Recensione libresca: “Il labirinto degli spiriti” Carlos Ruiz Zafón.

Ci sono misteri che ancora devono essere svelati e questo potrebbe arrivare a sconvolgere la vita del protagonista.

Titolo: Il labirinto degli spiriti.

Autore: Carlos Ruiz Zafón.

Genere: mistero. (E non solo il genere, ma ve lo spiegherò più avanti nella recensione, 😉).

Pagine: 1029 (formato ebook), 819 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; app Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.Ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Barcellona, fine anni ‘50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermin stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Devo ammettere che recensire questo secondo libro di Zafón, dopo aver letto “L’ombra del vento” è un’impresa davvero titanica… ma non in senso positivo, bensì in senso negativo.

Perché? Beh, perché di questo libro… non c’ho capito quasi niente, 😱! La storia, da quel poco che ho capito, racconta alcuni misteri legati alla vita del protagonista, Daniel Sempere, prima tra tutti quello della morte della madre Isabella. Ora Daniel è cresciuto, è diventato marito e padre di famiglia e gestisce insieme alla moglie la libreria di famiglia. Un giorno entra in scena Alicia Gris, una persona che uno dei personaggi della storia conosce molto bene e che credeva perduta ai tempi della guerra. Alicia aiuterà Daniel a sbrogliare questa matassa di misteri e a far luce sul suo passato.

Scusate per la brevità della recensione ma questo è tutto quello che ho capito del libro, 😔.

Voto alla fine della lettura del libro: 1.

👍 nessuna nota positiva da segnalare.

👎 non sono riuscita a capire quale lavoro facessero alcuni dei personaggi: ad esempio, Alicia Gris. Compare all’improvviso nella vita della famiglia Sempere ma… che caspita di lavoro fa? È una poliziotta? Una spia? Boh, mistero; lettura molto molto pesante e con un continuo salto tra i vari personaggi che mi hanno mandato letteralmente in confusione la lettura: una trama slegata e molto confusa che, come quando la lettura inizia a farsi pesante, mi ha portata più volte a sbadigliare e questa volta anche a sbuffare per l’impazienza che arrivasse presto il momento in cui avrei finito di leggerlo.

E voi avete già letto “Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafón? Vi è mai capitato di arrivare alla fine della lettura di un libro e aver capito poco o nulla di quanto avete letto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

P.S: ora vado, sperando di non avere una nuova delusione, ad iniziare la lettura de “Il prigioniero del cielo”, sempre di Carlos Ruiz Zafón… Auguratemi buona fortuna, 😁.

Recensione libresca: “L’ombra del vento” Carlos Ruiz Zafón.

Ciao a tutti e a tutte e rieccomi tra voi, 😀! Due settimane lunghissime, in attesa che mi riconsegnassero l’iPad ma, finalmente, ora ho nuovamente il device, 🥳🥳🥳🥳! Il problema dell’iPad non era dovuto all’iPad in sé quanto all’adattatore che non è più così potente da riuscire a caricare al meglio il device, e nei prossimi giorni ne acquisterò uno nuovo. Fortunatamente ho, per il momento, sotto mano una power bank, 😉. Mi siete mancati tutti tantissimo in questo periodo è non vedevo l’ora di tornare, ☺️.

Riprendo le mie recensioni con l’ultima lettura che, a parte le ultime pagine (ma per quello avevo la copia cartacea per concludere il libro, 😉). si è svolta soprattutto sul device prima della pausa: “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

Quali misteri si nascondono nella Barcellona del dopoguerra? Quali segreti si celano dietro la figura di Julián Carax?

Titolo: L’ombra del vento.

Autore: Carlos Ruiz Zafón.

Genere: thriller magico. (Il termine “thriller magico” è stato coniato da Lorena del blog “The Page After”, per cui la ringrazio per avermi suggerito questo nome sotto cui catalogare il libro. Essendo un libro un po’ thriller, un po’ giallo e con un pizzico di horror ero proprio in alto mare su quale termine usare. Per cui… grazie Lorena per il suggerimento, 🙏🙏🙏!)

Pagine: 519 (formato ebook), 420 (formato cartaceo).

Dove reperirlo: app Apple Books; app Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.libraccio.it; https://www.ebay.it; https://www.unilibro.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: A Barcellona, una mattina d’estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all’oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro maledetto che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julián Carax, l’autore di quel libro. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata. Una storia in cui Daniel ritrova a poco a poco inquietanti paralleli con la sua vita.

Questo libro è una lettura o meglio una rilettura, perché l’ho già letto una volta in formato cartaceo e di cui è parte della mia biblioteca personale. Perché ho voluto leggerlo in formato ebook se potevo recuperare il formato cartaceo? Beh, diciamo che la pigrizia ha avuto la meglio sulla “fatica” di dover cercare il formato cartaceo tra i tanti libri che ho, 😁. Eh, sì: a volte sono un pochino ino pigrona, 😜.

