Recensione libresca: “Il giornalino di Gian Burrasca” Vamba.

Una piccola peste che ne combina di tutti i colori: questo è Gian Burrasca.

Titolo: Il giornalino di Gian Burrasca.

Autore: Luigi Bertelli, detto Vamba.

Genere: letteratura classica per bambini e ragazzi, umoristico, avventura.

Pagine: 158 (formato ebook), 156 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Giannino Stoppani è un ragazzino di nove anni fin troppo vivace, soprannominato “Gian Burrasca” per il suo naturale talento a cacciarsi in ogni sorta di pasticci. Per il suo compleanno ha ricevuto in regalo dalla mamma un Giornalino, una sorta di diario in cui annota ogni giorno le sue avventure, i suoi scherzi, le sue marachelle, il suo modo particolarissimo di vedere il mondo. Ed è proprio il suo candore, la sua infantile ingenuità a creare ogni sorta di situazioni spassose e irriverenti, scardinando il mondo ipocrita e conformista degli adulti, e mettendo in serio imbarazzo amici e parenti: così riesce a mettere in fuga gli aspiranti fidanzati delle sorelle; scappa di casa e viaggia in un carro bestiame; strappa un dente al povero signor Venanzio con la canna da pesca; è fra gli organizzatori della rivolta nel collegio Pierpaoli al grido di “Viva la pappa col pomodoro”, e riesce infine – al termine di una spassosissima seduta spiritica – a farsi giustizia di Stanislao e Gertrude, l’improbabile coppia di direttori. Gian Burrasca ha una predisposizione naturale a sovvertire l’ordine e l’autorità degli adulti, a mettere in burletta le regole e i conformismi sociali, sempre disposto a lottare per la “libertà”, per il proprio irrefrenabile diritto a dire “tutta” la verità. Nel mondo trasfigurato dagli occhi di un bambino le verità precostituite perdono consistenza, le vicende vengono fraintese, il senso viene capovolto fino a disvelare quelle piccole-grandi bugie da cui trae legittimazione la società degli adulti. È per questo che il “Giornalino”, pur a distanza di tanti anni, si presta ancora oggi alla lettura di grandi e piccini (non a caso Vamba dedicò il libro “ai ragazzi d’Italia perché lo facciano leggere ai loro genitori”). Il tutto condito dalla comicità ironica, scanzonata e irriverente del più genuino spirito toscano, pronto a dissacrare tutto e tutti (compreso sé stesso) con generosità e cattiveria.

Le riletture non sono ancora finite, 😀: questo libro, come “La fabbrica di cioccolato”, è uno di quei libri che hanno accompagnato le mie letture da bambina. La mia passione per la lettura è iniziata molto presto, e da allora non ho più smesso, 😉! Che siano libri che leggo per la prima volta che siano delle riletture non potrei mai vivere senza i miei amati libri, 🥰. E, come vi dicevo poc’anzi, “Il giornalino di Gian Burrasca” è per l’appunto una rilettura. Rileggere questi libri una volta diventati adulti è fare un piccolo salto indietro nel tempo e, in questo caso, non si può fare a meno di ridere degli innumerevoli scherzi e burle che quel monello di Gian Burrasca riesce a combinare ai danni dei poveri malcapitati, familiari od estranei che siano. In alcuni casi gli scherzi sono pesanti ma allo stesso tempo hanno dei risvolti positivi nella vita di chi li subisce. Gian Burrasca, con la sua vivacità e la sua irrefrenabile spensieratezza, è come un tornado e nessuno è immune se il piccolo monello decide di combinare qualche scherzo. Ma spesso i suoi scherzi vengono mal visti dagli adulti che non perdono occasione per rimproverarlo e metterlo in punizione. E quando la mamma gli regala il “Giornalino” Giannino inizia a scrivere, creando un diario personale, tutte le sue avventure e disavventure, i suoi scherzi, ma anche i suoi sogni e cosa significa essere un bambino “incompreso” in un mondo di adulti che sanno solo comandare e dare ordini.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 una lettura da scoprire o riscoprire ad ogni età; divertente e irriverente il modo in cui Gian Burrasca racconta il suo mondo di bambino dispettoso messo a confronto con il mondo degli adulti; anche se può sembrare un bambino che sa solo combinare guai Giannino ha un cuore buono e il suo carattere schietto e sincero è qualcosa di lodevole in mezzo ad un mondo di adulti che davanti mostrano la “bella faccia” ma dietro non perdono occasione per sparlare e dire “peste e corna” degli altri.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba? Anche voi, come Gian Burrasca, da bambini avevate un vostro diario segreto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple” Walter Isaacson.

Steve Jobs e la Apple: il fondatore di un’azienda di successo.

Titolo: Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple.

Autore: Walter Isaacson.

Genere: biografico.

