura scacciapensieri, perfetta quando ci si vuole rilassare o passare qualche ora divertente e all’insegna del buonumore.

👎 in alcuni punti del libro la protagonista diventa molto ripetitiva, ovvero quando ripete, ogni due per tre, che Aaron ha gli occhi color dell’oceano. Il dettaglio, ripetuto all’infinito, alla fine finisce per diventare, oltre che ripetitivo, anche molto noioso.

E voi avete già letto “Facciamo finta che mi ami” di Elena Armas? Qual è stato l’ultimo libro di genere romantico che avete letto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Il ritratto di Dorian Gray” Oscar Wilde.

L’eterna giovinezza in cambio della propria anima: una maledizione che avrà drammatiche conseguenze.

Titolo: Il ritratto di Dorian Gray.

Autore: Oscar Wilde.

Genere: classico, filosofico, gotico, fantastico, drammatico.

Pagine: 257 (formato ebook), 256 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libreriadelsanto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Dorian Gray è un giovane di straordinaria bellezza. Un giorno viene ritratto da un suo amico pittore, Basil Hallward, in un quadro che ne rappresenta fedelmente le stupende fattezze. Proprio nello studio del pittore, Dorian conosce lord Henry Wotton, uomo cinico e senza scrupoli che diventa ben presto un punto di riferimento nella vita del ragazzo. Dorian inizia così a condurre un’esistenza fatta di eccessi e priva di ogni scrupolo morale. Nonostante le azioni malvagie di cui Dorian si rende colpevole, e nonostante il trascorrere del tempo, il suo volto non accenna a perdere la bellezza, come fosse inattaccabile sia dai segni del tempo che da quelli della depravazione. È piuttosto il suo ritratto a mostrare il peso di tutto questo. Il ritratto di Dorian infatti, divenuto mostruoso, non è che la raffigurazione della sua anima perduta. Questa gli si mostra in tutto il suo orrore e Dorian, non sopportandone il peso, sfregia il ritratto con un pugnale. All’improvviso quel volto dipinto riacquista l’originaria bellezza, quella che tutti fino a quell’istante avevano ammirato sul volto di Dorian, dove ora appaiono invece i segni della dissolutezza e della sua vita corrotta e degradata.

Tanti anni fa avevo preso in prestito in biblioteca il formato cartaceo di questo libro ma, a poche pagine dall’inizio, l’avevo mollato e restituito perché mi sembrava poco interessante e noioso. Ed ora, dopo averlo letto, mi sento di dire che sono stata una grande sciocca a non proseguire la lettura di allora perché è un libro bellissimo, 👍👍👍!

Questa storia ruota attorno alla figura di Dorian Gray che vedendosi ritratto in tutta la sua giovanile bellezza e, per non invecchiare mai, decide di fare una specie di “patto con il diavolo”. Non sarà lui bensì il suo ritratto, ogniqualvolta la sua vita dissoluta lo porterà a qualche nefandezza, ad invecchiare mentre lui resterà bello e giovane come nel momento in cui è stato ritratto. Dorian Gray è un narciso, un ragazzo che s’innamora della sua immagine come fece Narciso, il personaggio della mitologia greca, specchiandosi in una fonte d’acqua. E come Narciso farà una brutta fine: la bellezza di cui era tanto innamorato finirà per essere la sua maledizione e, man mano che il ritratto invecchierà, scoprirà che la sua vita così libertina e priva di morale è diventata un peso che grava sulle sue spalle. Non riuscendo più a sopportare questo peso la scelta è una soltanto e il destino, alla fine, si compirà anche per lui.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.