Ma veniamo alla recensione: in questo romanzo il passato dello scrittore Julián Carax, autore del libro “L’ombra del vento” s’intreccia al presente di Daniel, un ragazzino di undici anni, il cui padre lo conduce una mattina presso il Cimitero dei Libri Dimenticati, un’enorme e misteriosa biblioteca in cui vengono conservati libri di cui nessuno ne ha più il ricordo. Il padre dice al figlio che potrà scegliere solamente uno dei libri presenti nella biblioteca e che resterà suo per tutta la vita. Daniel si lascia attrarre dal libro di un autore sconosciuto, Julián Carax e decide che quello sarà il suo libro. Da qui inizierà una storia piena di misteri, segreti che dovrebbero rimanere tali ma che man mano che la storia prosegue verranno via via svelati. Daniel vuole saperne di più sull’autore di questo libro e inizia a fare delle ricerche. Questa sua curiosità, però, avrà anche dei lati negativi: ci sono delle persone che vogliono che i segreti del passato restino tali a partire dal misterioso Lain Coubert. Perché il passato non può essere svelato? Quale mistero si nasconde nella villa abbandonata della famiglia Aldaya? E sopratutto… quale segreto si nasconde dietro la figura di Julián Carax?

Voto alla fine della lettura del libro: 8.

👍 l’atmosfera misteriosa di una Barcellona del dopo guerra fa da sfondo ad una storia piena d’intrighi, segreti e misteri; la storia è coinvolgente e ricca di colpi di scena; uno dei personaggi ha una doppia identità e questo porta il lettore a cercare di capire di chi si possa trattare.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón? Vi piacciono le storie in cui s’intrecciano mistero, segreti ed intrighi?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “La ragazza nella nebbia” Donato Carrisi.

Una ragazza che scompare misteriosamente, un’indagine che sembra destinata a restare irrisolta… Chi è stato a rapire Anna Lou? Chi è veramente “l’uomo nella nebbia”?

Titolo: La ragazza nella nebbia.

Autore: Donato Carrisi.

Genere: thriller.

Pagine: 304 (ebook), 384 (cartaceo).

Casa editrice: Longanesi.

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.kobo.com; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.bookrepublic.it; https://www.libraccio.it (formato ebook); https://www.lafeltrinelli.it; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.libraccio.it; https://www.ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del “pubblico a casa”. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua “firma”. Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?

Nuova lettura, nuova recensione: oggi il libro del post è un thriller. “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi e da questo libro è stato tratto anche un film come già successo con un altro dei suoi libri: “L’uomo del labirinto”. Dopo averlo letto posso suddividere il libro in tre parti: l’inizio, interessante perché s’inizia a conoscere l’investigatore che andrà ad occuparsi del caso, l’agente speciale Vogel che insieme all’agente Borghi, un giovane agente appena uscito dall’accademia di polizia, inizia a raccogliere i primi frammenti di un caso che, solo all’apparenza, si rivela un allontanamento volontario ma che in realtà nasconde un crimine: quello del rapimento di Anna Lou Kastner, una ragazza di sedici anni dai capelli rossi e le lentiggini, scomparsa “nella nebbia”. La parte centrale, lenta e a tratti noiosa, dove i due si barcamenano alla ricerca continua d’indizi e prove che possano aiutarli a scoprire che fine abbia fatto la ragazza e se sia ancora viva oppure sia già morta. Da una parte c’è Vogel: agente con anni di carriera alle spalle ma dal carattere tutt’altro che irreprensibile: più che l’indagine in sé Vogel è attratto dalle telecamere e farà di tutto per rendere questo caso una specie di “show dell’orrore”. Dall’altra l’agente Borghi, un agente appena uscito dall’accademia di polizia con ancora tanto da imparare e che segue Vogel passo passo in questo caso e che cerca di carpire tutti i segreti del mestiere per diventare a sua volta un poliziotto bravo come l’agente speciale. La parte finale, che torna ad essere interessante, è un susseguirsi di colpi di scena dove niente è come sembra e anche il più insospettabile, alla fine, nasconde un terribile segreto.

Voto alla fine della lettura del: 6.5.

👍 l’inizio e la fine del libro sono molto più interessanti e coinvolgenti di tutto il resto; la fine, in particolare, mi ha fatto dire “Caspita! Questo non me l’aspettavo proprio!”. In questo caso l’autore è stato molto bravo a non dare indizi su chi potesse essere il vero “uomo nella nebbia”.

👎 la parte centrale l’ho trovata lenta lenta lenta (l’ho già detto “lenta”? 😁), noiosetta e poco avvincente. Questa continua “voglia di protagonismo” di Vogel, a lungo andare, diventa insopportabile tanto da rendere il personaggio antipatico e prevedibile in quello che farà nel corso della storia.