Pagine: 888 (formato ebook), 648 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: L’esclusiva biografia di Steve Jobs. Basandosi su più di quaranta interviste con Steve Jobs in oltre due anni, e su più di cento con familiari, amici, rivali, colleghi, Walter Isaacson racconta l’avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, film d’animazione, musica, telefoni, tablet ed editoria digitale. Nell’epoca in cui tutto il mondo sta cercando un modo di sviluppare l’economia nell’era digitale, Jobs spicca come icona massima dell’inventiva e dell’immaginazione, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione tra creatività e tecnologia e ha costruito un’azienda basata sulla connessione tra geniali salti d’immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche. Sebbene abbia cooperato attivamente per questo libro, Jobs non ha chiesto nessun controllo sul testo né ha preteso il diritto di leggerlo prima della pubblicazione. Non ha posto nessun filtro, anzi ha incoraggiato i conoscenti, i familiari, gli antagonisti a raccontare la verità onestamente. E lo stesso Steve Jobs parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, offrono uno squarcio sulle passioni, sul perfezionismo, sulle ossessioni, sulla maestria, sulla magia diabolica e la tensione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e ai geniali prodotti creati. Guidato dai demoni, Jobs sarebbe potuto cadere nell’ira e nella disperazione. Ma la sua personalità e i prodotti erano una cosa sola, esattamente come gli hardware e i software di Apple, come fossero parti di un sistema integrato. Una storia che ci insegna e allo stesso tempo ci mette in guardia, ricca di valori sull’innovazione, il carattere, la leadership e i valori.

Il genere biografico: un genere che, lo ammetto, passa raramente tra le mie mani (trattandosi ora di ebook, direi più sullo schermo dell’iPad, 😜) ma che dovrei leggere di più perché è un genere davvero molto interessante, 👍. Tra ì mei ultimi acquisti libreschi è rientrata anche una biografia, quella di Steve Jobs, il fondatore dell’azienda Apple. Dopo averlo acquistato c’è stato un attimo di ripensamento perché, vista la mole, avevo timore che fosse qualcosa di lungo e noioso (preciso che “mole” non sta sempre a significare automaticamente libro noioso… a volte si hanno anche delle piacevoli sorprese, 🙂) ma… non è stato affatto così! Questa biografia parla di uno degli uomini che ha rivoluzionato il modo di vedere, tra i vari campi, anche la tecnologia: dire Apple è dire Steve Jobs e viceversa. Sin da ragazzo Jobs si è rivelato una persona curiosa e ansiosa di cambiare il mondo. Parecchio perfezionista inizia giovanissimo a creare i primi prototipi di computer che, con il passare del tempo, si perfezioneranno sempre più fino a diventare i device che conosciamo oggi. Il suo genio ha influito anche in altri campi come quello della musica o dei film d’animazione, andando a creare sempre nuovi modi per rendere al passo con i tempi, e tante volte precedendoli, i vari settori del business. Un uomo che ha saputo guardare al futuro, creatore di una delle aziende più famose e più di successo al mondo: la Apple. La tecnologia, per come la vediamo oggi, è frutto anche del lavoro di quest’uomo che ha saputo rivoluzionare un campo in cui la concorrenza è spesso spietata, ma lui ce l’ha fatta e i suoi prodotti sono tra i più venduti al mondo.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 una biografia che racconta in modo interessante e per nulla noioso la vita di uno degli uomini che ha saputo cambiare il mondo del business; un libro che piacerà sicuramente ha chi ama le biografie e agli amanti della tecnologia; nonostante le tante pagine la biografia si rivela interessante sin dalla prima riga e prosegue in modo molto scorrevole; oltre all’imprenditore si conoscerà anche il Jobs padre, marito, amico, ecc, sia nei suoi lati positivi che in quelli negativi.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Steve Jobs – La biografia autorizzata del fondatore di Apple” di Walter Isaacson? Qual è o quali sono, a vostro parere, gli uomini e le donne che hanno rivoluzionato il mondo con la loro personalità?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “La fabbrica di cioccolato” Roald Dahl.

Cinque biglietti d’oro, cinque bambini diversissimi tra di loro, ma solo uno vincerà il premio più grande.

Titolo: La fabbrica di cioccolato.

Autore: Roald Dahl.

Genere: letteratura fantasy per bambini.

Pagine: 144 (formato ebook), 208 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it: https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Un bel giorno la Fabbrica di Cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi sufficiente per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà padrone. A chi toccherà?

Ancora una rilettura, ma rispetto alle precedenti questa è la rilettura di un libro che solitamente viene letto quando si è bambini ma che, anche una volta cresciuti, può essere una bella lettura in cui la fantasia è uno dei protagonisti e, seppur brevi, questi libri riescono a farci fare un salto indietro nel tempo, 😉.

Da questo libro hanno tratto ben due film: “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, film del 1971 con Gene Wilder e “La fabbrica di cioccolato”, film del 2005 con Johnny Depp. Personalmente e senza nulla togliere al remake, che trovo lo stesso molto bello, il mio preferito resta il primo, 👍👍. Mentre nel secondo il personaggio di Willy Wonka è un uomo che ormai da tantissimo tempo non parla più con il padre, nel primo questo personaggio assomiglia molto di più a quello del libro.