👍 questo libro mi è piaciuto molto perché ha al suo interno una morale molto molto importante: la bellezza, soprattutto quella eterna, non è mai una buona cosa perché non si può fermare il tempo che passa e che tutti, prima o poi, siamo costretti a fare i conti con i segni che il trascorrere del tempo porterà inevitabilmente su ognuno di noi; è un monito, per chi vorrebbe avere l’eterna giovinezza (in epoca moderna fatta di chirurgia estetica, filler, punturine e interventi costosi che spesso rendono le persone delle “bambole di plastica”), ad imparare ad accettarsi sempre per quello che si è e fregarsene degli stereotipi che ci vorrebbero tutti degli “eterni giovani”. Ricordate, la bellezza non sta nel proprio aspetto fisico ma nel proprio aspetto interiore: quella è la vera bellezza, quella è qualcosa per cui vale la pena restare giovani perché, se si ha o si mantiene sempre un animo buono e gentile, quella bellezza non sfiorirà mai.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde? Per voi conta più essere giovani internamente od esternamente?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “L’isola del tesoro” Robert Louis Stevenson.

Eccezionalmente riesco a pubblicare, nello stesso giorno, anche la recensione della mia ultima lettura: un classico di genere avventura, “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson.

Un’avventura marinaresca alla ricerca di un tesoro nascosto.

Titolo: L’isola del tesoro.

Autore: Robert Louis Stevenson.

Genere: classico per ragazzi, avventura.

Pagine: 290 (formato ebook), 288 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.adelphi.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Il romanzo è ambientato in un paesino sul mare, nell’Inghilterra del Settecento: il giovane Jim Hawkins e sua madre, proprietaria della locanda “Ammiraglio Benbow”, scoprono nel baule di una marinaio morto la mappa di un tesoro nascosto su un’isola. Si tratta del tesoro di un famoso pirata, il capitano Flint. Jim, il dottor Livesey e il nobile Trelawney organizzano una spedizione a bordo della “Hispaniola” e portano con sé come cuoco di bordo un uomo dalla gamba di legno, Long John Silver, e il suo pappagallo. Inizia una grande avventura che per Jim sarà anche l’iniziazione alla vita adulta e la scoperta della malvagità umana.

Devo ammetterlo: il genere classico non è affatto male come lettura (tranne rari casi come “Il conte di Montecristo” e “Moby Dick”, 😉). Un genere che leggevo molto poco ora lo sto leggendo di più e tra i titoli letti ho trovato dei buoni romanzi che comprerò in formato cartaceo e che entreranno a far parte della mia biblioteca personale, 🙂.

Dopo l’ultimo classico, rivelatosi una vera noia, “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson si è rivelata una piacevole lettura, 👍. Questo romanzo d’avventura è uno dei grandi classici per ragazzi, ma perfetto anche per una lettura in età adulta, 🙂.

Insieme al protagonista, Jim Hawkins, si salperà a bordo dell’”Hispaniola”: rotta l’Isola del Tesoro dove il ragazzo, insieme al dottor Livesey e il nobile Trelawney, è diretto dopo aver scoperto una misteriosa mappa tra gli effetti personali di uno degli avventori della locanda “Ammiraglio Benbow”, un vecchio marinaio di nome Billy Bones. Tra gli uomini dell’equipaggio fa parte anche Long John Silver, un uomo con una gamba di legno. Ma presto si scoprirà che qualcuno dell’equipaggio ha in mente un piano ben preciso: fare un ammutinamento e assassinare tutti gli ufficiali di bordo dell’”Hispaniola”. L’obiettivo è, ovviamente, impadronirsi del tesoro nascosto sull’isola. Ma non sarà una cosa facile mettere in atto questo piano perché le probabilità che ci sia una ribellione da chi si credeva alleato sono alte. In questa avventura tra pirati, lotta per chi sarà il primo a trovare il tesoro, alleanze e nemici, Jim inizierà a crescere e a maturare, arrivando a capire quanto, a volte, la vita possa mettere davanti delle difficoltà che possono sembrare insormontabili. Ma con gli alleati giusti qualsiasi difficoltà o battaglia può essere superata e vinta.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 in questo romanzo si “vive” una vera avventura marinaresca dove si vede il protagonista crescere e diventare da semplice adolescente all’inizio del romanzo a ragazzo-eroe verso la fine della narrazione; attraverso questa lettura si torna un po’ indietro nel tempo a quando, da bambini, si sognava di essere dei pirati alla ricerca di un tesoro nascosto; un libro che insegna che, anche davanti alle difficoltà, se si ha coraggio e perseveranza le battaglie e gli ostacoli che si trovano durante il proprio percorso di crescita, ma non solo, possono essere affrontati e superati.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson? Quando eravate bambini avete mai sognato di essere dei pirati alla ricerca di un tesoro nascosto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Moby Dick” Herman Melville.