E voi avete già letto “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi? Vi è già capitato di leggere dei libri “effetto yo-yo”, ovvero che partono interessanti, diventano noiosi nella parte centrale ma ritornano ad essere interessanti nel finale e viceversa?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “La vita vera” Adeline Dieudonné.

Quando la vita diventa difficile non mollare mai e continua a combattere.

Titolo: La vita vera.

Autore: Adeline Dieudonné.

Genere: narrativa contemporanea, drammatico.

Pagine: 153 (ebook), 220 (cartaceo).

Casa editrice: Solferino.

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.kobo.com; https://www.unilibro.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.unilibro.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.ebay.it; https://www.libreriauniversitaria.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Tra i prefabbricati del Demo, c’è una casa che non è uguale a tutte le altre. Ha quattro stanze, una per i genitori, una per la sorella, una per il fratello e una per i cadaveri. È qui che lei, la sorella, una ragazzina di dieci anni, deve combattere con i mostri che la circondano: suo padre, violento e rivoltante, sua madre, inconsistente come un’ameba. E poi ci sono gli animali impagliati che abitano nella “stanza dei cadaveri”, frutto della forsennata passione paterna per la caccia, quasi animati da vita propria. Tutto nello squallore del Demo sembra trasformarsi in una feroce mattanza, persino l’abitudine di prendere un gelato dal carretto che suona il Valzer dei fiori. E questa violenza penetra in Gilles, il fratellino adorato, e lo trasforma: la sua testa si riempie di “parassiti” e la dolcezza di sua sorella non riesce più a riscaldarlo. Ma lei non cede: con un’ostinazione incrollabile, fa appello a tutte le sue energie per salvarlo, non importa a che prezzo. Un romanzo potente e delicato sulla forza e sulla resistenza di una donna, che è già tale anche se è poco più di una bambina.

Quando compro i libri, oltre a titoli di autori famosi, mi piace leggere anche romanzi di autori poco sconosciuti o di cui non ho mai sentito parlare prima e questo libro rientra in questa categoria. All’inizio della mia “avventura” nel mondo degli ebook mi è capitato sotto gli occhi “La vita vera” di Adeline Dieudonné e, pur non sapendo chi fosse questa scrittrice, ho voluto dare un’occhiata alla trama del libro. La trama mi ha colpita così tanto che non ho esitato un attimo e ho fatto l’acquisto.

La storia è raccontata in prima persona dalla protagonista, ovvero la sorella: parla della vita nel Demo, del rapporto con i genitori e con il suo adorato fratellino Gilles, di sei anni. Una particolarità della storia è che non si sa mai il nome della protagonista e nemmeno gli altri personaggi si rivolgono a lei chiamandola per nome. (Non avendo un nome, ad inizio storia, vi potrete sbizzarrire a trovare un nome che le si addica: io, ad esempio, l’ho chiamata Juliette, 🙂).

La ragazzina di dieci anni ha un rapporto molto bello con il fratellino più piccolo: vanno molto d’accordo, giocano sempre insieme e sempre insieme, tutti i giorni, vanno a comprare un gelato dal carretto che suona il Valzer dei fiori. Un brutto giorno, però, mentre stanno ordinando il gelato una tragedia sconvolge le loro vite e trasforma i loro caratteri. Gilles, che prima era un bambino allegro e sempre sorridente, diventa improvvisamente taciturno e chiuso in sé stesso. La sorella, preoccupata per la trasformazione del fratellino, cerca in tutti i modi di farlo tornare ad essere il bambino sorridente che era prima dell’incidente occorso all’uomo dei gelati, ma la cosa si rivela sin dall’inizio un’impresa ardua. La ragazzina, nel frattempo, deve avere a che fare anche con un padre violento e una madre soggiogata alla violenza del marito ed incapace di reagire e difendersi. Il padre vorrebbe che anche la figlia fosse una “copia” della madre, ma la ragazzina è molto più forte di quanto non sembri e riuscirà a non farsi mettere i piedi in testa e a reagire, dimostrando al padre che non è per niente una persona debole.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 ho trovato molto molto dolce e bellissimo il rapporto fraterno che intercorre tra i due ragazzini: la ragazzina è quasi come una seconda mamma per il suo fratellino; la ragazzina dimostra di essere molto più matura della sua età e questo lo si vede quando, dopo l’incidente al carretto dei gelati, fa di tutto per stare vicina al fratellino rimasto sconvolto dall’accaduto e cerca d’aiutarlo in tutti i modi a liberarsi dalle sue paure; nonostante l’ambiente poco sereno in cui è costretta a vivere la ragazzina ha sempre una grande forza d’animo, carattere e alla fine riuscirà a recuperare il rapporto, che credeva ormai perduto, con il fratellino e la madre.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “La vita vera” di Adeline Dieudonné? Qual è stato l’ultimo libro di un autore poco o per nulla conosciuto che avete letto?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Origin” Dan Brown.