E dopo aver spoilerato un pochino i due film, ecco la recensione del libro: Willy Wonka è uno anzi il più famoso produttore di cioccolato e dolciumi del mondo e la sua fabbrica è conosciuta per le meravigliose dolcezze che escono da essa. È così famosa che la concorrenza infiltra delle spie per carpirne i segreti e riprodurre a loro volta i dolci Wonka. Così Wonka, dopo aver scoperto che la concorrenza ha riprodotto i suoi stessi dolci decide, da un giorno all’altro, di chiudere la fabbrica. La storia di Willy Wonka e della sua fabbrica viene raccontata a Charlie Bucket, il protagonista del libro, da Nonno Joe, uno dei quattro nonni che vivono con Charlie e i sui genitori. La famiglia Bucket è una famiglia molto povera che vive in una piccola e modesta casa nella stessa città in cui si trova la famosa fabbrica di cioccolato. Un giorno viene diramato un annuncio in cui viene annunciato che la fabbrica riaprirà, ma solo per cinque persone. Chi troverà i cinque biglietti d’oro avrà la possibilità di passare un’intera giornata all’interno della fabbrica e una scorta a vita di cioccolato, dolciumi e ogni genere di prelibatezze. I cinque fortunati sono: Augustus Gloop, un bambino molto grasso e golosissimo; Veruca Salt, una bambina ricca e molto molto viziata; Violetta Beauregarde, la detentrice mondiale nel masticare la gomma americana; Mike Tivù, una bambino teledipendente e che passa le giornate attaccato alla tv e… Charlie Bucket, il protagonista del romanzo. Tra i cinque bambini quattro di loro si riveleranno delle vere pesti e verranno man mano “eliminati” mentre uno solo di loro, grazie al buon cuore, all’umiltà e al suo essere ubbidiente, riuscirà a vincere il premio più grande: la fabbrica Wonka.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 un libro che si legge tutto d’un fiato e che riesce a far sognare sia i bambini che i grandi; leggendo questo libro si torna per un’ora al tempo dell’infanzia quando, con letture come questa, si volava sulle ali della fantasia; all’interno del romanzo c’è anche un grande insegnamento: nella vita l’umiltà e il buon cuore sono fattori molto importanti nel carattere di una persona e ciò, a volte, può essere motivo di grande premi e soddisfazioni che valgono molto molto di più rispetto ad altre cose.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl? Qual era o quali erano i vostri libri preferiti da bambini?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Colpa delle stelle” John Green.

Ed eccomi ritornata, dopo le vacanze, a pubblicare tanti nuovi post sul mio blog, 😀. Per ricominciare pubblicherò l’ultimo libro letto prima delle vacanze e di cui avevo già abbozzato una recensione prima di partire e che, una volta rientrata, ho sistemato ed ora è pronta per essere pubblicata.

Un amore giovanile che va oltre ogni cosa, anche oltre la malattia.

Titolo: Colpa delle stelle.

Autore: John Green.

Genere: romantico, drammatico.

Pagine: 228 (formato ebook), 347 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“L’amore è una malattia dalla quale non vuoi guarire.”

“La vita non deve essere perfetta perché l’amore sia straordinario.”

Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Continuano le mie riletture tra libri che in passato ho già avuto modo di leggere in formato cartaceo e che ora sto rileggendo in formato ebook. Rispetto al precedente questo libro non fa parte della mia biblioteca cartacea personale ma l’avevo preso in prestito anni fa in biblioteca: ne avevo sentito parlare così bene che era entrato tra le letture estive di quell’anno, 🙂.

E il prestito si è rivelato un’ottima scelta perché ricordo che quel libro l’ho divorato in pochi giorni e mi è piaciuto tantissimo, 👍👍👍.

Così, nel mio ultimo shopping libresco, ho inserito questo libro nel carrello e, per la seconda volta, l’ho riletto sapendo già che avevo fatto un buon acquisto, 😉.

Ah, per la cronaca: vi anticipo che questo è un libro che è molto commovente ed emozionante per cui, se avete intenzione di leggerlo, munitevi di un pacchetto di fazzoletti perché vi assicuro che si piange davvero tanto.

Ma passiamo alla recensione: Hazel Grace Lancaster (ma lei si fa chiamare solo Hazel) è un’adolescente di sedici anni che, rispetto alle ragazze della sua età che vivono una vita fatta di scuola, amici, feste, ecc, convive già da molti anni con una malattia: il cancro. Un cancro che le è stato diagnosticato all’età di tredici anni e che ora, grazie ad un farmaco sperimentale, sembra sia in fase di regressione. Questa malattia l’ha portata ad avere una vita fatta di medicine, degenze in ospedale e con il continuo sostegno delle bombole d’ossigeno che, usando un carrellino con cui le porta sempre con sé, l’aiutano a respirare ed ad avere una vita quasi normale. Ma la malattia e l’essere lontana dalla vita di un’adolescente in salute hanno portato Hazel ad essere un po’ depressa e per questo la madre le fa frequentare un gruppo di supporto per ragazzi malati di cancro. Qui, un giorno, Hazel incontra Augustus “Gus” Waters, un adolescente diciassettenne ed ex giocatore di basket che, come lei, in passato ha avuto un cancro e a cui è stata amputata una gamba. Tra i due ragazzi nasce prima un’amicizia ed in seguito l’amore, complice anche un libro che Hazel legge sempre: “Un’imperiale afflizione” di Peter Van Houten, scrittore che Hazel considera come un amico anche se non lo conosce. Così i due ragazzi, accompagnati dalla mamma di Hazel, decidono di volare ad Amsterdam per conoscere lo scrittore. Ma la persona che si ritrovano al loro arrivo non è quella che s’immaginavano, bensì uno scrittore dedito all’alcool e alla bottiglia che li tratta malissimo. Offesi da questo comportamento i due ragazzi, insieme all’ex segretaria di Van Houten, decidono di visitare la casa di Anna Frank e proprio lì scatta il loro primo bacio. Ma Amsterdam non sarà solo la città che ha visto nascere il loro amore ma anche la città in cui un segreto, tenuto nascosto verrà svelato: Augustus ha avuto una ricaduta e il cancro è tornato a farsi vivo, questa volta più aggressivo. I due ragazzi, pur sapendo che i giorni che ancora resteranno ad Augustus sono agli sgoccioli, passano molto tempo insieme e si fanno forza l’un l’altra, vivendo la loro storia giorno dopo giorno, uniti da qualcosa che né la malattia né la morte potranno mai distruggere: l’amore.

