
Titolo: Il giornalino di Gian Burrasca.
Autore: Luigi Bertelli, detto Vamba.
Genere: letteratura classica per bambini e ragazzi, umoristico, avventura.
Pagine: 158 (formato ebook), 156 (formato cartaceo).
Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.unilibro.it; https://www.bookrepublic.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.unilibro.it; https://www.ragazzimondadori.it; https://www.giuntialpunto.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.
Trama: Giannino Stoppani è un ragazzino di nove anni fin troppo vivace, soprannominato “Gian Burrasca” per il suo naturale talento a cacciarsi in ogni sorta di pasticci. Per il suo compleanno ha ricevuto in regalo dalla mamma un Giornalino, una sorta di diario in cui annota ogni giorno le sue avventure, i suoi scherzi, le sue marachelle, il suo modo particolarissimo di vedere il mondo. Ed è proprio il suo candore, la sua infantile ingenuità a creare ogni sorta di situazioni spassose e irriverenti, scardinando il mondo ipocrita e conformista degli adulti, e mettendo in serio imbarazzo amici e parenti: così riesce a mettere in fuga gli aspiranti fidanzati delle sorelle; scappa di casa e viaggia in un carro bestiame; strappa un dente al povero signor Venanzio con la canna da pesca; è fra gli organizzatori della rivolta nel collegio Pierpaoli al grido di “Viva la pappa col pomodoro”, e riesce infine – al termine di una spassosissima seduta spiritica – a farsi giustizia di Stanislao e Gertrude, l’improbabile coppia di direttori. Gian Burrasca ha una predisposizione naturale a sovvertire l’ordine e l’autorità degli adulti, a mettere in burletta le regole e i conformismi sociali, sempre disposto a lottare per la “libertà”, per il proprio irrefrenabile diritto a dire “tutta” la verità. Nel mondo trasfigurato dagli occhi di un bambino le verità precostituite perdono consistenza, le vicende vengono fraintese, il senso viene capovolto fino a disvelare quelle piccole-grandi bugie da cui trae legittimazione la società degli adulti. È per questo che il “Giornalino”, pur a distanza di tanti anni, si presta ancora oggi alla lettura di grandi e piccini (non a caso Vamba dedicò il libro “ai ragazzi d’Italia perché lo facciano leggere ai loro genitori”). Il tutto condito dalla comicità ironica, scanzonata e irriverente del più genuino spirito toscano, pronto a dissacrare tutto e tutti (compreso sé stesso) con generosità e cattiveria.
Le riletture non sono ancora finite, 😀: questo libro, come “La fabbrica di cioccolato”, è uno di quei libri che hanno accompagnato le mie letture da bambina. La mia passione per la lettura è iniziata molto presto, e da allora non ho più smesso, 😉! Che siano libri che leggo per la prima volta che siano delle riletture non potrei mai vivere senza i miei amati libri, 🥰. E, come vi dicevo poc’anzi, “Il giornalino di Gian Burrasca” è per l’appunto una rilettura. Rileggere questi libri una volta diventati adulti è fare un piccolo salto indietro nel tempo e, in questo caso, non si può fare a meno di ridere degli innumerevoli scherzi e burle che quel monello di Gian Burrasca riesce a combinare ai danni dei poveri malcapitati, familiari od estranei che siano. In alcuni casi gli scherzi sono pesanti ma allo stesso tempo hanno dei risvolti positivi nella vita di chi li subisce. Gian Burrasca, con la sua vivacità e la sua irrefrenabile spensieratezza, è come un tornado e nessuno è immune se il piccolo monello decide di combinare qualche scherzo. Ma spesso i suoi scherzi vengono mal visti dagli adulti che non perdono occasione per rimproverarlo e metterlo in punizione. E quando la mamma gli regala il “Giornalino” Giannino inizia a scrivere, creando un diario personale, tutte le sue avventure e disavventure, i suoi scherzi, ma anche i suoi sogni e cosa significa essere un bambino “incompreso” in un mondo di adulti che sanno solo comandare e dare ordini.
Voto alla fine della lettura del libro: 7.
👍 una lettura da scoprire o riscoprire ad ogni età; divertente e irriverente il modo in cui Gian Burrasca racconta il suo mondo di bambino dispettoso messo a confronto con il mondo degli adulti; anche se può sembrare un bambino che sa solo combinare guai Giannino ha un cuore buono e il suo carattere schietto e sincero è qualcosa di lodevole in mezzo ad un mondo di adulti che davanti mostrano la “bella faccia” ma dietro non perdono occasione per sparlare e dire “peste e corna” degli altri.
👎 nessuna nota negativa da segnalare.
E voi avete già letto “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba? Anche voi, come Gian Burrasca, da bambini avevate un vostro diario segreto?
Aspetto i vostri commenti. 🙂