“Da dove veniamo? Dove andiamo?”: due domande all’apparenza semplici ma che avranno il potere di stravolgere il mondo.

Titolo: Origin.

Autore: Dan Brown.

Genere: thriller, giallo.

Pagine: 653 (ebook), 560 (cartaceo).

Casa editrice: Mondadori.

Dove reperirlo: app Apple Books; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.kobo.com; https://www.libraccio.it (formato ebook); https://www.amazon.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.ibs.it; https://www.macrolibrarsi.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.ebay.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scossò e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

Con questo libro sono tornata nella mia “comfort zone” e devo dire che “Origin” di Dan Brown è stata veramente una boccata d’aria fresca dopo la pesantezza del libro letto in precedenza, 😉. Sarà che era l’ultimo libro di Dan Brown che ancora non avevo letto, sarà che avevo voglia di una lettura più “nelle mie corde” ma avrei voluto che questo libro non finisse mai per quanto l’ho trovato appassionante e coinvolgente.

In questo libro ritroviamo il professor Robert Langdon, docente di simbologia all’università di Harvard, in trasferta in Spagna dove un suo ex studente, il miliardario e futurologo Edmond Kirsch, l’ha invitato ad un evento che, a detta di Kirsch, rivoluzionerà e cambierà l’idea di come, fino a quel momento, sono state viste le due domande più famose che tutti, almeno una volta nella vita, si sono posti: da dove veniamo? Dove andiamo? L’idea che queste domande trovino un’altra riposta, però, non piacciono a tutti e un mandante misterioso, chiamato “Il Reggente” assolda un ex soldato, l’ammiraglio Luis Ávila, perché mette a tacere per sempre il futurologo. La missione omicida riesce e da quel momento Langdon giura al suo ex studente che porterà a termine quello che Kirsch non è riuscito a completare: svelare al mondo intero la scoperta fatta da Kirsch, diffondendo il suo filmato in ogni parte del globo. Aiutato da Ambra Vidal, direttrice del museo Guggenheim e fidanzata del principe Julián, futuro re di Spagna, e dalla guida artificiale Winston, un’invenzione di Kirsch, Langdon, braccato dalle forze dell’ordine spagnole e dalla Guardia Real, inizierà una corsa contro il tempo e le persone che lo vogliono morto per rendere pubblica la scoperta del suo ex studente. Un viaggio da Bilbao a Barcellona, sulla cui strada non mancheranno i nemici e molti ostacoli che metteranno in seria difficoltà Langdon e Vidal, mentre sullo sfondo la nazione s’appresta a salutare il suo vecchio re morente per dare spazio al figlio, il principe Julián, futuro re di Spagna. Anche a palazzo si nascondono segreti e misteri taciuti da lungo tempo e che, solo alla fine, il re rivelerà a suo figlio. L’epilogo della storia è quanto di più incredibile e impensabile possa capitare: nessuno potrebbe immaginare che…

Voto alla fine del libro: 9.

👍 un thriller pieno d’enigmi, intrighi e misteri irrisolti che mi hanno lasciato con il fiato sospeso fino all’ultima pagina; in libri di questo genere mi piace sempre cercare di scoprire chi sia il “cattivo della situazione” e all’inizio avevo puntato su uno dei tre esponenti a cui Kirsch mostra per primo il filmato e anche per la maggior parte del libro ero praticamente convinta che fosse lui il nemico, ma… bam!, il finale, quando viene rivelato il mandante dell’omicidio di Kirsch, mi ha fatto letteralmente esclamare: “Caspita! Questo sì che è un finale con il botto!”

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Origin” di Dan Brown? E voi vi siete mai posti le due domande: “Da dove veniamo?” e “Dove andiamo?”

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Il conte di Montecristo” Alexandre Dumas.

La vendetta è un piatto che va consumato freddo.

Titolo: Il conte di Montecristo.

Autore: Alexandre Dumas.

Genere: classico, romanzo d’appendice.

Pagine: 1678 (ebook), 1249 (cartaceo). (Attenzione: il numero di pagine, sia nel formato ebook che in quello cartaceo, in base all’anno di pubblicazione e alla casa editrice potrebbe leggermente variare.)

Casa editrice: Einaudi, Feltrinelli, Newton Compton Editori, Garzanti, Mondadori, BUR (Biblioteca Universale Rizzoli).

Dove reperirlo: app Apple Books; app eBook Search; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it; https://www.kobo.com (formato ebook); https://www.ebay.it; https://www.amazon.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libraccio.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d’If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l’amicizia con un altro prigioniero gli procura l’evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l’uscita della puntata successiva.