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 un libro che insegna che l’amore è spesso più forte di qualsiasi cosa, anche del cancro e della morte; una storia dolcissima tra due ragazzi che, accomunati dallo stesso destino, hanno una grandissima forza interiore ed affrontano la vita uniti dall’amore che li lega; un altro insegnamento che questa storia dà è che, anche davanti alle sfide che la vita può mettere davanti alle persone, l’importante è non arrendersi mai e vivere sempre la propria vita al massimo.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Colpa delle stelle” di John Green? Qual è stato il libro che, leggendolo, è riuscito ad emozionarvi fino alle lacrime?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “L’uomo del labirinto” Donato Carrisi.

Un rapimento durato quindici anni, un caso ancora pieno di misteri: chi si cela dietro la maschera di “Bunny”?

Titolo: L’uomo del labirinto.

Autore: Donato Carrisi.

Genere: thriller, noir.

Pagine: 255 (formato ebook), 400 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Una ragazza scomparsa e ritrovata.

Un uomo senza più nulla da perdere.

La caccia al mostro è iniziata.

Dentro la tua mente.

Trama: L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam è ora improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.

A pochi giorni dall’ultima rilettura rieccomi qui… ancora con una rilettura, 😁! Eh, sì, in questo periodo fioccano le riletture e anticipo che anche i prossimi due libri saranno delle riletture, 😉. Una di queste fatta tanti tanti anni fa, quando ero ancora bambina, ma vi spiegherò meglio quando arriverà il momento della recensione del libro,😉.

Per il momento concentriamoci sul libro appena finito e che ho scaricato in formato ebook malgrado abbia la copia cartacea tra i tanti libri che popolano la mia stanza.

Si tratta di un thriller, genere che ormai sapete bene è uno dei miei preferiti, di un autore italiano: Donato Carrisi. Solitamente leggo molto di più thriller di origine americana ma devo dire che ci sono ottimi autori anche tra gli scrittori italiani che scrivono libri di questo genere, 🙂.

Tutto parte dalla ricomparsa di Samantha “Sam” Andretti, una ragazza che, all’età di tredici anni, è stata rapita dall’Uomo del Labirinto e che è rimasta sua prigioniera per quindici anni. Sam sa di essere stata vittima di un rapimento ma non sa che la sua prigionia è durata molto più di quanto lei s’immagini. Ferita, confusa e inconsapevole del tempo passato, ora Sam è ricoverata nel reparto ustionati dell’ospedale Saint Catherine. Ed è qui in questa stanza che Sam, aiutata dal dottor Green, inizierà a rivivere attraverso i suoi ricordi la lunga prigionia nel labirinto. Nel mentre, al di fuori dell’ospedale, Bruno Genko, un investigatore privato, cerca di far luce su quanto successo in quei lunghi anni dal rapimento di Sam. Ogni indizio che possa portare a scoprire la verità è fondamentale per la buona riuscita del caso ma Genko ha poco tempo per riuscire a scoprire chi si cela dietro “Bunny”, l’uomo-coniglio con gli occhi a forma di cuore. Sarà lui il rapitore di Sam? E se sì, chi si nasconde dietro la sua maschera?

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 la suspence e il mistero sono ben presenti lungo buona parte del romanzo e lo rendono una lettura adatta a chi ama il thriller con sfumature di noir; l’intreccio è ben sviluppato e il colpevole non è mai quello che si pensava fino ad un attimo prima (devo dire che, prima di capire chi fosse il vero colpevole, mi sono fatta varie idee… tutte sbagliate, 😁.)

👎 il romanzo si perde un po’ nel finale, in quanto Carrisi sembra quasi aver fretta di concludere la storia e gli eventi assumono le sembianze di un treno che viaggia a folle velocità. Attenzione: spoiler! Se non avete ancora letto questo libro vi consiglio di non proseguire la lettura di queste righe. Arriviamo alla fine in cui si scopre che “Samantha Andretti” è in realtà la poliziotta Mila Vasquez, prigioniera da quasi un anno del fantomatico dottor Green che la tiene sotto farmaci, facendole credere di essere una persona che non è, mentre la vera Samantha Andretti è in un ospedale in uno stato catatonico. E fin qui tutto chiaro come è chiaro che “Bunny” è l’uomo con la maschera di coniglio che teneva prigioniera la vera Samantha. La mia domanda a cui non riesco a dare una risposta è: siccome si sa che Robin Sullivan alias Peter Forman alias “Bunny” è il rapitore di Sam, chi caspiterina è il finto “Dottor Green” e che ruolo ha in questa storia? È un emulatore dell’Uomo del Labirinto? Boh, questo dettaglio che non spiega niente su questo personaggio mi ha lasciata un tantino perplessa e con la sensazione di come qualcosa d’incompiuto nella storia.