Un capitano e una caccia alla balena: chi dei due ne uscirà vincitore?

Titolo: Moby Dick.

Autore Herman Melville.

Genere: classico, avventura (?).

Pagine: 773 (formato ebook), 689 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Moby Dick, pubblicato nel 1851, è considerato il capolavoro di Melville e uno dei grandissimi libri della letteratura americana e mondiale. Per la grandiosità della sua concezione e per il suo carattere allegorico è stato paragonato alla Commedia dantesca. Vi narra in prima persona la sua avventura Ismaele, che si imbarca come marinaio assieme a un ramponiere indiano sulla baleniera Pequod. Il capitano della nave, Achab, un personaggio cupo che incute rispetto e timore nei suoi uomini, ha perso una gamba per colpa della balena bianca Moby Dick e ora vuole vendicarsene, a qualunque costo. Inizia così una lunga caccia. La snervante attesa dell’incontro con il cetaceo che sfugge al capitano offrirà al narratore l’occasione di meditazioni scientifiche, religiose, filosofiche e artistiche, all’interno della struttura del romanzo d’avventura per mare. Intanto l’immenso oceano, con i suoi mostri e le sue profondità, si erge in tutta la propria potenza e imperscrutabilità dinanzi all’uomo, che gli può contrapporre solo una fragile esistenza, oscillante tra il bene e il male. Fino a che sopraggiunge la catastrofe finale, fatalmente presentita, quando Moby Dick distruggerà la baleniera e tutto l’equipaggio trascinando con sé Achab e il suo arpione. Solo Ismaele si salverà e potrà così raccontare la loro folle, ambiziosa quanto disperata, impresa.

Inizierei questa recensione con due frasi:

1. Grazie al cielo questo libro è finito!

2. Ma cosa mi diceva il cervello quando ho deciso di comprare questo libro?

Beh, dalle premesse credo che possiate intuire che “Moby Dick” è un MATTONE, 😵‍💫!

Se foste curiosi di leggerlo vi anticipo che questo libro è solo all’1% un romanzo d’avventura. Il resto è una miriade di continue riflessioni di Ismaele, uno dei protagonisti del romanzo, che s’imbarca sulla baleniera Pequod come marinaio. In teoria il libro, così come viene immaginato se magari non lo si è mai letto, narrerebbe la caccia del capitano Achab, il capitano del Pequod, alla balena bianca Moby Dick: un enorme cetaceo marino colpevole d’essere stato la causa della perdita della gamba del capitano. E a narrare queste “avventure” c’è proprio Ismaele il marinaio. Ma non fatevi ingannare perché appena avrete letto un centinaio di pagine il libro cambia totalmente volto e diventa quasi (ok, senza quasi) un guazzabuglio di argomenti di ogni tipo, anche non inerenti il mondo marino. In parole povere vi sembrerà d’essere tornati ai tempi della scuola e di star leggendo un libro di testo… con la differenza che il libro di testo ha gli argomenti elencati in modo chiaro e che non vi mandano in pappa il cervello, 😉.

Voto alla fine della lettura del libro: 0.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 in questo libro le note negative fanno a gara per emergere: pesante come un mattone (probabilmente un mattone è molto ma molto più leggero di “Moby Dick”, 😉); pieno di termini tecnici marinareschi che, se non si è del mestiere, non ci si capisce praticamente nulla; le riflessioni, se così vogliamo chiamarle, (io le chimererei più una “logorrea di discorsi”, 😉) sono lunghissime e noiosissime.

Sarò sincera: questi sono stati i soldi peggio spesi per un libro, 🤦‍♀️.

E voi avete già letto “Moby Dick” di Herman Melville? C’è stato un libro, tra quelli che avete letto nella vostra vita, a cui avete dato 0 come voto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Ringrazio Cinzia del blog https://petaliazzurri.wordpress.com per avermi segnalato la canzone “Moby Dick” cantata dal gruppo musicale Banco del Mutuo Soccorso.