Dopo “Jane Eyre” e “Dracula” anche questa lettura è stata di genere classico: “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas. Più di mille pagine in cui il filo conduttore della storia è la vendetta: una vendetta cercata, voluta e, con pazienza e astuzia, messa in atto da Edmond Dantès, meglio conosciuto come il conte di Montecristo. Un uomo che, dopo essere stato ingiustamente incarcerato con un’accusa di bonapartismo, resta per quattordici anni nel castello d’If, e lì conosce un altro prigioniero, Faria, con cui progetterà d’evadere dalla prigione. Ma a riuscirci sarà solamente Dantès perché Faria morirà in carcere. Da quel momento Edmond Dantès inizia la sua vendetta verso Fernand Montego, cugino di Mercèdés la fidanzata di Dantès, Danglars, scrivano della nave su cui era arruolato anche Dantès e Gaspard Caderousse, vicino di casa di Dantès. Per passare inosservato Edmond escogita vari travestimenti che serviranno sia a ingannare le sue vittime ma anche ad aiutare tutte quelle persone meritevoli d’aiuto che incontrerà lungo i suoi viaggi. Come in ogni vendetta che si rispetti ci saranno delle vittime, dolore e sofferenza… ma forse qualcuno, pentito di quello che ha fatto verrà risparmiato e perdonato.

Voto alla fine della lettura del libro: 4.

👍 nel complesso è una storia interessante perché dimostra che anche se si vuole vendetta alla fine un motivo per perdonare si trova sempre.

👎 per il resto ho trovato questo libro pesaaaaaaaaante ma pesaaaaaaaaante ma pesaaaaaaaaante, 😴😴😴. Durante la lettura ho perso tantissime volte il filo della storia, facevo continuamente confusione perché non riuscivo mai a ricordare in quale modo i vari personaggi della storia fossero legati tra loro. E, non sto scherzando, mentre leggevo mi è anche capitato che mi si chiudessero gli occhi per quanto fosse soporifero questo libro… Ho anche rischiato, più volte, di far cadere l’iPad dalle mani perché mi stavo letteralmente addormentando.

E voi avete già letto “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas? C’è stato un libro di genere classico che vi ha fatto addormentare o quasi per quanto fosse lento, noioso e soporifero?

Aspetto i vostri commenti. 🙂.

Recensione libresca: “Dracula” Bram Stoker.

Il Male assume delle sembianze affascinanti e inquietanti: il Male si chiama Dracula.

Titolo: Dracula.

Autore: Bram Stoker.

Genere: classico, gotico, horror, epistolare.

Pagine: 503 (ebook), 535 (cartaceo). ((Attenzione: il numero di pagine, sia nel formato ebook che in quello cartaceo, in base all’anno di pubblicazione e alla casa editrice potrebbe leggermente variare.)

Casa editrice: BUR (Biblioteca Universale Rizzoli); Mondadori; Feltrinelli; Giunti Editore; Einaudi; Newton Compton.

Dove reperirlo: app Apple Books; app eBook Search; Google Play Libri; https://www.amazon.it; https://www.libraccio.it; https://www.ibs.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.kobo.com (formato ebook); https://www.ebay.it; https://www.amazon.it; https://www.libraccio.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.ibs.it; https://www.mondadoristore.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: “State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica!” Basta l’inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi… e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché – bene o male – questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso; perché Mina diventa l’oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l’indefessa fede nell’inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l’appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie di “cacciatori” convergono – con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l’”arrivano i nostri” dei migliori film western – a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza.

Sono passata dal leggere, facendo passare anche lunghi periodi di tempo poiché non era proprio tra i miei generi preferiti, un libro di genere classico al leggerne ben due di fila, 😀! E non ho ancora finito… Anche la mia prossima lettura sarà un classico, e più precisamente “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas, ma di questo ne parlerò nella prossima recensione libresca, 😉.