E voi avete già letto “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi? Vi è già capitato di trovarvi alla fine della lettura di un libro e sentire che manca qualcosa che non è stato spiegato sino in fondo?

Aspetto i vostri commenti. 🙂.

Recensione libresca: “Shining” Stephen King.

Il male può annidarsi ovunque… anche all’interno di un hotel.

Titolo: Shining.

Autore: Stephen King.

Genere: horror.

Pagine: 516 (formato ebook), 592 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

Trama: L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito le forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” -, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

Volete provare il brivido? Il brivido vero, quello che vi fa accapponare la pelle e vi fa saltare sulla sedia? Allora dovete leggere “Shining”. In questo romanzo horror varcherete le porte di un hotel che, fin dall’inizio, si rivela un luogo in cui nessuno vorrebbe passarci l’inverno. Collocato tra le Montagne Rocciose del Colorodo, l’Overlook Hotel è un hotel imponente, sfarzoso e dove le persone famose sono solite soggiornare durante l’estate. Ma l’hotel ha anche un lato oscuro: tra le sue mura, nel corso degli anni, sono avvenuti parecchi omicidi e delitti che hanno coinvolto alcuni clienti che ivi vi soggiornavano. Un luogo maledetto, oscuro, che diventerà la nuova casa della famiglia Torrance. Jack, il padre, ex insegnante ed ex alcolista (o forse no…), Wendy, la moglie, e il piccolo Danny, il loro bambino di cinque anni, si trasferiranno dal Vermont nel Colorado in quanto al padre è stato offerto un posto di lavoro come custode invernale all’Overlook. Quello che la famiglia non può ancora immaginare è che si ritroveranno alle prese con un luogo pieno di malvagità e che farà di tutto per risucchiarli all’interno di esso. Solo Danny, dotato del potere della “luccicanza” sa che quell’hotel, una volta chiusa la stagione estiva, farà fuoriuscire tutti gli orrori del passato e le atrocità commesse tra le sue mura. Nessuno può resistere alla sua forza malefica se l’hotel decide che un nuovo tributo di sangue deve essere versato, nessuno… nemmeno il padre di Danny.

Voto alla fine della lettura del libro: 10.

👍 la paura e il terrore, elementi fondamentali a chi, come me, ama il genere horror, regnano incontrastati lungo tutto l’arco del romanzo; molti punti della storia vi faranno rabbrividire… e non in senso figurato. Per farvi un esempio, nella parte in cui Danny incontra la donna morta nella camera 217, mentre leggevo, malgrado le temperature torride di questi giorni, mi si è accapponata la pelle e un brivido mi è corso lungo la schiena; la storia è così avvincente e coinvolgente che non riuscivo a staccarmi dalla lettura e, cosa che non mi succede con tutti i libri, ero così dentro la lettura da “estraniarmi” da tutto quello che mi circondava. E se un libro fa questo effetto vuol dire che vale assolutamente la pena di leggerlo, 😉.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Shining” di Stephen King? Qual è stato o quale sono stati quei libri che, mentre li leggevate, vi hanno “estraniato” da quello che vi circondava?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” J.K.Rowling.

Voldemort è tornato ma il mondo magico ha la sua speranza in un nome: Harry Potter, “Il Prescelto”, “Il ragazzo che è sopravvissuto”.

Titolo: Harry Potter e il Principe Mezzosangue.

Autore: J.K.Rowling.

Genere: fantasy.

Pagine: 618 (formato ebook), 592 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.It (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Sospeso nel buio sopra la scuola c’era il vivido teschio verde con la lingua di serpe, il marchio lasciato dai Mangiamorte tutte le volte che entravano in un edificio… Tutte le volte che uccidevano…”

Trama: È il sesto anno a Hogwarts e per Harry niente è più come prima. L’ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino la scuola non è la dimora accogliente di un tempo. Voldemort ha radunato le sue forze e nessuno può più negare il suo ritorno. Nel clima di crescente paura e sconforto che lo circonda, Harry capisce che è arrivato il momento di affrontare il suo destino. L’ultimo atto si avvicina, sarà all’altezza di questa sfida fatale?

È proprio il caso di dirlo: la saga del maghetto con gli occhiali è MAGICA! Leggerei e rileggerei questi libri all’infinito (e, ovviamente, la cosa vale anche per i film, 😉) e non mi verrebbero mai a noia perché “entrare” nel mondo di Harry Potter è come entrare a far parte di un mondo incantato e dove la fantasia corre senza limiti. A chi di noi, da bambini, non ha desiderato almeno una volta che la magia esistesse sul serio? E, anche se solo tra le pagine di un libro, la magia accoglie il lettore e lo porta con sé, tra incantesimi, pozioni e chi più ne ha più ne metta, 😉.

Ma veniamo alla recensione: nel sesto libro Harry, dopo aver perso l’ultima persona che ancora lo legava alla sua famiglia, Sirius Black, è triste e depresso. Quello che è successo qualche settimana prima l’ha segnato nel profondo. Voldemort è tornato e l’intero mondo magico è in pericolo, e persino chi riteneva Harry un bugiardo ha dovuto ricredersi e accettare la realtà. Harry capisce che, con il ritorno di Voldemort, il momento del duello finale è sempre più vicino ma per fortuna non è solo: accanto a lui ci sono gli amici di sempre, Ron ed Hermione. Il trio sta per affrontare il penultimo anno di scuola ma l’atmosfera allegra che accompagnava il rientro a scuola sembra svanita dal mondo magico e tutti vivono nella paura per quello che potrà accadere da quel momento in poi. Gli attacchi dei Mangiamorte si fanno ogni giorno più frequenti e il clima di terrore imposto da Voldemort e i suoi seguaci aleggia ovunque. Ma malgrado ciò la scuola resta aperta e nel corso dell’anno Harry inizierà ad eccellere in pozioni, materia in cui fino a quel momento era abbastanza scarso, grazie al “Principe Mezzosangue, o meglio grazie al libro del “Principe Mezzosangue”. Ma il sesto anno sarà anche l’occasione per Harry di conoscere più a fondo il suo nemico, Voldemort, in modo da arrivare alla battaglia finale preparato e in grado di sconfiggerlo. Silente, usando il “Pensatoio”, accompagnerà Harry nei ricordi del passato e gli mostrerà come Tom Riddle si sia evoluto fino a diventare il Signore Oscuro che tutti conoscono. Ma presto il mondo della magia si ritroverà ad affrontare una nuova perdita e per Harry e i suoi amici arriverà il momento d’iniziare la caccia agli Horcrux, gli oggetti in cui Voldemort ha racchiuso parte della sua anima. Solo distruggendoli Voldemort tornerà ad essere un mortale e potrà essere sconfitto…

Voto alla fine della lettura del libro: 10.

👍 leggere un libro fantasy, come può essere la saga di Harry Potter, è venire catapultati in un mondo fantastico e durante la lettura “vivere” avventure straordinarie e magiche; l’amicizia che lega il trio va oltre la paura del momento che il mondo magico sta vivendo, a dimostrazione che un vero amico ti è sempre accanto, sia nei momenti belli che in quelli brutti; in questo libro c’è spazio anche per l’amore per alcuni dei protagonisti… ma non mancherà un pizzico di gelosia da parte di qualcun altro, anche se non lo ammetterà mai, 😁.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” di J.K.Rowling? Amicizia e amore: quanto e quale valore hanno per voi questi due sentimenti?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Io uccido” Giorgio Faletti.

Una catena di omicidi, due uomini alla ricerca di un serial killer: chi si nasconde dietro il nome di “Nessuno”?

Titolo: Io uccido.

Autore: Giorgio Faletti.

Genere: thriller, noir, giallo.

Pagine: 768 (formato ebook), 681 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Un deejay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula 1 e la sua compagna vengono trovati morti e orrendamente mutilati sulla loro barca. Inizia così una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata a Radio Monte Carlo con un indizio “musicale” sulla prossima vittima, e ogni volta sottolineati da una scritta tracciata col sangue, che è nello stesso tempo una firma e una provocazione: “Io uccido”. Per Frank Ottobre, agente dell’FBI in congedo temporaneo, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté Publique, inizia la caccia a un fantasma inafferrabile. Alle loro spalle una serie di rivelazioni che portano poco per volta a sospettare che, di tutti, il meno colpevole sia forse proprio lui, l’assassino. Di fronte a loro un agghiacciante dato statistico. Non c’è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c’è.

No, non sono diventata Speedy Gonzales e in un giorno ho letto 768 pagine, 😁. Questo libro è la mia ultima lettura iniziata nel periodo in cui non avevo Internet e non potevo né scrivere sul blog né altro. Fortunatamente per leggere gli ebook la connessione Internet non serve e il libro di Faletti è tra gli acquisti della mia penultima sessione dì shopping libresco di qualche mese fa. Ah, dimenticavo: preciso che anche questo libro ce l’ho nella mia biblioteca cartacea personale ma non m’andava di passare in rassegna tutti i libri che ho per cercarlo e così l’ho scaricato in formato elettronico. Qualcuno si offre volontario per farmi un bel cazziatone su quanto sono, a volte, pigra e non mi va di cercare i libri che ho in formato cartaceo, 🤣?

E dopo questa parentesi in cui il mio cervello è andato a farsi benedire per il caldo e non connetto questo organo alle dita con cui sto scrivendo, 😁, è arrivato il momento della recensione. Che dire di questo libro? Beh, prima di tutto che scoprire che Faletti, oltre ad essere stato un grande comico, musicista, ecc, avesse anche un grande talento come scrittore è stata una bella sorpresa che si è riconfermata all’ennesima rilettura. Eh, sì: i libri che mi piacciono davvero tanto non li leggo solo una volta ma più e più volte. Ovviamente passa un po’ di tempo tra una rilettura e l’altra ma prima o poi torno a rileggerli, 😉.