In questo recensione vi parlerò del più famoso libro che Bram Stoker ha scritto: “Dracula”. Una storia dove il Male, nelle vesti di Dracula il vampiro, diventa il protagonista-antagonista principale del romanzo. Tutto inizia quando Jonathan Harker viene invitato da un misterioso Conte Dracula nel suo castello in Transilvania. Qui Harker dovrà concludere un importante affare immobiliare con il Conte. Quello che ancora non s’immagina è che il suo ospite nasconde un terribile ed inquietante segreto: è un vampiro! Terrorizzato cerca in tutti i modi di fuggire dal castello dove Dracula lo tiene prigioniero e alla fine ci riesce. Quello che ha scoperto l’ha scioccato a tal punto da farlo ammalare, ma una volta guarito consegna a Mina, prima sua fidanzata e in seguito sua moglie, il diario con appuntati tutti i ricordi di quel terribile soggiorno. Mina ha così modo di leggere quanto Jonathan ha vissuto nel periodo in cui erano lontani ed inizia lentamente a capire che la trasformazione che sta avvenendo in Lucy, sua cara amica, sia dovuta ai continui “pasti” che Dracula, nottetempo, effettua sulla ragazza. Pian piano anche Lucy si sta trasformando in un vampiro e dopo la sua morte inizia a “vivere” come una Non-morta, fino a che il professor Van Helsing non decide di liberare le sue spoglie mortali dal Male e rendere la sua anima libera di riposare in pace. Dracula, però, è sempre alla ricerca di nuove vittime e anche Mina è una di queste. Jonathan, Van Helsing, il Dottor Seward, Arthur Godalming, Quincey Morris e la stessa Mina s’alleano e tornano in Transilvana dove tutto è iniziato. Non c’è un minuto da perdere o la prossima a diventare una Non-morta sarà proprio Mina…

Voto alla fine della lettura del libro: 9.

👍 se amate le atmosfere cupe, misteriose e dal sapore tipicamente horror questo libro è quello giusto per voi; mi piace, mentre leggo, crearmi una specie di “film” che faccio vivere nella mia mente attraverso delle immagini che creo man mano che la storia prosegue e ci sono stati alcuni attimi in cui la fantasia si è scatenata e alcune scene che ho creato hanno avuto il potere di mettermi la classica “pelle d’oca”; malgrado la sua natura da cattivo Dracula affascina per il suo magnetismo e il suo modo suadente di trarre a sé le sue vittime.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Dracula” di Bram Stoker? Vi propongo un gioco: immaginate d’incontrare Dracula che, con il suo fare affascinante vi propone, con un solo morso, di diventare immortali come lui. Accettereste l’offerta e in questo modo avreste la garanzia di vivere per sempre o rifiutereste l’offerta?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Jane Eyre” Charlotte Brontë.

Se hai grinta e determinazione nella vita puoi raggiungere tutti i tuoi obiettivi.

Titolo: Jane Eyre.

Autore: Charlotte Brontë.

Genere: classico, drammatico, romantico.

Pagine: 468 (ebook), 596 (cartaceo). (Attenzione: il numero di pagine, sia nel formato ebook che in quello cartaceo, in base all’anno di pubblicazione e alla casa editrice potrebbe leggermente variare.)

Casa editrice: BUR (Biblioteca Universale Rizzoli); Feltrinelli; Bompiani; Mondadori; Newton Compton; Garzanti.

Dove reperirlo: app Apple Books; app eBook Search; Google Play Libri; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.amazon.it; https://www.libraccio.it; https://www.ibs.it; https://www.kobo.com (formato ebook); https://www.lafeltrinelli.it; https://www.giuntialpunto.it; https://www.mondadoristore.it; https://www.amazon.it; https://www.libraccio.it; https://www.ibs.it; https://www.ebay.it; https://www.libreriadelsanto.it e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Trama: Jane Eyre racconta la storia dell’educazione sentimentale di una giovane istitutrice inglese, orfana e di umili origini, che ottiene alla fine, dopo molte peripezie, la felicità in amore unendosi all’ardente, impetuoso Edward Rochester, suo padrone; con questa si intreccia una precedente e tragica storia d’amore e follia che ha avuto per protagonisti Edward e Bertha, la donna strappata alla sua terra caraibica e relegata come pazza in una soffitta nella grande magione di Rochester: Thornfield Hall.

“Jane Eyre” di Charlotte Brontë è uno dei più famosi classici della letteratura inglese del XIX secolo. Il romanzo narra, dall’infanzia fino all’età adulta, della vita di Jane Eyre. Jane è una bambina che, una volta rimasta orfana dei genitori, viene adottata dallo zio materno, Mr. Reed, e la tratta come una figlia. Alla morte di lui Jane viene adottata dalla signora Reed, moglie e zia di Jane che, però, non la vede di buon occhio. I maltrattamenti sono continui, non solo da parte della zia ma anche dei cugini, sopratutto da parte di John, il cugino di Jane. Ma Jane non è proprio il tipo che si fa mettere i piedi in testa e riesce, con il suo carattere e la sua personalità a farsi rispettare. All’età di dieci anni viene mandata a Lowood, in una scuola di carità. Qui Jane vi rimarrà per otto anni: sei come alunna e due come insegnante. All’età di diciotto anni riesce a trovare lavoro per Edward Rochester, un nobile del Lancashire e proprietario della magione di Thornfield Hall. Al servizio di Rochester come istitutrice, Jane diventa l’insegnante di Adele, la figlioccia del proprietario, e pian piano riesce a conquistare anche il cuore di Edward. Rochester, però, nasconde un grande segreto: malgrado proponga a Jane di sposarlo e di diventare sua moglie è già sposato. Bertha, la prima moglie che Rochester tiene nascosta nella soffitta di Thornfield Hall, è una donna con problemi mentali, violenta e imprevedibile, e quando Jane scopre di questo matrimonio fugge via. Verrà accolta, sofferente e denutrita, dalla famiglia Rivers che con il tempo diventerà come una famiglia per Jane. Quello che Jane non sa, però, è che Anna, Diana e St. John sono davvero suoi parenti perché hanno uno zio in comune. Alla morte di questi Jane eredita una bella somma e la divide con i suoi cugini. St. John vorrebbe che Jane diventasse sua moglie e fa di tutto per convincerla a sposarlo e, dopo il matrimonio, andare in India lui come missionario e lei come sua consorte. Ma St.John non è davvero innamorato di Jane e la ragazza lo capisce subito che, sposandolo, sarebbe solo un matrimonio di convenienza. Così decide di tornare a Thornfield Hall ma quando vi arriva trova una brutta sorpresa: la magione è stata distrutta da un incendio e il suo proprietario, nel cercare d’aiutare la moglie, ha perso la vista e gli è stata amputata la mano. Jane decide, così, di correre subito nella nuova dimora dove Rochester è andato ad abitare e lì i due si riconciliano. Rochester chiede nuovamente a Jane se vuole sposarlo e questa volta lei risponde di sì.

Non scrivo il finale perché rischierei di svelare troppo: a voi il compito di sapere se Rochester recupererà o meno la vista e se vivrà per sempre felice insieme alla sua Jane, 😉.

Voto alla fine della lettura del libro: 8.5.

👍 il personaggio di Jane Eyre mi è piaciuto davvero molto perché, malgrado le difficoltà e le continue sofferenze a cui la vita la sottopone non s’arrende mai e combatte sempre a testa alta e con grande grinta; un altro personaggio che ho adorato di questo romanzo è quello della piccola Adele, la figlioccia di Edward Rochester. Una bambina deliziosa che sa subito farsi benvolere da Jane e riesce ad instaurare un rapporto stretto con la sua istitutrice; un romanzo che insegna che, davanti alle difficoltà che la vita ci pone davanti, non bisogna arrendersi mai e continuare a lottare con tutte le proprie forze.

👎 in questo romanzo ho trovato tre personaggi davvero antipatici e che ho mal digerito. Primo: la zia di Jane mi è risultata antipatica perché non fa altro, da quando il marito è morto, che maltrattare la piccola Jane, arrivando a trattarla quasi come una nullità. Un comportamento davvero disgustoso nei confronti di una bambina così piccola. Secondo: Blanche Ingram: altezza, spocchiosa, insensibile e chi più ne ha più ne metta. Quando viene invitata come ospite a Thornfield Hall si mette a dare ordini come se fosse la padrona di casa, guarda dall’alto in basso Jane e non sopporta la presenza della piccola Adele. Roba di dirle: “Oh! Ma chi cavolo ti credi d’essere? Solo perché sei nobile e ricca ti credi migliore degli altri? Ma scendi dal piedistallo!” Terzo: St.John: vuole a tutti i costi, pur non amandola e non provando il minimo sentimento per lei, sposare Jane perché gli converrebbe nella sua carriera di missionario in India. Un comportamento che ho trovato altamente inqualificabile e spregevole.

E voi avete già letto “Jane Eyre” di Charlotte Brontë? Se la vita vi mette davanti a qualche prova difficile siete delle persone combattive e grintose come Jane?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Poirot e le pietre preziose” Agatha Christie.

Cinque furti, cinque casi da risolvere. Chi saranno i colpevoli?

Titolo: Poirot e le pietre preziose.

Autore: Agatha Christie.

Genere: giallo per ragazzi.

Pagine: 94 (ebook), 154 (cartaceo).

Casa editrice: Mondadori.

Dove reperirlo: se avete un device a marca Apple, scaricate dall’App Store l’app eBook Search e all’interno di questa app potrete trovare questo libro (formato ebook); https://www.Ebay.it; https://www.Amazon.it; http://www.ibs.it; http://www.mondadoristore.it; https://www.lafeltrinelli.it; https://www.libreriauniversitaria.it; https://www.hoepli.it; https://www.macrolibrarsi.it (formato cartaceo) e probabilmente anche nelle biblioteche della vostra città/del vostro paese.

Un’affilata perspicacia nascosta sotto baffi inappuntabili.

Trama: Poirot è il primo e il più famoso fra i detective creati da Agatha Christie. Qui sarà alle prese con la sparizione del leggendario rubino di un principe orientale, il mistero che accompagna due enormi diamanti gemelli e altre “scintillanti” vicende. E anche stavolta, naturalmente, a trionfare sarà la combinazione tra “piccole cellule grigie” e profonda conoscenza dell’animo umano, sulla quale si basa l’infallibilità di un investigatore unico al mondo.