Ed in questo thriller, denso di pathos, alta tensione e che lascia con la suspence fino alla fine, ci s’addentra all’interno di una storia ambientata nel Principato di Monaco. Un posto tranquillo, sicuro, dove le persone ricche e famose fanno affari o si godono delle meritate vacanze. Ma non è tutto oro quel che luccica e anche in un posto dove la sicurezza e la tranquillità sembrano farla da padrona ecco che succede quello che nessuno si sarebbe mai aspettato: un catena di omicidi va a macchiare la tranquillità di questo posto e lo porta alla ribalta sui giornali di tutta Europa. Un assassino, un personaggio che si fa chiamare “Uno e nessuno” inizia a seminare morte tra le strade del Principato. Le vittime sono, tranne in un caso, dei maschi sui trent’anni d’età, giovani, ricchi e famosi a cui, dopo l’uccisione, viene asportata la pelle della faccia in una sorta di macabro scalpo che l’assassino userà per uno scopo davvero molto inquietante. Sulle sue tracce ci sono un agente dell’FBI e un commissario della Sûreté Publique che, unendo le loro forze e collaborando come una squadra, cercheranno di fermare il serial killer prima che colpisca ancora. Ma “Nessuno” è molto furbo e non si farà catturare così facilmente…

Voto alla fine della lettura del libro: 9.5.

👍 suspence, azione, pathos, alta tensione: tutti questi ingredienti rendono questo thriller un libro da leggere almeno una volta nella vita; Faletti nelle vesti di scrittore si rivela davvero talentuoso e i suoi libri riescono a “trascinare” il lettore all’interno della storia, coinvolgendolo ad ogni pagina fino alla scoperta dell’assassino; malgrado le tante pagine posso assicurare che la lettura scorre veloce e non è per nulla pesante o noiosa.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Io uccido” di Giorgio Faletti? Qual è stato l’ultimo thriller scritto da un autore italiano che avete letto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Carrie” Stephen King.

Ciao a tutti e a tutte e perdonatemi se sono “sparita” così all’improvviso e senza avvertire ma, dopo la mia ultima connessione, mi sono ritrovata senza Internet. Fortunatamente il guasto era solo sull’ADSL e non ha intaccato la linea telefonica altrimenti sarebbe stato un bel pasticcio. Solo oggi sono riusciti a ripararmi il guasto e sono potuta tornare. Finiti i problemi? Certo che no! Da domenica il device ha ripresentato il problema che si è presentato a maggio. Adattatore nuovo ma il problema persiste. L’iPad è in carica ma la percentuale invece d’aumentare cala. Potrebbe essere, pensandoci meglio, un problema del cavo che collega l’iPad all’adattatore a non far aumentare la percentuale di carica? Mmm, mi sa che proverò anche a comprare dei cavi compatibili e spero di riuscire a risolvere questo dannato problema una volta per tutte… altrimenti non saprei più dove sbattere la testa, 🤦‍♀️. Nota positiva in mezzo a tutti questi problemi è che, malgrado non avessi Internet, avevo dei libri scaricati in precedenza e ho potuto continuare a leggere offline , ✌️✌️✌️✌️✌️.

Vabbè, dopo esservi dovuti sorbire questa lunga intro è arrivato il momento di pubblicare la recensione dell’ultimo libro letto prima che mi saltasse Internet.

Un’adolescente bullizzata, una rabbia troppo a lungo repressa: un mix esplosivo che sfocerà nel sangue e nella vendetta.

Titolo: Carrie.

Autore: Stephen King.

Genere: horror.

Pagine: 189 (formato ebook), 224 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

“Cos’è successo dopo?”

“Dopo? Be’, dopo a Chamberlain è arrivato il demonio.”

Trama: Carrie è un’adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un’occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare.

Ahh, l’horror: uno dei miei generi preferiti, 😍. Che siano libri o che siano film sono subito pronta ad aprire le pagine di un libro o a mettermi davanti allo schermo e lasciarmi coinvolgere dalla prima all’ultima pagina del libro o dal primo all’ultimo minuto del film, 😉. Il brivido sulla pelle, la scarica d’adrenalina, il salto sulla sedia quando arriva la scena spaventosa… Beh, credo che si sia capito che sono una vera appassionata di questo genere, 😉.

E quando si parla di horror il primo nome che viene in mente è… Stephen King! “Il Re del Terrore” in fatto di storie horror la sa lunga e i suoi libri sono un vero e proprio concentrato di paura, orrore e brividi.

Ho letto vari libri di King ma “Carrie”, il suo primo libro pubblicato nel 1974, ancora no , e nell’ultimo shopping libresco l’ho subito comprato tra i libri da leggere, 😉.