Di Agatha Christie non ho letto molti libri… a dirla tutta questo è il secondo che leggo di questa scrittrice: il primo che ho letto è stato, tanti anni fa, “Dieci piccoli indiani”. Comunque sia anche il libro di genere giallo rientra nella mia “comfort zone” e questo libro appartiene proprio a questo genere, 😉.

In “Poirot e le pietre preziose” sono narrati cinque brevi racconti in cui il famosissimo investigatore Hercule Poirot si ritrova alle prese con sei furti di gioielli o meglio, di pietre preziose. Tra rubini che scompaiono, diamanti che vengono trafugati e altri “luccicanti” furti Poirot, spesso accompagnato dal suo fidato amico, il capitano Hastings, si ritroverà a dover risolvere, con arguzia e molta perspicacia, cinque casi il cui comun denominatore sono delle pietre preziose.

Voto alla fine della lettura del libro: 7.5.

👍 un libro piacevole da leggere e che si finisce in poche ore; pur essendo un libro per ragazzi può essere letto tranquillamente anche se ragazzi non lo si è più da tempo; mi sono divertita, mentre lo leggevo, a cercare di capire chi fosse il colpevole di questi furti (a volte ci sono riuscita prima della fine del racconto, altre volte invece no, 😉).

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Poirot e le pietre preziose” di Agatha Christie? Anche voi, durante la lettura di qualche giallo, diventate dei “detective” e cercate di scoprire chi sia il colpevole della storia?

Aspetto i vostri commenti. 🙂

Recensione libresca: “Laurie” Stephen King.

È proprio vero: il cane è sempre il miglior amico dell’uomo.

Titolo: Laurie.

Autore: Stephen King.

Genere: racconto thriller, drammatico.

Pagine: 33. (ebook)

Casa editrice: Sperling & Kupfer.

Dove reperirlo: Apple Books; Google Play Libri; https://www.Amazon.it. (formato ebook).

Trama: Quando sua sorella Beth si presenta con una cagnolina, la prima reazione di Llyod – vedovo da sei mesi, solo e senza figli – è di rifiuto. Il lutto gli ha tolto forze e desideri: già gli pesa occuparsi di sé stesso, gestire un cane sarebbe impensabile. Ma la paziente fiducia della cucciola e i modi perentori della sorella – Una persona in lutto ha bisogno di qualcosa per tenere la mente occupata – hanno ben presto la meglio sulla fragile determinazione di Llyod. Rimasti soli, l’uomo e la cagnetta – che Llyod ha chiamato Laurie – imparano a conoscersi, scoprendo insieme il piacere di semplici riti condivisi. Fra questi, la passeggiata lungo il canale. Un sentiero tranquillo, che però un giorno diventa teatro di un evento atroce, a cui né Lloyd né Laurie erano preparati…

Delizioso e terrificante, un regalo di King ai lettori italiani, in occasione dell’uscita del nuovo romanzo The Outsider.

E con questo ebook, o meglio racconto, ho iniziato il mio viaggio nel mondo del libro elettronico, 😀.

Per iniziare questo viaggio ho scelto un racconto scritto da uno dei più grandi scrittori mondiali: Stephen King. In questo racconto, che anticipa il libro The Outsider”, il protagonista, Llyod, è un vedovo che da sei mesi ha perso l’amata moglie Marian. Questo lutto l’ha portato quasi a dimenticarsi come si fa a vivere e la sorella Beth è preoccupata per lui. Così un giorno decide che è arrivato il momento che il fratello torni a vivere e porta nella sua vita un cucciolo di cane. All’inizio Llyod non è molto contento di questa “intrusione” forzata ma pian piano Laurie, così Llyod ha chiamato la cagnolina, riesce a conquistare il suo cuore. I due sono soliti fare delle passeggiate insieme, quando un giorno un evento inaspettato porta, soprattutto, uno dei due ad avere a che fare con un nemico di cui nessuno, fino a quel momento, ne sapeva nulla. Chi sarà questo nemico? Ma soprattutto: chi sarà ad avere la meglio?

Voto alla fine della lettura del racconto: 7.

👍 leggere Stephen King è sempre (o quasi) garanzia di suspence, azione e paura; pur essendo un racconto molto breve (solo 33 pagine) al suo interno si può trovare tutto quello che ci si aspetta da una storia scritta da King.

👎 nessuna nota negativa da segnalare.

E voi avete già letto “Laurie” di Stephen King? Qual è lo scrittore o la scrittrice che, leggendo un suo libro, non ha mai deluso le vostre aspettative?

Aspetto i vostri commenti. 🙂