In questa romanzo horror la protagonista è Carrie White, un’adolescente che frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori e che fin da bambina è dotata di un potere, un “dono” davvero particolare. È dotata di telecinesi, ovvero il potere di riuscire a spostare e far muovere gli oggetti usando solo la mente. Carrie, malgrado questo potere, ha una vita davvero difficile: a scuola è continuamente presa di mira e bullizzata dai compagni mentre a casa deve avere a che fare con una madre con problemi mentali e con livelli di fanatismo religioso che rasentano la follia. Durante una lezione di ginnastica ha le sue prime mestruazioni ma le compagne, invece d’aiutarla a capire quello che le stava succedendo (Carrie, a causa delle madre, non è a conoscenza di questo cambiamento fisico e crede di stare per morire dissanguata), la deridono tirandole addosso dei tamponi. E questo è solo uno dei tanti modi in cui la povera Carrie viene bullizzata. A casa, quando la madre scopre che la figlia ha avuto il suo primo ciclo mestruale, dà la colpa ai pensieri lussuriosi e le dice che sono opera del diavolo. La madre è così fanatica che qualsiasi cosa, anche semplicemente avere un vestito rosso, vuol dire “vivere nel peccato e nelle tentazioni”. Ma un giorno sembra che le cose possano cambiare: Carrie viene invitata al Ballo di Fine Anno della scuola e, riuscendo ad imporsi al volere della madre che non la vorrebbe mandare al ballo, si prepara da sé il vestito da indossare durante quella serata. Carrie non può nemmeno immaginare che proprio durante il ballo succederà qualcosa che farà esplodere in lei il desiderio di vendetta verso tutti. Sarà un vero e proprio massacro e in pochi riusciranno a salvarsi dalla furia devastatrice di Carrie.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.

👍 crea la giusta tensione nel lettore; il romanzo tratta due tematiche molto attuali anche al giorno d’oggi: quello del bullismo e dell’emarginazione, due piaghe veramente brutte della società moderna che vedono coinvolti ragazzi e ragazze che spesso si ritrovano a subire le angherie di “persone” che si credono forti ma che in realtà sono solo deboli e non sanno cosa sia il rispetto verso gli altri. Una tematica che dovrebbe essere trattata maggiormente, soprattutto nelle scuole, per spiegare che il bullismo e l’emarginazione sono sempre da condannare, senza se e senza ma.

👎 malgrado sia un romanzo horror l’ho trovato quasi più “splatter” perché la violenza, a volte, va a surclassare l’orrore e la paura.

E voi avete già letto “Carrie” di Stephen King? E voi che cosa ne pensate del bullismo e dell’emarginazione?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

P.S: già che ci sono vado a fare un altro po’ di shopping libresco, 😉. A parte quello che ho in lettura, “Io uccido” di Giorgio Faletti, e che ho quasi finito di leggere, ho solamente altri due libri in libreria: “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” e “Shining”… e mi sembra giusto fare un pochino ino di scorta, 😄.

Recensione libresca: “Il prigioniero del cielo” Carlos Ruiz Zafón.

Passato e presente s’incontrano e niente sarà più come prima.

Titolo: Il prigioniero del cielo.

Autore: Carlos Ruiz Zafón.

Genere: thriller.

Pagine: 300 (formato ebook), 349 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; app Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/ del vostro paese.

Trama: Nel Dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere – il memorabile protagonista di “L’ombra del vento” è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermin con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un’edizione di pregio di “Il conte di Montecristo” pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermin. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermin. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un’epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martin – il narratore di “Il gioco dell’angelo” – al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista…

Le mie letture continuano con un nuovo capitolo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il viaggio all’interno di questa saga è stato un alternarsi di alti e bassi: il primo, “L’ombra del vento” mi è piaciuto molto; il secondo, “Il labirinto degli spiriti” è stata una delle letture più noiose degli ultimi mesi; il terzo, “Il prigioniero del cielo” torna ad essere una lettura piacevole e che non mi ha delusa, 😀👍.

In questo capitolo ritroviamo Daniel Sempere che, diventato adulto, è padre del piccolo Julián e marito di Bea. E in questo capitolo non poteva mancare nemmeno Fermin, collaboratore all’interno della libreria e migliore amico di Daniel. I due non sanno che un personaggio del passato sta per stravolgere le loro vite tranquille e che molti segreti del passato verranno finalmente a galla. L’uomo conosce molto bene uno di loro due poiché hanno condiviso la stessa cella all’interno della prigione di Montjuic e ora è ritornato dal passato perché ha un messaggio da consegnare ad uno di loro. All’interno della narrazione si viaggia tra presente e passato e si scopre, attraverso il racconto di Fermin, che c’è un filo sottilissimo che lega quello che è successo alla madre di Daniel, morta in modo misterioso, ad altri due personaggi del libro: Daniel Martin, l’autore de “Il gioco dell’angelo”, e Mauricio Valls, il nuovo direttore della prigione di Montjuic. Uno di loro è un assassino e Daniel, una volta scoperto il colpevole, si lascerà travolgere dalla rabbia e inizierà a meditare vendetta.

Voto alla fine della lettura del libro 8.5.

👍 la narrazione scorre fluida e senza momenti di noia; durante il racconto si viene coinvolti nelle atmosfere di una Barcellona che, tra passato e presente, nasconde segreti e misteri ancora tutti da svelare; è un continuo susseguirsi di colpi di scena che lasciano a bocca aperta perché non ci si aspetterebbe mai un determinato evento o una determinata situazione.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Il prigioniero del cielo” di Carlos Ruiz Zafón? Qual è stata l’ultima saga che avete letto o ne state leggendo una proprio in questo momento?

Aspetto i vostri commenti. 🙂